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Per Federcaccia l’articolo 842 del codice civile – fondamento del modello sociale della caccia in Italia – non è mai stato né è in discussione. Strumentali le posizioni di chi vuole seminare dubbi

Roma, 13 luglio 2022 – Ancora una volta ci dobbiamo occupare non dei consueti attacchi delle associazioni animaliste e ambientaliste estremiste, ma di quelli di altre Associazioni Venatorie.

In particolare continua la campagna denigratoria aperta da tempo nei nostri confronti da Arcicaccia, che per dimostrare di esistere ha evidentemente bisogno di un nemico. Triste vedere che lo ha scelto fra chi sta dalla stessa parte.

In tutta onestà viene da chiedersi se davvero Arcicaccia sia come noi dalla parte della difesa dei cacciatori, visto il suo comportamento alquanto curioso. A esempio, per citare l’ultimo episodio, Arcicaccia si è rifiutata di firmare la lettera inviata congiuntamente da Federcaccia e dalle altre Associazioni riunite nella Cabina di Regia al Mite, alle Regioni e agli Assessorati per chiedere con forza di resistere alla diffida fatta loro pervenire delle Associazioni animal-ambientaliste affinché venissero ridotti tempi e specie dei Calendari venatori per la prossima stagione.

Qualche dubbio lo fa nascere anche l’accusa mossa a Federcaccia di gettare risorse economiche ed energie – nessuna delle due di Arcicaccia, peraltro – in studi e ricerche ritenute da Arcicaccia inutili se non dannose, ma che pure hanno consentito più volte alle Regioni di resistere alle assurde richieste di restrizione di tempi e specie regolarmente invece avallate da Ispra. Timore reverenziale verso quest’ultima o forse tentativo di sminuire qualcosa che non si riesce a produrre?

Ultima di questi giorni l’accusa mossa sempre a Federcaccia di perseguire supposti progetti privatistici mossa dopo l’annuncio di Coldiretti della nascita di una associazione volta a fare rete delle aziende agrivenatorie del Paese. Troviamo abbastanza curiosa questa accusa proveniente da Arcicaccia, che da tempo sembra trovare particolari sintonie proprio con Eps, l’associazione che in Italia da sempre rappresenta i riservisti, assumendone nell’ultima settimana il quasi il ruolo di portavoce, difensore e sostenitore.

Fra l’altro, essendosi Eps affiliata a Confagricoltura, secondo Arcicaccia Confagricoltura-Eps sì, Coldiretti-CNCN no. una curiosità: perché?

L’iniziativa che tanta agitazione con conseguente abbondante produzione di comunicati ha creato in Arcicaccia, è stata presentata da Coldiretti insieme al CNCN – Comitato Nazionale Caccia e Natura questa mattina, assume il nome di “AB – Agrivenatoria Biodiversitalia”, riunisce numerose aziende agrivenatorie italiane e costituisce come da loro dichiarato, una rinnovata, importante, alleanza tra il mondo agricolo, venatorio e della gestione faunistica.

Nessuna nuova Associazione venatoria, nessun superamento dell’842, nessun stravolgimento della 157/92 per quanto riguarda le “riserve private”.

Come ha sottolineato il Presidente Coldiretti Prandini, al centro di questo nuovo progetto si intende mettere il ruolo del cacciatore come un attivo gestore ambientale e promuovere lo sviluppo della conoscenza e frequentazione degli ambienti rurali in un rapporto positivo fra agricoltori, cacciatori e cittadini. L’ambizione espressa è quella di ricercare una nuova alleanza strategica fra agricoltori e cacciatori per una corretta gestione dell’ambiente, che faccia cessare le conflittualità esistenti.

Elemento non secondario è altresì il progetto di valorizzazione della carne di selvaggina, inteso anche come elemento per meglio sostenere l’economia delle aziende delle aree interne e spesso svantaggiate. Altro punto importante è la promozione di una nuova conoscenza del valore culturale, sociale ed economico dell’attività venatoria declinata in tutti i suoi aspetti.

Il Presidente Buconi, che ha partecipato alla presentazione, ha apprezzato le linee programmatiche espresse sia dal Presidente del CNCN Maurizio Zipponi che dal Presidente Coldiretti Prandini, soprattutto per la chiara volontà espressa di muoversi nell’alveo della 157/92 e della assoluta mancanza di messa in discussione dell’art. 842 del C.C.

Federcaccia sarà sicuramente disponibile a un costruttivo confronto per sviluppare e dare concretezza all’obbiettivo strategico di una nuova rinnovata alleanza fra cacciatori e agricoltori per una gestione dell’ambiente che superi le difficoltà attuali.

Ci auguriamo che Liberacaccia, che aveva espresso un attendismo più o meno strumentale, osservi e valuti oggettivamente la situazione e auspichiamo che Arcicaccia si scelga meglio i suoi nemici. Noi cercheremo di farlo con gli amici.

Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

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