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Di solito il merlo è un selvatico di cui tutti si riempiono la bocca, senza poi effettivamente predarlo e conoscerne la popolazione e proliferazione. Negli ultimi tempi, ho letto su una rivista di caccia, ma anche sentito nei discorsi “dei grandi cacciatori” che bisogna salvaguardare i merli in quanto la loro popolazione sarebbe scesa vertiginosamente, nulla di più falso o meglio forse in alcuni territori ma generalizzare è veramente sbagliato. Nelle scorse stagioni venatorie i merli che si sono visti nella mia provincia almeno, non si erano mai visti, sia a stagione inoltrata che durante il passo, basti pensare che molte volte i miei spolli fino al 31 dicembre erano indirizzati soltanto al rumoroso e romantico pennuto nero, con carnieri molto soddisfacenti. Questo per dire che forse è giunta l’ora di dire basta ai cacciatori da scrivania, che molte volte scrivono o lasciano dichiarazioni senza sapere cosa dicono, magari andando a caccia una o due volte l’anno e scrivendo per sembrare politicamente corretti “contro” una caccia che loro non praticano e che non conoscono al momento. Tutto ciò (che non riguarda solo il merlo, il mio era un esempio che mi riguarda direttamente) , per dire che molte volte, noi cacciatori per sembrare più “belli” agli occhi della gente smaterializziamo noi stessi attaccando magari una caccia che non pratichiamo e quale? Sempre la caccia alla piccola migratoria, che tutti i cacciatoroni di alto rango considerano secondaria senza sapere che è una delle più difficili. È ora di finirla nel metterci l’uno contro l’altro, il nemico dei cacciatori ancor prima delle associazioni radical-animaliste, sono proprio alcuni cacciatori che non sanno neanche la cura del territorio e il monitoraggio del capannista o di chi pratica nelle diverse forme l’attività venatoria alla piccola migratoria.
Un mio pensiero amici di Mygra.

Vittorio Venditti – Un giovane Cacciatore

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