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di Antonio BUONO*
Da alcuni giorni, tra un banchetto e l’altro, vi è un grande affanno alla ricerca di una firma che possa “finalmente” tagliare la testa a degli assassini, quella di noi cacciatori.
Bene, direi benissimo…
Venite a prenderla la nostra testa.
Nel caso non vogliate disturbarvi, noi saremmo disponibili a portarvela fino alla vostra magnifica città di periferia, una città con l’onere di aver partorito l’orrenda idea {grazie a voi quattro scappati di casa} di usare la caccia come un cavallo mediatico al pari di un agnello sacrificale.
Non è chiaro il “progetto”, ma se il WWF, L’ENPA, LA LIPU e le altre associazioni ambientaliste, sono contrarie all’iniziativa, appare evidente che c’è del marcio.
E intanto, si insiste in modo subdolo nel chiedere un segnetto, pur di soddisfare una bramosia che potrebbe portare al suicidio globale sul piano della credibilità. Si vede molto bene che la consapevolezza di rimetterci “la faccia” è ben più grossa della faccia stessa.
Noi cacciatori abbiamo le idee chiare, siamo pronti a deporre le armi.
Se il nostro andare a caccia, è caccia, che a caccia ci vadano i paladini della natura, quelli che ne sanno più di noi, quelli che hanno più tempo di noi nell’ascoltare le banalità e le stupidaggini seduti comodamente in poltrona davanti ad un televisore.
Certe “messe”, hanno l’essenza di una religione monoteista che mai potrà portare da nessuna parte perché basata sulle solite telenovele strappalacrime.
A meno che da quell’altra parte non vi sia, ancora una volta, la terra promessa o addirittura la vita eterna, e con essa, la certezza che nessuno morirà mai!
Sentir dire in televisione che una scrofa di cinghiale partorisce più cinghialotti perché stressata, è destabilizzante preoccupa non poco.
Chissà cosa ne pensano tutte quelle coppie che i figli hanno dovuto adottarli perché non “venivano”, chissà, magari con un tantino di stress…
Qui si sta dando i numeri, sarebbe ora di smetterla con queste pagliacciate seriali, il nostro paese si ritrova in un mare di guai socio-economici e sanitari gravissimi, sarebbe ora di “adottare” un tantino di serietà!
Non è assolutamente possibile, non è affatto di umana comprensione che, in un periodo di globali quanto disastrosi e preoccupanti difficoltà planetarie, si pensi a delle banalità come un referendum sulla caccia.
Nessun medico potrebbe mai prescrivere tale squilibrata necessità, a meno che la gravità in essere non sia di estrema urgenza da dover correre ai ripari. Va da se che per riparo è sottinteso, non il ritiro spirituale che tanto va di moda, ma l’immediato ricovero ospedaliero.
Volete la pelle di noi cacciatori? Bene… venite a prenderla.
Sappiate però che nel frattempo noi siamo stati derubati, non abbiamo più nulla, nemmeno i boschi, ce li hanno bruciati, di quel verde dove andavamo a caccia non ci resta più niente.
Volete la nostra “casa”?…
Venite a prenderla.
In cambio però, noi cacciatori vi chiediamo la natura, quella che la vostra arroganza, la vostra incompetenza, la vostra incapacità, la vostra ignoranza, la vostra presunzione ha tolto a noi cacciatori.
Del nostro entusiasmo, delle nostre tradizioni, dei nostri sentimenti, della nostra passione, noi, ve ne facciamo dono, ben sapendo che vi stiamo regalando…
meno di niente!
*cacciatore a vita
Portavoce Nazionale MSE
Coordinatore MSE Ischia

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