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La delibera n° 515 del 10/05/2021, (allegata a questo articolo), approvata dalla Giunta Regionale Toscana su proposta dell’assessore all’agricoltura e caccia Stefania Saccardi riguardante gli interventi di prelievo in attività di controllo (art. 37) da parte dell’agricoltore proprietario e conduttore del fondo, è da considerare un passo indietro ai fini della gestione delle popolazioni faunistiche interessate.

Con questa delibera, sulla quale ci riserviamo di approfondirne i contenuti tecnici, l’agricoltore o conduttore potrà esercitare i contenimenti direttamente all’interno del fondo agricolo con procedure semplificate rispetto al normale iter previsto dall’art. 37 in qualità di “soggetto responsabile”.

Nonostante la nostra disponibilità ad instaurare un approccio costruttivo sui problemi collegati all’attività venatoria, dobbiamo rilevare con sorpresa ed amarezza, come questo ed altri recenti atti amministrativi rispondono a richieste di parte, prive di un corretto approccio gestionale e che rischiano di innalzare ed estendere potenziali tensioni e conflitti, senza produrre i risultati attesi.

Da mesi, siamo impegnati ad evidenziare all’Assessore una serie di necessità ed urgenze che riguardano la caccia e la gestione faunistica in Toscana. Nonostante questo continuiamo a registrare forti ritardi sull’approvazione del regolamento attuativo alla legge regionale sulla caccia, il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale , l’istituzione dei Centri di Assistenza Venatoria, la detenzione ed utilizzo dei richiami vivi e l’approvazione del nuovo Calendario Venatorio Regionale 2021/2022 con le necessarie correzioni al testo presentato.

Sul problema dei contenimenti in art. 37, grazie all’impegno del mondo venatorio e degli ATC, avevamo raggiunto un sostanziale equilibrio sulle procedure autorizzative che semmai avrebbero dovuto essere ulteriormente snellite per il territorio a caccia programmata e soprattutto per gli istituti faunistici e per le aree protette.

Ricordiamo inoltre per correttezza di informazione, che i danni liquidati dagli ATC Toscani con le risorse economiche provenienti dai cacciatori ad esse iscritti, nell’anno 2018 e nell’anno 2019 si attestano a circa un milione di euro su base regionale. Un esito raggiunto grazie all’impegno degli ATC, ma anche per la collaborazione delle squadre e dei distretti della caccia al Cinghiale che hanno garantito sia sotto il profilo del prelievo che della prevenzione importanti risultati.

Infine, sul piano strettamente politico, siamo fortemente preoccupati per la riproposizione da parte della Giunta Regionale di metodi che già nella precedente legislatura avevano caratterizzato negativamente l’azione della maggioranza.

Da parte nostra continuiamo a ritenere che sia necessario evitare di riproporre metodi e scelte avulse da una visione di insieme, riprendendo un confronto costruttivo e progettualmente lungimirante con la politica ed il mondo agricolo, incentrato sulle vere sfide che riguarderanno l’agricoltura di domani, PAC 2022-2027, Green New Deal, Next Generation EU e sul sistema di risorse che ne faranno parte, in cui la caccia ed i cacciatori potranno ottenere un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità e della corretta gestione faunistica.

La politica dovrebbe qualificarsi su queste sfide, concentrandosi sulla progettualità di agricoltori e cacciatori, uscendo dall’asfittica logica del mero e semplicistico ristoro dei danni causati dalla fauna selvatica all’agricoltura, in considerazione dell’enorme mole di risorse economiche che la Comunità europea metterà a disposizione nei prossimi anni.

Nei prossimi giorni le nostre associazioni confederate, Federcaccia Toscana, Anuu migratoristi Toscana, Associazione Regione Cacciatori Toscani, attiveranno un serrato confronto nei territori, a partire dal sistema organizzato delle squadre di caccia al cinghiale e dei distretti, sugli effetti di una decisione non condivisibile e sulla quale sin da subito adotteremo ogni utile e necessaria iniziativa.

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