CACCIA & CARTUCCE

Varie tipologie di caccia per questo migratore: di attesa, da appostamento,  vagante, in quest’ultima forma non è indispensabile l’ausilio del cane in quanto, il Merlo, se minacciato, si invola prima che il pericolo arrivi nelle vicinanze, raramente capita di incontrare esemplari più smaliziati che invece fanno sfilare il cacciatore rimanendo astutamente celati fra i cespugli. A prescindere dalla tipologia di caccia scelta non saranno richieste armi aventi strazzature molto ristrette, come sempre per la medio-piccola migratoria saranno sufficienti delle strozzature medie, che abbinate a cartucce con dosi di piombo non elevate, ci offriranno delle buone rosate ben guarnite. I caricamenti, artigianali e non, si orientano quasi sempre sui 32-33 gr per il cal 12, 25 – 26 gr per il cal 20, molto usati nella caccia da capanno anche i calibri minori tipo cal 28 – 24 – 36 e 410 – cal 8 flobert. La numerazione di piombo ideale per il Merlo sarà n° 9 – 10, risulta un po’ più resistente del parente Tordo.

Ordine: Passeriformi – Famiglia: Turdidi – Genere: Turdus  – Specie:  Turdus merula

DESCRIZIONE

 Il Merlo ha dimensioni medio-piccole, becco robusto e tarsi lunghi, Il maschio ha un piumaggio uniformemente nero lucente e becco giallo-nerastro. Il maschio giovane ha il becco nerastro e il mantello più marrone con le zampe bruno-scure. I maschi anziani sono grigiastri, con il becco giallo. La femmina è bruno-nerastra con mento e gola grigiastri, becco bruno. In entrambi i sessi le zampe sono bruno scure. In volo, visto da sotto, il maschio è inconfondibile per la colorazione nera, le remiganti più chiare e il becco giallo, mentre la femmina appare brunastra. Lunghezza cm 25-27, peso gr 75-115.

Dopo il passero, questo inconfondibile pennuto dal solenne mantello nero è l'uccello più diffuso in Italia, comune in ogni parco e giardino del nostro paese. Gli esemplari ormai abituati alla vita cittadina hanno perso in parte la naturale astuta diffidenza e non esitano ad avvicinarsi all’uomo.

 

                                                                  

 

 

Non sono rari gli esemplari a colorazione anomala: rossiccia, a macchie bianche e nere o cinerina. Rari sono gli albini in cui il becco, l'iride e le zampe di un delicato color rosa completano degnamente il niveo manto.  Frequenti invece gli albini parziali che si distinguono dal Merlo dal collare per l'assenza della macchia grigia sulle ali, oltre che per la voce.

Esiste una seconda specie chiamata Merlo torquato o dal collare (Turdus torquatus) che differisce dal Merlo comune per la taglia maggiore (è lungo circa 27 cm) e per una fascia bianca sul petto, ampia nel maschio, ridotta nella femmina.

 

ABITUDINI

Abitudini – Gli esemplari non abituati al movimento incessante delle folle che percorrono le città, si dimostrano diffidenti come è la loro natura, si mettono subito al riparo se spaventati, mentre assumono un comportamento confidente quando non sono disturbati. Di costumi solitari, il Merlo si riunisce con i suoi consimili solo in migrazione. Mostra grande vivacità e possiede un volo veloce, talvolta diritto e talvolta sfrecciante a zig-zag; essenzialmente arbicolo.

 Ha un'andatura saltellante e disordinata, è molto agile al suolo. I maschi si battono per conservare il loro territorio durante la stagione della riproduzione, cantando molto forte e inseguendosi. Lo si può vedere mentre canta sempre dalla cima di tetti, alberi, antenne.

  

ALIMENTAZIONE

 Il merlo è onnivoro; si ciba principalmente di frutta, bacche e piccoli invertebrati

Ghiotto di frutta, gradisce in particolare mele, pere, fragole, ribes, mirtilli, ciliege e fichi, uva.Completano la sua alimentazione bacche, semi, vermi di terra, insetti, coleotteri, lepidotteri, ditteri, ragni, millepiedi e piccoli molluschi.

 

HABITAT

 Vive nei boschi con sottobosco, nei parchi, nei giardini, nelle siepi, nei frutteti e nelle vigne, nonché nelle zone coltivate in genere; le coppie conducono vita isolata in quanto l’uccello è realmente gregario solo in migrazione e solo in tali situazioni è possibile vederlo riunito in grossi gruppi.

 

RIPRODUZIONE

La stagione riproduttiva inizia in marzo e si protrae fino a luglio.

Nidifica tra le siepi, cespugli, sempreverdi, edera o su alberi a notevole altezza. Il nido viene costruito dalla femmina, talvolta aiutata dal maschio che porta materiale. 

Nel nido, non troppo nascosto, la femmina depone da 3 a 5 uova verdi-azzurre macchiate di bruno, che cova per 12-15 giorni. Verso il tredicesimo giorno di vita i piccoli, pur non essendo ancora in grado di volare, escono dal nido occultandosi in terra nei cespugli dove, mentre la madre inizia a costruire un secondo nido, il padre continuerà ad assisterli per un paio di settimane.  

Di frequente le coppie portano a termine nell'anno tre covate.  

 

                                                                 

LA MIGRAZIONE

 Il merli italiani sono stanziali, salvo quelli delle Alpi; molti di essi trascorrono l'intera vita nella ristretta superficie occupata dalle siepi e con poco spazio attorno per la pastura.
I soggetti del Nord, invece, sono costretti ad emigrare nello stesso periodo dei tordi bottacci. Sono caratterizzati da ali a punta, più adatte alla migrazione, mentre quelli nostrani hanno l'ala corta e arrotondata. I migratori giungono da diversi paesi europei: ex Cecoslovacchia (30%), Ungheria (20%), ex Jugoslavia (7%), Polonia (6%), dalla Germania, dalla Francia, dall'Inghilterra … arrivando a percorrere oltre 1500 Km. Il comportamento dei merli migratori è diverso da quello dei nostrani. I migratori prediligono, per la sosta, alberi d'alto fusto. per ciò che riguarda l'Italia, la migrazione è stata studiata dal 1930 al 1943 presso l'osservatorio ornitologico di castel Fusano e in altri centri d'inanellamento. E' stato constatato che alcuni merli, dopo aver nidificato nel Centro-meridione, si spostano verso le regioni settentrionali. Lo dimostra anche il fatto che soggetti, inanellati mentre erano ancora pulcini nei pressi di Castel Fusano, sono stati poi catturati sia in Romagna che nel Veneto l'anno successivo. Accade anche che molti merli che nidificano nelle regioni settentrionali, si spostino a Sud e che vi rimangano avendo trovato un habitat idoneo.

 

                                                                                               

 

 

La migrazione avviene in tempi lunghi proprio perchè, contrariamente ad altri volatili, il merlo sosta dove trova abbondanza di pastura.
L'autunnale raggiunge il culmine – risulta dai dati forniti dagli impianti di cattura con le reti – proprio al termine di quella del tordo. In particolare nelle regioni settentrionali il passo raggiunge la massima intensità dal terza settimana di ottobre all prima di novembre , in quelle centrali, invece, da fine ottobre alla terza settimana di novembre. Il ripasso è anticipato, rispetto a quello del bottaccio e tende ad esaurirsi a metà febbraio

 

Il merlo è un uccello cacciabile In Italia. 

 

 

 

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