19 Aprile 2022

Siamo solo a metà settembre,"l’isiga",l’erba che cresce,sui costoni
e nei canali habitat ideale delle cotorne,s’è già velata di bianco.
Al mattino ,è già comparsa la brina,questo a confermare che le basse
temperature sono già di tutto rispetto.
Il Bo e la Patti,al guinzaglio tirano e ansimano,il fiato,sembra uno
sbuffo di vapore,Il mio passo è greve e la pendenza si fa sentire.
Eppure mi sento in forma,ma il sudore gronda….
Dopo una ventina di minuti mi giro verso valle,per guardarmi il
panorama e per riprendere fiato e il ripido pendio sotto di me,mi fa
capire il perché di tanta fatica.
Il posto si chiama "valli piane"in dialetto "Ai piane" senza accento
sulla e,ma per l’ignaro escursionista tratto in inganno dal nome,le
sorprese potrebbero essere di quelle non troppo gradite…
In alto vedo il punto d’arrivo,che coincide con il punto di
partenza,per la mia escursione venatoria,ma senza fucile.
Guardandolo sembra "lì",ma so bene che almeno un oretta e forse
più, ancora ci vuole.
Nei pressi c’e’ una croce la quale è un importante punto di
riferimento essendo la zona sovente coperta dalla nebbia,sempre
vicino alla croce,parte ….o arriva ,il sentiero che stò
percorrendo,una via d’accesso per superare una serie di
dirupi,differentemente,assolutamente insormontabili.
Da sotto,non si direbbe che sopra ci siano grandi distese erbose,un
paio di malghe,valli e boschi.
In compagnia dei miei amici a 4 zampe il tempo passa e passo dopo
passo arriviamo anche noi alla "croce".
Mi siedo,apro lo zaino e faccio colazione,dividendola, con quelli
che mi guardano facendomi gli occhi da "cocker" e leccandosi i baffi.
Sono un po’ stronzi….perchè sanno perfettamente che facendo così non
avrei il coraggio di mangiarmi tutto da solo.
Alla croce sono deposti dei fiori dai bellissimi colori,per chi
crede, l’ambiente alpino e quella croce probabilmente vogliono dire
molto.
Io non sò………….
Dove sono i miei amici che adesso non ci sono più???
Vivono solo nei miei ricordi ???
Oppure Gianni sarà chissà dove in un capanno sul lago a aspettare
un volo di anatre o a correr dietro ad un pointer che annusa
beccacce ???
O forse neanche me lo immagino e lui invece è qui vicino a me che mi
osserva???
Fosse così…la vita avrebbe un altro sapore,ma forse anche nel dubbio
vorrei,lo stesso crederci, per sapere che un giorno ci rivedremo e
faremo tutto quello che non abbiamo avuto il tempo di fare insieme.
Mi riaffiora un ricordo..
Quando una terribile disgrazia si portò via il mio
amico,Marina,moglie di Gianni,insistè tantissimo perché tenessi io
il suo pointer ed il suo fucile.
Non ne volli sapere.
Ero furioso,e anche se il tempo cura tutte le ferite,ci volle tanto,
ma proprio tanto per curare le mie,che mai guarirono del tutto….
Penso.
Seduto sul cippo che sorregge la croce con le spalle appoggiate alla
stessa mentre il sole sta sorgendo,guardo la nostra bella
Valcamonica.
Il Bo e la Patti li ho dovuti legare ad un piccolo abete a pochi
metri,in alternativa non avrei avuto pace.
A breve potranno sfogarsi.
Metto i campani ai cani e li sgancio,nei pratoni il bò in due balzi
sorpassa la patti e vuole giocare,ma appena il gioco si farà duro….i
duri cominceranno a giocare,e allora la patti "saluterà" il Bo e se
ne andrà a caccia.
Li lascio fare,non è li il posto dove pretendo che abbiano
concentrazione e attenzione,ma proprio il bo inciampa in una lepre
al covo,è la prima lepre che vede in vita sua,passa solo un secondo
di sconcerto,per poi partire in un grande inseguimento.
Non vorrei che prenda certe "licenze",ma forse inseguendo un paio di
lepri capirà che per incontrare deve allungare un po’.
La patti la blocco a tempo minacciandola,la metto al dietro e lei
uggiola,per ste animali da pelo a un attrazione fatale….,devo
continuare a minacciarla un bel momento certo che se "mollo"
l’attenzione, mi saluta…e poi ne ho voglia per andare a recuperarla!
Rientra anche il bo ed io faccio finta di niente.
In lontananza una cascatella,tra le rocce ,larici e abeti mi
annuncia che sono arrivato nel posto che volevo perlustrare.
Da qui si fa sul serio.
I colori del bosco son perfetti e l’ambiente è da cartolina
illustrata.
Appena indico con il braccio rivolto a monte,e dico "dai patti su
bene"lei parte.
Non so se capisce le parole o il suono della voce,sta il fatto che
se io gli dico "su" lei comincia a salire e a cacciare.
Il bo fa avanti e indietro tra me e la patti.
La vedo sparire tra i rododendri e i larici e tento di fare capire
anche al bo di fare lo stesso.
Ma per ora entra un po’ e poi ritorna da me.
Sono ancora assorto nei miei pensieri, che un abbaio della patti mi
risveglia all’improvviso, la vedo salire tra i rododendri per poco e
poi non la vedo più,ma la sento.
Mi comincio a scocciare pensando che abbia davanti una lepre,e mi
metto su un crinale poco distante da me in modo che se cambia
valletta riesco a localizzarla.
Sento calpestare nel bosco ma non può essere la patti e dritto verso
di me mi compare un giovane cervo,che devia appena vede il bo
muoversi e lo vedo risalire tra i rododendri verso la cima della
montagna.
Il bo guarda me e guarda lui,non so che intenzioni abbia ma io gli
dico solo: "provaci e le prendi!!!"
Con il tono,che capisca che se si muove le prende davvero.
Sento anche la patti che sale verso la cima,la chiamo a gran
voce ,ma so che farei bene a conservarmi per la vecchiaia le corde
vocali!!
Rientra dopo una ventina di minuti,la sgrido e la metto al
dietro,alla patti qualche licenza in più è autorizzata,giusto per
l’anzianità di servizio.
Dopo minacce varie li faccio ripartire e tengo chiamata la
patti,ritorno sui miei passi e salgo un po’ per inoltrarmi,tra i
rododendri lasciando il sentiero.
La faccenda con il cervo mi ha un po’ innervosito,e tengo sotto
sorveglianza la patti,che è eccitatissima è scatenata,sò che se la
lascio libera di fare,se ne andrà lontanissima.
Stò percorrendo un sentiero che sale a zig zag tra i rododendri,a
fianco della cascata,ed il rumore dell’acqua,sovente mi confonde il
suono dei campani.
Già un po’ sordo di mio, devo tendere parecchio le orecchie per
udire il tintinnio dei campani.
Mi sembra…non mi sembra…..
I cani li ho appena visti entrare tra la vegetazione,sopra un gruppo
di larici,forse non sarei neanche uscito dal sentiero se non fosse
che il bo non torna.
Salgo anche io, passo i larici,e vedo il bo fermo….ma non capisco
che è in ferma,mi ci vuole un attimo per raggiungerlo,e quasi nei
pressi comprendo.
Mi par strano non vedere o sentire la patti,ma sono certo che è li
in giro.
Non mi avvicino più di tanto per lasciarlo fare,per fargli
consolidare bene la ferma e per lasciargli concludere l’azione da
solo.
Vedendo che non fa una mossa,mi avvicino un po’ di più e vedo la
patti,davanti al bo neanche a due metri in ferma……sdraiata per
terra,a mò di setter,ma i rododendri particolarmente fitti me la
toglievano dalla vista,capisco solo allora che il bo la vedeva e
semplicemente consentiva.
Mi tiro indietro,ma forse faccio io casino e da alcune sporgenze
sento il frullo,ed un bel gallo maschio mi sfila,tra i larici.
Da dove era in ferma la patti il furbetto aveva camminato parecchio.
Lo seguo con lo sguardo e dopo essersi buttato a valle piega dentro
una vallata ben distante da dove sono
La rimessa è certa.
Stia tranquillo, che ci rivedremo ancora….almeno spero.
Do la voce hai cani,che,quasi stranamente rientrano immediatamente.
Mi complimento con loro,ed il solito bo……comincia a saltarmi addosso
per voler giocare,mentre la patti cammina davanti a me e ogni poco
alza il musetto e annusa l’aria.
Continua con questa faccenda senza lasciare il sentiero,come a farmi
capire,che se c’è qualcosa entra altrimenti non lascerà la via che
sta percorrendo.
Stò attento agli eventi.
Vedo in lontananza davanti a me,venirmi incontro due persone,prendo
il binocolo e do un occhiata.
Sono due agenti della Polizia Provinciale,più semplicemente due
guardia caccia della provincia.
Non avendo assolutamente nulla da temere,proseguo,quando li incontro
vedo con piacere che uno è il mio amico Martino,con il quale ci
incontriamo o all’adunata degli Alpini (abbiamo fatto il servizio
militare insieme),oppure per boschi,l’altro è invece uno col
quale,non ho molto feeling,erano anni che non lo vedevo,e credo che
al tempo ci fosse antipaia reciproca,abitava poco distante da casa
mia,e quando lo incontravo fuori servizio,ho provato più volte a
stuzzicarlo sperando reagisse,per sistemare tante cosuccie…….ma
adesso mi saluta come un vecchio amico che è molto che non si
vede,mi offre da bere,e parlando del più e del meno mi racconta dei
censimenti effettuati e dove in zona c’e’ qualche covata.
Sembra non serbi rancore,anzi rammenta le nostre scaramucce e
effettivamente ci ridiamo entrambi.
Mi chiedono dei cani,di come se la cavano e io gli racconto.
Alchè lo stesso con cui non andavo d’accordo,mi chiede se mi
andrebbe di fare un censimento volante,giusto dentro le tabelle
della riserva demaniale.
Hanno visto poco tempo fa a meno di mezzora da dove siamo una
femmina di cedrone,con comportamenti strani,che praticamente
pedonava,volava sui larici nei pressi e riscendeva a terra senza
allontanarsi, pensano che ci siano dei piccoli,nati molto tardi.
Solo a parlar di cedroni mi cominciano a sudare le mani…..
Se mi vogliono invitare a nozze……io ci stò.
Ci avviamo lungo il sentiero,e concordiamo che uno di loro mi terrà
il bo al guinzaglio e io entrerò con la patti.
Oltrepassiamo le tabelle,e ho una sensazione di disagio,forse per la
scorta che ho appresso…..
Arriviamo in un posto bellissimo,in cui mi pare di non esserci mai
stato,una costa con abeti altissimi,che finiscono sul bordo di una
cengia di uno strapiombo,che ha detta loro è alto circa 130 ml.
Con attenzione provo a guardare giù,sento un brivido attraversarmi
la schiena e per fortuna che non soffro di vertigini…
Mi preoccupo per la patti,e farò il possibile per tenerla vicina e
sotto controllo.
Fortuna vuole che la zona da perlustrare e ben più bassa del crinale
che finisce sul dirupo.
Capisco che siamo in zona operativa anche,perché le guardie
cominciano a parlarmi sottovoce,io faccio cacciare la patti sopra di
me,non mi serve chiamarla,lei viene a farsi vedere, gli faccio cenno
e poi và.
Il bo di par suo sta facendo sudare le "sette camicie"….al mio amico
Martino,non particolarmente avvezzo al guinzaglio,sta davvero
facendolo tribolare.
Non passa molto che la patti ferma …ferma e rompe,avanza,riferma,ma
nulla di nulla.
Quasi ci rimango male.
Ci avrei scommesso.
Faccio cenno alle guardie,come per dire "non so che dire",ma poi la
patti sale risoluta,nasino all’aria verso una grande roccia,coperta
da vegetazione,la vedo bene,e stiamo tutti attentissimi a cosa
succede,la patti va avanti un po’,capisco che sente qualcosa,ma non
riesce a trovare il filo giusto.
Ma mentre rientra,passando sopra un piccolo pantano,sale qualche
passo e ferma.
I guardia fanno cenno con la testa, come a complimentarsi.
Salgo a servirla,ma appena mi muovo sento un frullo e poi un
altro,sono due gallotti,grossi poco meno di un forcello adulto,ma
questi sono cedroni,li intravedo appena appena.
Stò ancora guardandomi in giro,che un frullo secco sopra la mia
testa mi gela il sangue,non rumorosissimo come quando parte da
terra,ma comunque sufficiente,per farmi arrivare il cuore in gola.
La cedrona ha osservato la situazione da esattamente sopra le nostre
teste,ed ora che i piccoli sono partiti se ne va anche lei.
Faccio cercare ancora la patti per vedere se i piccoli di cedrone
avessero in loco qualche fratello,che non intende staccarsi dal
suolo,ma con risultato nullo.
La patti è indiavolata e da tutta se stessa.
Da par mio, mi sa che l’andrenalina ma dato una sventola di quelle
toste.
Questi 10 minuti valgono come e più di una bella fucilata.
Ci avviamo sul sentiero lasciando alle spalle la foresta demaniale,e
chiedo di lasciare andare anche il bo,che appena sganciato
vola ,cercando di tenere il passo della patti.
A una ventina di minuti c’e’ una sorgente e li io e i guardiacaccia
ci lasciamo.
Io voglio scendere fino alla malga a prendere le "mascherpe" a mia
moglie,per poi risalire e riportarmi verso la croce.
Abbiamo fatto più di quel che avremmo immaginato e in tutto relax mi
avvio ,osservando i cani per leggere anche la più piccola
sfumatura,sul comportamento che tengono cacciando insieme,ma in fin
dei conti sono soddisfatto.
La patti ha otto anni,ma"sembra" che non li senta,il bo per ora non
fa gran chè ,anche se ferma certamente,riporta bene,e soprattutto,
in caso consente,senza disturbare.
Una bella mattinata,che rimarrà nei miei ricordi.
Ciao Stefano

Autore: Stefano Camplani

 




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