19 Aprile 2022

Fasano di Puglia,dicembre 1969.

Il mio ridente paese si trova al confine tra le provincie di Bari e Brindisi, il suo territorio è  ricoperto di uliveti e sovrastato dalle colline coperte di macchie.

Territorio  ideale per i tordi che infatti costituiscono la preda principale dei cacciatori e naturalmente anche del sottoscritto che ha compiuto 10 anni da quando gli è stato regalato il primo fucile (cal.28 ad 1 colpo). Da poco più di 1 anno sparo con un semiautomatico Breda. Nel 1965 fu costituita una zona che partiva grosso modo da dopo la frazione di Pezze di Greco ed arrivava sino alle colline di Cisternino, preclusa alla caccia (Bandita di Caccia). In paese si parla del fatto che la zona,piena di tordi, beccacce, lepri ecc. A fine anno sarà riaperta alla caccia. Le voci si  susseguono finchè arriva la conferma ufficiale: il 1° gennaio 1970 tutta la zona sarà riaperta alla caccia.  Grande fermento di tutti i cacciatori fasanesi tanto che una settimana prima del giorno fatidico, girava per il paese la macchina del circolo dei cacciatori  per informare che"Il 1° gennaio si aprirà la riserva di Cisternino!".  Naturalmente anche noi siamo in fermento ed il pomeriggio del 31 dicembre una "delegazione" composta dal sottoscritto,Bebè,il futoro suocero di quest'ultimo Vito,Paolo e Franco (uno degli uomini della scorta di Moro) soprannominato" cuoricino",si reca nella zona per individuare il posto migliore per l'indomani. Dopo un ampio giro ci sembra che sotto la masseria di "Gianecchia" sia il posto ideale e stabiliamo anche più o meno i posti che ognuno occuperà l'indomani. Naturalmente,essendo il 31 dicembre, non posso fare un torto alla mia fidanzata Lia,che abita a Bari,e quindi mi vesto di tutto punto per partecipare al veglione di fine anno:anche se non dormirò affatto,pazienza (e poi sono ancora giovane,ho quasi 23 anni!!). Il veglione si conclude verso le 3 ed insieme al mio futoro cognato Roberto, anche lui cacciatore,me ne ritorno a Fasano.Il tempo di cambiarmi ed alle 4,30 siamo al distributore MOBIL dove è previsto l'appuntamento con gli altri: Bebè,Paolo,Vito,Franco,zio Franco,Feluccio.Mario. Alle 5,15,con largo anticipo,siamo sul posto.Quando imbocchiamo la stradina che ci deve condurre ai posti,notiamo numerosi fari di automobili: quel giorno erano arrivati cacciatori da tutta Italia!!. Parcheggiate le macchine quando ancora è buio,scarichiamo fucili e cartucce e ci dirigiamo ai posti.Sto per arrivare al mio quando(è ancora buio pesto!) cominciano le fucilate: molta gente aveva acceso dei fuochi e sparava al riverbero delle fiamme.Ad un tratto sento fischiare il piombo vicinissimo, allora mi metto ad urlare per segnalare la mia presenza e mi accovaccio dietro un muro. Quando finalmente arriva l'alba e tutti cominciano a sparare,sembra di essere in guerra! Una sparatoria incredibile.Purtroppo la scelta del posto si rivela infelice perchè eravamo proprio nel centro della sparatoria.I tordi erano davvero migliaia ed in breve la canna del mio Breda diventa talmente rovente che non posso neppure sfiorarla.Dopo poco più di un'ora di fuoco infernale, dove eravamo noi non si vedono più uccelli ed allora,delusi e scoraggiati,ce ne torniamo alle macchine.Per conto mio ho preso 45 tordi,zio Franco 35,gli altri più o meno sullo stesso livello.I cacciatori che intelligentemente si erano messi ai margini della riserva,avrebbero sparato sino a mezzogiorno ed oltre. Per la cronaca,il giorno dopo in tutta la zona non c'era un tordo! Certo per me il ricordo di Spezzano Albanese di 3 anni prima non aveva confronti,però avevo visto veramente migliaia di tordi e comunque era stata una giornata memorabile,che avrei ricordato per sempre per poter dire un giorno: > >c'ero anch'io!. > > >

 

Riccardo Turi




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