19 Aprile 2022

Uno dei compagni di caccia "storici" è Armando, amico dei primi tempi e compagno dell'avventura ad Aliano del 1963. Pur venendo più o meno regolarmente a caccia con noi,non ho mai saputo se avesse la licenza di caccia. Il suo fucile era un sovrapposto marca "Beghelli",una marca mai sentita. Allora zio Franco, famoso per le sue battute, non appena viene a conoscenza del nome di questo fucile,comincia a canzonare Armando:"Mò,famm vedè u Beghell!" (fanmmi vedere il Beghelli). Appena Armando glielo mostrava lui diceva:"Ah! u Beghell ì bell" (il Beghelli è bello). Da allora,tutte le volte che vedeva Armando zio Franco gli gridava:"U Beghell ì semp bell!"(il Beghelli è sempre bello),parafrasando un detto di un venditore di limoni fasanese che girava per il paese con una cesta di limoni sulla testa e gridava" U lemon ì semp bon". Questa storia e questo detto è durato sino a che Armando è venuto a caccia con noi (1974,anno in cui mi sono sposato). Cambiato compagno di caccia (Giammario) è rimasta forte in me la parola Beghelli che è stata trasferita al nuovo compagno, in verità abbastanza imbranato a sparare nei primi anni di sodalizio. Un pò per l'abitudine ed un pò perchè anch'io come zio Franco sono portato alle battute ed alle canzonature (infatti Giammario lo chiamo Ugovito!) quando vado a prenderlo la mattina sotto casa sua,appena imbocco la strada apro il finestrino e,sporgendomi con la testa,grido forte:"U Beghell ì semp bell". Lui ormai è abituato anche perchè questa storia dura dal 1978.

La caccia è fatta anche di queste piccole cose.

 

Riccardo Turi




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