18 Aprile 2022

Dallo scorso anno,con il mio Beretta cal.28 monocanna sono un cacciatore a tutti gli effetti pur non avendo la licenza dato che non ho l'età necessaria. E' la stagione venatoria 1960/61 ed i nostri uliveti sono letteralmente invasi dai tordi.Ricordo che zio Franco,che lavorava a Bari e prendeve il pulman alle 7,45, usciva a caccia ogni mattina sino alle 7,30 ed ammazzava regolarmente 10/15 tordi.Io invece,andando a scuola,potevo uscire la domenica mattina e tutte le volte che lo zio decideva di andarci di pomeriggio.Lo aspettavo alle 14,30 alla fermata per chiedergli subito se dovevamo andare a caccia e se mi diceva di si  correvo avanti a cambiarmi. E' una domenica mattina penso del mese di dicembre ed andiamo negli uliveti della marina di Fasano in un posto chiamato "La Forcatella",più noto per la caccia alle tortore ad aprile-maggio. Data la presenza di tanti tordi,tralascio di sparare i fringuelli e mi dedico ai tordi anch'io.Ne ho uccisi una quindicina quando sto per ritornare dallo zio dato che sono più delle 10.Mentre attraverso un fondo mi arriva un tordo proprio sulla perpendicolare ad una discreta altezza;faccio un bel tiro e sento una voce dietro di me:"Bravo! Sei il nipote di Franco?".Era un cerro Benazzi, cacciatore toscano che insieme al suo amico Guerra veniva immancabilmente ogni anno dalle nostre parti per cacciare i tordi insieme all'amico armiere di Fasano Stefano,oppure per andare in Calabria nella piana di Sibari da fine gennaio in poi in posti magici.Corigliano,Rossano,Spezzano,San Cosmo,San Demetrio,Vaccarizzo,La Silva.Ebbene,quella mattina ammazzai con il mio piccolo fucile ad 1 colpo 17 tordi,che non sfiguravano con i ben più pingui carnieri dei "grandi". Quell'annata non si è più ripetuta a Fasano,anche se non sono mancati anni soddisfacenti e,comunque,con il mio fuciletto avevo realizzato il mio più grosso carniere.

 

Riccardo Turi




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