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223 remigton sul cinghiale.....esperienze!!!

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  • #76
    Originariamente inviato da giorgio e maria Visualizza il messaggio
    Troviamo sempre molto interessante leggere di tanto in tanto alcune discussioni su questo Forum: riguardo quello attinente il cal. 223 Remington, curiosando qua e là, abbiamo rilevato notizie che crediamo affidabili poiché inserite in validi -seppur vetusti- manuali di balistica (Nosler-2002 e Norma-2004), attingendo informazioni interessanti che elogiano positivamente il cal. 223 Remington, additandolo come un munizionamento versatile ed idoneo se correttamente impiegato contro alcune tipologie di selvatici in determinate condizioni, pur sviluppando una potenza modesta. Per pura curiosità stiamo confrontando le caratteristiche e campo d’utilizzo con un’arma nostra (una basculante mono colpo cal. 6x62R Freres). Data l’alta velocità che sa esprimere, notiamo che anche il cal. 223 Reming. è certamente distruttivo se caricato con una palla morbida contro piccoli selvatici appartenenti alla classe “warmit” (nocivi come Volpi, Sciacalli, grossi rapaci e/o roditori ecc.), ovvero animali con un peso contenuto. Ai fini balistici la sua resa di potenza è moderata perché sia il diametro di sezione che il peso della palla sono limitati: tuttavia se caricato con una palla un po’ più dura (come la Nosler CT Ballistic Tip che è dotata di una buona Combinazione Tecnologica anche se non certo al pari di una “Partition” ) si può impiegare il calibro 223 Rem. anche contro selvatici un po’ più “resistenti”; ovvero di una certa “stazza” purché il suo utilizzo avvenga in un contesto adatto (periodo della stagione venatoria, condizioni meteo ed ambientali, nessun ostacolo intramezzo –anche un consistente filo d’erba può disturbare la palla-, distanza di tiro, tiro meditato, grado d’inclinazione, in mano a tiratore esperto e suo stato psico-fisico, stato di eccitazione del selvatico <tranquillo,fermo od in lento movimento>, ottima conoscenza delle caratteristiche strutturali e morfologiche del selvatico da perseguire <dimensioni, peso, muscolatura, ossatura telaio>, posizionamento dell’animale rispetto il tiratore, ecc.). In questo caso riteniamo sia d’obbligo l’utilizzo di una palla piuttosto “dura” perché data l’alta velocità di uscita (circa 950 mts o più alla volata) ben difficilmente la palla potrà “gavitare” o peggio capovolgersi inficiando il risultato sperato, e la penetrazione sarà più profonda (la palla morbida invece esploderebbe, ovvero si disintegrerebbe a contatto con la pelle creando solo una vasta ferita superficiale con fuga del selvatico che si renderebbe facilmente irrecuperabile e/o potrebbe forse anche morire in seguito fra inutili sofferenze – dipende dalla sua costituzione fisica). Il cal. 223 Reming. è comunque un calibro da non sottovalutare tanto alla leggera, almeno contro quei selvatici per i quali è stato creato inizialmente: se dovessimo utilizzarlo contro qualche Cinghiale di peso-forma molto contenuto (40>50 kg.), noi che non siamo certo dei “cecchini” rimarremmo con tiri entro un breve raggio d’azione (40-60 mt.) impiegando una palla dura come la CT Ballistic Tip. A puro titolo di “cronaca” un mattino di qualche anno fa un nostro amico cacciatore (il Sindaco di un paese qui vicino) si presentò armato con una bella carabina cal. 220 Swift perché inizialmente si parlava di organizzare una battuta alla Volpe ….. solo che durante la battuta uscirono anche numerosi Cinghiali ….. fortunatamente Maria ed io imbracciavamo le nostre solite Brow. Bar cal. 9,3x62 mentre tanti altri erano armati con 30,06, 7x64, 9,3x74R, 338 W.M., 8x68, 8x57 JR, oppure con cal. 12 e cartucce miste (pallettoni + palla asciutta Brenneke). Scherzosamente ci mettemmo a ridere quando il Sindaco Dumitru, nostro simpatico carissimo amico, ex Colonnello dell’Esercito Romeno, mostrandoci l’arma ne decantava le possibili doti anche contro qualche “Cinghio”….. mi ricordo che Maria congratulandosi gli mise in mano l’accendino ed una manciata di petardi Magnum…. scena indimenticabile ! Poi gli disse: “gran bell’arma Dumitru, ma adesso in foresta è meglio che stai vicino a noi …” ed infatti lo mettemmo a cacciare “in posta” a 5-6 mt. da me. Forse avrebbe potuto impiegare il cal. 220 Swift in tiri molto brevi (cacciamo quasi esclusivamente in foresta) se fossero usciti cinghialetti da 30-40 kg., ma qui invece gli “irsuti” hanno stazze ragguardevoli anche da oltre 250 kg., …. mal che vada ben difficilmente c’imbattiamo in “piccoli” sotto 80 kg. perché le femmine se li portano sempre appresso e lontani da noi anche quando sono sui 100 kg. data la massiccia presenza degli Orsi che quest’anno sono stati censiti in circa una quarantina presenti nel nostro fondo venatorio locale che è di circa 15.000 ettari…. mentre nell’altro fondo confinante -nel quale siamo comunque associati- hanno contato più di 60 plantigradi oltre ai soliti numerosi branchi di Lupi …. tutte “menate” che da tempo Barone Rosso conosce fin troppo bene perché anche lui è socio cacciatore nel nostro fondo venatorio). Anche noi utilizziamo una carabina di piccolo calibro (una Sabatti SKL 98 DL cal. 6x62R Freres, quella che brandeggia Michele quando perseguiamo Caprioli, cani randagi, Volpi ecc.) ma non la impiegheremo mai contro i Cinghiali (siamo accesi sostenitori dei grossi calibri anche perché dettato dall’ambiente montano-forestale e per la tipologia dei robusti e/o pericolosi selvatici presenti in zona). Non ci sentiremo affatto tranquilli pensare di puntare questo calibro contro un Cinghiale conoscendo la sua resistenza (a meno che non sia davvero molto piccolo) e quanto può essere vendicativo se ferito: oltretutto questa nostra Sabatti è una Kipplauf, cioè arma basculante a colpo singolo, validissima per tiri lunghi con assenza di vento in ambienti molto aperti sgombri da qualsiasi ostacolo, ottima per le Volpi con la palla distruttiva Nosler Ballist Tip da 90 grani (apicale viola) oppure contro Caprioli e cani randagi con la palla dura Nosler E-Tip da 90grani (apicale grigio-verde). Il maggiore difetto della palla dura e l’alta velocità: i rimbalzi che ne possono scaturire sono sempre imprevedibili ed estremamente pericolosi, evento che talvolta avviene <in base all’angolazione di tiro> anche colpendo un’osso della nostra preda !!!
    Alcune informazioni riguardo il cal. 223 Remington le abbiamo attinte consultando anche i nostri vecchi manuali di ricarica pubblicati in lingua Inglese: Nosler 5° edizione Aprile 2002 a pag. 85 + Norma edizione n. 1 dell’anno 2004 a pag. 158.
    In ogni caso durante le uscite con il 6x62R Freres portiamo sempre con noi anche il fratellino maggiore 9,3x62… qui c’è davvero poco niente da scherzare… anche con i numerosi grossi cani a protezione dei greggi dei pastori sempre impegnati in lotte furibonde con Lupi e Plantigradi...
    Grazie per quello che scrivete, per noi una “scuola” sempre aperta … Giorgio e Maria
    Un paio di domande: Vedo che hai incluso fra i varmints (nocivi) anche i "grossi rapaci." Non sono protetti, da voi? Ed i vostri orsi, che essenzialmente sono simili (anche se piu' piccoli) agli orsi Kodiak, che conosco ed ho incontrato spesso a Kodiak in 29 anni di caccia su quell'isola, sono pericolosi? Le femmine con cuccioli sono altrettanto permalose e bisbetiche delle loro cugine alaskane?
    Il .220 Swift, per quanto teoricamente molto piu' "potente" del .223 Rem, e' un fucile da varmints e basta. La piccola palla ha una radenza eccezionale, ma su un cinghiale, anche piccolo, si frantumerebbe sulla cotenna o appena sotto causando una ferita estesa e superficiale come i dum-dum creati da quei porci figli della Perfida Albione. Su esseri umani, incapacitazione immmediata, e morte di infezione o gangrena quasi sicura entro al massimo qualche settimana. Il cinghiale di sicuro se ne andrebbe, ed essendo una bestiaccia dura potrebbe sopravvivere. Ma pensa che bello per un contadino o fungaiolo passare vicino a un pezzo di macchia dove il cinghiale cosi' ferito, in preda a dolori atroci, e forse mangiato vivo da larve di mosca, s'e' nascosto febbricitante meditando vendetta, tremenda vendetta, contro gli esseri umani... E' questa possibilita', il ferimento di un animale potenzialmente molto pericoloso, che mi convince piu' di qualsiasi altra considerazione che l'uso del .223 per il cinghiale dovrebbe essere proibito, anche perche', come ben saprai, a caccia la situazione perfetta, da manuale, per un tiro "chirurgico" non sempre si presenta, e perche' tanti cacciatori esperti e bravi da quasi tutti i punti di vista, poi non sono tiratori eccezionali capaci di fare tiri chirurgici. Io stesso confesso di non essere un tiratore eccezionale, e non ho mai sparato a selvaggina nobile o potenzialmente pericolosa a piu' di 250 metri e con appoggio, ma quasi sempre entro i 100. Meglio se a 50. Ed inoltre io lancio nespole che quando colpiscono mandano gli animali in tilt immediato e 9 volte su dieci cadono all'impatto sulle loro gambe piegateglisi sotto a causa del colpo al rachide, che io cerco sempre di effettuare. Magari cadono ancora vivi, ma paralizzati, e quasi sempre espirano prima che io possa avvicinarli.
    Complimenti per la riserva che gestite. Dovrebbe essere un posto meraviglioso. Chissa' se un giorno mi verra' il ghiribizzo di venirvi a trovare (come turista, non cacciatore). Mi piacerebbe prima di diventare troppo vecchio (vecchio gia' lo sono) di andare in Bulgaria. Io sono un Ortodosso del Patriarcato di Bulgaria (lunga storia come lo sia divenuto) e la Bulgaria e' a due relativi passi da dove siete voi, no? Le foreste dell'Europa orientale sono bellissime, da cio' che ho visto su YouTube.
    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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    • #77
      condivido in pieno tutto.... solo che le accortezze da te citate vanno fatte con tutti i calibri non capisco la distinzione.

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      • #78
        Originariamente inviato da Capriolo Astuto Visualizza il messaggio
        condivido in pieno tutto.... solo che le accortezze da te citate vanno fatte con tutti i calibri non capisco la distinzione.
        La distinzione ha a che fare con l'energia cinetica, la velocita' , il peso e la penetrazione della palla che provocano una ferita ed uno shock diversi a seconda del calibro usato. La "nespola" che mando io, anche se dovesse colpire soltanto i polmoni a 300 metri (ma io i tiri cosi' lunghi non li faccio) consentirebbe l'abbattimento quasi immediato del selvatico ed un ritrovamento piu' sicuro grazie al foro d'uscita dal quale uscirebbe sangue a profusione. Vero, un capriolo impanciato con un .338 Lapua o anche un .460 Weatherby non cadra' sul posto ma non andra' lontano, specialmente se comincia ad inciampare nelle sue budella. Impanciato da un .223???? Si, lo so, tu non impanci, tu sei un chirurgo del tiro. E' questione di "margine," perche' a caccia ne possono capitare di tutte: il diavolo ci mette la coda, Murphy applica uno dei corollari alla sua legge principale ("Se qualcosa di male puo' accadere, di sicuro accadra' prima o poi"), un grosso moscone intercetta la palla, Un refolo improvviso di vento la devia, un filo d'erba s'interpone, una bottarella all'ottica ne modifica di pochissimo l'azzeramento... e il tiro "chirurgico" va a farsi fottere. La distinzione e' che un cinghiale neanche se ne accorge se una palla grossa e pesante lo colpisce 15 o 20 cm dal punto mirato e a volte anche 30, ma con un calibrino leggero invece...
        teufel.35 e tommaso1987 piace questo post.
        CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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        • Capriolo Astuto
          Capriolo Astuto commentata
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          io non sono assolutamente un chirurgo del tiro... sparo discretamente entro i 150 metri. Comunque gli esempi da te citati sono casi limite.... può accadere e non lo metto in dubbio ma il fatto è che qui in italia abbiamo il difetto di sottovalutare le armi che abbiamo in mano.. si crede che sparando con un 300wm a un capriolo in un coscio rimangà li. SE viene preso male va via punto. Si chiama il recuperatore e lo ritrova(forse).. un signore che caccia nel mio distretto ha ferito la sera dell'apertura al capriolo (15 giugno) un maschio adulto... gli ha sparato con una blaser r8 in 7x64 a una distanza di 150 metri, la mattina seguente con il cane lo hanno recuperato (vivo) a 200 metri di distanza!!! e aveva le spalle sfondate.

        • Capriolo Astuto
          Capriolo Astuto commentata
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          poi quel tuo allievo o amico non ricordo bene.. ha bloccato un orso con un .243... allora perche il 223 non può bloccare un cinghiale?
          Secondo me le cose vanno provate.. e poi trarre le conclusioni.

      • #79
        la mia discussione era riferita per chi lo ha provato a caccia sul cinghiale!!! con esperienze sia negative che positive. I pareri, i dubbi e le incertezze di chi non lo ha MAI usato sul cinghiale non mi interessano. Grazie.

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        • setterman1
          setterman1 commentata
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          Poi tra l'altro l'esperienza romena con ambienti diversissimi per estensione, fauna e mole della stessa credo non sia comparabile con l'Italia in questo senso.

      • #80
        Condividiamo la tua stessa opinione, Giovanni: penso che l'istinto di conservazione della specie sia dominante un pò in tutti gli animali, sopratutto nei selvatici: da quanto vediamo gli Orsi bruni locali sono tutti vendicativi, ma questa prerogativa è sviluppata sopratutto nelle femmine: difenderanno sì i loro cuccioli, ma noi le giudichiamo pestifere, cattive, feroci che hanno la maledetta abitudine di attaccare anche se non le disturbiamo. Talvolta se ci individuano hanno il coraggio di abbandonare i cuccioli per inseguirci ed aggredirci anche se passiamo a ben oltre 100 mt. da loro ! Mentre il maschio fa per così dire "4 versi" per intimorirci, ma poi se è da solo, non è ferito, inseguito dai cani oppure spaventato se ne va via, (in due o più attaccano!!), la femmina attacca quasi sempre ! Forse non vorrà ucciderci, ma una sua "involontaria" zampata violenta ci può staccare la testa di netto, mentre un'unghiata altrettanto "involontaria" sulla schiena è sinonimo di sedia a rotelle per tutta la vita !! Con un morso ci può staccare di netto un braccio intero, se invece ci prende sulla gamba si rischiano le "stampelle" a vita... Seppure di dimensioni inferiori, sotto il profilo "tremende" credo che siano cugine molto strette di quelle tue Americane dell'isola di Kodjak. A detta di persone che vivono qui "da sempre" le Orse sono il Diavolo in persona camuffato con la pelliccia.... Per le nostre esigenze cacciare qui sarebbe magnifico sotto ogni profilo, ma la presenza di questi plantigradi "guasta" spesso e non poco la situazione: pressochè ad ogni uscita venatoria direi che l'incontro con gli Orsi è garantito, mentre non lo è affatto con Cervi, Cinghiali e Caprioli. Non ti nascondo che cacciamo spesso con questo patè d'animo ! Questo è uno dei motivi per i quali adottiamo con soddisfazione il calibro 9,3x62 (o il 338 Winc. Mag.) e lo consigliamo ai cacciatori di Cinghiali (non sappiamo mai quale locomotiva magari arrabbiata ci può venire incontro o quale situazione anche pericolosa possiamo affrontare un giorno). Per quanto riguarda i piccoli calibri, compreso il cal. 223 Remington oppure il nostro 6x62 Freres, noi li riteniamo molto adatti solo per i selvatici di mole e resistenza inferiore al Cinghiale salvo rare eccezioni. Anche qui in Romania i rapaci sono protetti, ma talvolta quando diventano predatori pericolosi per gli animali di casa compresi i giovani agnellini, devono essere allontanati in qualche modo: per salvaguardare le loro proprietà nelle zone più isolate o impervie gli agricoltori ricorrono talvolta alla maniere forti.... e come possiamo dargli contro ? Pur rispettando natura ed ambiente, unitamente al buon senso, siamo convinti sia sicuramente meglio proteggere categoricamente l'interesse delle persone piuttosto che quelli dei selvatici, al di là di Leggi e disposizioni. Quando scoppiano le guerre anche con l'utilizzo di ordigni radioattivi, le Leggi e le disposizioni vanno tutte su per il camino senza chiedere il benestare a nessuno.... o sbaglio ? Per non parlare degli esperimenti nucleari con radiazioni che fanno migliaia di km. uccidendo le persone oltre gli animali: tutelare e rispettare tutto e tutti sì, come no, ma all'interno di un certo contesto e misura !

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        • #81
          Crediamo tuttavia che il 223 Rem. in mano ad una persona esperta, se ben caricato con una specifica palla adatta, nei tiri brevi contro selvatici non troppo impegnativi o resistenti, sappia in ogni caso dire la sua: chiaro non è paragonabile ai grossi calibri, ma comunque pensiamo sia di sicura soddisfazione per chi lo utilizza se impiegato con questo criterio.

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          • #82
            rispondo a seguenti commenti di capriolo astuto
            • Capriolo Astuto commentata
              oggi, 15:56
              io non sono assolutamente un chirurgo del tiro... sparo discretamente entro i 150 metri. Comunque gli esempi da te citati sono casi limite.... può accadere e non lo metto in dubbio ma il fatto è che qui in italia abbiamo il difetto di sottovalutare le armi che abbiamo in mano.. si crede che sparando con un 300wm a un capriolo in un coscio rimangà li. SE viene preso male va via punto. Si chiama il recuperatore e lo ritrova(forse).. un signore che caccia nel mio distretto ha ferito la sera dell'apertura al capriolo (15 giugno) un maschio adulto... gli ha sparato con una blaser r8 in 7x64 a una distanza di 150 metri, la mattina seguente con il cane lo hanno recuperato (vivo) a 200 metri di distanza!!! e aveva le spalle sfondate
            • Capriolo Astuto
              #79.2
              Capriolo Astuto commentata
              oggi, 16:02
              poi quel tuo allievo o amico non ricordo bene.. ha bloccato un orso con un .243... allora perche il 223 non può bloccare un cinghiale?
              Secondo me le cose vanno provate.. e poi trarre le conclusioni.
            Il mio ex-allievo era a caccia di cervi Sitka Blacktail, non di orsi, e incoscientemente aveva un fucilino da cervi in un posto pieno di orsi. Il fatto che sia riuscito ad abbattere l'orso (ci sono voluti tre colpi, a proposito, mentre sarebbe bastato uno di .338) e' la classica rondine che non fa primavera. Scommetto che se Luke, che oggi e' una guida di caccia all'orso affermatissima, vedesse un suo cliente presentarsi con un .243, gli direbbe che o caccia con almeno una .30-'06 prestatagli da lui, o se ne torna a casa, perche' ad andare dietro un Kodiak ferito nei grovig.
            Per quanto riguarda il tale che nel tuo distretto ha colpito un capriolo nelle spalle col 7x64 e lo ha ritrovato vivo il giorno dopo col cane da traccia, anche quell'episodio e' una rondine che non fa primavera, un'eccezione e non la regola. Poi chissa' che palla usava? Mi fa venire in mente cio' che mi raccontava un mio carissimo amico, piu' anziano di me e ormai scomparso da diversi anni. Era di servizio militare in Germania. Ancora nel 1975, quando c'ero io, c'erano caserme militari americani, basi dell'U.S. AirForce ovunque, e esercitazioni militari U.S.--mia moglie ed io ancora ci ricordiamo i convogli di carri armati per le strade di Bayreuth, dove ci incontrammo.Il mo amico e altri ufficiali U.S. furono invitati a una battuta al cinghiale da gente importante locale. Le uniche armi che gli americani avessero erano gli M1 Garands, cal. .30-'06. Il mio amico mi disse che dei molti cinghiali colpiti da lui e dai suoi commilitoni nessuno cadde sul colpo, ma dovettero essere trovati e finiti dai canai. Il problema e' che le cartucce usate dagli Americani erano quelle militari: palla da 150 grani, FMJ, aguzza. Penetrava come un ago, non si espandeva, ed usciva dall'altra parte senza aver ceduto se non una piccola parte della loro energia. Erano palle destinate ad esseri umani, molto piu' fragili e meno determinati a reagire, a fuggire, ad attaccare chi gli ha fatto del male della bestiaccia nera ed irsuta.
            A caccia non si portano da casa le eccezioni e le "rondini," perche' gia' ce ne sono abbastanza delle une e delle altre pronte a rovinare anche i migliori piani. Melius abundare quam deficere.... Poi ognuno faccia cio' che il cuore e la mente (o l'uno o l'altra se non si possiedono ambedue) gli dettano di fare..
            CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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            • darkmax
              darkmax commentata
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              Le palle ad espansione sono state vietate dalla Convenzione di Ginevra del 1929.
              Che ricordi con il garand, mi piacerebbe prenderne uno ex ordinanza

          • #83
            Giovanni , parlando di palle FMJ mi hai fatto venire in mente un particolare che riguarda il .223 , risale al periodo della leva quando l’istruttore di tiro ci disse che la nuova arma in dotazione alla VAM sarebbe stata l AR 70 della Beretta , praticamente una versione italiana dell AR15 americano, e che era stata scelta per la propensione della palla all effetto “tumbling”cosa molto apprezzata dai militari perché invalida il nemico invece di abbatterlo causando così un problema di gestione dei feriti. Mi chiedo come mai nessuno di voi ha citato questa propensione del calibro , immagino che con palle da caccia questo effetto non si verifichi però sono curioso di capire cosa succederebbe con una palla FMJ dal peso massimo consentito per il calibro ad un cinghiale tirato dai 100 ai 200mt.
            Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

            martino de michele

            " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
            Un Cacciatore.

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            • setterman1
              setterman1 commentata
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              Basta provare! Sono in procinto di acquistare il .223. Lo caricherò con codeste munizioni e se avrò occasione di abbattervi un cinghiale vedremo dopo accurata ricerca sulla spoglia gli effetti che avrà provocato. Sempre che la munizione in questione sia consentita.

          • #84
            Originariamente inviato da arsvenandi Visualizza il messaggio
            Giovanni , parlando di palle FMJ mi hai fatto venire in mente un particolare che riguarda il .223 , risale al periodo della leva quando l’istruttore di tiro ci disse che la nuova arma in dotazione alla VAM sarebbe stata l AR 70 della Beretta , praticamente una versione italiana dell AR15 americano, e che era stata scelta per la propensione della palla all effetto “tumbling” cosa molto apprezzata dai militari perché invalida il nemico invece di abbatterlo causando così un problema di gestione dei feriti. Mi chiedo come mai nessuno di voi ha citato questa propensione del calibro , immagino che con palle da caccia questo effetto non si verifichi però sono curioso di capire cosa succederebbe con una palla FMJ dal peso massimo consentito per il calibro ad un cinghiale tirato dai 100 ai 200mt.
            Il tumbling si verifica quando il passo di rigatura non e' abbastanza veloce per la palla usata. Per essere efficace contro un bersaglio umano la palla deve cominciare a far capriole dopo essere entrata, perche' se le fa in aria ovviamente non ci sarebbe alcuna precisione. Io non credo che il tumbling fosse unza cosa vera e accertata e causata da palle troppo lunghe per il passo di rigatura. Se non vado errato la rigatura dell'M16 originale era 1:9" (un giro completo in 9 pollici) e sempre se non vado errato, le palle militari sono sempre state di 55 grani. Quindi dovrebbero essere ben stabilizzate. Sono piu' propenso a credere che una palla fmj piccola e leggera a velocita' molto alta possa avere una tendenza a deviare all'interno di un bersaglio animale (o umano). So da letture di esperti che le palle "solid" da elefanti o altri animaloni duri a volte deviavano a causa del loro"naso" tondo e che un "meplat" (la superficie frontale) di tali palle era da preferire piatta. Parlo di cose lette e non di esperienza personale, ripeto. Le palle legere molto veloci fanno strani scerzi quando incontrano superfici dure. Sono sicuro che una palla fmj militare del .223che urta il bottone di una divisa, un caricatore in una delle tasche del giubbetto portamunizioni, una cerniera lampo, una piastrina di metallo, ecc. potrebbe essere spinta a capitombolare (la traduzione di "tumble" mentre entra. O a fare lo stesso dopo aver incontrato un osso. Ad ogni modo non sono sicuro di cio' che ho scritto. FAro' qualche ricerca.
            CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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            • #85
              Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio

              Il tumbling si verifica quando il passo di rigatura non e' abbastanza veloce per la palla usata. Per essere efficace contro un bersaglio umano la palla deve cominciare a far capriole dopo essere entrata, perche' se le fa in aria ovviamente non ci sarebbe alcuna precisione. Io non credo che il tumbling fosse unza cosa vera e accertata e causata da palle troppo lunghe per il passo di rigatura. Se non vado errato la rigatura dell'M16 originale era 1:9" (un giro completo in 9 pollici) e sempre se non vado errato, le palle militari sono sempre state di 55 grani. Quindi dovrebbero essere ben stabilizzate. Sono piu' propenso a credere che una palla fmj piccola e leggera a velocita' molto alta possa avere una tendenza a deviare all'interno di un bersaglio animale (o umano). So da letture di esperti che le palle "solid" da elefanti o altri animaloni duri a volte deviavano a causa del loro"naso" tondo e che un "meplat" (la superficie frontale) di tali palle era da preferire piatta. Parlo di cose lette e non di esperienza personale, ripeto. Le palle legere molto veloci fanno strani scerzi quando incontrano superfici dure. Sono sicuro che una palla fmj militare del .223che urta il bottone di una divisa, un caricatore in una delle tasche del giubbetto portamunizioni, una cerniera lampo, una piastrina di metallo, ecc. potrebbe essere spinta a capitombolare (la traduzione di "tumble" mentre entra. O a fare lo stesso dopo aver incontrato un osso. Ad ogni modo non sono sicuro di cio' che ho scritto. FAro' qualche ricerca.
              Ed ecco che cosa ho trovato. Mi sembra molto credibile. Erravo nel credere che i primi M16 avessero un passo di rigatura di 1:9. In realta' era di 1:14 e anche piu' lento. le palle non erano ben stabilizzate.
              Inoltre la struttura del proiettile era anche parte del "problema." Uso le virgolette perche' all'atto pratico la pallottolina che si rompeva e capitombolava faceva danni tremendi. A la guerre comme a la guerre.

              https://www.quora.com/How-did-the-ru...umbling-bullet
              CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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              • #86
                Originariamente inviato da giorgio e maria Visualizza il messaggio
                la palla morbida invece esploderebbe, ovvero si disintegrerebbe a contatto con la pelle creando solo una vasta ferita superficiale con fuga del selvatico che si renderebbe facilmente irrecuperabile e/o potrebbe forse anche morire in seguito fra inutili sofferenze – dipende dalla sua costituzione fisica).
                Ciao Giorgio, puoi indicarmi qualche palla morbida che esploderebbe sulla pelle del cinghiale? In modo che la posso evitare. Sul cinghiale e sul capriolo utilizzo la RWS Tmantel da 55 gr. penso che questa cartuccia non ha una palla eccessivamente dura, qualche volta entra ma non esce, pero sulla testa del cinghiale non si è mai disintegrata, entra e frulla tutto quello che c'è da frullare. Questo a una distanza che va dai 35 ai 45 metri. Per ovvi motivi il cinghiale non lo tiro dietro la spalla, neanche con una carabina del calibro della tua, le probabilità che possa fare quei pochi metri tanto da rendere vano il recupero senza l'ausilio del cane sono abbastanza alte, specialmente se il tiro venisse fatto due o tre ore dopo il tramonto. Difficile trovare un conduttore di cani da traccia che accetta di venire a recuperare un cinghiale ferito con il buio. In questa stagione prima si eviscera, prima si mette in frigo, meglio è.

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                • #87
                  "Per la stabilizzazione del proiettile SS109/M855 sarebbe bastato un passo di rigatura di 1:9 o 1:8 ma, tenendo conto anche della palla tracciante ancora più lunga, si è preferito poi optare per il passo di 1:7. Alla fine si è arrivati ad avere una palla poco più lenta (930m/s invece degli iniziali 990m/s) ma, più penetrante e precisa alle lunghe distanze, con raggio medio di rosata di 1.6÷1.8 pollici tra 100 e 300 yards." Ognuno dice la sua. Gli eserciti hanno diversi tipi di munizionamento.

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                  • #88
                    tutte le volte che mi viene la classica sindrome di avercelo piccolo...guardo un filmato di quelli tipo questo. Di gente che sa sparare...veramente!! certo non e' un 223 ma che distanze e che pesi bestie sono???

                    https://www.youtube.com/watch?v=5fM5Dv_Zktw

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                    • fulviogp
                      fulviogp commentata
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                      Questo è un video promozionale: "La nostra azienda produce fucili e cannocchiali da puntamento (Huskemaw / The Best of the West). Questi video sono creati per la nostra fiera dove vendiamo i nostri fucili e cannocchiali di precisione. L'intenzione di questo video è di catturare l'attenzione dei potenziali clienti mentre camminano al nostro stand".
                      Ovviamente le padelle e i ferimenti non li trasmettono...... senza nulla togliere alla loro bravura.
                      Anche qui in Italia vi sono cacciatori che effettuano tiri a centinaia di metri e raccontano sempre gli esiti positivi mentre quelli dove l'animale tirato sul versante opposto della montagna non lo vedono crollare dicono di averlo "volato" e poi in estate si trovano i resti della spoglia poiché non camminano per ore senza la certezza solo per verificare eventuali ferimenti.....perché magari si tira al termine della giornata di caccia e non c'è tempo " .....e ma ho dovuto provarci, era l'ultimo giorno in cui potevo farlo".
                      Meglio ammalarsi di "giustezza" che di spacconeria (pensiero personale).

                    • Capriolo Astuto
                      Capriolo Astuto commentata
                      Modifica di un commento
                      ma infatti io non mi azzarderei mai a sparare a 300 metri o oltre.
                      ne con un 223 ne con un 338 semplicemente perchè non ne sono capace... mi limito ai 200 mt e se è piu distante tento un avvicinamento.
                      Bisogna conoscere i propri limiti.

                    • Colmax
                      Colmax commentata
                      Modifica di un commento
                      ma qui si parlava di potenzialità del calibro non di quanto manico noi abbiamo nello sparare a distanze siderali. Il concetto è con un 6,5 mm si possono abbattere pulitamente animali a distanze marziane...oltre il chilometro...se la palla passa di fianco all'animale anche col 50bgm non muore.

                  • #89
                    Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   Confronto calibri.PNG  Visite: 0  Dimensione: 34.8 KB  ID: 1869235Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   Tabella deviazione per vento.PNG  Visite: 0  Dimensione: 28.5 KB  ID: 1869236
                    Dal momento che io sono come San Tommaso, ho provato a creare una tabella dove ho confrontato alcuni calibri con palle simili per peso.
                    Come si evince, a 300 mt perdono tutte circa 200 m/s e anche più di velocità, se a 600 mt perdono altri 150/200 m/s la palla del 6,5 da 156 grs, ad esempio, è equivalente per energia e velocità ad un colpo di pistola in 357 mg, a 1.000 mt lascio fare a voi la proporzione.......
                    Io ritengo che se un animale, a distanze ragguardevoli, lo si colpisce in centri nervosi con un 6,5 (ma non solo) va giù come uno straccio, in tutti gli altri impatti non ci credo nel modo più assoluto che crolla sul posto, anzi........
                    Per non parlare del vento che non si può sapere come sia a 6/7/800 mt lungo un vallone.
                    In allegato vi metto un paio di tabelle, una di confronto energia/velocità/ impatto a 200 mt ed un'altra con qualche dato di esempio sugli effetti del vento con calibri a voi noti.
                    Secondo voi sto 6,5 è miracoloso?

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                    • fulviogp
                      fulviogp commentata
                      Modifica di un commento
                      Giangio, strano che la RWS, la Norma, la Remington, ecc... spendano tempo e denaro quando basterebbe affidarsi a Lui.
                      La più grande sperimentazione di AMG è stata quella di sparare al bersaglio dietro agli steli di grano......
                      Ho avuto modo di parlare con persone che hanno impiegato 3/5 anni sparando migliaia di colpi per evidenziare un solo argomento di balistica ed ora arriva Lui e diventa il fenomeno al quale abbeverarsi su ogni sapere della balistica?
                      Che ci metta del suo ok, ma per trarre certe conclusioni ci vuole ben altro.
                      Dopodiché con te è una partita persa, mi chiedo perché tu non apra un tuo blog e ci istruisca tutti quanti visto che ciò che è stato valido per decenni e ora divenuto carta straccia, ma d'altro canto dall'alto della tua esperienza puoi permetterti di giudicare, capire e valutare ciò che ascolti in rete, considerando il numero di animali abbattuti, le armi e i calibri provati, per non parlare dei tipi di proiettili.

                    • Capriolo Astuto
                      Capriolo Astuto commentata
                      Modifica di un commento
                      fulvio io ho solo scritto come la penso... io mi fido di quello che dice alessandro perchè lui ci ha messo la faccia e dice le cose come stanno in base alle sue esperienze..... e per adesso i suoi consigli stanno funzionando alla grande.. il mio prossimo step sarà usare le federal da 64 grani sul cinghiale con tiro alla spalla.
                      RIPETO: io sono l'ultimo arrivato e sulla selezione al cinghiale so ben poco... infatti ho chiesto consigli e esperienze dirette(foto, racconti ecc..) su come utilizzare questo piccolo ma grande calibro sul cinghiale.
                      Delle tabelle balistiche me ne faccio di poco dato che i cinghiali se non colpiti in modo corretto vanno via anche con un 30.06 che avrebbe energia per fermare animali ben piu' grossi.
                      Questo è il mio pensiero e ognuno ha il suo.. ad ogni modo io ho confermato quanto scritto con foto e non chiacchere, proprio da capire come influisce un calibro considerato da molti insufficiente su un selvatico importante.

                    • setterman1
                      setterman1 commentata
                      Modifica di un commento
                      Proprio ieri, leggevo in altro forum, è stato recuperato un cinghiale ferito con una 30-06 da una distanza di 50 mt, con non poche difficoltà nonostante l'operazione sia stata condotta da una unità cinofila espertissima e validissima, famosa in gran parte delle provincie di Siena e Pisa. Anche ciò sarebbe da annoverare nell'esperenziario da utilizzare come confronto con altre azioni di cui saremo attori.

                  • #90
                    Originariamente inviato da fulviogp Visualizza il messaggio
                    Io ritengo che se un animale, a distanze ragguardevoli, lo si colpisce in centri nervosi con un 6,5 (ma non solo) va giù come uno straccio, in tutti gli altri impatti non ci credo nel modo più assoluto che crolla sul posto, anzi........
                    Sono perfettamente d'accordo.

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