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Springer spaniel che riporta pietre

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  • #16
    Non so se da voi vendono le "essenze" di vari selvatici: anatre, galllinacei, ecc. Io ne mettevo sempre qualche goccia sui riportelli, cosi' il cane si abituava a riportare cose che sebbene non selvaggina, odoravano come la selvaggina. Quando imparo' a riportare prima i riportelli, poi i pezzi di trave con ali di anatra inchiodate ad essi, e poi anatre vere, le insegnai i segnali a braccia e fischi e a fare i riporti "ciechi." A quel punto ritenni che potevo tranquillamente insegnarle a riportare qualsiasi cosa che le puntavo, anche non selvaggina: pantofole, il giornale che i ragazzini portagiornale infilavano in una cassetta al principio della mia stradina, i bossoli al TAV, gli stampi dopo la cacciata, ecc. Ma doveva prima imparare i nomi dei vari oggetti. Aveva diversi giocattoli: palle, un hamburger di gomma, una lampadina di gomma, un riccio di gomma che lei trovo' vicino casa, un pezzo di corda, ecc. Quando le dicevo "Fetch the ball," lei mi riportava la palla e nient'altro, e cosi' via. A caccia quando abbattevo un'anatra, prima di lanciarla la puntavo col braccio e dicevo "Fetch the bird!" e una volta partita in quella direzione avrei poruto tirare una salsiccia e lei l'avrebbe ignorata. Poi se vedevo che non andava nella direzione giusta facevo un fischio prolungato col fischietto. Lei sapeva che significava "Stop!" si fermava e mi guardava. Se puntavo a sinistra col braccio lei andava a sinistra, e se a destra lei andava a destra. Per farla andare piu' lontano alzavo il braccio in alto col cappello in mano per rendere la mano piu' visibile. Per farla tornare un po' indietro mi mettevo di traverso oppure facevo tre colpi brevi di fischietto per farla tornare indietro e poi la fermavo col fischio prolungato e le davo ulteriori direzioni. Francamente parlando, e senza voler offendere gli "springheristi," non credo che uno springer sia intelligente come un Labrador, e che gli si possano insegnare tanti di questi trucchi. Poi ammetto che grazie ai miei tre mesi di vacanza ed alla liberta' di addestrare il cane a caccia chiusa ovunque mi andasse di farlo la mia Scout ebbe un'enorme opportunita' di imparare. Conosceva almeno un centinaio fra parole e comandi. Certi comandi erano trucchetti "da salotto" estranei alla caccia. Per esempio, quando le dicevo "Tail!" lei correva in circolo per afferrarsi la coda. Quando le dicevo "Sing!" lei ululava, non abbaiava, sebbene ululare le risultasse difficile. Piu' si insegna a un cane, piu' intelligente diventa, a caccia e altrove. E poi il cane deve essere sempre in compagnia dei padroni, a casa, non in un canile durante il giorno. Il canile e' per la nanna.
    Non voglio fare l'insegnante in cattedra, pero'. Sono stato fortunato a trovare una cagna intelligentissima ed obbediente (ma anche l'obbedienza le fu insegnata, con mano di ferro e guanto di velluto). Ma da una cucciolata di 9 batuffoloni abbiamo scelto anche bene: la piu' intraprendente (denota intelligenza) e non aggressiva, ma che neanche si lasciava intimorire o soggiogare dagli altri cuccioli. E quando le mostrai un'ala di anatra fu la prima ad afferrarla e portarla in giro come un trofeo.
    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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    • setterman1
      setterman1 commentata
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      Sì Giovanni. Sono prodotti americani che si acquistano su internet. Io cercavo "l'essenza beccaccia" , che non viene prodotta, mentre fagiano, pernice, coniglio sì.
      setterman1

  • #17
    Ritengo che l'intelligenza non sia appannaggio di una razza piuttosto che di un altra. Intendo dire che l'istinto a relazionarsi con il Capo... il Capobranco... e a dimostrare le proprie capacità sia un istinto appunto piu o meno evidente ma comunque presente in ogni cane.
    Sei stato fortunato ad aver trovato innanzitutto un cane con "materia" su cui lavorare...e poi il "saper parlare" ha fatto il lavoro finale. Ma quello che secondo me fa la differenza nel rapporto uomo-cane, a parte le qualità e possibilità fisiche evidenti di un cane (un carlino non riporterà mai un germano caduto in un fiume), è stata ed è la possibilità di avere col cane un rapporto quotidiano, giornaliero,costante e continuo. Un mio amico portava il cane sempre con sé. Anche quando andava al lavoro ( quando poteva ovvio). Erano sempre insieme. Come te con la tua.
    Risultato: si capivano al volo senza dirsi una sillaba. Bastava uno sguardo e cane e padrone andavano immediatamente a meta.

    giovannit. e SPARTANO piace questo post.

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    • #18
      Originariamente inviato da A.le Visualizza il messaggio
      Ritengo che l'intelligenza non sia appannaggio di una razza piuttosto che di un altra. Intendo dire che l'istinto a relazionarsi con il Capo... il Capobranco... e a dimostrare le proprie capacità sia un istinto appunto piu o meno evidente ma comunque presente in ogni cane.
      Sei stato fortunato ad aver trovato innanzitutto un cane con "materia" su cui lavorare...e poi il "saper parlare" ha fatto il lavoro finale. Ma quello che secondo me fa la differenza nel rapporto uomo-cane, a parte le qualità e possibilità fisiche evidenti di un cane (un carlino non riporterà mai un germano caduto in un fiume), è stata ed è la possibilità di avere col cane un rapporto quotidiano, giornaliero,costante e continuo. Un mio amico portava il cane sempre con sé. Anche quando andava al lavoro ( quando poteva ovvio). Erano sempre insieme. Come te con la tua.
      Risultato: si capivano al volo senza dirsi una sillaba. Bastava uno sguardo e cane e padrone andavano immediatamente a meta.
      Esatto. Io andavo a caccia il Sabato e la Domenica andavo a scuola a correggere compiti e temi. E mi portavo Scout. Ogni ora per sgranchire le mie e le sue gambe (lei dormiva ai miei piedi sotto la scrivania, spesso anche sui miei piedi) prendevo la sua palla e andavamo nel lunghissimo corridoio e io le lanciavo la palla e lei la riportava, una ventina di volte. Poi dopo tre o quattro ore (ne passavo anche otto al lavoro) uscivamo nel cortile e le facevo fare la pupu' e la pipi' nell'erba dell'aiuola davanti alla finestra del direttore, una finestra bassa, quasi al livello del suolo. Mia moglie ogni tanto la portava alla sua scuola (elementare) e Scout passava la giornata fra i bambini piccoli, che lei adorava. La portavo al poligono, al TAV, a pesca, all'armeria, ovunque meno che in chiesa, poiche' la chiesa ortodossa proibisce i cani in chiesa. Al TAV la dovevo legare fra un round e l'altro perche' voleva andare a riportare i piattelli. Durante le pause le facevo raccogliere i miei bossoli. Secondo me non sapeva di essere un cane, ma una persona.
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      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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      • #19
        L'intelligenza del cane non è facile valutarla. Un cane fortemente dominante che non vuole sottomettersi, spesso è giudicato poco intelligente. Le razze sono state selezionate per le loro attitudini, il poco intelligente è quella persona che vuole insegnare al cane cose che il cane non è stato predisposto geneticamente a svolgere. I cani vanno socializzati tutti allo stesso modo, può cambiare l'intensità e la durata. Dopo il periodo di socializzazione vanno addestrati in funzione delle loro attitudini. Addestrare un cane da ferma come si addestra un retriever è controproducente, allo stesso modo lo è per il cane da cerca. Io penso che il cane attaccato morbosamente al padrone ha qualcosa di anomalo. Come la cagna si stacca dai cuccioli così il padrone al momento opportuno deve staccarsi dal cucciolone per dargli la sua autonomia. Il collegamento non lo si crea dormendo insieme al cane o tenendolo a stretto contatto 24 ore al giorno, il cane non da la sua sottomissione per gratitudine. Il collegamento non è altro che la collaborazione del cane concessa spontaneamente al padrone, anche questa collaborazione il cane la concede per interesse, non certamente per gratitudine. Ai cani bisogna dare del "lei" con il "tu" il cane si prende troppo confidenza.
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        • setterman1
          setterman1 commentata
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          Uno "strizzacervelli" disse: non esiste il termometro del cervello. Nei team dei reparti speciali il "tu" anche con gli ufficiali è di uso consolidato (non nelle sedi istituzionalizzate) e tutti obbediscono agli ordini impartiti se i graduati sanno il loro mestiere, altrimenti si cambia leader.
          setterman1

      • #20
        L'intelligenza dei Labrador non me la sono inventata io. Ci sono stati studi approfonditi che mostrano come i Labs siano in cima alla classifica, dopo i cani da pastore australiani Se trovo di nuovo i risultati di queste ricerche li pubblichero' qui. Ma voglio notare che anche se dicessimo che gli esseri umani sono gli animali piu' intelligenti che esistano (a volte lo dubito molto) fra noi umani ci sono geni e im&decilli, quozienti di intelligenza da 50 o meno a 150 o piu'. Quindi si parla di media. Ci puo' essere il Labrador deficiente come pure lo shi-tzu genio. Poi, come negli esseri umani, l'intelligenza alla nascita e' sempre e comunque in potenza. Se un bambino e' chiuso in uno sgabuzzino senza stimoli per i primi cinque o sei anni di vita, il potenziale non diventera' attuale. Tutto dipende da come viene addestrato il cane e, prima ancora, dal suo rapporto con gli esseri umani quando e' un cucciolo. Prendi a botte e calci un cucciolo, mantienilo nella sporcizia, isolato da contatti umani, malnutrito, e infelice, e sara' molto difficile che quel cane sara' mai materiale da addestramento. Forse sara' "furbo" nel senso che riuscira' a sopravvivere se libero di vagare, laddove magari un cane intelligentissimo, allevato benissimo e addestratissimo non ci riuscirebbe perche' e'sempre stato trattato con i guanti, non ha mai fatto la fame, e non saprebbe come difendersi dai suoi simili piu' agguerriti. Un po' come prendere Rambo e il Piccolo Lord Fauntleroy e rilasciarli nella Casbah o in Venezuela, o in Nigeria.
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        CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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        • #21
          Ecco una classifica delle razze canine secondo la loro intelligenza. Il Labrador e' al settimo posto, lo springer molto piu' in basso, ma ancora fra i piu' intelligenti. Mi ha meravigliato la classifica del poodle (barboncino), ma bisogna ricordare che il poodle originariamente era un cane da riporto dall'acqua, come il Labrador. Poi dopo essere diventato un cane da salotto e trattato come un bambino viziato (ne ho visti certi con lo smalto alle unghie, mentre i fiocchetti alle orecchie sono all'ordine del giorno) si deve essere rincreti-nito. Cio' dimostra cio' che dicevo: se un cane di una certa razza e' potenzialmente molto intelligente, come lo si alleva ed addestra puo' o negare o sviluppare appienno tale potenziale. Poveri setters! In basso alla classifica i Gordon, definitivamente verso il fondo i setter irlandesi. Mi ha anche meravigliatp la classifica del dobermann pinscher. Tutti quelli che ho conosciuto (ho lavorato per un anno e mezzo in una clinica veterinaria un secolo fa) erano cre-tini e neurotici.

          https://en.wikipedia.org/wiki/The_Intelligence_of_Dogs
          CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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          • albano
            albano commentata
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            Ogni scarrafone è bello a mamma soja.....ho avuto tanti cani ...pochi da caccia tanti da guardia difesa lavoro ...ho sempre pensato che il cane che avevo fosse il migliore perchè era il mio compagno di vita .....devo dire che lo springer che ho adesso è veramente un pezzo avanti......

        • #22
          Manca il Breton.
          Non classificato.
          Avrà un intelligenza così bassa da non essere nemmeno considerato?
          Tullio

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          • #23
            Originariamente inviato da jzcia Visualizza il messaggio
            Manca il Breton.
            Non classificato.
            Avrà un intelligenza così bassa da non essere nemmeno considerato?
            Numero 23 (Brittany)
            CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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            • jzcia
              jzcia commentata
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              Grazie Giovanni.
              Con l'inglese ci faccio a *****tti.
              Ci sono anche dei punteggi per la valutazione?

          • #24
            Sono d'accordo, il rispetto bisogna guadagnarselo e dopo bisogna saperlo mantenere. Ci si può dare del "tu" o del "lei" l'importante è rimanere nel proprio ruolo e rispettare il proprio ruolo. Si può obbedire anche senza interagire. Una testa di c.zzo rimane tale sia se si fa dare del "tu" che se si fa dare del "lei" Nella stragrande maggioranza dei casi alle teste di c.zzo si obbedisce e "si attacca l'asino dove vuole il padrone". Il cane fa la stessa cosa, obbedisce senza collaborare, lo fa per paura di subire le punizioni. Però c'è una bella differenza di movimento fra il cane che esegue per "costrizione" e quello che esegue per "devozione" Il mio "al cane bisogna dare del lei" era riferito al ruolo di leader. Il padrone deve giocare con i suoi cani, ma appena il gioco finisce dal "tu" si passa al "lei" e si ristabiliscono nuovamente le gerarchie. Un cane equilibrato perché è stato ben socializzato, gioca quando viene invitato dal padrone, se gli si da sempre del tu, va a lui ad invitare il padrone. Se è il cane ad invitare, sarà il cane a decidere quando smettere, dopo che il padrone ha deciso di smettere allontanandosi dall'area di gioco il cane continuerà a saltargli addosso e a invitarlo a continuare. Per farlo smettere ci vuole la voce grossa e con alcuni cani anche qualcosa di più energico. Non è meglio chiudere i rapporti con il cane sempre dandosi del lei? Io penso che con il cane (e anche con alcune persone) sia meglio chiudere il rapporto con il "lei" e riprendere con il "lei" Altrimenti sia il cane che le persone il giorno dopo potrebbero avere difficoltà a ristabilire la gerarchia.

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            • #25
              Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
              Sono d'accordo, il rispetto bisogna guadagnarselo e dopo bisogna saperlo mantenere. Ci si può dare del "tu" o del "lei" l'importante è rimanere nel proprio ruolo e rispettare il proprio ruolo. Si può obbedire anche senza interagire. Una testa di c.zzo rimane tale sia se si fa dare del "tu" che se si fa dare del "lei" Nella stragrande maggioranza dei casi alle teste di c.zzo si obbedisce e "si attacca l'asino dove vuole il padrone". Il cane fa la stessa cosa, obbedisce senza collaborare, lo fa per paura di subire le punizioni. Però c'è una bella differenza di movimento fra il cane che esegue per "costrizione" e quello che esegue per "devozione" Il mio "al cane bisogna dare del lei" era riferito al ruolo di leader. Il padrone deve giocare con i suoi cani, ma appena il gioco finisce dal "tu" si passa al "lei" e si ristabiliscono nuovamente le gerarchie. Un cane equilibrato perché è stato ben socializzato, gioca quando viene invitato dal padrone, se gli si da sempre del tu, va a lui ad invitare il padrone. Se è il cane ad invitare, sarà il cane a decidere quando smettere, dopo che il padrone ha deciso di smettere allontanandosi dall'area di gioco il cane continuerà a saltargli addosso e a invitarlo a continuare. Per farlo smettere ci vuole la voce grossa e con alcuni cani anche qualcosa di più energico. Non è meglio chiudere i rapporti con il cane sempre dandosi del lei? Io penso che con il cane (e anche con alcune persone) sia meglio chiudere il rapporto con il "lei" e riprendere con il "lei" Altrimenti sia il cane che le persone il giorno dopo potrebbero avere difficoltà a ristabilire la gerarchia.
              Mi fai venire in mente un fumetto de "Il Mago di Id," (The Wizard of Id): Il re e Sir Rodney (il guerriero) stanno camminando per strada. Incontrano un villico, e il re gli fa: "Ciao, villico," al quale l'altro risponde: "Ciao, re." Lo stesso scambio avviene un altro paio di volte, e finalmente Sir Rodney gli dice: "Sire, ma non sapete che la familiarita' porta al disprezzo?" E il re: "Ah, ecco perche' non li posso sopportare!"
              CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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              • #26
                Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                Ecco una classifica delle razze canine secondo la loro intelligenza....

                https://en.wikipedia.org/wiki/The_Intelligence_of_Dogs
                A me sta bene così.
                Sto.... anzi stiamo al 13° posto io & le mie Girls.
                Springer (bianco fegato perché bianco neri so down...) per tutta la vita !
                kim-lea piace questo post.

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                • #27
                  Originariamente inviato da A.le Visualizza il messaggio

                  A me sta bene così.
                  Sto.... anzi stiamo al 13° posto io & le mie Girls.
                  Springer (bianco fegato perché bianco neri so down...) per tutta la vita !
                  Meno male che non c'e' una classifica di cacciatori basata sulla loro intelligenza. Pensa tu a che posto staremmo noi paludari (io purtroppo ex-paludaro): levatacce nel mezzo della notte, almeno un'ora di auto se non due, spese immani per attrezzatura, vestiti, stivaloni, cane, barca, stampi, ecc., freddo, pioggia, pericolo d'annegamento, pericolo di polmonite, sgambate nel fango con trenta kg di attrezzatura sulle spalle... Uno deve essere proprio un im&ecille per sacrificarsi e rischiare cosi' Nel mio caso poi potevo aggiungere alla lista gli orsoni Kodiak che bazzicavano intorno al mio capanno. Il cacciatore piu' intelligente sarebbe quello che partecipa alle battute all'inglese a fagiani, anatre e pernici. Lo portano alla postazione col Land Rover, lo affidano alle cure di un ghillie che gli ricarica i fucili, si siede su un seggiolino su un prato ben curato, gli passano gli uccelli sulla testa, lui li abbatte, ma non deve neanche scomodarsi a raccoglierli perche' ci pensano gli accompagnatori ed i cani a trovarli e ammucchiarli sul Land Rover alla fine della battuta. Poi il gotto di whiskey vicino alle auto, contemplazione e soppesazione compiaciuta dei selvatici uccisi, e poi via alla casa di caccia per un pranzo servito da camerieri in guanti bianchi... Tutti vestiti con giacca di fustagno, gilet, cravatta, cappello alla Sherlock Holmes, pantaloni da cavallerizzo con ghette sopra gli scarponi di cuoio soffice ben ingrassato... Ah, noblesse oblige! E che fucili! Holland & Holland, Purdey, Perazzii--roba che per comprarmene uno cosi' mi dovrei vendere casa...
                  CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                  • #28
                    Il cane intelligente è quello che i problemi li risolve nel minor tempo possibile, per farlo deve essere abituato fin da piccolo ad usare la propria capoccia. Più si addestra, più si interviene, più si impone, meno possibilità diamo al cane di pensare. Cani inibiti dal troppo addestramento, sono belli da vedere, sono tutto fumo e poco arrosto. Per questo continua a dire con sempre più convinzione che un cane da caccia addestrato nell'essenziale al cane super addestrato gli fa il c.lo come un secchio. Ogni cane ha dentro un poco di gatto, bisogna tirargli fuori il più possibile quel poco di gatto che ha, fatto questo il cane ha sempre meno bisogno di essere spiegato. A me fanno ridere quelli che si mettono in mezzo fra selvaggina e cane e sono convinti di insegnare al predatore come deve fare per predare.
                    Mikylales piace questo post.

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                    • setterman1
                      setterman1 commentata
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                      Ci sono cani e cani. Non dobbiamo insegnare a fare il predatore; quell'istinto è loro proprio. Dobbiamo porgli le condizioni affinché svolgano bene il loro compito. Tale condizionamento va applicato in modo diverso da allievo ad allievo. E' questa capacità che fa la differenza tra un addestratore ed uno pseudo. Il resto sono tutte chiacchiere.
                      setterman1

                  • #29
                    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
                    Il cane intelligente è quello che i problemi li risolve nel minor tempo possibile, per farlo deve essere abituato fin da piccolo ad usare la propria capoccia. Più si addestra, più si interviene, più si impone, meno possibilità diamo al cane di pensare. Cani inibiti dal troppo addestramento, sono belli da vedere, sono tutto fumo e poco arrosto. Per questo continua a dire con sempre più convinzione che un cane da caccia addestrato nell'essenziale al cane super addestrato gli fa il c.lo come un secchio. Ogni cane ha dentro un poco di gatto, bisogna tirargli fuori il più possibile quel poco di gatto che ha, fatto questo il cane ha sempre meno bisogno di essere spiegato. A me fanno ridere quelli che si mettono in mezzo fra selvaggina e cane e sono convinti di insegnare al predatore come deve fare per predare.
                    Vero. I cani da campionato di lavoro sono addestrati a morte a causa delle regole imposte da chissa' chi , regole che all'atto pratico impediscono una buona performance a caccia. Un solo esempio di lasciar fare al cane qui basti: nelle gare di retrievers, un cane che lanciato dal padrone a recuperare un'anatra caduta in un un fiume e che se ne sta andando via con la corrente secondo tali regole assurde deve tuffarsi in acqua dal fianco del padrone e poi nuotare fino all'anatra. Se corre lungo la riva per arrivare all'altezza dell'anatra prima di tuffarsi perde punti o viene squalificato. La mia compianta Scout, in addestramento da cucciolona, quando lanciavo il riportello in un fiume e lei fremeva e guaiva vedendolo allontanarsi con la corrente, al comando "Fetch!" (Riporta!) faceva una corsa a perdifiato lungo la riva, e poi si tuffava per acchiappare il riportello, che poi riportava correndo lungo la riva. Aveva usato la sua intelligenza, avendo capito che avrebbe perso troppo tempo a nuotare dal punto di partenza. Non l'ho mai scoraggiata a far questo perche' io non andavo alle gare ma a caccia. A Kodiak meno un cane da riporto deve nuotare in quell'acqua gelida meglio e', o diverra' esausto dopo tre o quattro riporti. Inoltre un'anatra morta che galleggia e va giu' con la corrente quasi sicuramente verra' ghermita da una delle moltissime aquile calve che infestano l'isola ed il resto dell'Alaska. Quindi e' assolutamente necessario che il cane corra sulla riva, tagliando il tempo d'immersione e di recupero il piu' possibile. E questo Scout l'aveva capito da sola, attingendo al pozzo del suo istinto da predatrice. Ma a volte tale istinto puo' essere controproducente. Le avevo insegnato, quando andavamo ad anatre e beccaccini in caccia vagante lungo fiumi e laghi, ad ignorare le lepri dal piede a racchetta che a volte le schizzavano davanti al muso. L'istinto da predatore le avrebbe suggerito di inseguire, ma a me di sparare a quelle lepri non andava, perche' poi Scout ne sarebbe stata distratta nei riporti difficili. A lepri, se ci andavo, andavo senza cane. Poi non e' che mi piacessero molto come cibo, in quanto richiedevano troppa preparazione per eliminare il sapore selvatico e l'amarostico che prendevano dal mangiare la corteccia di certi alberi e cespugli di "alder" (ontano?) durante l'autunno/inverno, quando erba e altre piante migliori non erano piu' disponibili. Quindi in molte situazioni bisogna lasciar fare al cane. Una volta disalai un beccaccino e mi incazzai perche' Scout rifiutava di cercarlo dove l'avevo visto cadere e si allontanava. Io credevo che stesse disobbedendo e volesse andarsene per i fatti suoi, ma poi la vidi ritornare scodinzolando col beccaccino in bocca. Il beccaccino di pedina aveva gia' fatto una cinquantina di metri dal punto di caduta, ed io im&ecille volevo che lo trovasse dove non c'era piu'! Comunque il lasciar fare al cane e' un concetto molto relativo. L'obbedienza ai comandi e' sempre assolutamente necessaria. Anche ai comandi sbagliati. Ma l'addestramento non deve mai trasformare il cane in un robot senza cervello. In medio stat virtus. Per esempio, l'istinto condurrebbe il cane a uscire dal capanno e a saltare in acqua quando parte la schioppettata, il che dal punto venatorio sarebbe controproducente per diverse ragioni, una delle quali e' la sicurezza del cane stesso. Un mio amico di Kodiak sparo' a un'anatra e il cane salto' su senza aspettare il comando. Purtroppo il mio amico sparo' a un'altr'anatra mentre il cane gli saltava davani al fucile e la schioppettata spappolo' la testa del cane. Lo stesso col cane che insegue una quaglia che frulla e vola bassa, impedendo al cacciatore di sparare per non colpire il cane.
                    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                    • #30
                      La chiave vincente è socializzare tanto e addestrare poco. Il collegamento è la collaborazione spontanea concessa dal cane al padrone, non ha nulla a che vedere con l'addestramento. Un cane ben collegato che quando viene chiamato si presenta velocemente dal padrone può essere portato a caccia da ogni parte, senza far fare figuracce al suo padrone. Il resto lo farà la selvaggina, quella nata libera, non quella di voliera.
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