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  • SPARTANO
    ha commentato in 's risposta
    Concordo con quello che hanno detto Germano e Setterman.Ibal!

  • luca 76
    ha risposto
    Grazie dei consigli continuerò ad insistere sulla chiamata e riporto visto che comincia a prendersi un po troppa libertà, x adesso niente fucile saluti Luca

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  • germano56
    ha risposto
    Secondo me dove è ancora possibile portare il cane è meglio continuare a portarlo sulla selvaggina nata libera. Sempre secondo la mia opinione, il primo abbattimento andrebbe fatto sulla selvaggina che ha "svezzato" il cane e quando si è sicuri che il cane è nelle condizioni di riportare. Io continuerei a far fare esperienza al cane, e non solo sulla selvaggina. Una buona interazione fra cane e cacciatore la si ottiene con un buona conduzione, anche questo tipo di allenamento è utile al cane. Il "ferro" bisogna batterlo finche è caldo, a 9 mesi il cucciolone ha la testa ancora nel sacco, quando incomincerà a tirarla fuori e a prendere consapevolezza potrebbe rendere la vita difficile a qualsiasi cacciatore. Ascolta anche le altre opinione, e decidi quale per te è la più giusta.

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  • setterman1
    ha risposto
    Io la "selvaggina" immessa neanche dipinta gliela faccio vedere. C'è tempo per gli abbocchi, non vi sono scadenze; l'addestramento è pazienza, tempo e ripetizione periodica di queste due categorie.
    setterman1

    Lascia un commento:


  • luca 76
    ha risposto
    Scusate il fuori tema ma senza aprire una nuova discussione volevo chiedere una cosa agli esperti ,anche io ho una setter femmina di 9 mesi ,sono circa 3 mesi che esco su animali buoni fagiani e beccacce la cagnina tra errori rincorse e belle ferme comincia a prendere passione e confidenza con l'animale ,la mia domanda è continuo a portarla senza fucile oppure secondo voi è ora di farla abboccare ,se si in che maniera un paio di starne immesse potrebbe andare bene grazie x i consigli saluti LUCA 76

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Sono d'accordo con il migratorista: non inibisco i miei cani a rincorrere la selvaggina scovata per dare loro modo di avvantaggiarsi su un eventuale ferimento. Pretendo, invece il terra al fischio o voce quando lo reputo necessario. Il cane che rincorre può essere sollecitato a farlo dagli abbattimenti che il cacciatore esegue costantemente e non solo perché gli fa credere prima o poi gli spunteranno le ali.
    setterman1
    Pure io sono d'accordo con migratorista. Ma sono d'accordo con chiunque usa un metodo e ne trova vantaggio. Setterman, la parola inibire per me vuol dire impedire al cane un'azione naturale. Impedire al cane di inseguire la selvaggina è inibire, il cane che insegue ha l'istinto a predare. Quindi quando porto il cucciolo ad inseguire a vista i colombi nella pineta, non sto né inibendo né disinibendo, porto il cucciolo a fare esperienza, lo porto per farlo imparare a pensare cosa è più conveniente fare. Le prime volte dopo ogni inseguimento chiamo il cucciolotto e lo premio, in pochi giorni gli inseguimenti si faranno sempre più corti, e il cucciolo verrà sempre prima a ritirare il premio. Questo è il primo passo per avere un cane saggio, il cane saggio è quello poco addestrato che ha capito per tentativi ed errori quello che è più producente, l'addestramento inibisce. Il cane saggio non è quello che si inchioda al frullo, e quello che cerca la posizione per accertarsi dell'esito della fucilata, parte solo quando vede cadere la selvaggina. La saggezza al frullo per il cane è naturale, la impara da solo, basta non fargli credere che prima o dopo gli spunteranno le ali. Quindi quando si addestra non si caccia, possiamo dire che cacciamo per il cane, per condizionare il cane nel modo più giusto. Il problema che pochi sanno rinunciare a cacciare, pochi sanno rinunciare alla fucilata. Preferiscono addestrare il cane a rispettare bovinamente l'ordine ricevuto e non rinunciare alla fucilata. I cani che rincorrono prima della fucilata sono ugualmente saggi, perché dopo i colpi andati a vuoto abbandonano e rientrano. Sono cani condizionati in modo diverso, gli è stato fatto credere che quella azione è la più conveniente. Il punto di caduta del selvatico lo marcano bene sia i cani che rincorrono prima della fucilata che quelli che sono saggi al frullo e aspettano l'esito della fucilata per andare al riporto. Quando si inizia un tipo di condizionamento deve essere portato avanti per l'efficienza del cane. Il riporto a comando non è naturale, il cane non capisce perché non può andare a recuperare quello che ha visto cadere. Anche se non è naturale si può addestrare in modo gentile senza collare e senza correggere. Dimenticavo la cosa più importante che è la selvaggina, il cane diventa saggio con la vera selvaggina.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da il migratorista Visualizza il messaggio
    Sono contrario alla correttezza al frullo a caccia, credo che sia controproducente, credo sia importante però avere un cane che se sta rincorrendo ascolta comunque la chiamata.
    Sono d'accordo, ho sempre detto e ne sono convinto, che un cane che rientra a tempo zero alla chiamata del padrone può essere portato a caccia da qualsiasi parte. Il cane saggio che rincorre non ha bisogno della chiamata, dopo pochi metri rientra e si rimette a disposizione del padrone. Un cane che rincorre per mezzo chilometro è poco saggio, la sua saggezza e stata messa sotto i piedi dal suo padrone. Il cane saggio è in mano al cacciatore saggio. Il cane può morire per una fucilata partita dal fucile del padrone, o può morire per una tegola caduta da un tetto. Il cane che esegue l'ordine e alla chiamata si presenta dal padrone è il cane collegato. chiamata e collegamento devono andare di pari passo, un cane che insegue per 500 m. è fuori mano, e non risponde più alla chiamata. Chi caccia a 500 m. da una strada non sta cacciando vicino la strada, se ha un cane che insegue per 500 m. deve cacciare a 600 metri dalla strada.

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  • setterman1
    ha risposto
    Sono d'accordo con il migratorista: non inibisco i miei cani a rincorrere la selvaggina scovata per dare loro modo di avvantaggiarsi su un eventuale ferimento. Pretendo, invece il terra al fischio o voce quando lo reputo necessario. Il cane che rincorre può essere sollecitato a farlo dagli abbattimenti che il cacciatore esegue costantemente e non solo perché gli fa credere prima o poi gli spunteranno le ali.
    setterman1

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  • walker960walker
    ha commentato in 's risposta
    Ma quale litigare... è un piacere!

  • walker960walker
    ha commentato in 's risposta
    E sei convinto sbagliato! Se ha la ferma nel sangue, fermerà, ma dopo aver sfrullato parecchio.

  • walker960walker
    ha commentato in 's risposta
    Non dico questo, ci sono dei lavori che ti lasciano tanto tempo libero. Ma chi parte la mattina e rientra la sera!!!

  • il migratorista
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Setterman, non parlavo di esercizi di obbedienza, parlavo di doti naturali geneticamente trasmesse. Se il cane le ha chi gliele potrebbe far perdere è chi porta il cane a fare delle brutte esperienze che con la caccia vera non hanno niente da spartire. Chi abbatte la selvaggina quando il cane avverte e carica, commette un errore e condiziona il cane in modo sbagliato. Non ho detto che è sbagliato cercare di recuperare un cane incentivato a commettere l'errore, o detto che è molto meglio non fare errori per non correggere il cane, perché il cane esegue la correzione ma non la capisce. Il cane fa molta fatica ad eseguire tutto quello che contrasta con il suo istinto, quindi il terra anche se lo sa fare non lo vuole fare perché lo ritiene sbagliato. Il cane non potrà mai capire perché gli si vieta di rincorrere e di catturare la quaglia di voliera quando è nelle sue possibilità catturarla. I cani che vanno a caccia nella stragrande maggioranza non sono corretti al frullo e neanche fanno il terra a distanza, eppure di stragi imputabili al "terra" non ho mai sentito parlare. Ho sentito parlare di cani investiti perché cacciavano troppo vicino alle strade. Caccio in una zona piena di caprioli, quando capita, l'accenno di inseguimento si risolve in pochi metri. La cagna giovane non è corretta al frullo, però quando scova ed alza un fagiano si limita ad osservarlo, se non c'è abbattimento non spreca energia per niente. I cani che inseguono sempre, sono quelli che il padrone gli ha fatto credere che prima o poi gli spunteranno le ali. Comunque io non vado vicino alle strade, anche se ho i cani che rispettano gli ordini, tutto quello che fa parte dell'addestramento indotto non può dare nessuna certezza, il cane prima o dopo potrebbe trasgredire. Nella testa del cane si fissa solo quello che fa parte del suo interesse, tutto il resto con il tempo lo dimenticherà e per farglielo ricordare ha bisogno della correzione.
    Sono contrario alla correttezza al frullo a caccia, credo che sia controproducente, credo sia importante però avere un cane che se sta rincorrendo ascolta comunque la chiamata.
    Perché ho visto cani rincorrere per 600/700 e più metri e essere a 400/500 metri da una strada io non la reputo vicina anche perché altrimenti non dovrei andare nel 80%o forse piu del territorio cacciabile... E poi non serve un autostrada per investire un cane, basta una stradina di campagna, un veicolo e la sfiga che spesso ci vede benissimo

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da il migratorista Visualizza il messaggio
    Sicuramente la selvaggina naturale è il miglior modo per fare un cane, il problema è trovarla in posti dove è consentito addestrare, detto questo io non sono così convinto che siccome non riuscirà ad abboccare allora fermerà...
    Fermerà se ha il dono di fermare, non tutti i cani da ferma fermano. Un cane da ferma che abbocca può fare tutto da solo, fermerà quel che basta per individuare e ghermire la preda. Se il cane ha la ferma dopo qualche tentativo andato a vuoto diventerà molto più attento e prudente. Logicamente oltre la ferma deve avere anche altri pregi.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Ma! Su codesto concetto che l'errore del cane è stato indotto da un errore del conduttore è vero in parte; ho avuto cani che non volevano eseguire il terra nonostante avessero capito benissimo tale comando al fischietto ed a voce e se non avessi applicato tecniche di condizionamento psicologico me li avrebbero schiacciati qualche camion o auto o sarebbero stati fatti a brandelli dai cignali e questo sarebbe stata mia colpa?
    Setterman, non parlavo di esercizi di obbedienza, parlavo di doti naturali geneticamente trasmesse. Se il cane le ha chi gliele potrebbe far perdere è chi porta il cane a fare delle brutte esperienze che con la caccia vera non hanno niente da spartire. Chi abbatte la selvaggina quando il cane avverte e carica, commette un errore e condiziona il cane in modo sbagliato. Non ho detto che è sbagliato cercare di recuperare un cane incentivato a commettere l'errore, o detto che è molto meglio non fare errori per non correggere il cane, perché il cane esegue la correzione ma non la capisce. Il cane fa molta fatica ad eseguire tutto quello che contrasta con il suo istinto, quindi il terra anche se lo sa fare non lo vuole fare perché lo ritiene sbagliato. Il cane non potrà mai capire perché gli si vieta di rincorrere e di catturare la quaglia di voliera quando è nelle sue possibilità catturarla. I cani che vanno a caccia nella stragrande maggioranza non sono corretti al frullo e neanche fanno il terra a distanza, eppure di stragi imputabili al "terra" non ho mai sentito parlare. Ho sentito parlare di cani investiti perché cacciavano troppo vicino alle strade. Caccio in una zona piena di caprioli, quando capita, l'accenno di inseguimento si risolve in pochi metri. La cagna giovane non è corretta al frullo, però quando scova ed alza un fagiano si limita ad osservarlo, se non c'è abbattimento non spreca energia per niente. I cani che inseguono sempre, sono quelli che il padrone gli ha fatto credere che prima o poi gli spunteranno le ali. Comunque io non vado vicino alle strade, anche se ho i cani che rispettano gli ordini, tutto quello che fa parte dell'addestramento indotto non può dare nessuna certezza, il cane prima o dopo potrebbe trasgredire. Nella testa del cane si fissa solo quello che fa parte del suo interesse, tutto il resto con il tempo lo dimenticherà e per farglielo ricordare ha bisogno della correzione.

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  • setterman1
    ha risposto
    Originariamente inviato da il migratorista Visualizza il messaggio
    Sicuramente la selvaggina naturale è il miglior modo per fare un cane, il problema è trovarla in posti dove è consentito addestrare, detto questo io non sono così convinto che siccome non riuscirà ad abboccare allora fermerà...
    Per addestrare i cani occorre anche rischiare. Naturalmente per un beccacciaio come io sono, nel senso che con il cane perseguo solo la beccaccia o meglio: con i miei cani, è più facile perché vado frequentando i boschi ove conosco le "tappe" che questi selvatici raggiungono nella loro risalita pre nuziale e dove difficlmente, di questi tempi, trovo anima viva. Per la ferma un cane di tale razza grossi problemi non ne ha: ci vorrà santa pazienza anche perché la mantenga ma con il tempo e il metodo….
    setterman1

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