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223 remigton sul cinghiale.....esperienze!!!

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  • #61
    I consigli sul calibro da scegliere per il cinghiale vanno bene, però dopo, ognuno deve scegliersi l'arma e il calibro più confacente alla propria persona, e adeguare la caccia a quel determinato calibro.

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    • Capriolo Astuto
      Capriolo Astuto commentata
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      infatti... io ho consigliato il .223 perchè questi sono i primi cinghiali che abbatto e sono andati giu senza problemi.. e sono un neofita della selezione al cinghiale.. poi ognuno è libero di far come vuole, mi sono iscritto al forum per avere consigli e aiuto sui miei dubbi e perplessità.

    • setterman1
      setterman1 commentata
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      Ma anche come confronto di esperienze per migliorarsi, portando i risultati ottenuti con foto e video di cui discutere senza prese per il culo ed espressioni che denotano superiorità non confermata da alcunche. La guida deve essere riconosciuta per i meriti che riesce ad ottenere e convincere gli altri colleghi.

  • #62
    io sono molto piu strano di molti qui e ho una filosofia di vita diversa...che non mi permette di comprendere tutte ste pippe. ed è...Quando un fucile/calibro mi piace lo prendo e ci sparo. Certo la mia passione di balistica e ricarica mi aiuta facendomi capire le reali potenzialità. E il 223 ha energia piu che sufficiente per abbattere pulitamente fino a 200 mt con le giuste munizioni.
    ma stando all'esperienza posso dire che come qualcuno ha detto oltre al calibro ci sono altri n fattori che fanno si che ogni animale abbia una sua storia...io ho calibri dal 223 al 9,3x74r e con tutti ho fulminato e ferito se lo spanciate o lo prendete dietro va via con qualunque calibro. Personalmente io 223 nn lo uso alla selezione al cinghiale per il semplice fatto che dove vado io si spara a quasi buio che vedi solo la macchia nera. Quindi compenso l impossibilita' di un accuratezza di mira con qualche kgm in piu. Ma i daini fino a 300 garantisco cadono come pere. e il daino non è tenerissimo...
    setterman1 e Capriolo Astuto piace questo post.

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    • #63
      Come ho detto, non voglio partecipare piu' a questa discussione circolare se non in maniera neutrale, pur ribadendo che ritengo il .223 abbastanza adeguato al capriolo. Pero' voglio aggiungere che per quanto riguarda il suo uso per il cinghiale, be', bisogna considerare che a caccia ne accadono di tutte, e se le cose del seguente filmato accadessero ad uno armato di .223... In fondo non e' da escludere. Da noi si dice, "Shit happens." Letteralmente, "La mer6a accade," cioe' "le cose brutte ti capitano fra capo e collo, improvvisamente." (Ah, la bellezza dell'inglese e specialmente dello slang! Puoi esprimere in due parole un concetto che in altre lingue richiederebbe l'uso di almeno cinque o sei. Ecco perche' me ne sono innamorato. Soltanto i grandi poeti italiani sono riusciti ad aggirare la verbosita' manzoniana della loro lingua, come nel famoso poema monofrase, "Mattinata" che dice "Mi illumino d'immenso," e basta, e con questa semplice--in apparenza--frase il poeta ha scritto un intero tomo.
      E' vero che in caccia di selezione la "mer6a" del filmato accade raramente--ma ci sono scrofe con striati che hanno un caratterino da suocera, solenghi con una chiappa masticata da un lupo, infetta e dolente, o uno con una zampa ferita dal laccio di un bracconiere... Pochi anni fa in Italia un cacciatore fu ucciso da un verro che lo aggredi' da dietro senza alcuna ragione apparente, forse perche' infastidito dai cani. Il poveraccio era sordo, e non lo senti' arrivare. Verissimo, anche una M60 (mitragliatrice leggera U.S. cal. .308) gli sarebbe stata inutile in quei frangenti, ma...
      Non ho ragione di non credere a quelli che dicono di essere tiratori "chirurgici" e di aver sempre abbattuto pulitamente col .223 qualsiasi bestia nera che avesse la sfortuna di passargli a tiro mentre erano appostati con tanto di bipode, tripode, o quadrupode... Ma non tutti hanno il sang froid e la vostra abiilita' , e anche i chirurghi a volte asportano il rene (o, peggio, il testicolo) sano invece di quello canceroso, o dimenticano una chiave inglese appoggiata al pancreas e ricuciono il tutto, causando fastidi non indifferenti, specialmente a quelli che viaggiano in aereo e devono passare attraverso il rivelatore di metalli, o, come accadde credo a Latina parecchi anni fa, quando il chirurgo, cercando di acchiappare il calcolo nella cistifellea, chissa' come acchiappo' e strappo' l'aorta dorsale, causando la morte da dissanguamento del paziente in pochi secondi... Anche ai migliori chirurghi shit happens. L'importante e' potersi ripulire dalla shit con uno strumento adeguato, tenendo anche in mente che una bestia ferita ed incazzata, carica d'adrenalina, diventa cento volte piu' difficile da abbattere se non si impinge il sistema nervoso centrale. Un mio amico, a caccia di cervi a Kodiak con un calibro esagerato, da bufali cafri ed elefanti (.375 H&H), fu caricato da un grosso orso Kodiak. Quando un orso carica il testone va su' e giu' e beccarlo nel cervello, specialmente se hai un paio di secondi per tirare, e' molto aleatorio. Lui ci provo', ma la grossa palla lo prese nella mascella. Ma il pugno possente ricco di joules e footpounds lo fermo', stordendolo. Si sarebbe di certo rialzato in pochi secondi, ancora piu' incavolato di prima, se non fosse stato che la sua momentanea immobilita' permise al mio amico di trasformargli il cervello in una poltiglia sanguinolenta col secondo, terzo, e quarto colpo. Il secondo sarebbe bastato ampiamente, ma, credetemi, dopo aver visto la morte da zanne e artigli cosi' da vicino, non pensi piu' a quanto costino le cartucce del .375! In una situazione del genere, se avesse avuto anche una .30-06, forse non sarebbe stato in grado di raccontarmi questa bella avventura.

      https://www.youtube.com/watch?v=-8ia1icbqJc
      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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      • giovannit.
        giovannit. commentata
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        A proposito, notate il cacciatore del primo episodio. Invece di finire il cinghiale che ha fermato ma che potrebbe ancora costituire un pericolo per i cani, scappa tastandosi dietro, probabilmente avendo sentito qualcosa di caldo che gli si spargeva intorno al posteriore... AHAHAHAHAHA!!!!

    • #64
      Daini a 300 e uno .... daini a 300 e due ....
      avanti c'è qualcuno che offre cervi a 400 ??!!



      si scherza eh
      teufel.35 piace questo post.
      L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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      • setterman1
        setterman1 commentata
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        Un daino di oltre 80 kg fu abbattuto in regime di contenimento danni a 286 mt con il .223. La fonte è un video tuttora giacente in videoteca di Alessandro Magno Giangio reperibile in wildhunters.omb. Fate voi.

      • giovannit.
        giovannit. commentata
        Modifica di un commento
        Una delle piu' grosse tigri mai abbattute fu uccisa da un tale che cacciava pavoni con una carabinetta cal. .22 LR Rimfire. La tigre stava per saltargli addosso, e lui la becco' nel cervello con un tiro... ultrafortunatissimo, fulminandola. La morale di questa storia la lascio trarre a voi.

    • #65
      non stento a credere che butti giu un daino... alla fine è un calibro come un altro... tutto sta nella munizione impiegata.

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      • #66
        Non capisco perché abbiano inventato tanti calibri quando ne bastavano un paio: uno piccolo per i cecchini e/o che temono il rinculo ed un grosso per tutti gli altri.
        darkmax e teufel.35 piace questo post.

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        • #67
          Originariamente inviato da Capriolo Astuto Visualizza il messaggio
          non stento a credere che butti giu un daino... alla fine è un calibro come un altro... tutto sta nella munizione impiegata.
          Be' no .... non è un calibro come un altro.
          prendendo a caso 2 munizioni geco una in .223 e una in .308 si vede che, a 300mt, la 223 ha un energia residua di circa 500j mentre il 308 ne ha 1500 ....
          Più o meno stessa velocità a 300mt mentre la caduta ovviamente a favore del 223
          Non metto in dubbio che coolmax abbatta i daini a 300 metri ma non stiamo a dire che i calibri sono tutti uguali dai.
          L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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          • Capriolo Astuto
            Capriolo Astuto commentata
            Modifica di un commento
            nel senso per la caccia... per i nostri ungulati vanno bene tutti... un cervo con un .223 mi sembra eccessivo ma un daino o un cinghiale va piu che bene... comunque il manico e l'ocio fanno la differenza.

          • Colmax
            Colmax commentata
            Modifica di un commento
            Ma io non ho mai detto che sono tutti uguali...tanto e' vero che ne ho 8 diversi...sto semplicemente dicendo che un 223 a 300 mt ammazza un daino preso nel posto giusto con la munizione giusta e ne sono certo...peraltro non ho nemmeno detto di essere io a sparare.

        • #68
          Io non so dare una risposta del perché tanti calibri, posso dire che con il 223 e con il 7 rm potrei cacciare tutta la grossa selvaggina europea. Molto probabilmente per dare ai cacciatori la possibilità di scegliere l'arma e il calibro più confacente.

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          • fulviogp
            fulviogp commentata
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            Quindi i calibri sono stati creati per adattarli alle varie psicologie dei cacciatori o in base ai loro fisici, più o meno corpulenti, e non per ottimizzare un calibro in base alla stazza/vitalità del selvatico da cacciare?
            Io, se dovessi andare a caccia in battuta, in Romania, dove vi sono cinghiali che superano i 200 kg, con un 7RM non andrei, ma andrei magari con un 9,3 ad esempio, ma sarà una mia fisima, così come non andrei a sparare ad un cedrone col 223, se si potesse, poiché lo disintegrerei.
            Io.

          • Colmax
            Colmax commentata
            Modifica di un commento
            tanti calibri = tanto marketing = tanti pir..a come me che spendono. Nel tiro venatorio normale europeo con armi da caccia e non da tiro e munizioni commerciali molto spesso si sovrappongono tanti calibri.

        • #69
          Ragazzuoli.....ora stiamo esagerando!!

          Eddai per piacere, il 223 mi piace, e dire che è inadatto al capriolo equivale a sottovalutarlo ma......ora non facciamo l' errore opposto!!!

          Bel calibro, ripeto, sicuramente adatto al capriolo nei 250 MT (fermo restando il vento...) ma....sul cinghiale (e daino ecc), salvo casi molto particolari, NON È UN CALIBRO ADATTO!!
          Certo, sparando sempre bene e sempre in zona collo testa blocca sul posto qualsiasi selvatico ma.... infallibile non è nessuno.

          Un calibro medio sarà quello più adatto al cinghiale.....e anche con quello non crediate di essere al riparo da situazioni più o meno complicate.

          Il 223 va bene per tutto quel che c' è fino al capriolo (anche a distanze medio lunghe....) per il resto però.....esistono altri calibri.

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          • Roby72
            Roby72 commentata
            Modifica di un commento
            Meno male che c'è qualcuno che la pensa come me....😉

        • #70
          comunque, discussioni e pipponi a parte, al neofita che vuole cacciare a palla consiglierei questo:
          1. Compra una buona carabina nuova (evita l'usato) di prezzo medio. Il mo consiglio e' la Savage con gilletto Accutrigger
          2. Mettici sopra l'ottica e le montature di piu' alta qualta' ed alto costo che ti puoi permettere. Ottica con obiettivo da 50 o 56 mm.
          3. Calibro? Visto l'assioma che chi ha un solo fucile spara meglio, e tenendo in mente che puoi friggere un pesce piccolo in una padella grande, ma che non puoi friggere un pesce grosso in una padella piccola, scegli il calibro piu' grosso e potente che puoi sparare comodamente senza "flinch" e usalo per tutto, dalle cornacchie ai cervi. E vedrai che diventerai un tiratore eccezionale.
          CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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          • setterman1
            setterman1 commentata
            Modifica di un commento
            Sempre originale grande Giovà. Di più mi è piaciuto l'uso sulle cornacchie ma anche quello dei pesci non è male.

        • #71
          Originariamente inviato da fulviogp Visualizza il messaggio
          Quindi i calibri sono stati creati per adattarli alle varie psicologie dei cacciatori o in base ai loro fisici, più o meno corpulenti, e non per ottimizzare un calibro in base alla stazza/vitalità del selvatico da cacciare?
          Per tutti e due i motivi. Il capriolo e il cinghiale lo si ammazza sia il 270 che con il 7rm, io preferisco il 7 rm, un mio amico ha preferito il 270. Posso anche sbagliare per come la vedo, però sono dell'opinione che l'arma e il calibro devono essere appropriate all'utilizzatore. Per esempio io in battuta preferisco carabine semiautomatiche camerate con calibri adeguati al selvatico che sto cacciando. Vuol dire che scelgo senza strafare l'utilizzo dell'arma e del calibro. Senza "strafare" vuol dire scegliere un'arma che mi permette di tirare 5 colpi in rapida successione senza eccessivo rilevamento. Se riesco con un calibro 9 potrebbe starmi anche bene, altrimenti preferisco seguire il cinghiale con un cal. 7 come per esempio un 30/06 o un 308, calibri che il mio fisico e la mia psiche riescono a gestire meglio di un calibro 9.3x74.

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          • #72
            Penso che chi è intenzionato all'acquisto di una carabina in cal. 223 ha capito dove e quando si può utilizzare con successo questo calibro.

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            • #73
              Troviamo sempre molto interessante leggere di tanto in tanto alcune discussioni su questo Forum: riguardo quello attinente il cal. 223 Remington, curiosando qua e là, abbiamo rilevato notizie che crediamo affidabili poiché inserite in validi -seppur vetusti- manuali di balistica (Nosler-2002 e Norma-2004), attingendo informazioni interessanti che elogiano positivamente il cal. 223 Remington, additandolo come un munizionamento versatile ed idoneo se correttamente impiegato contro alcune tipologie di selvatici in determinate condizioni, pur sviluppando una potenza modesta. Per pura curiosità stiamo confrontando le caratteristiche e campo d’utilizzo con un’arma nostra (una basculante mono colpo cal. 6x62R Freres). Data l’alta velocità che sa esprimere, notiamo che anche il cal. 223 Reming. è certamente distruttivo se caricato con una palla morbida contro piccoli selvatici appartenenti alla classe “warmit” (nocivi come Volpi, Sciacalli, grossi rapaci e/o roditori ecc.), ovvero animali con un peso contenuto. Ai fini balistici la sua resa di potenza è moderata perché sia il diametro di sezione che il peso della palla sono limitati: tuttavia se caricato con una palla un po’ più dura (come la Nosler CT Ballistic Tip che è dotata di una buona Combinazione Tecnologica anche se non certo al pari di una “Partition” ) si può impiegare il calibro 223 Rem. anche contro selvatici un po’ più “resistenti”; ovvero di una certa “stazza” purché il suo utilizzo avvenga in un contesto adatto (periodo della stagione venatoria, condizioni meteo ed ambientali, nessun ostacolo intramezzo –anche un consistente filo d’erba può disturbare la palla-, distanza di tiro, tiro meditato, grado d’inclinazione, in mano a tiratore esperto e suo stato psico-fisico, stato di eccitazione del selvatico <tranquillo,fermo od in lento movimento>, ottima conoscenza delle caratteristiche strutturali e morfologiche del selvatico da perseguire <dimensioni, peso, muscolatura, ossatura telaio>, posizionamento dell’animale rispetto il tiratore, ecc.). In questo caso riteniamo sia d’obbligo l’utilizzo di una palla piuttosto “dura” perché data l’alta velocità di uscita (circa 950 mts o più alla volata) ben difficilmente la palla potrà “gavitare” o peggio capovolgersi inficiando il risultato sperato, e la penetrazione sarà più profonda (la palla morbida invece esploderebbe, ovvero si disintegrerebbe a contatto con la pelle creando solo una vasta ferita superficiale con fuga del selvatico che si renderebbe facilmente irrecuperabile e/o potrebbe forse anche morire in seguito fra inutili sofferenze – dipende dalla sua costituzione fisica). Il cal. 223 Reming. è comunque un calibro da non sottovalutare tanto alla leggera, almeno contro quei selvatici per i quali è stato creato inizialmente: se dovessimo utilizzarlo contro qualche Cinghiale di peso-forma molto contenuto (40>50 kg.), noi che non siamo certo dei “cecchini” rimarremmo con tiri entro un breve raggio d’azione (40-60 mt.) impiegando una palla dura come la CT Ballistic Tip. A puro titolo di “cronaca” un mattino di qualche anno fa un nostro amico cacciatore (il Sindaco di un paese qui vicino) si presentò armato con una bella carabina cal. 220 Swift perché inizialmente si parlava di organizzare una battuta alla Volpe ….. solo che durante la battuta uscirono anche numerosi Cinghiali ….. fortunatamente Maria ed io imbracciavamo le nostre solite Brow. Bar cal. 9,3x62 mentre tanti altri erano armati con 30,06, 7x64, 9,3x74R, 338 W.M., 8x68, 8x57 JR, oppure con cal. 12 e cartucce miste (pallettoni + palla asciutta Brenneke). Scherzosamente ci mettemmo a ridere quando il Sindaco Dumitru, nostro simpatico carissimo amico, ex Colonnello dell’Esercito Romeno, mostrandoci l’arma ne decantava le possibili doti anche contro qualche “Cinghio”….. mi ricordo che Maria congratulandosi gli mise in mano l’accendino ed una manciata di petardi Magnum…. scena indimenticabile ! Poi gli disse: “gran bell’arma Dumitru, ma adesso in foresta è meglio che stai vicino a noi …” ed infatti lo mettemmo a cacciare “in posta” a 5-6 mt. da me. Forse avrebbe potuto impiegare il cal. 220 Swift in tiri molto brevi (cacciamo quasi esclusivamente in foresta) se fossero usciti cinghialetti da 30-40 kg., ma qui invece gli “irsuti” hanno stazze ragguardevoli anche da oltre 250 kg., …. mal che vada ben difficilmente c’imbattiamo in “piccoli” sotto 80 kg. perché le femmine se li portano sempre appresso e lontani da noi anche quando sono sui 100 kg. data la massiccia presenza degli Orsi che quest’anno sono stati censiti in circa una quarantina presenti nel nostro fondo venatorio locale che è di circa 15.000 ettari…. mentre nell’altro fondo confinante -nel quale siamo comunque associati- hanno contato più di 60 plantigradi oltre ai soliti numerosi branchi di Lupi …. tutte “menate” che da tempo Barone Rosso conosce fin troppo bene perché anche lui è socio cacciatore nel nostro fondo venatorio). Anche noi utilizziamo una carabina di piccolo calibro (una Sabatti SKL 98 DL cal. 6x62R Freres, quella che brandeggia Michele quando perseguiamo Caprioli, cani randagi, Volpi ecc.) ma non la impiegheremo mai contro i Cinghiali (siamo accesi sostenitori dei grossi calibri anche perché dettato dall’ambiente montano-forestale e per la tipologia dei robusti e/o pericolosi selvatici presenti in zona). Non ci sentiremo affatto tranquilli pensare di puntare questo calibro contro un Cinghiale conoscendo la sua resistenza (a meno che non sia davvero molto piccolo) e quanto può essere vendicativo se ferito: oltretutto questa nostra Sabatti è una Kipplauf, cioè arma basculante a colpo singolo, validissima per tiri lunghi con assenza di vento in ambienti molto aperti sgombri da qualsiasi ostacolo, ottima per le Volpi con la palla distruttiva Nosler Ballist Tip da 90 grani (apicale viola) oppure contro Caprioli e cani randagi con la palla dura Nosler E-Tip da 90grani (apicale grigio-verde). Il maggiore difetto della palla dura e l’alta velocità: i rimbalzi che ne possono scaturire sono sempre imprevedibili ed estremamente pericolosi, evento che talvolta avviene <in base all’angolazione di tiro> anche colpendo un’osso della nostra preda !!!
              Alcune informazioni riguardo il cal. 223 Remington le abbiamo attinte consultando anche i nostri vecchi manuali di ricarica pubblicati in lingua Inglese: Nosler 5° edizione Aprile 2002 a pag. 85 + Norma edizione n. 1 dell’anno 2004 a pag. 158.
              In ogni caso durante le uscite con il 6x62R Freres portiamo sempre con noi anche il fratellino maggiore 9,3x62… qui c’è davvero poco niente da scherzare… anche con i numerosi grossi cani a protezione dei greggi dei pastori sempre impegnati in lotte furibonde con Lupi e Plantigradi...
              Grazie per quello che scrivete, per noi una “scuola” sempre aperta … Giorgio e Maria

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              • #74
                Barone Rosso a Caprioli in Transilvanjia, sui Carpazi nord-orientali ... cercando il folletto Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   DSCF0068.JPG 
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Dimensione: 54.2 KB 
ID: 1869100 Draculino....
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                • #75
                  Abbiamo allegato le foto precedenti perchè pensiamo che i calibri piccoli, veloci e radenti come il 223 Remington ecc. trovino la loro migliore applicazione in contesti ambientali più o meno simili ai nostri: ovvero la possibilità di effettuare tiri sul "pulito" anche abbastanza lunghi ma senza esagerare (100>300 mt.), con buona visibilità e sicuri "parapalle" naturali in prossimità dell'eventuale preda che stiamo perseguendo, accertandoci bene prima che al momento dello sparo non ci possano essere rischi per persone, animali (al pascolo) o cose. Naturalmente parliamo sempre di colpi indirizzati contro selvatici morfologicamente proporzionati alla tipologia dell'impianto balistico che brandeggiamo, considerando sempre che con l'aumentare della distanza diminuisce l'energia finale (Stopping Power, Killing Power, TKO e menate varie pertinenti). Personalmente in caso di vento o di possibili rischi di qualsivoglia natura, preferiamo per così dire "accontentarci l'occhio", scaricare l'arma e permettere al selvatico che se ne vada, meglio se indisturbato, cercando anche di sottrarci alla sua vista per non spaventarlo. Lo troveremo un'altra volta oppure sarà più fortunato un'altro Cacciatore... ogni forma di rispetto è importante ... e ne proviamo soddisfazione ugualmente.

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