Scrivere una guida venatoria sulla piccola migratoria per me è un sogno, si perché fin da bambino mi ha appassionato questa caccia.
Vorrei illustrare l’attività venatoria ai tordi bottacci e alle allodole.

La caccia al passo, ai tordi bottacci e alle allodole molte volte è più difficile di quanto possa sembrare. Iniziamo col parlare dell’appostamento per cacciare il tordo bottaccio:
Per prima cosa non si può improvvisare nulla, ma bisogna prepare il nostro posto di caccia già alcuni mesi prima, valutando la postazione migliore e cercare di prevedere da che parte il selvatico può arrivare, quindi bisogna sapere al millesimo dove si collocano i punti cardinali nella zona da noi scelta e quindi valutare la traiettoria di arrivo dei tordi. Dopodiché, il cacciatore ha secondo me l’obbligo di ripulire, da quelle che possono essere considerate vere e proprie forme di inquinamento, come cartacce e plastica, lasciate lì da gente incivile, questo sia per salvaguardare l’ambiente e sia per far trovare al selvatico un posto accoglientissimo. Successivamente l’appassionato venatorio dovrà recarsi periodicamente sul posto prescelto, vedendo che la natura sia perfettamente intatta e se serve fare dei piccoli ritocchi alle sue idee; ma arriviamo ai giorni di passo. Il cacciatore, arrivato sul posto curato e in perfette condizioni, se non c’è un riparo naturale, che sarebbe l’ideale per un ottimo mimetismo, si costruisce un capanno con prodotti artificiali, ad esempio tende mimetiche o teli mimetici perfezionando il tutto con innesti naturali, ad esempio scarti di potatura portati da casa, tutto a quindici, venti metri da piante, dove si poseranno i tordi . Poi bisogna passare a caratteri più soggettivi a discrezione del cacciatore, cioè del posizionamento dei richiami vivi a chi ha la fortuna e la pazienza di averli o alla scelta del fischietto, del chioccolo e del zicchio a chi non possiede richiami vivi. In queste scelte l’occhio dell’appassionato venatorio è fondamentale, tutto ciò naturalmente matura con l’esperienza, il posizionamento dei richiami vivi generalmente viene effettuato per far entrare al meglio il tordo bottaccio, quindi verso la traiettoria di arrivo. Diverso è il discorso per i richiami manuali, qui gioca molto il fattore di fiducia psicologico verso il richiamo, i più usati sono il fischietto che si posiziona tra labbra e denti, quindi aspirando con dei movimenti di lingua emettere delle note che si migliorano con tantissimo allenamento, diverso invece è il discorso per lo zicchio, io ho trovato molto attrattivo quello in legno con la paletta, sempre in legno a scatto nella parte superiore, quello che comunemente viene chiamato zicchio pugliese. Infine solo infine, vine l’azione di caccia, con la scelta delle cartucce che varia dal clima e anche questa dalla soggettività del cacciatore.
Da metà novembre la caccia al tordo bottaccio cambia, passa da quella all’appostamento a quella che possiamo chiamare attività venatoria ai “tordi in girata” che mi appresto ad illustrarvi. Innanzitutto tutte e due le forme venatorie necessitano di una conoscenza totale del territorio, la prima quella statica da appostamento per le pratiche appena descritte e questa per i motivi che vi indicherò :
La caccia ai “tordi in girata” si fa generalmente in due, ma si può benissimo fare anche da soli, questo per coloro che amano cacciare in solitaria. Si arriva generalmente ai confini di un bosco o dove il selvatico ha i suoi posti preferiti per mangiare (ecco perché dicevo che bisogna conoscere totalmente il territorio), decidendo i vari spot da perlustrare, naturalmente con chioccolo o fischietto e zicchio sempre con noi, senza dimenticarci che nelle due forme di caccia è sempre consigliato l’ausilio del nostro amico più fedele a quattro zampe,detto ciò naturalmente cominciamo a camminare, sostando dove sentiamo cantare i piccoli migratori e utilizzare quindi i nostri richiami, per poi riprendere la camminata. Insomma queste sono due linee generali per altrettante forme di caccia, dove possiamo immergerci in delle giornate fantastiche e dove tutte le tecniche si sviluppano e si imparano nel praticare.
Passiamo ad una caccia affascinante e spesso reputata facile (ma non lo è), teatro di molte giornate soddisfacenti. La caccia al passo dell’allodola, come dicevo prima, spesso è considerata come una delle cacce più facili ma non è assolutamente così, per esercitarla c’è bisogno di vari accorgimenti che spesso, anzi sempre fanno la differenza. Per esercitare questa attività venatoria è necessario dotarsi di diverse attrezzature, come stampi, stampi con ali rotanti, i famosi specchi per le allodole, fischietto e per chi li possiede i richiami vivi, ma passiamo agli atti pratici:
L’esercizio di questa caccia si effettua in campi aperti, con erba “rasoterra” o campi arati, per la capacità di questo piccolo selvatico ad “atterrare” per mangiare. Come il passo dei tordi, bisogna recarsi sul posto mesi prima per valutare la traiettoria, sapendo i punti cardinali del posto, dove spesso ci si posiziona difronte all’arrivo della migratoria. Anche qui bisogna tenere conto di mantenere inalterato il buon corso della natura, valutando gli stessi accorgimenti per l’appostamento dei tordi, per “accogliere” al massimo le allodole, l’unica differenza che per i tordi ci si posiziona vicino a delle piante per farli posare, mentre le allodole si aspettano in campo aperto. Valutata la traiettoria, si arriva al giorno della caccia, posizionato il capanno, qui generalmente costruito con materiali artificiali, tende o teli mimetici, si posizionano, come dicevo prima difronte rispetto alla traiettoria di aspetto, a quindici venti metri dal capanno, gli stampi o i richiami vivi che spesso hanno un forte potere attrattivo insieme all’immancabile per me fischietto. Può capitare che le allodole si posino, senza che prima siano state a tiro, qui insieme, opinione personale, all’immancabile aiuto del nostro ausiliario a quattro zampe, si vanno a “battere” facendole alzare in volo. Quindi, per questa attività venatoria c’è bisogno di un’ottima tenda o telo mimetico, in quanto svolgendosi in campo aperto la mimetizzazione deve essere massima, poi un ruolo importantissimo lo hanno gli stampi i vetrini e i richiami vivi, con una dose di qualità che deve avere il cacciatore con il mai finito fischietto. Queste spiegazioni le ho provate sul campo, praticando questi due tipi di caccia e immergendomici a 360 gradi. Spero, che i consigli da me dati servano a quanti vogliano cimentarsi con questi tipi di attività venatoria. Non dimenticate mai, che tutto si perfeziona con l’esperienza.

 

 

Vittorio Venditti

vittorio.liri@gmail.com

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