Storno

19 Aprile 2022

Distribuzione dello Storno

Lo storno nidifica in Europa, meno che nelle regioni più meridionali della stessa. Le zone di svernamento sono tipicamente quelle del Nord Africa ma negli ultimi anni il numero dei soggetti svernanti anche in Italia è notevolmente aumentato.

Caratteri distintivi dello Storno

Lo storno è caratterizzato da un peso di 60-95 gr. Ha becco affilato lungo quasi quanto il resto del capo, il colore del piumaggio è nero punteggiato di riflessi metallici. Durante la stagione invernale la muta del piumaggio crea una macchiettatura biancancastra più evidente nella femmina.

Habitat dello Storno

Lo storno è una specie ubiquitaria e dotata di grande capacità di adattamento agli ambienti più vari, anche urbanizzati. Le aree di alimentazioni preferite dallo storno sono oliveti, vigneti, e colture agrarie in genere, mentre per lo stazionamento notturno preferisce i canneti degli specchi lacustri o delle paludi o i parchi cittadini.

Biologia dello Storno

Lo storno durante le migrazioni si sporta in gruppi numerosissimi composti  anche da decine di migliaia di esemplari che spesso

CHI E’ LO STORNO?

In Italia lo Storno (Sturnus vulgaris)  è principalmente una specie svernante, giunge nel nostro Paese tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre provenendo per lo più dalle regioni dell’Europa nord-orientale. Col sopraggiungere della primavera, tra la fine di marzo e la metà del mese di aprile, la maggior parte della popolazione fa ritorno ai luoghi di nidificazione, mentre una piccola parte rimane in Italia per riprodursi nelle nostre campagne.

Lo storno è una specie ad ampia valenza ecologica, in grado di trovare rapidamente soluzioni efficaci a situazioni ambientali mutevoli.

E’ onnivoro: in primavera si nutre soprattutto di invertebrati, in autunno-inverno si nutre prevalentemente di vegetali (frutti e semi), ma è comunque in grado di adattarsi ai più diversi tipi di cibo che può reperire nell’ambiente, sia sugli alberi che al suolo.

Così come le altre specie appartenenti a questa famiglia, gli Sturnidi, lo Storno mostra in ogni stagione un comportamento gregario sia nella ricerca del cibo che durante i raduni serali presso i dormitori.

I DORMITORI

Gli storni al sopraggiungere del buio si riuniscono in gruppi di diverse centinaia (ma talvolta fino a decine di migliaia) di individui per passare la notte tra la chioma degli alberi, formando il cosiddetto ‘dormitorio’ utilizzato, tra l’altro, come ‘centro di informazione’ su quali sono i più vicini siti di alimentazione reperiti nel corso della giornata appena terminata.

Negli ultimi decenni i dormitori che si formano all’interno delle città sono in aumento. Questi passeriformi hanno imparato a sfruttare alcune condizioni favorevoli che trovano in città: l’effetto ‘isola di calore’ e l’assenza di molti predatori, sia alati che terrestri, non ultimo l’uomo che negli ambienti urbani non può cacciare. Inoltre, la sistematica distruzione delle zone umide circostanti Roma, luoghi prediletti originariamente dagli storni, ha sicuramente favorito lo spostamento dei dormitori in città.

INTERVENTI POSSIBILI

In molti paesi sono stati fatti notevoli sforzi per contenere danni e disagi dovuti alla presenza degli storni, sia in campagna che in città. Tali interventi si sono basati per lo più su tecniche cruente, finalizzate ad uccidere o spaventare gli storni. Belgio: colpi di dinamite Stati Uniti e in alcuni Paesi europei: composti chimici velenosi sui dormitori Stati Uniti: dormitori irrorati con detergente e acqua Nonostante gli sforzi, con nessuno di questi metodi si è riusciti a raggiungere l’obiettivo, infatti, gli storni seppur decimati, dimostrando l’alta capacità riproduttiva, hanno sempre rapidamente ripristinato la popolazione originaria, la cui consistenza è determinata principalmente dalla disponibilità alimentare e dalle caratteristiche ambientali.

 

Arrecano danni consistenti all’agricoltura. Anche la nidificazione avviene in colonie molto numerose. Il periodo riproduttivo dello storno inizia in aprile. Il nido viene costruito su alberi, sporgenze di rocce, tetti, ecc.

Le uova deposte dallo storno sono 5/6 covate durante il giorno da entrambi i genitori. I nuovi nati rimangono nel nido per circa tre settimane. Ogni anno vengono effettuate una o due covate.

I metodi più usati nei centri urbani per limitare i danni causati dai dormitori, sono tutti mirati al tentativo di spaventare gli storni e indurli quindi alla fuga. A tal fine si sono sperimentati vari sistemi, dall’esplosione di fuochi d’artificio, all’uso di sagome di rapaci.

Il metodo che ha dato i maggiori risultati è tuttavia proprio quello del “distress call” (grido d’allarme). Esso consiste nel diffondere, all’interno del dormitorio, il particolare verso emesso in natura da individui del gruppo che si trovano in situazioni di pericolo. La risposta del gruppo è immediata: gli storni abbandonano il posatoio e si allontanano dal luogo che loro hanno interpretato come pericoloso. Così, mentre altri tipi di disturbi acustici artificiali vengono presto accettati dagli storni come parte dell’ambiente, perdendo così di efficacia, il grido di allarme, avendo un ben determinato significato etologico, continua ad essere associato ad un pericolo effettivo, e, quindi, se usato in maniera opportuna, determina l’abbandono del dormitorio.LO

STORNO A ROMA 

Tra le città italiane Roma è sicuramente quella dove oggi è più elevata la presenza di storni svernanti. A partire dall’inverno 1925-26 lo Storno ha cominciato a frequentare la città, localizzando sugli alberi di alcune zone cittadine i propri dormitori notturni (cortile di Palazzo Venezia, Villa Torlonia, piazza Cavour), nel 1970  erano presenti a Villa Ada, Villa Pamphili, via XX Settembre, viale Trastevere e lungo via Appia Nuova. Nei primi anni ottanta gli storni hanno formato dormitori anche sui platani presenti lungo la riva destra del Tevere, tra ponte Matteotti e ponte S.Angelo.

Nel corso degli anni il numero degli storni svernanti a Roma è andato progressivamente aumentando fino ad arrivare all’attuale consistenza numerica  che ha toccato anche punte di circa 5 milioni di individui. I dormitori più problematici che si sono formati in questi ultimi anni sono quelli di        “Prati”: via Andrea Doria – via delle Milizie – via Barletta – viale Angelico – via Monte Santo – via Sabotino – piazzale Clodio- piazza dei Quiriti;        “Piazza Cavour”;         “Re di Roma”: piazza Re di Roma – via Appia Nuova;        “EUR”: viale Europa- viale America;        “Ostia”: via della Stazione Vecchia;        “Stazione Termini”: piazza dei Cinquecento – via Terme di Diocleziano – piazza della Repubblica;

 

Lo storno è cacciabile in deroga solo in alcune regioni d’italia in base ai danni arrecati e alle richieste di risarcimento pervenute.

 




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