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Un ristorante di Carpegna in provincia di Pesaro e Urbino avrebbe voluto servire succulenti piatti a a base di specie vietate di cacciagione. Per questo è stato denunciato dai carabinieri forestali. Si tratta di un ristoratore della zona di Carpegna che nei giorni scorsi è finito nei guai perché aveva ignorato i divieti imposti dalle leggi in materia e aveva proposto ai clienti del suo ristorante una cena con menù a base di pietanze di selvaggina, tra cui beccaccia e tordi. Materia prima introvabile e dunque molto ricercata da chi ama questo particolare tipo di ricette.

L’evento era stato ampiamente pubblicizzato anche su alcuni social network, considerata la particolarità della serata. Una cena impostata sui sapori rinascimentali e su specie pregiate che solitamente è difficile trovare nei ristoranti ma che in questo periodo invece possono trovare spazio nei menù proprio a seguito della stagione della caccia. Il messaggio sui social non è passato inosservato e immediatamente è scattato il controllo operato da parte dei Carabinieri Forestali di Carpegna e del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Pesaro e Urbino che sono intervenuti in flagranza di reato prima della preparazione della cena e dunque evitando che la cacciagione potesse essere consumata dagli avventori.

Il titolare dell’esercizio di ristorazione dovrà rispondere del reato di commercializzazione e detenzione illecita di avifauna. E’ stato infatti segnalato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per aver violato i divieti previsti dall’articolo 21 comma 1 lettera “bb” della legge 15792 con pene che, in caso di condanna, prevedono l’arresto da due a sei mesi o l’ammenda che può andare da 516 a 2.065 euro.

L’articolo 21 prevede infatti espressamente che è fatto divieto di vendere, detenere per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie: germano reale, pernice rossa, pernice di Sardegna, starna, fagiano, colombaccio.

Nel corso delle operazioni sono stati posti sotto sequestro penale tutti i capi di selvaggina ritrovati durante l’ispezione nel ristorante, ovvero quarantanove tordi, sei beccacce e relative frattaglie che dovevano servire per la preparazione dei piatti per la cena pubblicizzata sui social. Il tutto dopo gli accertamenti condotti dai Carabinieri Forestale “Marche”, gruppo di Pesaro e Urbino che sono intervenuti con diversi uomini per contestare al ristoratore le violazioni. Ma non finirà qui. Allo stesso ristoratore saranno inoltre contestate le violazioni amministrative relative alla mancata tracciabilità degli alimenti con sanzioni previste fino a 4.500 euro.

Fonte:www.msn.com
immagine dal web

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