Problemi legati all’immersione

19 Aprile 2022

L’APNEISTA,PRATICANDO LA SUA DISCIPLINA,SI VA AD IMMERGERE IN UN MONDO NON SUO,CHE PUO’ SI TRASMETTERE EMOZIONI FANTASTICHE,MA MOLTE VOLTE PUO’ PRESENTARE PROBLEMI E PERICOLI!IN QUESTA SEZIONE SI TRATTERANNO I MAGGIORI INCIDENTI IN CUI UN APNEISTA PUò INCORRERE.

 

 

 

LA SINCOPE ANOSSICA

 

E’ IL PIU’ RISCHIOSO INCIDENTE DELL’APNEISTA . NELLA QUASI TOTALITA’ DEI CASI  E’ CONSEGUENZA DI UN’APNEA PROLUNGATA .

E’ CAUSATA DALLA BRUSCA DIMINUZIONE DELLA PpO2   E SI  HA SOPRATTUTTO DURANTE LA RISALITA DEL SUB IN SUPERFICIE ED AVVIENE QUINDI PER LO PIU’ NEGLI ULTIMI  5 METRI .

IL PIU’ DELLA VOLTE E’ DETERMINATA  DA ERRORI DI VALUTAZIONE  E DAL NON RISPETTO DELLE REGOLE BASILARI  .

 QUANDO L’APNEISTA SCENDE  IN PROFONDITA’ DOPO AVER EFFETTUATO UNA LUNGA INSPIRAZIONE , LE PRESSIONI PARZIALI DEI GAS  TENDERANNO AD AUMENTARE A LIVELLO DEGLI ALVEOLI  POLMONARI  PER EFFETTO DELL’AUMENTATA PRESSIONE    AMBIENTALE . PER LA NOTA LEGGE DI DALTON SECONDO  CUI OGNI SINGOLO COMPONENTE  DI UNA MISCELA GASSOSA SI COMPORTA IN MODO DEL TUTTO INDIPENDENTE  DAGLI ALTRI , ANCHE LA PpO2 IN IMMERSIONE AUMENTERA’ CON L’AUMENTARE DELLA PROFONDITA’ , AGEVOLANDO GLI SCAMBI GASSOSI E CAUSANDO QUELLA SENSAZIONE DI “ BENESSERE “ CHE L’APNEISTA AVVERTE IN PROFONDITA’ .

 DAL MOMENTO CHE L’O2  VERRA’ UTILIZZATO DALL’ORGANISMO PER IL RIFORNIMENTO ENERGETICO DI TUTTE LE CELLULE , UNA CERTA QUANTITA’ DI ESSO VIENE OVVIAMENTE CONSUMATA .

LA PpO2  SI  RIDURRA’ PROPORZIONALMENTE E SE GIUNGERA’ A VALORI AL DI SOTTO DI 30 mm Hg , L’ORGANISMO REAGIRA’ ATTUANDO  UN MECCANISMO DI DIFESA  , DIFRONTE ALLA CRESCENTE IPOSSIA , CHE E’ LA SINCOPE ANOSSICA .

 TALE QUADRO CLINICO, A VOLTE DRAMMATICO , ALTRO NON E’ CHE UN TENTATIVO ESTREMO DELL’ORGANISMO DI PROTEGGERE LA FUNZIONALITA’ DEI PROPRI  ORGANI VITALI ( .. IL CERVELLO PRIMO FRA TUTTI )  , CERCANDO DI CONTENERE I CONSUMI AL MASSIMO E SOPRATTUTTO RIDURRE QUELLI LEGATI  ALL’ATTIVITA’ MUSCOLARE .

 SECONDO ALCUNI STUDIOSI QUESTO PERIODO DI “ SALVAGUARDIA “ E’ VARIABILE TRA I  5 E GLI  8  MINUTI ( .. MA IN CONDIZIONI ESTREME DI ACQUE FREDDE  E’ ARRIVATO ANCHE A 20 MINUTI ! ) .

SE IL SOGGETTO SINCOPATO AVRA’ LA POSSIBILITA’ DI RESPIRARE  ADEGUATAMENTE ,COSA DI SOLITO POSSIBILE CON LA SOLA EMERSIONE DELLA TESTA DALL’ACQUA  O NEI CASI PIU’ GRAVI  CON LE MANOVRE  DI RIANIMAZIONE CARDIO-POLMONARE , SI AVRA’  IL RECUPERO IMMEDIATO E TOTALE.

 LA SINCOPE ANOSSICA E’ UN QUADRO CLINICO REVERSIBILE QUANDO SI E’ IN GRADO DI INTEVENIRE  IN TEMPI SUFFICIENTEMENTE RAPIDI ; QUALORA CIO’ NON FOSSE POSSIBILE , IL FATTO DI TROVARSI IMMERSI IN ACQUA RAPPRESENTA LA COMPLICAZIONE   E QUINDI DETERMINANTE DELL’EVOLUZIONE SFAVOREVOLE DEL QUADRO  STESSO .

 DECORSO IL PRIMO PERIODO ( 5 – 8  MINUTI ) SE NON E’ RIPRESA L’ATTIVITA’ RESPIRATORIA , L’ANOSSIA CEREBRALE PORTERA’ AD UN TENTATIVO ESTREMO DI COMPIERE  UN ATTO RESPIRATORIO CON CONSEGUENTE  FORZATURA DELLO

SPASMO DELLA GLOTTIDE E CONSEGUENTE ENTRATA DI ACQUA NEI POLMONI .

 IL RISULTATO  FINALE SARA’, PURTROPPO , LA MORTE DEL SUBACQUEO PER “ ASFISSIA  DA ANNEGAMENTO “ .

ESCLUDENDO QUELLA MINIMA PERCENTUALE DI INCIDENTI “ INVOLONTARI “ PER IMPREVISTI  OCCORSI DURANTE L’IMMERSIONE , LA MAGGIOR  PARTE DI QUESTI EPISODI SONO DA IMPUTARE A IMPERIZIA , IMPREPARAZIONE E INCAUTI ATTEGGIAMENTI DELL’APNEISTA  , PRIMA FRA TUTTE LA PERICOLOSA MANOVRA DI IPERVENTILAZIONE PRECEDENTE L’IMMERSIONE .

 PUO’ VERIFICARSI UN INCIDENTE ANCHE IN CONSEGUENZA DI UNO STATO DI “ ANSIA O EMOZIONI “ IMPROVVISE  ( .. FORTE SENSAZIONE  DI BATTICUORE ) .IN  TALI CONDIZIONI L’ECCESSIVA INCREZIONE DELL’ORMONE  ADRENALINA , COMPORTA UN AUMENTO DEL CONSUMO DI  O2  DISPONIBILE RIDUCENDO COSI’ IL TEMPO DI  APNEA MASSIMALE , CON LA CONSEGUENZA DI AVVICINARE L’APNEISTA ALLA POSSIBILITA’ DI UNA SINCOPE ANOSSICA .

 

LA SINCOPE RIFLESSA .

 

E’ UN EVENTO PIUTTOSTO RARO A VERIFICARSI MA PURTROPPO ESTREMAMENTE PERICOLOSO .CONOSCIUTA COME   “SINCOPE  DA IDROCUZIONE “ E’ QUASI SEMPRE   IRREVERSIBILE , LEGATA AD UN ARRESTO CARDIACO SU BASE RIFLESSA SCATENATOSI PER LO PIU’ PER FENOMENI DI TIPO GASTROINTESTINALE E FRA TUTTI QUELLO LEGATO ALLE IMMERSIONI IN ACQUA FREDDA A BREVE DISTANZA DA UN PASTO OPPURE  QUELLO DERIVANTE DA UN RIGURGITO DI MATERIALE ALIMENTARE , PARZIALMENTE  DIGERITO , NELL’ALBERO RESPIRATORIO .

 LA DIFFICOLTA’ DI RISOLUZIONE DI QUESTI  CASI DI SINCOPE  RENDE ANCORA PIU’ RAGIONE DELLE MISURE PREVENTIVE DA ATTUARE IN IMMERSIONE .

 

COMPLICAZIONI  CON L’ACQUA DOLCE.

 BISOGNA TENER PRESENTE CHE , NEI  CASI DI INCIDENTI CON ACQUA ASPIRATA DAI

POLMONI , L’ACQUA DOLCE E’ PIU’ PERICOLOSA DI QUELLA SALATA PERCHE’ DIVERSE SONO LE CONSEGUENZE A LIVELLO DEL SANGUE .

INFATTI L’ANNEGAMENTO PUO’ AVVENIRE NON SOLTANTO PER UN FENOMENO MECCANICO ( ASFISSIA DETERMINATA DALL’ACQUA GIUNTA AI POLMONI ) , MA ANCHE  EMATOCHIMICO .

QUANDO L’ACQUA DOLCE VIENE ASPIRATA NEI POLMONI , GLI ALVEOLI  LA ASSORBONO ED ESSA SI RIVERSA SUBITO NEL SANGUE E LO DILUISCE RAPIDAMENTE , CAUSANDOVI FRA L’ALTRO UN BRUSCO ABBASSAMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DI SODIO E DI CALCIO .

NE DERIVA UN DANNO IRREPARABILE AI GLOBULI ROSSI E UN AUMENTO DELLA QUANTITA’ DI POTASSIO CHE PROVOCA FIBRILLAZIONE CARDIACA , LA QUALE SI ESTENDE AI VENTRICOLI E , SE DIVENTA IRREVERSIBILE , PORTA RAPIDAMENTE ALLA MORTE .

QUANDO L’ACQUA SALATA VIENE ASPIRATA NEI POLMONI , ACCADE EGUALMENTE CHE GLI ALVEOLI LA ASSORBANO E CHE ESSA SI RIVERSI NEL SANGUE ; MA POICHE’L’ACQUA DI MARE E’ RICCA DI SALI , IL SANGUE NON VIENE DILUITO COME DALL’ACQUA DOLCE , BENSI’ SUBISCE UN AUMENTO DELLA SUA CONCENTRAZIONE SALINA . IN TALI CASI AVVIENE UNA TRASUDAZIONE DI PLASMA DAI CAPILLARI SANGUIGNI AGLI ALVEOLI DEI POLMONI ( EDEMA POLMONARE ) E CONTEMPORANEAMENTE UN’ IMMISSIONE NEL SANGUE DI SALI DELL’ACQUA MARINA .NON SI PRODUCE FIBRILLAZIONE CARDIACA MA LA MORTE AVVIENE PER ASFISSIA .

 A CAUSA QUINDI DI QUESTI DUE DIVERSI MECCANISMI DI ASSORBIMENTO DELL’ACQUA ASPIRATA , SE IL  SOCCORSO NON E’ TEMPESTIVO , LA MORTE SOPRAVVIENE NEL GIRO DI POCHI MINUTI: DA  2  A  6, SE SI TRATTA DI ACQUA DOLCE, DA 6 A  8 , SE SI TRATTA DI ACQUA DI MARE .

L’ANNEGAMENTO MORTALE IN ACQUA DOLCE E’ DUNQUE PIU’ RAPIDO  CHE IN ACQUA SALATA. LA DIFFERENZA DI TEMPO E’ MOLTO POCA , MA DI GRANDE IMPORTANZA PRATICA , PERCHE’ INDICA CHE GLI ANNEGAMENTI IN MARE , RELATIVAMENTE PIU’ NUMEROSI DI QUELLI IN ACQUA DOLCE , HANNO MAGGIORE PROBABILITA’ DI ESSERE SALVATI , A CONDIZIONE CHE IL SOCCORSO SIA TEMPESTIVO .

 

I CRAMPI

L’ACQUA FREDDA  , A VOLTE UNO STATO DI FORMA CARENTE , COME POTREBBE  ACCADERE SPESSO AD INIZIO DI STAGIONE , PROVOCANO CRAMPI DOLOROSI ALLE GAMBE DEGLI APNEISTI , MA CHI VANTA UNA BUONA ACQUATICITA’ SUPERA AGEVOLMENTE  L’INCONVENIENTE .

 IL CRAMPO E’ UNA CONTRAZIONE VIOLENTA DI UNO O PIU’ MUSCOLI , CAUSATA DAL FREDDO , DA UNO STATO ANSIOSO , DA CATTIVA CIRCOLAZIONE O DA ALTERAZIONE CHIMICA DELLE FIBRE MUSCOLARI : NEL MUSCOLO COSI’ CONTRATTO  I NERVI SI TROVANO COMPRESSI , E DA QUI NASCE L’INTENSO DOLORE. IL CRAMPO E’ DOVUTO AD AFFATICAMENTO , SOPRATTUTTO PER EFFETTO  DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA NON PRECEDUTA DA ADEGUATO  PERIODO DI ALLENAMENTO , ED E’ FAVORITO DA UNA ABBONDANTE SUDORAZIONE  : PER QUESTO A VOLTE E’ POSSIBILE PREVENIRLO CON L’ASSUNZIONE DI ACQUA LEGGERMENTE SALATA  O DI BUSTINE DI SALI MINERALI .

 E’ POSSIBILE CURARLI IN ACQUA  : SE IL CRAMPO E’ NEL POLPACCIO  , METTERSI SUL DORSO E TIRARE CALCI AL CIELO, AFFERRARE LA PUNTA DELLE PINNE OPPURE AFFERRARE CON LE MANI IL POLPACCIO E STRINGERE ENERGICAMENTE , LO STESSO DICASI PER I CRAMPI ALLA COSCIA.

PER QUELLI ALLE DITA DEI PIEDI SI HA SOLLIEVO PREMENDO SUL NERVO TIBIALE POSTERIORE E PIU’ PRECISAMENTE  LUNGO L’ORLO DELL’ARCO DEL PIEDE , A CIRCA

1 / 3 DELLA DISTANZA DAL CALCAGNO ALLA PUNTA .

 

L’IPOTERMIA           

 E’ UN ’EVENTUALITA’ ED UN RISCHIO AL QUALE PUO’ ESSERE ESPOSTO UN SUBACQUEO IMMERSO IN ACQUE PARTICOLARMENTE  FREDDE CHE NON UTILIZZI MUTE DI ADEGUATO SPESSORE .

GLI EFFETTI DELLA DIMINUZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA POSSONO VARIARE DAI SEMPLICI BRIVIDI ALL’ARRESTO RESPIRATORIO E MORTE .

 E’ OPPORTUNO QUINDI INTERROMPERE L’IMMERSIONE  CON L’INSORGERE DEI PRIMI SINTOMI  CHE SONO APPUNTO LA FORTE SENSAZIONE DI FREDDO  E  I BRIVIDI  E IN

TEMPI MOLTO BREVI RISCALDARSI ADEGUATAMENTE .

 

 

L’IPERTERMIA

 EVENIENZA LEGATA SOPRATTUTTO ALL’ESPOSIZIONE AL SOLE DEL SUBACQUEO  CON ADDOSSO UNA MUTA DI GROSSO SPESSORE E IN UN CLIMA CALDO UMIDO .

I SINTOMI VARIANO DAL MAL DI TESTA , ECCESSIVA SUDORAZIONE , CRAMPI FINO A DIFFICOLTA’ RESPIRATORIE  E PERDITA DI COSCIENZA .

IN PREVISIONE DI IMMERSIONI IN CLIMI ED ACQUE CALDE E’ BUONA NORMA PREVENTIVA INDOSSARE  MUTE DI SPESSORE SOTTILE ( 3 mm ) , BERE ABBONDANTEMENTE .

 

 

PATOLOGIE  DI INTERESSE ORL

 L’INTERO COMPLESSO COMPRENDENTE L’ORECCHIO , IL NASO ED I SENI , POSSONO ESSERE SEDE DI PATOLOGIE CHE ,  ANCHE SE LIEVI , MA TRASCURATE , A LUNGO ANDARE POSSONO EVOLVERE IN QUADRI PIU’ SERI TALI DA COMPROMETTERE L’ATTIVITA’ DI UN APNEISTA  O QUANTO MENO ARRECARGLI  FASTIDI CONTINUI .

 
– BAROTRAUMI DEI SENI
GIA’ NELLE PRIME FASI DI UN’ IMMERSIONE MOLTI APNEISTI AVVERTONO UN DOLORE ACUTO , PUNTORIO , AI LATI DEL NASO O SULLA FRONTE , SUBITO DOPO LA CAPOVOLTA . QUESTO E’ DOVUTO AD UN’ INEFFICACE COMPENSAZIONE E QUINDI AD UN NON ADEGUATO EQUILIBRIO  PRESSORIO DEI SENI CONTENENTI ARIA .

CAUSATO PER LO PIU’ DA UNA DISFUNZIONE CRONICA NASALE , CON INFIAMMAZIONE E CONGESTIONE DELLA MUCOSA CHE DETERMINA L’OSTRUZIONE DELLO SBOCCO DEL SENO PARANASALE  ( OSTIO ) NELLE CAVITA’ NASALI , PARZIALMENTE RIASSORBITA GRAZIE AD  UNA RELATIVA DEPRESSIONE CHE RICHIAMERA’ LA COMPARSA DI  TRASUDATI  ALL’INTERNO DEL SENO OSTRUITO .

QUANDO INVECE L’ OSTRUZIONE  SI  REALIZZA  DURANTE UN’IMMERSIONE  SUBACQUEA, LA DEPRESSIONE RELATIVA ALL’INTERNO DELLA CAVITA’ E IL CORRISPONDENTE DANNO DELLA MUCOSA CHE LA RIVESTE , SARANNO MAGGIORI , CON LA POSSIBILITA’ CHE SI VERIFICHI UN’ EFFETTIVA EMORRAGIA DEI PIANI SOTTOMUCOSI E ALL’INTERNO DEI SENI .

 SE PUR MENO FREQUENTEMENTE , IL BAROTRAUMA PUO’ MANIFESTARSI ANCHE IN RISALITA ; IN QUESTO CASO, IL MECCANISMO PATOLOGICO E’ LEGATO AD UNA CHIUSURA  “ A VALVOLA “ DELLO SBOCCO DEL  SENO DA PARTE DELLA MUCOSA INFIAMMATA, OPPURE DI CISTI O POLIPI PRESENTI ALL’INTERNO DEL SENO CHE NON COMPROMETTONO  LA COMPENSAZIONE DURANTE LA DISCESA , MA IMPEDISCONO L’USCITA DELL’ARIA E QUINDI IL RIEQUILIBRIO PRESSORIO ALLA RIEMERSIONE .

 COME PER L’ORECCHIO MEDIO , LA POSSIBILITA’ CHE SI VERIFICHI  NEI SENI , NEL SUBACQUEO , E’ FAVORITA DALLA PRESENZA DI PATOLOGIE CRONICHE DEL RINOFARINGE . L’ESPOSIZIONE AD ARIA FREDDA E SECCA , DETERMINA CONGESTIONE  NASALE E AUMENTO DELLA SECREZIONE MUCOSA ; E’ LA RAGIONE PER CUI ,DURANTE I MESI INVERNALI QUESTI PROBLEMI SONO PIU’ FREQUENTI .

 A VOLTE  L’INALAZIONE DI ACQUA DI MARE PUO’ ESSERE UTILE PER FAVORIRE LA COMPENSAZIONE  , MA IN OGNI CASO  E’ SEMPRE OPPORTUNO CONSULTARE LO SPECIALISTA OTORINO . 

 

 

– OTITI 

 OTITE ESTERNA ACUTA

 E’ UNA PATOLOGIA ABBASTANZA FREQUENTE NELL’APNEISTA , E’  DI ORIGINE INFETTIVA ED E’ PER LO PIU’ CAUSATA DALL’ACQUA  MARINA , A VOLTE CONTAMINATA,

CHE PENETRA NEL CONDOTTO UDITIVO ESTERNO GIA’ LESO , PERCHE’ ESCORIATO O MACERATO , O IRRITATO PER LA PRESENZA  DI UN’ INFEZIONE FUNGINA PREESISTENTE  CON SCARSA SINTOMATOLOGIA .

 QUESTI ELEMENTI , UNITAMENTE AL CERUME, COSTITUISCONO UN MATERIALE MECCANICO  DI PROTEZIONE DALLE INFEZIONI .

UN’ AMBIENTE ECCESSIVAMENTE UMIDO DEL CONDOTTO , SIA PER L’ACQUA DI MARE ( IL SALE E’ IGROSOPICO E QUINDI MANTIENE L’UMIDITA’ ) SIA PER UNA ELEVATA UMIDITA’ ATMOSFERICA, PUO’ DETERMINARE MACERAZIONE DELL’EPITELIO,PERDITA DELLA  PECULIARITA’ PROTETTIVA DEL CERUME E VARIAZIONE  DEL PH VERSO L’ALCALINITA’ ,  COSTITUENDO UN TERRENO IDEALE PER LA CRESCITA BATTERICA .

ABBONDANTI RACCOLTE DI CERUME , TRAUMI LOCALI ED UN’ IMPROPRIA  PULIZIA( ..EVITARE I COTTON FIOC E PREFERIRE  L’ARIA CALDA..  )  POSSONO ANCH’ESSI FAVORIRE LA COMPARSA DI UN’ OTITE ESTERNA .

 LA MIGLIORE TERAPIA, COMUNQUE  CONCORDATA CON  UNO SPECIALISTA , E’ LA PREVENZIONE . 

 

 

OTITE BAROTRAUMATICA ACUTA

 INSORGE QUASI ESCLUSIVAMENTE DURANTE LE FASI DI DISCESA CON L’AUMENTO DELLA PRESSIONE ESTERNA , QUANDO L’APERTURA DELLE  TUBE DI EUSTACHIO NON AVVENGA COMPLETAMENTE O PARZIALMENTE .

CONTINUANDO NELLA DISCESA SI PUO’ GIUNGERE AL BLOCCO TUBARICO CHE  COMPORTA UNA  CHIUSURA CONTEMPORANEA DELL’OSTIO TUBARICO SIA SUL VERSANTE INTERNO DELLA MEMBRANA TIMPANICA   CHE SUL VERSANTE NASALE .

 A QUESTO PUNTO SI AVRA’ UN VERSAMENTO ENDOTIMPANICO E COL PROSEGUIRE DELLA DISCESA  PUO’ VERIFICARSI LA LACERAZIONE DELLA MEMBRANA TIMPANICA.

 

 VERTIGINE ALTERNOBARICA

QUADRO CLINICO LEGATO AD UN’ INSUFFICIENTE MANOVRA DI COMPENSAZIONE ED E’ CARATTERIZZATO DA UNO SQUILIBRIO PRESSORIO TRA L’ORECCHIO DESTRO E QUELLO SINISTRO , OVVERO UNO COMPENSA L’ALTRO NO .

 DURANTE  LA RISALITA , LA RIESPANSIONE DELL’ARIA CONTENUTA A LIVELLO DELL’ORECCHIO CHIUSO COMPORTERA’ UN AUMENTO DI PRESSIONE ALL’INTERNO DELL’ORECCHIO MEDIO CON UNA CONSEGUENTE STIMOLAZIONE , ANCHE PER VIA RIFLESSA , DEI CANALICOLI PRESENTI NELL’ORECCHIO INTERNO COINVOLTI NEL COMPLESSO MECCANISMO DELLA REGOLAZIONE DELL’EQUILIBRIO .

 IL RISULTATO DERIVANTE DALLA STIMOLAZIONE DI UN SOLO ORECCHIO PORTERA’ ALLO SCATENARSI DI UNA VERA E PROPRIA SINDROME VERTIGINOSA , PERALTRO NOTEVOLEMENTE FASTIDIOSA PER IL SUBACQUEO , CHE SPESSO COMPORTA LA SOSPENSIONE DELL’IMMERSIONE .  PER LE  NUMEROSE RISALITE COMPIUTE ,  GLI APNEISTI NE RISULTANO PIU’ COLPITI .

 

GINNASTICA TUBARICA 

 PER MIGLIORARE LE MANOVRE DI COMPENSAZIONE MANTENENDO ELEVATO IL DINAMISMO E L’EFFICIENZA DELLE TUBE DI EUSTACHIO , E’ OPPORTUNO TENERE IN ALLENAMENTO  QUELLE STRUTTURE  PIU’ IMPEGNATE IN TALE AZIONE TUBARICA ED IN PARTICOLARE I “ MUSCOLI  INTRINSECI ED ACCESSORI “ ED IL VELO PALATINO.

 SI TRATTA DI UNA VERA E  PROPRIA “ GINNASTICA “  TUBARICA  CHE AIUTERA’ L’APNEISTA NELLA SUA ATTIVITA’ . PER LA SUA EFFETTUAZIONE E’ CONSIGLIABILE SOTTOPORSI A VISITA  MEDICA  PREVENTIVA E SEGUIRE UN PROGRAMMA IMPOSTATO , ALMENO INIZIALMENTE , DA UNO SPECIALISTA . 

 

PIROSI GASTRICA

 ALCUNI APNEISTI DOPO DIVERSE ORE DI IMMERSIONE ACCUSANO UN SENSO DI NAUSEA  E BRUCIORI DI STOMACO .

DURANTE LA DISCESA  IN  PROFONDITA’ , PER EFFETTO DELLO SPOSTAMENTO DI SANGUE DALLA PERIFERIA VERSO  I POLMONI ( BLOOD SHIFT ) , LO STOMACO VIENE AD ESSERE MOMENTANEAMENTE IRRORATO IN MANIERA INSUFFICIENTE . LA CIRCOLAZIONE CORPOREA SI RIPRISTINA AI NORMALI LIVELLI , E QUINDI ANCHE NELLO STOMACO , QUANDO L’APNEISTA TORNA IN  SUPERFICIE .

 IL FATTO CHE PER  1 – 2  MINUTI LE CELLULE DELLA MUCOSA GASTRICA NON RICEVANO SANGUE E QUINDI OSSIGENO , NON PROVOCA ALCUN DANNO ; MA SE PER MOTIVI  ESTRANEI ALL’IMMERSIONE , QUESTE CELLULE FOSSERO IN NON  PERFETTE CONDIZIONI DI  EFFICIENZA , ALLORA IL SUBACQUEO  POTREBBE AVVERTIRE QUELLA  SENSAZIONE DI BRUCIORE .

 IN  PRATICA , LE IMMERSIONI , CREANDO MOMENTANEAMENTE SITUAZIONI IPOSSICHE CHE STIMOLANO LA SINTOMATOLOGIA DOLOROSA , NON FANNO ALTRO CHE“ SMASCHERARE “ UNA SITUAZIONE  PREESISTENTE  A CARICO DELLO STOMACO CHE IL PIU’ DELLE VOLTE  E’ UNA GASTRITE LATENTE , OVVERO UN ’ INFIAMMAZIONE DELLA MUCOSA  GASTRICA .

 L’APNEISTA IN QUESTE CONDIZIONI DOVRA’ SOSPENDERE L’IMMERSIONE  E COME

RIMEDIO MOMENTANEO  MANGIARE  QUALCOSA  , CERCANDO DI RISOLVERE DEFINITIVAMENTE IL PROBLEMA CONSULTANDO IL  PROPRIO MEDICO ED EVENTUALMENTE   UN  GASTROENTEROLOGO .




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