Il Comando Terra eseguito in maniera corretta dal nostro ausiliare.. In questo scritto cercherò di spiegare il comando TERRA ed il metodo per insegnarlo rifacendomi al manuale d’addestramento del cinologo Felice DELFINO. Innanzitutto c’è da chiarire il fatto che nessun metodo di addestramento effettuato dal miglior dresseur può mai rimediare alla deficienza delle doti venatorie naturali di un soggetto. Esistono soggetti che sono dotati di ottime qualità come il collegamento naturale che facilita la collaborazione col conduttore, il riporto spontaneo, un ottimo equilibrio, intelligenza, grande passione venatoria, etc. Questi soggetti non abbisognano di un addestramento particolare ma basterà condurli spesso a caccia, esercitandoli nel migliore dei modi e accompagnandoli nella loro azione. Di conseguenza si riuscirà ad avere in tempi brevi dei grandi cani da caccia. Purtroppo tali soggetti sono pochi e la possibilità di incontrarli è riservata solo a poche persone fortunate. Il comando TERRA è considerato uno dei comandi più importanti per l’addestramento del cane da ferma e non solo. E’ utilissimo per far rimanere immobile il cane al frullo del selvatico, allo schizzo, allo sparo, quando il cane ha eluso il consenso, a bloccare il cane in prossimità di strade, dirupi, per perfezionare il cane alla cerca ordinata (in fase di cerca il cane non deve percorrere a caccia o in gara i viali, sentieri, è un difetto), quando il cane in fase di cerca passa dietro al conduttore (anche aggiramento), per insegnare/correggere il riporto, per cani con cerca estesa, indipendenti, insensibili al richiamo (difficile temperamento), con forte andatura e grande passione venatoria (cani da ferma di alta classe), per gare cinofile (classiche e di caccia pratica), per migliorare la solidità di ferma (correttezza al frullo) ecc. Quindi serve per l’obbedienza assoluta, per avere un cane corretto, che si sente dominato dalla volontà del conduttore. Con il Terra ripetuto giornalmente e per un tempo determinato (successione di esercizi progressivi) si avrà il cane in pugno in qualsiasi circostanza e distanza. Non si tratta di un esercizio molto difficile ma richiede: TANTA PAZIENZA, MANO ESPERTA, UN DISCRETO INTUITO DELLA PSICHE DEL CANE ed infine PASSIONE PER L’ADDESTRAMENTO. Questo comando è una coercizione, non si esageri nell’addestramento. Bisognerà limitarsi a poche sedute giornaliere diluite nel tempo. Si eviterà quindi di insegnarlo su cuccioloni molto timidi, sensibili o non ancora bravi nella cerca per limitata intelligenza o passione venatoria (necessità di "fondo"). Se il cucciolone in questione si riterrà, perché di buon sangue, valido per il futuro questo addestramento si rimanderà ad un anno di età, dopo aver terminato una stagione di caccia. “ Il soggetto bene educato da giovane nelle correttezze abituali, se pure non potrà perfezionare sufficientemente le sue qualità venatorie per mancanza di esercizio, sarà sempre in grado di rendere un discreto servizio al cacciatore anche nelle rare uscite “. “Intendo che il terra non rappresenti normalmente l’abbandono dell’azione intrapresa, ma che sia una semplice sosta del cane, pronto a proseguire appena riceve il va”.

Comando terra eseguito a distanza..

METODO DI ADDESTRAMENTO

Regole d’oro: Capire la psiche del cane; se si è alle prime armi con l’addestramento evitare di insegnare questo comando; fare attenzione alla reazione del cane durante l’addestramento (sottomissione che mortifica il cane); cambiare esercizio solo quando si è sicuri dell’ottima esecuzione di quello precedente; prima di cominciare l’addestramento il cane deve rispondere egregiamente alla "chiamata"; col tempo eliminare la parola Terra col sibilo "psst"; abituare il cane a correre con corda lunga cinque metri prima o durante l’addestramento; quando si dà il TERRA a voce non bisogna gridare” tranne rare volte”, al contrario quando sarà necessario durante l’addestramento ripetere più volte quella parola, si userà un tono di voce che dovrà scemare progressivamente; durante la scuola del Terra NON bisogna far incontrare selvatici all’allievo; completato l’addestramento il cane verrà messo alla prova (verifica esecuzione con distrazione – serve anche per gare cinofile) in presenza di altri cani, cacciatori/persone. – All’inizio l’addestramento al Terra si effettuerà in luogo chiuso e privo di distrazioni. Con il cane a digiuno, prendere una leccornia e tenendola nel pugno chiuso la si farà annusare; poi porre il pugno a terra. In questo modo il cane, per curiosità o golosità, cercherà di forzare sulla mano con il muso per prendere il premio ed abbasserà la testa verso terra. A questo punto con l’altra mano si spingerà sulla groppa del cane facendo pressione e ordinando "Terra" fino a quando lo avrà eseguito. “Non bisogna trattenere molto tempo al terra i cuccioli fin dalle prime lezioni”. Subito dopo si aprirà la mano dicendo "va" facendo in modo che il cane mangi la leccornia. Dopo un po’ di esercizi il cane effettuerà il Terra spontaneamente in quanto saprà di ricevere il premio. Questo esercizio bisognerà farlo ripetere diverse volte nell’arco della giornata facendo attenzione che non diventi una coercizione. Se non obbedisce prontamente ordinare il Terra mettendogli una mano sulla groppa e ponendogli il premio vicino al muso. Se tenterà di afferrarlo immediatamente gli si ordinerà il “terra” più volte trattenendolo; in seguito si darà il “va” e lo si lascerà libero di impossessarsi del premio. Tengo a ricordare, a chi legge, che il comando Terra è una costrizione-sottomissione, quindi occorre stare molto attenti. Bisogna osservare la reazione del cane! L’addestramento diviene più complicato quando si ha a che fare con soggetti adulti di forte carattere (soggetti dominanti). Su quest’ultimi soggetti si potranno verificare tentativi di impuntamento o ribellione. A questo punto si dovrà vincere, con pazienza ma con decisione, la resistenza del cane cercando anche di aumentare la pressione della mano sulla groppa. Ci si potrà aiutare usando il guinzaglio (anche nei giovani allievi) che si passerà sotto un piede per fare una leva più forte ed abbinando il metodo sopra citato. Durante l’esercizio in questi soggetti ci si dovrà ricordare di lodare sempre il cane quando avrà raggiunto la posizione ed inoltre bisognerà aumentare il tempo di permanenza. Quindi si accarezzerà e si loderà il cane che rimarrà sempre in quella posizione e, immediatamente dopo, lo si lascerà libero di camminare o giocare per non sottometterlo troppo e quindi far terminare la tensione accumulata (vale anche per cani giovani). Si ripeterà l’esercizio diverse volte al giorno fino a quando l’allievo non impara il gioco e si accuccia non appena vede il conduttore iniziare l’invito o quando sente l’ordine verbale. Dopo pochi giorni, a seconda del carattere/intelligenza del cane, il cane si accuccia senza essere premuto e capisce perfettamente che cosa si richiede col primo e col secondo comando. “Mentre progredisce la stabilità dell’allievo nella posizione del terra passo a curare la rapidità dell’esecuzione dell’ordine, che ritengo assai più importante della stabilità". "Fin dalle prime lezioni mi prendo molta cura di rimettere il cane in movimento di scatto al comando va”. In seguito CORREGGEREMO LA POSIZIONE. Difatti succede che durante l’addestramento il cane si volti verso il conduttore. Questo, secondo il mio punto di vista, dovrà avvenire quando si sarà ottenuto dal cane un Terra istantaneo.

Addestramento del nostro ausiliare in aperta campagna..“Per evitare che il cane si volti verso di me, prima di mettersi al terra quando riceve il comando, pronuncio il terra restando alla coda del cane ed esigo che si accucci senza voltarsi indietro; correggo la sua posizione quando si volta un poco a destra e a sinistra, rimettendolo nell’esatta direzione col muso come aveva nell’istante in cui gli giungeva il comando. Getto innanzi al muso un premio prima di dare il va. Ripeto quell’esercizio molte volte senza stancarmi di ripeterlo in tanti giorni. Anche quando esco in campagna con un allievo già innanzi nell’educazione non tralascio mai di correggere la sua posizione al terra quando si è voltato indietro od anche solo ha fatto fronte leggermente a destra o a sinistra rispetto la sua direzione di marcia. Comando il terra rimanendo di fronte al cane e alzo contemporaneamente il braccio con la mano tesa in alto; l’allievo impara in pochi giorni che quell’alzata della mano equivale al comando terra ed incomincia ad ubbidire senza opporre difficoltà” . Quando si effettuerà la correzione della posizione dopo l’ordine Terra (treno posteriore, treno anteriore, posizione del corpo bene appiattito sul terreno, posizione del muso adagiato tra le zampe) il “va” verrà dato solo al termine di questa operazione, trattenendolo un po’ di più (con i cani giovani non bisogna esagerare) dopo aver gettato davanti al muso del cane il premio. In seguito e in maniera progressiva si getterà il premio sempre più lontano (massimo due metri). Gettando la leccornia davanti al muso si aiuta il cane ad indirizzare la testa in una precisa posizione (in avanti) ottenendo così un’esecuzione perfetta, una celerità e uno spirito d’iniziativa nell’eseguirla infine un aiuto al cane per la futura pratica venatoria. Si getterà quest’ultima a terra e contemporaneamente si dirà il comando in oggetto e, una volta che avrà eseguito bene, si comanderà il va per farlo proseguire. Se il cane partirà prima dell’ordine bisognerà riportarlo un po’ prima dalla posizione di partenza ed obbligarlo ad eseguire il comando, come detto prima. E’ essenziale che il cane capisca che l’esercizio termina quando lo decide l’istruttore e non quando decide lui. Quindi, anche in casi come questo, non si dovrà mai permettere al cane di alzarsi prima del nostro comando. E’ imperativo! Un’altra cosa da ricordare è che bisogna sempre esigere dal cane la posizione a sfinge con la testa giù, fra le zampe anteriori. Ciò riduce la tentazione di alzarsi e correr via, inseguire il selvatico in futuro. Per disobbedire l’allievo deve rompere tre costrizioni che lo frenano: alzare la testa dal suolo; mettersi a sedere; correre via. Se al Terra gli si consente di tenere la testa alta, i freni saranno solo due. Man mano che passano i giorni si aumenterà la durata di permanenza del Terra sempre in modo progressivo senza scoraggiare il cane; se quando viene impartito il và il cane si alza lentamente, l’addestramento non è stato effettuato correttamente e quindi l’ausiliare si sta sottomettendo troppo. Per evitare ciò bisogna procedere lentamente nell’addestramento. Il "va" di scatto è importante per dare l’alternanza necessaria alla rapida comprensione, per conservare all’allievo la voglia di lavorare, per non reprimerne lo spirito d’iniziativa. In futuro (caccia, gara), dovrà continuare l’azione che stava eseguendo e che noi abbiamo interrotto per qualche buon motivo, ma che poi deve essere proseguita. Quando si getta la leccornia davanti al cane bisognerà stendere il braccio verso la direzione dove la si sta lanciando e se mentre si dà il "và" il cane tentenna ad alzarsi, lo si accompagnerà per prendere la leccornia facendo alcuni passi verso quest’ultima indicando sempre quella direzione e gratificandolo sempre con la parola. Quindi ripetendo il cane, sin dalle prime lezioni, bisognerà rimetterlo in movimento di scatto con il comando "va". Questo non bisogna dimenticarlo, come non bisogna dimenticare di far effettuare il Terra quando si darà da mangiare al cane tutti i giorni anche quando sarà perfetto al comando in questione. Il metodo è sempre lo stesso: mentre si posa la ciotola si dà il comando e subito dopo che il cane ha eseguito bene si darà il "va". Ogni tanto lo si farà rimanere in quella posizione vicino la ciotola per un po’ di tempo prima di dargli il "va". Stando dietro al cane e quindi nascondendoci alla sua vista, si vedrà se il cane cercherà di muoversi abbandonando la posizione. In questo caso si interverrà prontamente inchiodando nuovamente il cane. Il "va" liberatorio per fargli consumare il pasto verrà dato solo dopo la corretta esecuzione del Terra. Durante questo periodo ed anche quando si inizierà con il "Terra a distanza" il cane verrà condotto con guinzaglio o corda lungo un viale, dove ad intervalli gli verrà impartito l’ordine; se non verrà eseguito dall’allievo verrà imposto dicendo nuovamente "Terra" e subito dopo dando uno strattone col guinzaglio (il collare dovrà essere di cuoio – per non creare disturbo fisico al cane). Per essere sicuri che il cane abbia assimilato bene il comando Terra ed anche per migliorare l’esecuzione, l’esercizio seguente lo si farà effettuare in luogo aperto con o senza guinzaglio.

Addestramento del nostro ausiliare in aperta campagna..Si inizierà mettendo il cane al "Terra" e " se non avesse ancora assimilato perfettamente il comando" lo aiuteremo ad assumere nei migliori dei modi la posizione richiesta. A questo punto, dopo l’esecuzione del Terra, cercheremo di collocarci di fronte al cane ripetendo nuovamente il comando contemporaneamente all’uso del comando gestuale utilizzato nei primi giorni di insegnamento. Successivamente si proverà l’esecuzione abbinando le distrazioni. Dopo che il cane verrà messo al Terra, si camminerà intorno al cane, ci si nasconderà dietro o nelle immediate vicinanze (anche in luogo chiuso), si farà un accenno di corsa, si porterà un altro cane per cercare di distrarlo etc. Ad ogni tentennamento da parte del cane si dovrà ridare l’ordine fino a quando non rimarrà nella posizione richiesta. Se si sposterà da quella posizione alzandosi di sua iniziativa lo si prenderà per collare e lo si trascinerà sino a qualche metro prima della posizione di partenza e gli si farà riprendere la posizione. Questo esercizio si dovrà fare nell’addestramento in luogo chiuso, nel "Terra a distanza" in campagna e quando il cane commette quell’errore quando il comando viene richiesto per necessità a caccia. “Prima di comandare mi studio di avere modo di intervenire a costringere il cane ad eseguire il comando nel caso che tentasse di non ubbidire: piuttosto di arrischiare un insuccesso, non comando; ma quando l’ordine è lanciato il cane deve ubbidire ad ogni costo Non è sempre comodo correre al cane, prenderlo per collare e trascinarlo nel posto preciso dove avrebbe dovuto atterrarsi; ma è necessario farlo. Se si lascia passare inosservata, senza correggere, una sola disubbidienza si rompe l’incanto e l’allievo si persuade che è possibile disubbidire. Molte altre volte avrà la tentazione di disubbidire e vi riuscirà. “ In seguito si ricorrerà all’uso del fischietto. Prima di questo però il cane, sia in luogo chiuso che in campagna dovrà già essere abituato al sibilo prolungato "psst". L’uso del fischietto servirà per ordinare al cane il Terra o il Va a distanze superiori, quando la voce non arriva. Prima di dare il Terra si emette un fischio brevissimo, netto. Identica cosa per il Va emettendo un fischio poco prolungato e trillato. Questo per diverse volte sino a quando il cane assimila il significato che porterà all’eliminazione delle parole. Quindi si ripeterà qualche esercizio usando solo il fischietto ed eventualmente, solo per necessità, ripetendo l’ordine verbalmente. Lo si porterà al guinzaglio su un viale, sentiero o altro ambiente ed ogni tanto gli si ordinerà il Terra e successivamente il Va per farlo proseguire (usando il fischietto). Se quando si dà il Va il cane tentenna si daranno 2 colpetti di guinzaglio accompagnandolo in avanti, incoraggiandolo e gratificandolo. Quando camminando si ordina il Terra col fischietto ed il cane non risponde si darà uno strattone con la corda e si emetterà nuovamente un trillo secco col fischietto (anche se si utilizza il guinzaglio). Questo lo si ripeterà per diversi giorni, sino a quando il cane non esegue bene. Lo stesso esercizio lo si farà effettuare a passo sostenuto. Questo metodo agevolerà il comando in questione quando il cane è in movimento. Quando l’allievo avrà recepito bene l’insegnamento citato prima alla perfezione si porterà nuovamente in campagna. Se prima il comando gestuale per il Terra era il braccio col dito rivolto verso terra, adesso il comando gestuale sarà un’alzata di braccio col palmo della mano rivolto in avanti. Si darà il comando "Terra" con la voce accompagnato dall’alzata del braccio stando di fronte al cane. Ben presto il cane capirà il significato dell’alzata del braccio e quindi eseguirà egregiamente. Dopo di ciò si ripeterà la stessa manovra usando il fischietto come detto in precedenza avendo cura di comandare il "va" stendendo la mano verso una direzione o effettuando una breve corsa in quella precisa direzione che è stata indicata. Questo serve sempre per far partire il cane di scatto dopo l’ordine ed in seguito per la cerca ordinata e l’allungo. “Quando mi trovo davanti o sul fianco del cane al terra non tralascio mai di stendere la mano in una direzione nel comandare il va; qualche volta mi lancio in corsa per alcuni passi da quella parte che ho segnato; quel gesto incoraggia il cane a ripartire dal terra risoluto e veloce.” Durante l’addestramento in campagna può succedere che il cane abbandoni la posizione di sua iniziativa; in questo caso si ripeterà l’operazione menzionata in precedenza, vale a dire, quella di prendere il cane per collare e rimetterlo al Terra qualche metro prima della posizione iniziale oppure si potrà chiedere assistenza ad un aiutante. Si utilizzerà in questa correzione un guinzaglio o la corda; il conduttore impugnerà il guinzaglio con la mano sinistra mentre la destra si utilizzerà per il comando gestuale. Se il cane tende ad alzarsi il conduttore darà lo strattone e nel contempo userà il comando gestuale e sonoro con l’assistenza dell’aiutante che arresterà il cane in quella posizione aiutandosi con le mani e rimanendo dietro. Si potranno integrare altri esercizi. Per esempio: a) Se il cane conosce bene l’aiutante si farà in modo che questi chiami il cane dopo che il conduttore abbia fatto eseguire il Terra. Se il cane cercherà di alzarsi per andare verso l’aiutante il conduttore ripeterà l’ordine inchiodandolo; b) Si metterà il cane al Terra. Si chiamerà il cane stando ad una certa distanza e mentre il cane accorre al richiamo, a metà percorso, si emetterà un trillo col fischietto che inchioderà il cane nuovamente (serve anche per il riporto). Se il cane non esegue bisognerà nuovamente ricorrere all’aiutante che utilizzerà in questo caso una corda lunga circa dieci metri. Messo il cane al Terra nelle immediate vicinanze ed utilizzando il comando gestuale del braccio, ci si allontanerà una ventina di metri od anche meno e ci si posizionerà rimanendo di fronte al cane. Dopo si chiamerà il cane al quale, a metà percorso, verrà ordinato il "Terra". Se sarà sordo all’ordine, l’aiutante darà uno strattone alla lunga corda inducendo così l’allievo all’ubbidienza. Di seguito si ripeterà l’esercizio evitando di bloccare il cane a metà percorso durante la chiamata ma partendo sempre dal "Terra". Successivamente si alterneranno i due esercizi avendo cura di chiamare il cane con tono allegro. Continuando col comando gestuale, sempre nella prima fase dell’addestramento al "Terra a distanza" e con cane privo di corda al seguito in fase di cerca, l’ordine verrà dato solo nella posizione frontale. Cioè, una volta che il cane ritorna dopo aver scorazzato per i campi si aspetterà che si avvicini ad una distanza di pochi metri, dopodiché alzando il braccio gli si ordinerà il Terra. Questo verrà ripetuto diverse volte riprendendolo e correggendolo se non esegue bene o non mantiene la posizione.

 Per il successivo esercizio invece si utilizzerà una corda lunga 5/6 metri. Quando l’allievo è in fase di cerca si aspetterà che passi nelle immediate vicinanze; a questo punto si darà un trillo secco col fischietto. Se il cane non esegue, si bloccherà rapidamente la corda con il piede e contemporaneamente si fischierà nuovamente. Se con soggetti adulti questo sistema nel Terra a distanza non funziona dopo moltissimi giorni, bisognerà purtroppo utilizzare la punizione fisica. Questo è l’unico caso! “ Lavorando gradatamente come si ottiene l’esecuzione del Terra da vicino ed alle piccole distanze coi vari comandi si passerà progressivamente a comandare alle maggiori distanze con esercizi continuati e ragionevolmente graduati. Si arriverà ad ottenere l’esecuzione corretta del terra quando il cane si trova alla portata massima della nostra voce o del fischietto come alla distanza massima della quale il cane può discernere il nostro cenno della mano. Comando allora il terra anche con lo sparo a distanza”. 

IMMOBILITA’ ALLO SPARO ED AL FRULLO DEL SELVATICO

“Quando il cane esegue il terra con sollecitudine e con precisione ai comandi a voce, col fischio, con l’alzata della mano ed anche semplicemente con uno psst allora lo metto pure al terra con lo sparo. Con la scacciacani oppure con una pistola carica con cartucce di sola polvere sparo un colpo in aria e comando terra; ripeto l’esercizio tante volte e per tanti giorni finché il cane si accuccia appena udito il colpo senza attendere altro comando. “ Questo esercizio, come gli altri, va graduato molto lentamente, cominciando da lontano al momento del pasto, lodando molto, premiando, associando nella psiche canina lo sparo col cibo ed il Terra. Si proseguirà con l’esercizio in aperta campagna. In seguito si insegnerà al cane a rimanere corretto al frullo del selvatico. In entrambi i casi si ricorrerà all’uso della corda. Terminati i due esercizi correttamente seguendo l’ordine citato si eseguiranno le successive combinazioni seguendo l’rdine: 1) terra, frullo, sparo senza abbattimento; 2) terra, frullo, sparo con abbattimento. Quando un cane intelligente ha compreso come si deve comportare nella collaborazione che gli si richiede e risponde bene, allora il cacciatore dovrà ricordare che il Terra è un mezzo per domare, per ottenere tutto il necessario aiuto dal soggetto di gran sangue, ma che la correttezza non deve avere un fine a se. La lunga consuetudine di questa massima sottomissione all’ubbidienza garantisce la sosta necessaria in qualunque circostanza di eccezionale tentazione di disubbidire. Quando poi il cane adulto bene addestrato ed esercitato in caccia si è consolidato con spontaneità nelle correttezze volute dalle esigenze della caccia, quel grado massimo di sottomissione raggiunto nel periodo di scuola non avrà più ragione di essere, poiché il terra è un mezzo non un fine; potrà dunque in molti casi subire una riduzione di gradi senza nuocere alle più desiderabili forme accademiche di correttezza e senza menomare il rendimento al carniere. Il "Terra" è un mezzo, non un fine. (Felice DELFINO).  

A cura di CORVAGLIA Salvatore [Nickforum: SISKA]

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