Setter Inglese

 

Pelo fluente, linea morbida, sembra planare sfiorando il suolo, sia nel bosco insidiando qualche beccaccia, sia sul terreno aperto, magari rimontando l’effluvio di un gruppetto di starne.

È questo che penso del "Cane da Ferma" per antonomasia.

In generale

Di tipo braccoide e di media taglia, elegante di aspetto e di movimenti, grazie anche al pelo leggermente ondulato che forma graziose frange sugli arti anteriori, è un grande atleta che non si spaventa di fronte
alle lunghe distanze o ai terreni accidentati. Sempre attivo e vigoroso, ha bisogno di una vita sportiva. Ha temperamento mansueto e sensibile; estremamente devoto al padrone.
 

Caratteristiche

La testa è lunga e asciutta, con stop ben pronunciato; il cranio è ovale tra gli orecchi, e con protuberanza occipitale e
ben marcata. Il muso è piuttosto quadrato. Gli occhi, brillanti e dolci, vanno dal nocciola al marrone scuro. Le orecchie, di media lunghezza, sono inserite basse e pendono contro le guance. Gli arti sono solidi e dotati di buona muscolatura. Il dorso è corto e orizzontale, il rene largo, leggermente inarcato, forte e muscoloso.

Taglia: 56-62 cm al garrese il maschio; 54-60 la femmina.
Cada: di media lunghezza, leggermente incurvata o a scimitarra, con lunghe frange nella parte inferiore.

Colori: nero e bianco, arancione e bianco, limone e bianco, marrone e bianco o tricolore.
 

 

 

 

Standard…
 

 

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Nel  gergo degli Alpini, "mettere le scarpe al sole" è un detto reso famoso dall’omonimo bellissimo libro di Paolo Monelli, che significa morire in combattimento. Nel molto meno famoso gergo venatorio della mia costiera toscana, lasciare "il cappello a galla" vuol dire cadere a caccia in un padule profondo, dal barchino o scivolando da un argine; se poi questo ci succede con sul groppone tutto il peso di armi, munizioni e balle  degli stampi e richiami vari la cosa, oltrechè antipatica, può diventare pericolosa, infatti se di solito il tutto si risolve in un bel bagno e qualche sacramento, c’è anche quello che ci ha lasciato le penne, ma non quelle del cappello alpino: le sue!! Tra gli altri detti cari ai cacciatori palustri spicca quello del "salto del boddo" o dell’"abboccata".I boddi, in Toscana, sono quei grossi panciuti rospi che troviamo sulle strade con le prime piogge, in parte affaccendati in un quanto mai pericoloso attraversamento; gli altri già tramutati in sogliole dalle automobili. Il boddo è goffo, ed il suo salto è tragicamente corto. Il salto del boddo quindi, è quando mal si calcola la larghezza di quello che ci pare un fossetto da niente, e invece ci si finisce fino alla cintola, fra le risate e gli sberleffi dei colleghi. L’abboccata è quella sgradevolissima sensazione di gelata  infiltrazione subito sotto lo scroto, e poi giù per la gamba dentro lo  stivale a coscia fino al piede, quando bastava ancora un metro per raccogliere quel beccaccino caduto proprio al centro del laghetto. Abboccare per una buona preda può anche andar bene, ma farlo per un porciglione o peggio per una gallinella d’acqua è da fessi; comunque per la verità, alzi la mano chi non gli è mai capitato. D’altronde alla passione non si comanda, come quando il "Gebo" si spogliò e si tuffò, e nuotò 200 metri per una coppiola di folagacce che la corrente si stava portando in mezzo al mare. La storia del cappello a galla è una storia vera, protagonista il sottoscritto, lo sfondo il padule di Castiglione della Pescaia, Grosseto, fine anni ’80. Con Giorgio, senza fare sopralluoghi preventivi ci avventurammo a buio in un posto per noi fino a quel momento sconosciuto, in base a indicazioni molto vaghe che ci aveva dato il Diavolo…ma no il Guardiano degli Inferi, il Diavolo è un amico cacciatore, quello che dal suo capanno tirò giù, di quinto colpo, un aeroplanino radiocomandato da un babbeo che voleva disturbare la quiete del padule..ma questa la racconto un’altra volta. Quindi, folgorati entrambi sulla via di Damasco palustre, io e giorgio, parcheggiata la macchina e attraversata la pineta, un cielo pieno di stelle in quella freddissima mattinata novembrina, ci trovammo a brancolare per sguazzi e argini, fino trovare le paline della vecchia autogestita, descritta anche dal Mazzotti nel suo "cacce di valle e di palude". All’alba, preceduti dal consueto frusciar di ali in avvicinamento, fummo sorvolati da un primo branchetto di fischioni, e ne buttammo giù uno, che fu l’unico, perchè gli altri branchi, veramente numerosi, passavano tutti parecchio lontano. Col giorno scoprimmo che anche più in là, dove erano passati tutti quegli uccelli si poteva cacciare: appostamenti e bossoli vecchi a terra lo testimoniavano, ma non c’era nessuno. Gli animali di "becco schiacciato" erano entrati forse quella notte stessa dal mare. Così, per alcuni giorni ci divertimmo davvero, una varietà impressionante di anatre: codoni, germani, alzavole, fischioni. Poi, inevitabilmente, cominciammo a trovarci gente, sempre di più, fino a che bisognava arrivare sul posto alle 2 di notte per trovare un posto che non fosse in quarta fila.Quella ormai famosa mattina, in compagnia di un altro amico, tale Stenio che mi aveva corteggiato più che la sua fidanzata affinchè ce lo portassi, prestissimo eravamo già con i piedi in guazzo. Mattinata dolce di scirocco, poco vento, cielo nuvoloso. Mentre lui si accoccola nella sua postazione per passare quelle due orette prima del momento buono anche io vado al mio posto, ma non ho sonno, sono distante da lui un cinquanta metri…mi guardo un pò intorno. Di là dall’argine, oltre una specie di fiume, in un vascone per l’allevamento del pesce, soltanto una luce lontana, tenue e baluginante, si rifletteva sull’acqua. Mentre mi accendo una Camel, nel riflesso di
quella luce vedo e conto, in fila indiana, sette anatre.Mi viene da fare una bracconata, nel vascone non si può certo cacciare, è una follìa ma sto bruciando: se passo questo fosso e riesco a vederle faccio una strage. Lì vicino un ombra confusa, oltre le paline, un grosso mezzo meccanico fermo, forse una ruspa. Penso che sono le 3,30, chi mi vede a quest’ora? A lui non dico niente, tanto starà già ronfando. Carico dolcemente l’automatico, vecchio e fedele Breda a mollone di tante battaglie, mi avvicino al fosso, accendo la lampadina mirando in terra e nell’aqua, sono riparato dall’argine alto, cerco un passaggio e quando ormai sto per rinunciare vedo un’isoletta. Con un primo balzo ci posso arrivare, dopodichè sarà un giochetto toccare
l’altra sponda. Mi prende l’orgasmo, vedo già la faccia del mio amico, che mi raddoppia sempre anche adesso, quando gli scodellerò 4 o 5 fischioni nel capanno, o forse colliverdi…mi sembravano belli grossi…

Prendo 3 metri di rincorsa e salto sull’isola, che non era un isola. Era un semplice concentrato galleggiante di cannucce e falasco. Quell’ombra confusa, quel mezzo meccanico era una benna che aveva
appena ripulito e dragato il fosso: c’erano 3 metri di fondo. Vado giù come un piombo, sento il gelo nei capelli; ho il fucile in una mano e la torcia nell’altra, vado sotto un bel pò…una sensazione unica. Come riemergo lancio il fucile sull’argine e quello, scivolando nel fango in discesa, mi ritorna indietro di punta!! Se parte un colpo mi ammazzo col piombo del 4, prima ancora di affogare, che soddisfazione!! Ce la faccio ad arrivare all’argine ma non faccio presa, gli stivali pieni
d’acqua mi tirano giù a bestia, poi, non so come, riemergo grondante, raccolgo quell’ammasso di fango che poi è il fucile, la torcia non funziona, porto d’armi mutande sigarette cartucce, tutto fradicio. Avanzo verso Stenio che non dormiva ed era incuriosito, aveva sentito un grosso SPLUNF e dopo un pò uno SCIAC SCIAC SCIAC in avvicinamento: ero io ed i miei stivali pieni d’acqua.Nonostante le sue sollecitazioni ad andare via rimasi, gocciolante, a caccia. Quell’alba feci uno stacco ad un fischione di quelli da cineteca, glielo bruciai sulla testa, che veniva di dietro e lui lo vide solo cadere.Raccogliamo la preda e ci incamminiamo, ho resistito anche troppo, lo scirocco ha permesso di rimanere; se era grecale o tramontana lo vedi
che corsa alla macchina, forse stasera avrò la febbre, cosa importa? Un ultimo sguardo, da lontano, alla benna, al vascone, al fosso…c’è qualcosa laggiù, in movimento sull’acqua, un fagotto, forse..ma sì sembra un anatra. Dietrofront, "gattonata" di 300 metri, ci avviciniamo dietro le cannucce senza fiatare, mi tremano le gambe per la stanchezza ma anche per la nuova emozione, ci affacciamo pronti al minimo movimento, il respiro si fa più pesante, il dito sul grilletto…guardiamo meglio: da dietro un cespuglio la corrente sta trasportando lentamente il mio cappello….a galla!!!

ALESSANDRO FULCHERIS

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Che freddo accidenti quella mattina, il Diavolo cominciava a sentire i morsi del gelo ai piedi; nemmeno quel paio di calzettoni comprati il giorno prima in armeria riuscivano a mantenere un pò di tepore, con tutti quei soldi che erano costati accidenti, non vedeva l’ora di tornare in città per dirgliene quattro, a quell’armaiolo rubaquattrini.
La tesa era fatta, d’ inverno non ci vogliono molti stampi; quattro barazzoli (alzavole) di qua, tre germani di là, due mestoloni laggiù sul davanti completavano il lavoro. Nel sacco qualche fifa (pavoncella) da piantare sulla pratina alla levata del sole.
Era un ottimo capanno quello del Diavolo, uno degli ultimi "chiari" rimasti di quello che un tempo fu la grande palude di Piombino: quello "stagno" in cui l’Ammiraglio Romano Rutilio Namaziano aveva riparato con tutta la flotta durante una forte mareggiata. Distrutto pian piano dalle bonifiche, poi dall’avanzata dello stabilimento siderurgico, ultimamente la costruzione della centrale Enel aveva dato il colpo di grazia a quello che era stato un meraviglioso ambiente palustre.
Il Diavolo, dal suo appostamento l’aveva vista venire su giorno dopo giorno, con quella torre biancorossa al centro, e tutte quelle luci che illuminavano a giorno il padule e tutti quei tralicci e cavi dell’alta tensione ed il loro ronzìo maledetto. A volte poi, l’interfono della centrale copriva addirittura il canto delle anitre da richiamo, un nervoso difficile da contenere.
Il Diavolo è stato il mio istruttore all’esame per la licenza di caccia. L’ho conosciuto bene in quelle sere, quando dopo due-tre diapositive, appena l’immagine di un uccello di "becco schiacciato" si presentava sullo schermo, partiva in quarta con un suo racconto; e noi "neofiti" tutti a bocca aperta ad ascoltare. Il corso, anche quella sera era andato a farsi friggere, però si tornava a casa e si andava a letto sognando di poter almeno una volta anche noi, trovarsi protagonisti di una delle sue tante avventure. Come però si può immaginare, quel soprannome è dovuto al suo carattere turbolento.
Il Diavolo è un grande amico di tutti, cacciatore pescatore e anche discreto ornitologo. Scherzoso e compagnone, non gli fate mai uno sgarbo perchè sono guai seri. Come quella mattina che il suo amico Fischiafave (altro soprannome che è tutto un programma) non si svegliò e non si presentò all’appuntamento delle 5,30, e siccome era più di una volta che capitava, il Diavolo gli andò sotto casa, sfoderò l’automatico e con un paio di schioppettate gli distrusse persiana in legno e finestra del primo piano, e poi andò tranquillamente a caccia.
Ecco l’alba, mettendo le cavezze alle "nane" gli tornava in mente che qualche tempo prima, dopo aver scarseggiato un barazzolino, mentre gli si avvicinava per finirlo si vide uscire dai paglioni un signore tutto allarmato, che chiedeva pietà per quell’animaletto ferito, e che aveva a casa "l’attrezzatura per togliere i pallini". Superfluo dire che la preda finì comunque nell’ampia tasca della cacciatora, dopo una minuziosa descrizione di come, con quell’animaletto, ci venisse una pastasciutta da leccarsi i baffi. Ma chi era quello? Più volte se lo era visto girellare intorno al capanno, armato di binocolo. Chissà, si era chiesto, che cosa ci veniva a fare al freddo mattutino della zona umida. Poi un giorno, tornando a casa e osservandolo da vicino si era accorto di quel sinistro panda sulla giacca, e della scritta blu adesiva su quell’automobile: "Salviamo la palude". E di quel giorno dell’apertura, quando costui si trovava in testa a un gruppo di deficienti armati di pentole e tegami (a Livorno si direbbe "di su mà") tutti presi in una delle prime loro proverbiali "chiassate".
Eh si, il padule era sotto "tiro" dei soliti animalisti, infatti al giorno d’oggi è una Oasi, ma il Diavolo non prevedeva il futuro e continuava ad andarci a caccia, il suo era il capanno migliore perchè si trovava in quell’ultimo angoletto fortunato, laddove era rotta obbligata per gli anatidi, ma soprattutto perchè disponeva ancora di acqua dolce. Gli altri capanni, posizionati nella depressione sotto strada avevano acqua salata, dovuta ad infiltrazioni marine: questo faceva una enorme differenza: di quà, cannucce sfalciate ad arte e erbette prelibate, gustose per le anitre; di là, una ditesa gialla di salicornia bruciata dal sole e dal sale, e qualche granchiolino. Non c’era storia, il Diavolo non aveva concorrenti.
Eccolo qui, il mio amico Diavoletto: le anitre danno le prime sgarganate, il fucile carico e pronto, sigaretta in bocca e piedi di ghiaccio, ma chi se ne frega del freddo in questi momenti, quando il mirino si incomincia a distinguere perfettamente contro quella striscia rossastra all’orizzonte e il thermos del caffè caldo ci invita a berne un sorso? Il buonumore, nella speranza del primo tiro della giornata cominciava a farsi strada nel cuore di pietra del cacciatore. Due fari abbaglianti sull’acqua, un’auto ferma col motore acceso sull’argine. Rovinato il momento buono. Con le prime luci, il signore dei giorni precedenti (si, quello della batteria dei tegami e delle pentole) si affaccendava nella costruzione di un qualcosa di non ben definito, indossando una bella cerata giallo canarino che i primi raggi del sole riflettevano meglio di un eliografo.
Il Diavolo era già più che innervosito, quel testone l’aveva presa proprio con lui, ma lo "sgnec" di un beccaccino lo distolse dal suo arrabbiarsi: subito l’istinto della caccia riprendeva il sopravvento, già non ci pensava più. Una improvvisa sberciata dei richiami, infatti, annunciano un gruppetto di germani che cominciano a fare "aletta": che momenti sono questi per noi, difficili, impossibili a descrivere su un foglio di carta…sono questi i momenti in cui il "fuoco sacro" della caccia che ognuno ha dentro di sè, divampa incontenibile.
Giù, schiacciato nel capanno, la sigaretta buttata malamente dietro la panca, eccoli che planano..ma un improvviso rumore lo fa sobbalzare: i germani sfalcano e salgono in colonna, si rovesciano. Un aeromodello radiocomandato sfreccia sulla testa del povero Diavolo. Al "volante" del tremendo aggeggio, l’uomo sull’argine, quello col panda sul petto, con un radiocomando in mano. E’ una frazione di secondo, il decalogo del cacciatore, tutta la poesia, l’etica venatoria vanno a farsi benedire: il Diavolo imbraccia e vuota il caricatore. Toccato con i primi colpi, è col quinto che viene giù, e si va a piantare nell’argine opposto, e il Diavolo corre verso quell’ammasso ormai deforme di legno e metallo che ancora ha il motore tossicchiante: ricaricamento tra le urla del seguace della difesa dell’uccello padulo, puntamento da tre metri e distruzione definitiva dell’ormai ex discendente di Icaro.
Aveva voglia a sbraitare il signore laggiù: il Diavolo, con gesti eloquenti gli aveva fatto capire che se provava ad avvicinarsi ce n’erano anche per lui.
Mattinata fredda e grama caro il mio amico dai biondi baffi, che accesa un’altra sigaretta stai sciaguattando verso il capanno..ora ho capito che cos’era quell’elica tutta sforacchiata che tenevi sulla scrivania del corso del Porto D’armi…e io che pensavo che eri un patito per l’aviazione!!!!

ALESSANDRO FULCHERIS
 

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

[youtube UJvo5Y5wAj0&NR=1]

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Standard Morfologico

Aspetto generale
Il pointer è armonioso, ben costruito in ogni parte. Dà impressione di forza e d’agilità. Il suo profilo generale descrive una serie di curve aggraziate.

Caratteristiche
Aristocratico. Attivo, sprigionante un’impressione di forza, resistenza e rapidità.

Temperamento
Buon carattere, di indole costante.

Testa e cranio
Il cranio è di larghezza media, in rapporto con la lunghezza del muso. Lo stop ben marcato, la protuberanza occipitale pronunciata. Il tartufo e il bordo esterno degli occhi sono di colore scuro, ma possono essere più chiari nel caso di manto limone e bianco. Il tartufo è largo, morbido e umido. Il muso è alquanto concavo e termina a livello del tartufo, dando alla faccia un aspetto leggermente incavato. Le arcate zigomatiche non sono prominenti. Leggera depressione sotto gli occhi. Il labbro è ben sviluppato e morbido.

Occhi
A uguale distanza dall’occipite e dal tartufo. Vivaci con una espressione di bontà. Gli occhi sono di color nocciola o marrone, secondo il colore del mantello. Non sono né sporgenti né prepotenti. Lo sguardo non è sfuggente.

Orecchi
La pelle è sottile. Gli orecchi sono attaccati abbastanza in alto. Aderenti alla testa, di media larghezza; leggermente puntute alle estremità.

Mascelle
Le mascelle sono forti e presentano una articolazione mandibolare a perfetta forbice, regolare e completa, vale a dire che gli incisivi superiori coprono gli inferiori a contatto stretto e sono impiantati ben a squadra in rapporto alle mascelle.

Collo
Lungo, muscoloso, leggermente arcuato, ben uscente dallo spalle, esente da giogaia.

Anteriore
Le spalle sono lunghe, oblique e ben inclinate all’indietro. Il torace ha giusto la larghezza necessaria ad una buona ampiezza della regione sternale. È ben disceso a livello dei gomiti. Le membra anteriori, dal gomito al suolo, sono diritte e solide, con buona ossatura. Le ossa sono ovali, i tendini sono forti ed evidenti. L’articolazione del carpo non oltrepassa il profilo anteriore dell’arto e devia molto poco sulla faccia interna. I metacarpi sono abbastanza lunghi, forti ed elastici. Sono leggermente inclinati.

Corpo
Coste ben convesse, ben sviluppate all’indietro, diminuendo gradualmente verso il rene che è forte, muscoloso e leggermente arcuato. Il rene è corto. Le ossa delle anche sono ben spaziate e prominenti, ma non oltrepassano il livello del dorso.

Posteriore
Molto muscoloso. Ginocchia ben angolate. Buono sviluppo della coscia e della gamba. Il garretto è ben disceso.

Piede
Il piede è ovale; le dita sono ben serrate ed arcuate, provviste di buoni cuscinetti.

Coda
Di lunghezza media, grossa alla radice, gradualmente assottigliantesi verso l’estremità. Ben coperta di fitto pelo e portata a livello del dorso, senza presentare curvature verso l’alto. Quando il cane è in azione, la coda deve battere con movimento laterale.

Andatura
Uniforme. Il cane copre molto terreno. Spinta determinata dal posteriore. I gomiti non sono né in fuori né in dentro. Non deve assolutamente levare in alto gli arti come un cavallo Hackney (non andature rilevate o saltellanti).

Pelo
Il pelo è fine, corto, duro e uniformemente distribuito, perfettamente liscio, diritto e ben lucente.

Colore
I colori abituali sono limone e bianco, arancio e bianco, fegato (marrone) e bianco, nero e bianco. I mantelli unicolori e tricolori sono ugualmente corretti.

Taglia
L’altezza al garrese ricercata è, nel maschio da 25 a 27 pollici (da 63 a 69 cm), nella femmina da 24 a 26 pollici (da 61 a 66 cm).

Difetti
Ogni differenza in rapporto a quel che precede deve essere considerata difetto, che sarà penalizzato in rapporto alla sua gravità.

NB. I maschi devono avere due testicoli di apparenza normale, completamente discesi nello scroto.

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

A volte mi capita di cacciare da solo in palude.

E’ bello arrivare nei luoghi prescelti per la battuta di caccia col cuore in tumulto temendo che i posti migliori siano già occupati. Poi provo un piacere profondo quando mi accorgo di essere solo. Premetto che mi piace moltissimo cacciare in compagnia perché insieme ad un amico puoi compiacerti di una bella stoccata, puoi assaporare meglio i piaceri della caccia. Da solo invece diventi quasi come… Dio: uno e trino! Sei, nello stesso momento, attore , regista e spettatore di quel meraviglioso mondo palustre…
…Posteggiata l’automobile, mi incammino nella notte con passo sicuro e, lasciata la strada asfaltata, mi immergo nel buio della palude carico di stampi, fucile, cartucce e richiamo. Anche se il freddo è intenso, arrivo al capanno sempre accaldato.
Appoggio con cura il fucile e mi dedico alla posa degli stampi. Di solito questo compito spetta a Walter perché ha più esperienza di me in questo tipo di caccia, ma oggi sono solo e la responsabilità è tutta mia. Puntigliosamente sistemo le anatre di plastica nel modo che ritengo migliore. Le osservo da lontano, modifico la posizione di quelle che non mi sembrano messe in modo naturale. Finalmente mi accomodo nel capanno meravigliandomi di quanto spazio ci sia a disposizione di una sola persona. Carico con cura il fucile cosciente del fatto che oggi non posso permettermi di sbagliare.
Sono solo: se sbaglio, il selvatico ha vinto! Seduto comodamente con l’arma a portata di mano, aziono il richiamo e resto in trepida attesa degli eventi. E’ notte fonda mancano almeno un paio d’ore all’alba.
…Quando l’anatra arriva e si posa delicatamente tra gli stampi resto quasi meravigliato perché si è messa proprio dove avevo previsto! Sparo tranquillamente e mi alzo alla svelta per recuperarla. Continuo a cacciare scrutando con ansia a destra e a sinistra, davanti e dietro di me. Certo in due è più semplice avvistare i selvatici: quattro occhi vedono meglio di due! Appena albeggia un branchetto di alzavole sorvola il capanno ad ali accoppate per prendere vento. Resisto alla tentazione di sparare subito e decido di aspettare che giochino nel chiaro. Ripassano di nuovo e si stringono di più mentre calano sugli stampi. Non resisto più. Scarico la mia tensione sparando rabbiosamente a casaccio nel branco.
Ne vedo cadere una sola. Le altre sorvolano il capanno ad una altezza di una decina di metri ma il mio fucile è ormai desolatamente scarico… Ricarico eccitato ed incazzato per la maledetta fretta con cui ho sparato da vero novellino. Esco dal capanno per recuperare quella abbattuta. Quante ne avrei prese se avessi mantenuto la calma? Arrivato nel punto di caduta che avevo fissato, resto meravigliato nel trovarne invece due. Ormai è giorno e la rabbia è un po’ sbollita. E’ ora di andare a lavorare. Raccolgo gli stampi e tutte le mie cose. Sistemo le alzavole abbattute nel sacco degli stampi e mi avvio alla macchina.
Penso a Walter lontano.
Non riesco proprio ad immaginare questa caccia senza di lui.

Patrizio Abboni
(patrizio.abboni@tin.it)

 

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Mitici safari: big five &  C. – Nell’Africa subequatoriale (Tanzania, kenia, Botswana, Zimbabwe, Sudafrica) a una ancora abbondante presenza dei grandi erbivori corrispondono altrettanto floride presenze di grandi carnivori

 

Trofeo Diana su lepre 2009: abbiamo fatto 13! – Grande successo della nostra manifestazione di caccia alla lepre con sparo, giunta alla sua quarta edizione, sui terreni dell'azienda il Palasaccio di Firenzuola. Ogni anno aumentano le squadre di lepraioli – siamo arrivati a 13 –  che si contendono  la targa in pietra serena e i prodotti della CI-VA. Questa volta sono arrivati da Castelnuovo Bardenga e hanno vinto con una bravissima coppia di segugi a pelo forte, Leo e Lilly

 

Caccia e arte: Romanelli scultori al servizio di Diana – Una famiglia di scultori fiorentini che affonda le sue radici nell’Italia preunitaria e che ancora oggi opera nel segno della più pura tradizione. Una galleria dove la natura e con essa il mondo venatorio, trova espressione e artistica eleganza

 

 

Un problema o una risorsa da gestire meglio? – Parliamo di Ungulati – La definizione degli obiettivi di gestione degli ungulati alla luce di problemi  sorti con l’incremento dei danni alle produzioni agricole che si sono verificati in molte realtà territoriali italiane, rappresenta uno degli  obiettivi primari che le province devono affrontare in fase di stesura dei propri piani faunistici provinciali. Al riguardo si ricorda che tali piani rappresentano la sintesi degli indirizzi di pianificazione delle attività gestionali in campo faunistico per la durata di un quinquennio

 

Ernest Hemingway: l’intramontabile – L'eclettico mondo venatorio può vantare tra i suoi innumerevoli seguaci nomi illustri che si sono distinti in molti settori della cultura, dell’arte, della politica e della scienza. Tra questi dobbiamo sicuramente annoverare l’intramontabile Ernest Hemingway, scrittore di fama mondiale e premio Nobel per  la lettura 1954

 

Cultura e Caccia: ombre rosse – Il rullìo dei tamburi attraversa le lame ferree delle scuri; le penne dell'aquila dispiegano il loro lignaggio e il cipiglio di un anziano pellerossa  guarda da una fotografia scattata nell'ottocento ma consegnata all'immortalità…

 

Alla scoperta del padule di Fucecchio: in barchino per l’ambiente – Il padule di Fucecchio è una delle più importanti zone umide a livello non solo italiano, ma addirittura europeo. Un ambiente per moltissimi versi unico, per caratteristiche fisiche, faunistiche e per le sue tradizioni. A difesa di questo tesoro, una associazione di volontari composta, guarda un po', da cacciatori, che permettono a visitatori e appassionati di vivere una esperienza indimenticabile…

A caccia a La Stoppa: una giornata con l’A400 Xplor Unico – La scusa per tornare nell’azienda faunistica La stoppa, in quel di Rivergaro, sul primo Appennino, poco fuori Piacenza, ce l’ha offerta la Beretta con la prova sul campo per un drappello di giornalisti del suo nuovissimo A400 Xplor Unico

 

Coturnice: caccia si, caccia no – C’ è ancora la possibilità di praticare questa caccia fra le più difficili ed affascinanti? La risposta nelle parole di un appassionato autentico   

 

 

Caccia di selezione: non solo trofei –  Andare in giro per il mondo a caccia di animali con trofei importanti è certamente un’attività bellissima, ma serve anche a gestire il territorio e le consistenze delle varie specie per mantenere le popolazioni selvatiche un corretto equilibrio. Tutto questo si traduce in una parolaccia: caccia di selezione. Quindi oltre ai trofei è necessario cacciare anche animali  di sesso e di classi diverse e poi… l’azione venatoria è la stessa e le emozioni sono identiche     

 

Le cacce degli altri: Spagna; tempi, modi e leggi – Era naturale che, dopo la Francia, il nostro interesse venisse a mirarsi verso l’altra grande regione neolatina in cui la caccia è una  sorta di «religione», sia per numero di praticanti che per tradizione, nei cui «santuari» naturali non pochi dei nostri connazionali sono usi fare meta, solo per ritrovare un po’ di vera «fede venatoria»

In cucina: ravioli di starna e tartufo – La starna, oltre ad essere un magnifico selvatico da cacciare con il cane, per il quale assieme alla beccaccia rappresenta uno dei banchi di prova del proprio valore, è anche un capo di selvaggina dalle carni delicate e insieme saporite. La sua «nobiltà» ben si sposa con il tartufo, per dare vita a un piatto molto interessante

 

Colombacci al campo: inverno in Val Padana – Durante la stagione invernale nelle estese lande di Val Padana coltivate a mais la caccia al campo al colombaccio regala ormai da alcuni decenni emozioni e risultati che nulla hanno da invidiare alla tradizionale disciplina della caccia dal palco. È pertanto di stretta attualità discutere dei risvolti tecnici di questa moderna ed entusiasmante forma di caccia vagante che è stata introdotta in Lombardia dai cacciatori toscani, e in particolar modo dai livornesi, negli anni '70 e che, se inizialmente poteva essere praticata con successo in territorio libero, oggi trova modo di espletarsi nel migliore dei modi all’interno di aree gestite privatamente dove sussistono le condizioni ideali per esercitarla: tranquillità e presenza di aree di pastura opportunamente mantenute in essere per rispondere alle necessità basilari  dell'esigente ospite alato

 

Alla lepre con i segugi sull’Appennino toscano: lepri fantasma – Nel nostro territorio la selvaggina è scarsa e noi, frequentatori abituali, abbiamo una conoscenza quasi matematica della presenza  delle lepri. Alcune zone, anche vaste, difficilmente vengono interessate dal ripopolamento, quindi la presenza della lepre dipende da qualche soggetto che rimane sul territorio e il cacciatore abituale che le frequenta è attento a non cacciare le ultime lepri, perché saranno una garanzia per la riproduzione della stagione successivanote che

 

Argentina : cacce dell’altro… mondo –  Quando l'eco degli spari dei fucili è un lontano ricordo, quando ti giri e vedi che la tua doppietta è tristemente confinata nell'armadio e lì resterà ancora per qualche mese, beh, ecco che allora è venuto il momento di cambiare aria e di andarsene all'altro mondo. Nel senso letterale del termine, ovviamente senza esagerare. Cambiare mondo, cambiare metà del mondo. Ossia prendere armi e bagagli e volare lontano, dove l'autunno e la primavera sono rovesciati rispetto all'Europa e adesso – quando la stagione della caccia da noi è finita – le polveri stanno per prendere fuoco. Stiamo parlando dell'Argentina, uno di quei posti dove tutti gli appassionati di caccia prima o poi dovrebbero fare un salto

 

Fausti Class Round 20 e 28: nel segno del tondo – Con la serie Class, la premiata ditta armiera Fausti propone una nuova generazione di sovrapposti con bascula arrotondata di notevole pregio tecnico-tecnologico e di gran classe. Due gli allestimenti per ciascuno dei due calibri disponibili

 

 Zastava M70 e M85: Mauser Anno 0 – L'azione Mauser è un mito ormai incrollabile cui la maggior parte dei produttori di carabine bolt action da caccia devono necessariamente far riferimento quando si apprestano a produrre un nuovo modello. La serba Zastava però, rimane sul classico

Note di cinofilia venatoria: le esigenze di un cacciatore col cane da ferma – Argomento, non proprio nuovo, me ne rendo conto, ma ogni tanto capita qualcosa che ti spinge ad affrontare il tema non certo con la presunzione di poter aggiungere qualcosa , ma piuttosto, per verificare lo stato delle cose che succedono intorno a noi, per evitare l’errore di camminare sempre su una strada guardando un poco o nulla gli altri che, come noi, percorrono la stessa via

Segugi maremmani: il difficile comincia ora! – Il segugio maremmano è certamente il cane che negli ultimi anni ha catalizzato la maggior parte della cinofilia segugistica del nostro Bel Paese. Oggi che finalmente siamo giunti al primo e tanto atteso traguardo, ovvero l’approdo al Registro Supplementare Riconosciuti, si avvia subito la sfida più difficile e importante: il miglioramento delle generazioni future fino alla definitiva iscrizione al Registro Origini Italiano, vediamo dunque di seguito d’approfondire l’argomento

Cinotecnica: eppur si muove… – L'ultima volta, parlando di cinotecnica, abbiamo dato una scorsa alla situazione generale dell'«impianto cane», osservando come sono gli arti posteriori a trasmettere la spinta utile al movimento in virtù di una serie di considerazioni costruttive e meccaniche. Oggi ci occuperemo invece dell'«accensione» della nostra macchina canina, passando dunque dalla visione statica del cane, comunque di basilare importanza, all'introduzione dell'animale sotto il profilo di un'entità dinamica

Pagine scelte di cinofilia: addestramento del cane da ferma – Riproponiamo oggi, alcune pagine del grande autore cinofilo Felice Delfino. Nel breve  estratto ci soffermeremo sull’origine del cane da ferma: fin dagli albori della civiltà umana il ruolo dell’ausiliare è stato fondamentale per riuscire ad avere la meglio su prede di ogni tipo

 

 

La biblioteca del cacciatore: «sonnets cynégétiques» – Tutti noi conosciamo, non foss'altro per essere stato tra i fondatori di Diana, Arturo Renault e non pochi di noi conoscono le sue esemplari opere a carattere cinegetico con le quali, praticamente, iniziò, lui francese, l'epopea dei libri di letteratura venatoria nel nostro Paese

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Qualche mese prima il vecchio setter buk lo aveva lasciato.
Lo aveva chiamato,come tutte le mattine,quando usciva per recarsi al lavoro,ma non vedendolo uscire dalla cuccia ,un brutto presentimento,gli aveva pervaso la mente,mostrandosi a breve in tutta la sua realtà.
Lo aveva sotterrato nell’orto, sotto il secolare ulivo,prima che i famigliari si svegliassero,e ripensando al tempo passato insieme gli occhi gli luccicavano e un groppo in gola gli affaticava il respiro.
Aveva sempre detto che una volta, che il Buk lo avesse lasciato,avrebbe appeso il fucile al chiodo,lasciando spazio ai novelli nebrotte,ormai la sua storia era scritta e preferiva vivere dei suoi ricordi.
La sera seduto davanti al camino,fumando il toscano, cento e altre cento volte gli venivano in mente i momenti passati su per i monti,in mezzo ai boschi tra calanchi ,nelle paludi e negli acquitrini cacciando dall’alba al tramonto insieme al suo inseparabile amico a quattro zampe.
La moglie ,che di solito non voleva fumasse in casa,quell’immondo e puzzolente sigaro,adesso lo lasciava fare.
La stessa, che tante volte gli aveva chiesto chi glie lo faceva fare di avventurarsi per monti e per boschi anche nelle giornate,dove il buon senso avrebbe consigliato di starsene a letto,anche lei sentiva che qualcosa era cambiato,che quella pacatezza inconsueta,quell’atteggiamento di rassegnazione verso il suo secondo amore (almeno sperava…ma non ne era sicura!!) che era la caccia,non era da lui,ed in un certo senso gli dava fastidio.
Non amava i cambiamenti improvvisi,tanto era abituata,a dover dividere il marito con caccia e annessi, tutto l’anno,da sempre.
Ora vedendolo lì,quasi spaesato,senza meta,era certa che preferiva, i giorni in cui,pur lasciandola per tutto il giorno,quando tornava a casa stanco,gli si sedeva accanto,la baciava e tutto d’un fiato gli raccontava tutti gli avvenimenti della giornata, delle ferme,dei frulli,delle padelle,delle azioni del suo buk,mimandole come a volerla rendere partecipe,e vedeva quel volto illuminarsi di gioia e felicià.
Lei poco ci capiva,ma comunque gli faceva immenso piacere,sentirlo felice e sereno.
Anche la figlia chiedeva in continuazione alla madre,se il padre stava bene, se tutto era ok,anche a lei sembrava che da punto in bianco il padre fosse invecchiato di dieci anni.
Sempre attivo,sempre in movimento,sempre con sogni nel cassetto ed ora?????
Era cresciuta respirando aria di caccia.
Sempre.
Gli sembrava la cosa più normale del mondo.
Da piccola ,molto piccola,tra le prime cose che aveva imparato,quando il babbo la prendeva in braccio,ed apriva qualche libro di caccia,e gli chiedeva quale era la beccaccia,il gallo forcello o il fagiano lei con il ditino glie lo indicava,rendendolo pieno di orgoglio.
E poi,quanti giorni passati a giocare con buk,d’altronde tra cuccioli se la intendevano.
Giusto proseguio della vita.
Aveva il fidanzato che alla faccia della maggioranza dei giovani “moderni” amava le albe in montagna e ….il latrare dei segugi!!! E sì, cacciatore pure lui,anche se segugista.
Che bello vedere i spiritosi battibecchi venatori, tra il padre ed il fidanzato,ma comunque sapeva che il padre ne andava fiero di quel bravo ragazzo.
I giorni,le settimane,i mesi passavano.
La dolce consorte si era quasi abituata alla nuova situazione prendendo atto delle intenzioni del marito,ma da brava moglie riusciva a cogliere anche le più piccole sfumature,nelle parole,nelle espressioni del viso,nei suoi gesti.
Ed un bel giorno………..
Consiglio di guerra.
Da brava montagnina,(era originaria di un paesino arroccato nel bel mezzo delle alpi),ci metteva un attimo a passare dalle parole ai fatti.
Mentre lui era al lavoro riunì la figlia e il fidanzato della stessa.
Cosa fare per far tornare tutto come era tempo addietro??
Ovvio….metterlo davanti al fatto compiuto.
Un nuovo cucciolo doveva entrare a far parte della famiglia.
Tutto doveva esser fatto nella segretezza totale.
Nei giorni seguenti presero contatto con un noto allevatore di setter amico di famiglia,gli spiegarono la situazione e la fortuna volle che aveva a un paio di cuccioli di pochi mesi che si era tenuto per lui,ma per l’amicizia che li legava,avrebbe fatto volentieri a meno di uno e glie lo cedette.
Il giorno seguente lo andarono a trovare.
Dopo un paio di ore il setterino era nella sua nuova casa
Un bel setterino bianco e arancio,proprio come buk….non c’era neanche l’imbarazzo della scelta del nome.Tanto era scontato!
Guaiva….quanto guaiva!
Lo misero nel box.
Erano le 17:00 e da li a poco qualcuno avrebbe avuto una sorpresa.
Andavano e venivano dalla finestra ,cercando di vedere comparire l’auto in lontananza uno stato d’ansia mista ad euforia le pervadeva.
Eccolo.
La moglie si strinse a se i due ragazzi,il cuore gli batteva forte.
Arrivò ,come solito parcheggiò in garage e dopo aver spento il motore della macchina scese.
Senti guaire,centomila pensieri gli passarono per la testa in pochi secondi.
Davanti al box vide il setterino
Non riuscì a trattenersi e le lacrime gli solcavano il viso copiose.
Dalla finestra i famigliari con sguardo amorevole,emozionati anche loro, lo osservavano.
Lo lasciarono da solo finche volle,era seduto nel box con il setterino in braccio ed il piccolino gli leccava il viso.
Quando rientrò non servirono parole,ma un abbraccio infinito con la moglie e la figlia fu solo la conferma di quanto gli voleva bene.
Abbracciò anche il ragazzo della figlia ringraziandolo.
Quella sera tirava vento,ma il calore della famiglia riscaldava anima e corpo.

Stefano Camplani

camstefano@libero.it

 

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Ci sono dei personaggi che,a parte zio Franco,mi hanno introdotto nell'affascinante mondo della caccia. Uno di questi è Raffaele (Rafaà il in

fasanese),factotum dell'Armeria Carrieri nel senso che era colui che andava a consegnare la polvere da sparo (la cordite) alle cave in Puglia, Calabria e Lucania e per questo aveva i suoi agganci nelle varie zone, che gli segnalavano quando c'era da sparare (vedi la sparata a Spezzano Albanese). Inoltre, Raffaele caricava le cartucce in maniera egregia e sparava altrettanto bene. Non so se avesse un titolo di studio; probabilmente aveva soltanto la 5^ elementare, ma era comunque una persona assai intelligente. Era lui che caricava le cartucce per il mio cal.28, che mi aiutava a riconoscere in volo i vari uccelli, che la mattina presto mi diceva: "Addù vèid nìur,nzacc!"(dove vedi nero spara). L'altro personaggio, noto più per la sua  simpatia era Vito la guardia notturna ("Vetucc  u uard notturn"). In verità il nome Vito in fasanese si dovrebbe dire "Veit",ma suona male e perciò si dice "Vetucc", con la e muta, la U che si pronuncia più o meno come la eu francese e la c finale rafforzata e dolce. A Fasano infatti c'è stata la dominazione francese. Quando andavamo a prendere Vito da casa per andare al rientro ai tordi, immancabilmente usciva dalla porta di casa con il muso sporco di sugo e la bottiglia di vino in mano. Era sempre un pò alticcio, sparava con una doppietta tenuta insieme con il filo di ferro, ma era un tiratore micidiale. Dunque siamo più o meno nel 1964 ed io carico da me le cartucce per il mio sovrapposto Beretta S55 cal.20, dietro suggerimento della carica da parte di Raffaele: per i tordi S4 nella dose di 1,10X23. Si approssima la stagione delle tortore e chiedo a lui una cartuccia per questi uccelli. Mi suggerisce la C7 nella dose di 1,45X24.Le cartucce funzionano benissimo e sono molto soddisfatto. Una mattina lo incontro per strada e gli dico:"Rafaà,ve bun a ci sett" (Raffaele,va bene la C7).Mi risponde:"P fforz,è il suo periòdo! (con l'accento sulla o").Da allora l'espressione è rimasta nel nostro gergo e la adoperiamo sempre quando si adatta alle circostanze.

Riccardo Turi

Regole di inserimento e pubblicazione dei contenuti su questa pagina

Nota informativa

 

A differenza di una Rivista cartacea oppure Online, Migratoria.it in qualita di Blog, consente a tutti gli utenti la pubblicazione anticipata dei contenuti e dei commenti in tempo reale senza preventiva coda di moderazione. In base all' art. 70 l. 633/41 e consentito utilizzare a scopo di studio, discussione, documentazione o insegnamento, il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie purchè vengano citati l'autore e la fonte, e non si agisca mai a scopo di lucro. E' fatto divieto pubblicare dati personali oppure fotografie di terze parti senza preventivo consenso dell' autore. Migratoria.it effettua controlli nei contenuti delle pagine, solamente dopo la pubblicazione degli stessi da parte degli utenti, pertanto gli autori di questo sito e i moderatori preposti si riservano in un secondo tempo, il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi contenuto che violi il diritto di terzi, oppure che sia ritenuto inopportuno o non conforme senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo. Migratoria.it e i suoi autori non possono in alcun modo essere ritenuti responsabili per il contenuto inopportuno/ illecito/diffamatorio degli articoli o dei commenti pubblicati dagli utenti che utilizzano il Blog/Forum inquanto questi ultimi gli unici responsabili essendo perfettamente in grado di aprire, cancellare, modificare, pubblicare autonomamente un articolo, una pagina, un commento. Nel caso venga riscontrato materiale inappropriato, commenti offensivi, spam, violazioni del copyright, link interrotti e possibile segnalare il contenuto di questa pagina inviando un email all' indirizzo: info@migratoria.it oppure utilizzando l'apposito link situato a pè pagina.

Close

SEI ISCRITTO AL  FORUM?

Attiva gratuitamente il tuo “Account Premium”  CLICCA QUI