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di Antonio BUONO*
Se c’è un qualcosa che più mi inquieta negli ambientalisti laureati in “divanologia”, è soprattutto quella che loro amano definire “sensibilità” verso il mondo animale, quel mondo che conoscono soltanto grazie ai programmi strappalacrime, quel mondo che “vive” soltanto negli occhi di chi è in grado di poterlo “vedere”!
A quanto si evince dai loro sproloqui, la tutela di un cinghiale verrebbe molto prima di quella di un essere umano, se poi quest’ultimo dovesse essere un cacciatore, sia benvenuta pure la sua morte, meglio se in un incidente di caccia, in modo tale da poter essere “condito” da offese sui social per creare ancor più sofferenza a famiglie straziate dal dolore per la gravissima perdita.
A mio parere, il nostro paese negli ultimi anni sta subendo una pericolosissima deriva grazie a diversi tipi di “invasioni”, preferisco non soffermarmi su quella dei migranti poiché, pur condividendo il parere “impronunciabile” della maggior parte degli Italiani, stiamo attraversando un periodo storico talmente demenziale che lo stesso significato del senso della democrazia, in uno Stato in cui il proprio pensiero viene espresso liberamente, è messo in discussione grazie ad un’assurda psicopatica gogna mediatica.
Gabbiani, storni, colombi, corvi, cornacchie, cormorani, stanno letteralmente distruggendo le città con il loro guano e provocando enormi danni economici all’agricoltura. Ma ancor più, a rappresentare un pericolo costante è l’invasione di lupi e cinghiali, vi sono ingenti danni nelle campagne con aggressioni alla pastorizia ed innumerevoli incidenti mortali sulle strade.
Coloro i quali definiscono “poverini” i cinghiali mentre gli rubano la busta della spesa all’uscita del supermercato, oppure quando sono al mare e vengono aggrediti all’improvviso da orde di animali per nulla socievoli, non sanno affatto di rischiare la vita.
Questi sono problemi molto seri che vanno risolti con urgenza.
A nulla servono chiacchiere e idee stupide buone solo a farsi pubblicità politica con gli imbecilli di turno, peggio ancora, prospettando referendum e limitazioni demenziali verso i cacciatori, che guarda caso, sono gli unici che potrebbero attivare un programma per limitare i rischi di gravi incidenti con una giusta ed opportuna selezione stabilita a priori da chi ne ha seria competenza.
Ci sono tante cose che non vanno più bene in questa nostrana società, che fine hanno fatto i valori, le memorie, le tradizioni, i miti, le virtù, i sentimenti che magnificano grandi passioni, il sapere, l’educazione, il rispetto per le persone anziane, la formazione intellettuale… la cultura?
Non potrà mai bastare l’essere un’icona di sconfinata bellezza del cinema degli anni ’60 come Brigitte BARDOT per permettersi il lusso di poter offendere chi nemmeno si conosce.
L’anziana attrice è stata condannata al pagamento di una multa di 5000 euro più le spese legali da un tribunale francese per le ingiurie nei confronti del capo della Confederazione dei cacciatori transalpini, laddove gli stessi venivano definiti “subumani di abietta viltà”.
Ecco, tutto qua il mio pensiero in merito alla sensibilità di cui parlavo, come può un mito vissuto nella mente e nel cuore di tanti di noi, giungere a tale ridondante ed aberrante riflessione, com’è possibile esprimersi con tali termini?
L’immenso amore per gli animali? bellissimo, meraviglioso… e allora l’essere umano in quale girone bestiale sarebbe il caso di porlo?
Ma da dove viene fuori tanta disumana violenza verso cittadini che, non caso, rappresentano l’eccellenza dal punto di vista morale e sociale di un Paese?
Perchè tante bugie, falsità e cattiveria nei confronti del cacciatore? ma davvero si vorrebbe salvare il pianeta tarpando le ali proprio a chi non fa altro che denunciare infinite catastrofi ambientali? Ma davvero i criminali saremmo noi?
Grazie ad una serie di complicanze climatiche in relazione a pesticidi, rifiuti tossici, inquinamento dei mari, dei fiumi, dell’aria e quant’altro, il tutto provocato dalla cattiva gestione di gente che pensa solo ai propri loschi interessi, a livello mondiale anche la fauna ha subito un gravissimo danno difficilmente riparabile.
Siamo noi stessi cacciatori ad esserne consapevoli ed oltremodo preoccupati, se in Italia taluni beceri individui per risolvere le tante problematiche che attanagliano il Paese, hanno ritenuto più che opportuno e prioritario chiedere un “giudizio popolare”, ben venga, noi saremo lieti nel poter osservare i “benefici” che certamente si otterranno fermando il peggiore di tutti i mali…LA CACCIA IN ITALIA.
*Cacciatore a vita
Portavoce Nazionale MSE
Coordinatore MSE Ischia

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