18 Aprile 2022

Nell'autunno del 1960,avevo 13 anni,lo zio Franco 31enne non era ancora sposato e dormivamo insieme nella stessa stanza .Lui conosceva bene la mia malattia per la caccia e l'anno prima aveva comprato un Beretta cal.28 ad un colpo per introdurmi in quel magico mondo.Sono iscritto al 4^ginnasio presso il Liceo Classico "Tito Livio" di Martina Franca,prendo il pulman la mattina alle 7,15 da Fasano ed arrivo alle 8 a Martina.A scuola si entra alle 8,10 e si fanno le ore di 55 minuti per consentire a quelli che viaggiano come me di prendere gli ultimi pulman che partono alle 13,15.Alle 14 sono a casa,mangio velocemente e vado ad attendere zio Franco alle 14,30 alla fermata del pulman "Marozzi" che arriva da Bari (dove lui lavora nel negozio di filatelia del fratello Vito),perchè devo subito chiedergli se dobbiamo andare a caccia.Fa molto freddo e tira un vento di tramontana: tempo ideale per andare al "paretone" a Crispiano,Masseria Giuliani.Ed infatti lo zio dice subito di si e,mentre lui mangia rapidamente,io mi vesto vicino a nonna Elvira che è accanto al braciere.Prima delle 15 siamo in cammino con la Fiat 600 Moretti bianca dello zio e,preso da casa Raffaele,circa alle 15,35 siamo sul posto.Un lungo muro sale dalla stradina, che costeggia le colonne della masseria, sino alla collina coperta di macchie e tutti si appostano dietro il muro con il vento alle spalle.Circa 300 metri dietro c'è un altro doppio muro parallelo ed in mezzo un grosso carrubo.Decido di andarmi a mettere dietro quel muro proprio in prossimità del carrubo.Tordi e merli che sfuggivano al primo schieramento arrivavano proprio dove ero io e,stanchi per aver dovuto affrontare più di 300 metri allo scoperto con il forte vento,si fermavano proprio sul carrubo per riposare.Essendo a non più di 10/12 metri era facile per me spararli a fermo e,pur sbagliandone qualcuno, alla fine della cacciata avevo preso 4 tordi e 3 merli.Zio Franco ne aveva presi 8 e quando arrivo vicino a lui e tiro fuori i miei 7 quasi non crede ai suoi occhi.Incredibile, ne avevo presi quasi quanto lui! Tuttavia non ero soddisfatto appieno perchè non ho mai amato il tiro a fermo ed ho sempre preferito tirare al volo anche se con il mio fucile ad 1 colpo dovevo mirare bene.Quando arriviamo a casa (allora non avevamo il riscaldamento),sono tutto intirizzito e mi avvicino al braciere dove c'è mia nonna che mi rimprovera bonariamente perchè vado a "prendere freddo".Ma nonna Elvira sa che farei qualunque cosa pur di andare a caccia ed il rimprovero muore in un sorriso pensando che con quei 15 uccelli avrebbe fatto un sugo coi fiocchi!

 

Riccardo turi

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