Nebbia, pioggia, vento e tanta paura in Romania

18 Aprile 2022

Era la prima volta che mi recavo a caccia all’ estero e invogliato dagli amici e dai conoscenti scelsi come prima meta di caccia la Romania. Obbiettivo del viaggio approcciare la caccia ai becchi piatti. La destitnazione di caccia era nelle regione delle Mara Mures in un paese di medie dimensioni che risponde al nome di Satu Mare, paese ricco di acquitrini e di un laghetto artificiale in gestione ad un italiano che da anni operava in questo paese. Satu Mare è non molto distante dall’ Ungheria e dall’ Ucraina. Il viaggio molto turbolento e per niente rilassante Grazie ai tre scali che ho dovuto affrontare Roma- Bucarest. Bucarest — Oradea , Oradea Satu mare mi ha facilmente indotto un sonno ristoratore immediato, senza pero’ aver prima consumato una frugale cena a base di zuppa , “ciorba”, messo a posto i bagagli e preso accordi per l indomani. Alle 5 già ero sull uscio dell albergo pronto a partire carico di munizioni e di buone speranze , ma mi accorsi subito che la situazione non volgeva al meglio , da poco era iniziata una fitta e gelata pioggerella accompagnata da un vento che spirava da est e non solo benchè fosse notte già immaginavo quale sarebbe stata la visibilità nello spot scelto.

Giunti sul lago intorno alle 6 mi trasportarono nella postazione di caccia , non una botte ancorata al terreno ma una postazione sopraelevata, per raggiungere lo spot ci servimmo di un inserviente che trascinava me e tutta l attrezzatura su di un gommone da bambino . Salito in postazione come previsto giunti verso le 7 non si vedeva che a pochi metri di distanza ed in più nel lago ero praticamente solo e pertanto gli uccelli tendevano a rimanere tranquilli tra le canne una volta che infatti avevano superato il mio ostacolo era davvero difficile se non impossibile che ritornassero.

Tuttavia va detto che verso le 8 la pioggia smise e la nebbia inizio a dissolversi permettendo qualche bel tiro a germani, quasi tutti maschi che sopraggiungevano dalle mie spalle . Purtroppo come spesso accade il passo tra una giornata bene o male di divertimento ed una rattristata da una tragedia è breve. In poche parole ; dopo aver ferito un alzavola veramente da molto lontano la vidi trascinare dalle correnti verso un canneto come di mia consuetudine decisi di andarla a recuperare anche perchè ormai non si vedeva più tanto movimento come nella prima mattinata. Questa decisione affrettata e sconsiderata stavo per pagarla davvero a caro prezzo scendo dalla postazione di caccia realizzo che la profondità del lago è più o meno di 1,40 mt insomma poco più dei miei fianchi mi incammino lentamente facendo molta attenzione e constato che la profondità e costante , arrivo nel posto dove galleggia l anatra ferita e con il nostro consueto gesto per finire l animale gli spezzo il collo ,Fatto ciò sono pronto per ritornare in postazione, ma è a questo punto che mi accorgo che tra me e la
postazione c è una distanza non breve da percorrere e che ero stato ingannato dalla corrente che mentre io camminavo faceva camminare a sua volta il corpo dell anatra ferita. Passo dopo passo inizio a recuperare terreno per raggiungere la postazione dove tra l altro c’ era tutto, cellulare compreso , non so cosa sia successo ma all’ improvviso mi trovo sott’ acqua completamente, riuscendo ad aiutarmi con il fucile ed un po’ nuotando riesco a guadagnare una parte più tranquilla del lago, intanto però non avevo più il coraggio di muovermi ne avanti ne indietro. Letteralmente pietrificato dalla paura e per di più in qualsiasi caso la casa di caccia con gli addetti all interno era troppo distante per sentire le mie urla di paura.

Il freddo era forte come sa essere in quelle zone a metà dicembre e oltretutto con quella piccola capacità di ragionamento che mi era rimasta iniziai a pensare giusto questo:<< ora sverrò dal freddo e annegherò>>.

Eero tuttavia consolato dal fatto che è bello morire facendo ciò che ti piace fare ! Ma la disperazione , l istinto di conservazione o semplicemente una buona dose di culo riusci a dire il vero non ho mai capito come, a farmi raggiungere la postazione , li per prima cosa prendo dalla borsa delle cartucce una bella sigaretta , dopo mi metto in attesa che vengano a prendermi dopo 2 ore di bestemmie morto dal freddo vidi la sagoma del inserviente rumeno che trascinando il solito canotto mi veniva prendere .Arrivato sulla riva del laghetto grondante di acqua da tutte le parti mi faccio portare nel casolare che fungeva da casa di caccia li , immediatamente mi spogliai e mi misi vicino al fuoco , poco dopo l ‘ inserviente rumeno che era anche il guardiano del lago e li ci viveva mi portò anche una giacca una maglia e dei pantaloni, dopo essermi ben bene asciugato mi preparai per ritornare all ‘ albergo . Da quel giorno in qualsiasi luogo del mondo mi trovi a caccia sia esso caldo o freddissimo porto con me sempre l insegnamento ricevuto quel giorno, mai commettere imprudenze non trasformare un giorno di gioia in uno di dolore. Spero che questo che mi è capitato serva a tener in mente a qualche cacciatore più impulsivo di me a contare fino a 100 prima di prendere decisioni su mosse azzardate che possono comportare un pericolo per la vita.

E ora amici miei dopo avervi raccontato quest aneddoto non proprio simpatico vi auguro un imbocca al lupo a tutti per questi ultimi giorni di caccia che abbiamo ancora a disposizione.

 

 

 

Autore del racconto: Danilo Razzino

Email: [email protected]




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