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Il mese di novembre rappresenta il momento dell’anno particolarmente atteso per per i cultori di questa emozionante forma di caccia; “in gergo” per gli appassionati “Beccacciai”!

Conoscere ed operare per la conservazione di questo fantastico e misterioso uccello migratore è da tempo una delle caratteristiche che contraddistinguono una larga platea di cacciatori e ricercatori.

In piena stagione di caccia, vogliamo tornare su un aspetto fondamentale per il mantenimento di una tradizione venatoria tra le più affascinanti e cioè quello della ricerca e del monitoraggio della specie.

L’esperienza maturata da anni in alcune regioni italiane, prima tra tutte la Toscana, per molti aspetti rappresenta un punto avanzato sia per quanto concerne la legislazione che per le attività svolte dai cacciatori specializzati anche fuori dai periodi consentiti per la caccia.

E’ dunque con piacere che vogliamo evidenziare la pubblicazione di una importante ricerca sviluppata dal Dott. Marco Tuti, tecnico faunistico, ricercatore ma soprattutto appassionato cacciatore, da anni impegnato su questi aspetti. Uno studio interessante, sviluppato in collaborazione con altri importanti esperti e ricercatori, che mette nuovamente in evidenza la struttura demografica della specie e soprattutto il buono stato di conservazione della popolazione di beccaccia (Scolopax rusticola) e in un decennio di osservazioni 2010/2019.

Dati significativi raccolti grazie all’analisi delle ali dei soggetti abbattuti e dunque dei carnieri, che rendono questo lavoro, una delle esperienze più rilevanti dal punto di vista numerico, sviluppata nel nostro Paese, mettendo in evidenza nuovamente come il contributo attivo del mondo venatorio per la raccolta di dati sia indispensabile e fondamentale per la ricerca scientifica e per il monitoraggio e la gestione della fauna selvatica.

Di seguito scaricabile il testo pubblicato agli Atti della Società Toscana di Scienze Naturali di Pisa:

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Pubblicato da

Alberto 69

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