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Allevare i nidiacei degli uccelli da richiamo

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  • Allevare i nidiacei degli uccelli da richiamo

    Quando ho iniziato a dialogare, a svolgere il complesso tema dell'allevamento degli uccelli da richiamo, ho preso in esame dettagliatamente i molteplici aspetti della luce ed evidenziato l'importanza del fotoperiodo nell'alternanza delle fasi fisiologiche.
    Nell'aprile scorso, il sorprendente interesse dimostrato dai cultori dell'allevamento mi ha indotto a riprendere il discorso in argomento e ad allargarlo alle elevate potenzialità delle abitudini alimentari degli uccelli che possono essere utilizzate per abituare i riproduttori ad alimentare i piccoli con alimenti diversi da quelli offerti da madre natura ma aventi gli stessi principi nutritivi essenziali.
    Considerato la valenza e la complessità dell'argomento, nella nota seguente, ho esteso il colloquio nell'ambito della nutrizione dei nidiacei, momento fondamentale dell'allevamento degli uccelli da richiamo.



    La letteratura riguardante l'avicoltura è alquanto povera e caratterizzata da aspetti approssimativi ed empirici. Manca un trattato organico e completo che illustri le più significative nozioni di carattere scientifico necessarie per alimentare in modo appropriato gli uccelli. Non è stato attribuito il dovuto interesse alla tematica della nutrizione, esigenza primaria, indispensabile alla sopravvivenza. Questa, per motivi legati al profitto, è sempre stata sottovalutata e trascurata sia dagli allevatori che dai produttori di mangimi, che, a tutt'oggi, non dispongono di nutrizionisti specializzati nella alimentazione degli uccelli. Viceversa per i polli, uccelli domestici della famiglia dei Fasianidi, che offrono buone opportunità di reddito, si conoscono a fondo, sotto l'aspetto scientifico e pratico, i principi fondamentali delle esigenze nutritive e si producono ottimi mangimi specifici che consentono agli allevamenti intensivi di ottenere risultati ottimi sotto ogni punto di vista.
    I nidifughi, alla schiusa, sono coperti di piumino, si alimentano autonomamente, camminano e, dimostrando un elevato grado di indipendenza, abbandonano il nido. I nidicoli, invece, avendo il sistema nervoso inefficiente: neuroni sconnessi, dendriti incompleti e assoni privi di mielina, sono inetti e totalmente dipendenti dai genitori. Dispongono, però, di un apparato digerente molto efficiente con il quale assumono e digeriscono grandi quantità di cibo.
    Allo stato di naturale libertà, un gran numero di nidiacei perisce per carenze di cibo e per la predazione. Questi, per avere probabilità di sopravvivenza, devono svilupparsi rapidamente completare il sistema nervoso e uscire dal nido, grosso modo, nelle prime due settimane di vita, periodo nel quale si determina la qualità della vita dei futuri adulti.
    Quello nervoso è il sistema anatomico che ha la funzione di recepire le informazioni provenienti dall'esterno, integrarle, correlarle tra loro ed, infine, trasmettere gli impulsi neurochimici agli apparati effettori come quello muscolare, ghiandolare, agli organi, ai vasi sanguigni, ecc.
    In dipendenza di quanto sopra, nell'allevamento in cattività, l'alimentazione dei nidiacei riveste una importanza fondamentale, richiede molta perizia nel preparare un mangime sostitutivo avente gli stessi principi nutritivi essenziali di quello che viene assunto in natura. Detti principi devono soddisfare le complesse esigenze di carattere genetico e biologico al fine di ottenere soggetti dotati di un soddisfacente grado di efficienza delle funzioni vitali ed idonei ad esprimere, nella misura più elevata, le caratteristiche del patrimonio genetico.
    Gli ornitocoltori amatoriali si dedicano esclusivamente alla riproduzione di uccelli in ambiente domestico ed hanno una “cultura” e finalità diverse da quelle di coloro che allevano uccelli da richiamo. Per quelli l'allevamento dei nidiacei rappresenta il momento basilare del loro hobby mentre per questi è una pratica accessoria, di secondaria importanza, attuata da coloro che desiderano migliorare o integrare la batteria dei richiami.
    La lunga serie di argomenti presa in considerazione indica che, per l'allevamento in argomento, sono necessari competenza ed impegno di alto livello unitamente e tanta diligenza . Vanno inoltre prese le dovute distanze da metodi approssimativi, tradizioni e mode obsolete, tenendo presente che l'entità del ritardo nell'uscita dal nido rappresenta l'indice della gravità degli errori nutrizionali, la fonte di disfunzioni molto serie e dalle conseguenze permanenti. Sono molto limitanti quando vanno ad interessare il sistema nervoso che, tra l'altro, governa l'acquisizione ed il mantenimento della forma amorosa, requisiti essenziali per un richiamo.
    I nidiacei possono venire allevati dai genitori fino al raggiungimento della indipendenza oppure alimentati allo stecco. Per il primo caso, invito a leggere il thread “abitudini alimentari degli uccelli da richiamo”. Per il secondo, ritengo sconsigliabile “il fai da te” perché negli ultimi decenni l'industria ha prodotto dei mangimi granulari bilanciati per la nutrizione dei nidicoli e dei nidifughi. Mi risulta che gli allevatori facciano largo uso di granulari dei primi giorni di vita dei polli, di quelli dei primi 12 giorni dei Fasianidi e, soprattutto, del microgranulare con proteine e grassi animali, specifico per uccelli onnivori, consigliato su “Migratoria” nel novembre 2009. Questi prodotti studiati specificamente per i piccoli e distinti da una relazione nutritiva stretta, se impastati con acqua moderatamente calda per favorire l'azione dei lieviti e somministrati senza aggiungere ulteriori principi nutritivi, daranno risultati di prim'ordine.


    Nicolino Jogna Prat
    francesco70, Bruno57 e Cimbellatore piace questo post.

  • #2
    Complimenti sono pienamente d'accordo metodo sperimentato allo stecco da parecchi anni da me .saluto

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    • #3
      Io uso preparati specifici per i nidiacei degli insettivori che sono in polvere e aggiungo acqua alcuni minuti prima di usarli e li somministro con una siringa e ho quasi eliminato la mortalità dovuta a problemi intestinali o da vermi e visto anche che 1 kg costa 6 euro non faccio più i vari preparati per me non ne vale più la pena,

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      • #4
        Ciao Bregoscia anch'io non uso preparati fatti in casa

        come dici sono sempre pronti e preparati al momento con acqua calda e freschi. saluto
        Bregoscia piace questo post.

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        • #5
          Ciao bregoscia ,come ti dicevo è parecchio tempo che uso il nostro metodo, a me capita che ogni tanto però su una covata dopo tre o quattro giorni 1 -2 pullus soccombono e vengono espulsi dal nido dai genitori non vorrei si trattasse di punto nero ,tu che ne pensi? saluto

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          • #6
            la domanda sopra è fatta anche agli amministratori che magari sanno più di noi .

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            • #7
              Cosa intendi per punto nero?

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              • #8
                Ciao turdus ,non so se ti è arrivato il messaggio alla tua domanda sopra, ero di fretta eventualmente mi scuso .saluto

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