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Ci sto facendo un pensierino... Ma un pensierino serio...

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  • #16
    Originariamente inviato da il migratorista Visualizza il messaggio
    se ti piace e hai la possibilità prendila...però le 2 barche che hai messo, soprattutto la seconda, non sono adatte per il mare.
    La prima potrebbe andare se il mare è liscio come una tavola, ma ci mette un attimo a ingrossarsi e la seconda con lo scafo a trimarano sulle minime onde salta che ti cadono i denti. Vi invidio per la scelta e i prezzi che avete in america, qui è un cinema....
    Poi i Boston è vero che costano di più ma sono barche della madonna, qui nei fiumi girano dei boston13 più vecchi di te e lasciati alle intemperie come niente fosse, ancora fanno la barba a barche nuove.
    Se resti in acque interne perchè non l'alluminio? una bella trakker?
    Non ho intenzione di andare in mare con una barca. Quando ero a Kodiak avevo una Mako da 19 piedi con la quale ho (non intenzionalmente, ma perche' sono stato incauto) affrontato vere e proprie tempeste. Quella Mako era una barca meravigliosa. Ci sono uscito con "swells" (onde lunghe provenienti da lontane tempeste) anche di otto metri, divertendomi a cavalcarle come un surfer, ma stando attento a non superarne la cresta, perche' se lo fai la prua va giu' la poppa va in aria, e in un attimo affondi. Una volta, con mia moglie che a quell'epoca era incinta, uscimmo a pesca. Ci recammo, attraversando il mare aperto, a una baia, dove, ancorati, pescammo salmoni alla foce di un fiume. La baia era riparata, e sebbene tirasse vento le onde erano abbastanza basse. Poi pero' quando uscimmo dalla baia e girammo intoro al promontorio che proteggeva la baia dal vento, apriti cielo! C'era un "chop," onde corte e alte due o tre metri dal solco alla cresta successiva, che si rompevano sulla cresta. Veri e propri cavalloni. Non so come riuscimmo a tornare in porto senza affondare. Eravamo bagnati fradici. Le onde si rompevano sulla prua e l'acqua scorreva sul ponte. La pompa automatica di sentina da 1700 galloni l'ora funzionava ininterrottamente. Una fifa che non ti dico. Mia moglie, seduta sulla panca davanti alla console centrale (dove io, in piedi, pilotavo bestemmiando ad ogni ondata che arrivava) era sbattuta su' e giu'. Mi chiese se potesse venire dietro la console, dov'ero io, ma non le permisi di compromettere l'assetto della barca appesantendone la poppa. Meno male che tale sbattimento (che duro' quasi un'ora per coprire un braccio di mare che avevamo coperto in un quarto d'ora all'andata) e la paura non fecero abortire mia moglie. Dopo una tale esperienza divenni molto cauto. Ad ogni modo, anche se qui il mare e' molto meno feroce di quello dell'Alaska, (hai mai visto quel programma TV sulla pesca del granchio reale, "The Deadliest Catch"? ) e dove se finisci in acqua muori di ipotermia entro sei o sette minuti, se non anneghi prima per aver inalato un gallone d'acqua per il riflesso nervoso al contatto con l'acqua gelida anche ad Agosto, una barca nuova e bella in acqua salata non la metterei mai piu'. La salsedine danneggia tutto, anche cio' che l'acqua salata non raggiunge direttamente. Poi vedessi che cosa accade al carrello, alle sue balestre, a tutto cio' che non e' acciaio inossidabile, ai cuscinetti delle ruote, i cerchioni, le gomme stesse, ecc. E poi vedessi che cosa accade all'auto che tu usi per mettere la barca in acqua. A volte, a seconda della marea alla rampa di lancio, devi mettere le ruote posteriori in acqua per poter lanciare. Ho distrutto una Jeep CJ7 cosi'. Differenziale posteriore, assi, ammortizzatori, balestre, parafanghi, il ventre dell'auto. Tutto mangiato dalla ruggine. Quando tiri fuori la barca anche se metti soltanto meta' delle ruote posteriori in acqua, poi quando parti le ruote spruzzano acqua salmastra ovunque. Ogni volta che tornavo a casa, stanco dopo una giornata in mare, mi toccava passare due ore di manutenzione: prima lo sciacquo del motore attaccando le "cuffie" assicurate al caucciu' del giardino alle fessure del prelievo dell'acqua di raffreddamento e facendo correre il motore al minimo a folle per parecchio tempo, fino a quando l'acqua che ne usciva dall'ugello di scarico non avesse piu' sapore di sale se messa sulle labbra. Poi sciacquamento con il caucciu' del ponte, dello scafo, dell'esterno del motore, del carrello, dell'auto, delle canne da pesca e relativi mulinelli costosissimi d'altura (i Penn 6/0), di tutto cio' che era stato esposto al salmastro. Se poi dovevo lasciare la barca a secco per parecchio tempo, dovevo nebulizzare un olio speciale che si spruzzava nella presa d'aria del motore per lubrificare cilindri e pistoni e rimozione delle candele per una spruzzata nei fori, grasso da iniettare nei comandi del timone, nei cuscinetti del carrello, lubrificante degli ingranaggi nel "piede" del fuoribordo (una rottura di palle da cambiare ogni fine stagione, perche' lo devi spurgare dal basso, poi devi aprire il vitone in alto ed iniettare il lubrificante nuovo dal basso fino a che non fuoriesce dall'alto, altrimenti si formano bolle d'aria--ed e' un lavoro sporco e puzzolente e si finisce sempre col versare parecchio lubrificante costoso sulla terra). Poi ogni tanto bisogna incerare lo scafo (sapessi che divertimento contorcersi sotto la barca quando e'' sul carrello per cercare di incerarla tutta...
    Insomma, rendo l'idea? Usando la barca esclusivamente in acqua dolce, a parte il fatto che non occorre avere una barca piu' grande, d'altura, la manutenzione della barca, carrello e veicolo che la traina diviene un gioco da ragazzi, e non devi preoccuparti dei danni della salsedine, che anche con tanto lavoro non si possono prevenire completamente. Solo laghi, per me, e grandi fiumi ben lontano dalla foce dove con l'alta marea l'acqua salmastra puo' entrare nell'entroterra anche per diversi chilometri. Sono troppo vecchio e non ho piu' la pazienza necessaria per dedicare troppo del poco tempo che mi e' rimasto al combattere con l'acqua salata--che tanto vince sempre.
    Detto cio' ho visto filmati di questa Mako da 17 piedi in onde abbastanza alte. Certo, una chiglia profonda a V ti sbatte molto di meno, ma il disegno di questa barca la renderebbe sicura nache in mare, entro certi limiti. E poi a KOdiak sono stato su diversi Boston Whalers, anche quelli molto grossi, d'altura, che assomigliano ad una ciabatta, e ti posso garantire che come ti sbatte un Boston Whaler non ti sbatte nessun'altra barca, La mia vecchia Mako aveva una chiglia dalla V molto pronunciata davanti, che poi si attenuava verso la poppa, e due "mezze chiglie" ai lati che anche si attenuavano e sparivano a poppa e che le davano grande stabilita' e diminuivano il rollio. Una barca molto confortevole e sicura in mare aperto, anche quando le condizioni erano pessime. Se non fosse stata cosi', avrei potuto comunicare con te soltanto attraverso una brava medium e una seduta spiritica, perche' quella volta a Kodiak non ce l'avremmo fatta a sopravvivere...

    Una nota: la Mako che mi interessa non e' un vero e proprio trimarano, E' un design nuovo e diverso, e non ti fa perdere la dentiera se non cerchi di rimbalzare da onda a onda se il mare (o il lago) cominciasse a fare il cattivo. Certo, non confortevole come una profonda chiglia a V come quella di un Grady-White (che io reputo la miglior barca sul mercato), naturalmente, ma di certo molto piu' gentile verso il portafogli di una chiglia a V che richiede piu' potenza di motore per andare in planata, e comunque offre molta piu' resistenza nel fendere l'acqua invece di sfiorarla. Anche qui, dove la benzina e' poco costosa, un motore da 60 HP basta a salire in planata in pochi secondi laddove con un altro tipo di chiglia dovresti usare almeno un 75, o meglio un 90 e bruciare un bel po' di benzina per "uscire dal buco," come diciamo noi.

    Il Tracker non mi piace, ne' mi piacciono gli scafi d'alluminio che trovi in commercio. Ho visto delle bellissime barche costruite in alluminio a Kodiak. L'officina del mio liceo, dove i ragazzi imparano a saldare, costruire, riparare, ecc. ne ha costruite di bellissime. Ma l'alluminio usato in queste barche "fatte in casa" che devono approdare su spiagge di ciottoli e rocce, e beccarsi ondate da far paura, e' quattro o cinque volte piu' spesso di quello usato nel Tracker e simili barche. Poi non ti dico se lo scafo d'alluminio e' a ribattini invece di saldature. Dopo un po' ogni ribattino s'allenta e comincia a fare acqua. Una vera porcheria. Ne avevo uno nel Montana, di questi scafi. Mai piu'.
    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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    • #17
      Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio


      Il Tracker non mi piace, ne' mi piacciono gli scafi d'alluminio che trovi in commercio. Ho visto delle bellissime barche costruite in alluminio a Kodiak. L'officina del mio liceo, dove i ragazzi imparano a saldare, costruire, riparare, ecc. ne ha costruite di bellissime. Ma l'alluminio usato in queste barche "fatte in casa" che devono approdare su spiagge di ciottoli e rocce, e beccarsi ondate da far paura, e' quattro o cinque volte piu' spesso di quello usato nel Tracker e simili barche. Poi non ti dico se lo scafo d'alluminio e' a ribattini invece di saldature. Dopo un po' ogni ribattino s'allenta e comincia a fare acqua. Una vera porcheria. Ne avevo uno nel Montana, di questi scafi. Mai piu'.
      Se non hai intenzione di andare in mare allora sono barche perfette...in mare oltre che la forma dello scafo il problema è anche la sponda bassa e poi è vero la salsedine distrugge tutto.

      l'alluminio ovviamente solo scafi saldati, i ribattini vanno bene sulle cassette della posta, secondo me è un passo avanti in acque interne soprattutto in fiume, poi è vero che tu la barca l'avresti all'asciutto e quindi problemi di osmosi non ne avrai mai, però la vetroresina ha qualche manutenzione in più e un po' meno resistente a urti e sfregamenti e vuole qualche cavallo in più per fare le stesse velocità...certo che già un Tracker arriva a 5 mm di alluminio , 4/5 volte in più sono 2.5 cm ...praticamente antiproiettili...
      mi sembri comunque già molto esperto e non credo ti servano consigli, e sicuramente saprai che una barca ti fa felice solo 2 volte quando la compri e quando la vendi

      "Ciao Carlo ora potrai cacciare come e quando vuoi! Un giorno ci rivedremo...nel frattempo dammi un occhio..."

      ...lo Spaniel,è il più antico dei nostri cani da schioppo, e, senza dubbio genericamente il più utile al cacciatore sportivo, essendo in grado di sostituirsi, in caso di necessità, agli altri membri della famiglia, siano essi Setter, Pointer o Retrievers..mentre nessuno di essi si trovano in grado di restituire la cortesia....

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      • #18
        Sto valutando diverse barche e modelli. Mi sono un po' allontanato dallaMako di cui parlavo per due motivi: scarso "freeboard" (altezza delle sponde) e ponte non self-bailing. In altre parole, se prendi acqua sul ponte non te ne puoi sbarazzare se non con una pompa elettrica o manuale sul ponte stesso. Se piove forte o se prendi un'onda, non ci sono "scupper valves," quelle aperture a senso unico con diaframma di gomma che fa uscire l'acqua ma non la fa entrare. Io le avevo sul Mako, e se c'era acqua sul ponte, bastava che con il sistema idraulico che cambiava l'assetto del motore e com il movimento in avanti della barca inclinassi lo scafo con la prua in alto, e tutta l'acqua sul ponte scorreva via dagli scuppers a poppa e se ne andava. Vero che la Mako che mi interessava ha un doppio fondo e che c'e' una grossa pompa che lo svuota se la barca dovesse fare acqua, ma l'acqua sul ponte e' una seccatura, e troppa potrebbe essere pericolosa, se per qualche ragione il motore non funzionasse. Con il movimento in avanti ed un'inclinazione quasi esagerata dello scafo ci si puo' sbarazzare della maggioranza dell'acqua facendola scorrere al di sopra della transom (la parte posteriore dove e' attaccato il motore), ma ce ne rimarrebbe tanto. La pompa elettrica sul ponte non e' mai una soluzione efficace, specialmente su una barca usata per pescare. Inevitabilmente sporcizia, scaglie di pesce o pezzetti di pesci usati per esca, o pezzetti di lenza di nylon o trecciata che uno taglia quando si lega un amo o un moschettone, o pezzetti di carta, o di plastica--tutte quelle cose che durante un'uscita possono accumularsi sul ponte--finiscono intorno all'impeller (la rotella con lamelle della pompa e la bloccano. Quella "sottocoperta" e' protetta, perche' e' isolata dal ponte, ma una barca piena d'acqua al di sopra del ponte, specialmente se ha le sponde basse, non e' una buona cosa, almeno come la vedo io.
        Adesso sto facendo la corte ad un modello de Bayliner da 16 piedi. Come costo e' piu' o meno come il Mako, ma e' self-bailing, ha sponde molto piu' alte, ed un design della chiglia che mi piace di piu': una V molto pronunciata a prua e meno pronunciata ma ancora presente a poppa, e due altre chiglie laterali per stabilita' contro il rollio. Una specie di trimarano, ma con le chiglie laterali di grandezza molto minore di quella centrale. Ha inoltre un serbatoio di benzina da 12 galloni (una cinquantina di litri), mentre il Mako ha un serbatoio da 6 galloni. Penso che la forma del Bayliner richieda un motore piu' potente, ed infatti il "pacchetto" offerto vedo che in genere offere un 75 HP invece del 60 HP di solito venduto col Mako, che essendo di forma piu' piatta offre meno resistenza all'acqua.
        Concordo che il vetroresina richiede un po' piu' manutenzione dell'alluminio, e che si graffia o crepa se si urta un ostacolo. Ma la barca non e' fatta per urtare ostacoli. L'alluminio pesante usato in Alaska e specialmente a Kodiak e' per poter approdare su spiagge rocciose quando si caccia, pesca o campeggia, Il vetroresina o alluminio leggero non avrebbero vita facile o lunga su quelle rocce gia' aguzze e inoltre incrostate di "barnacles," mitili, ecc. In lago io lancerei e tirerei fuori la barca sulle rampe designate. Il carrello ha le slitte imbottite e rotelle di gomma sulle quali la barca scivola caricandola o scaricandola, e le sponde sono sabbia fina o fango, se per caso dovessi approdare (il che non conto di fare).
        Il vero nemico della vetroresina e' la luce solare e gli ultravioletti. Quindi quando non la si usa conviene sempre coprirla con un telo apposito se non si ha un garage dove chiuderla. La mia vecchia Mako, fra salsedine e luce del sole aveva una superficie molto malandata. Se ci strofinavi un dito ti ci lasciava una patina come di gesso, o talco. Se non me ne fossi sbarazzato prima di partire l'avrrei dovuta far ricoprire con un paio di mani dell'apposito coppale che lascia una superficie liscia. Lavoro da servizio specializzato, costoso, e nocivo alla salute se non si usano maschere ed indumenti adatti. Ed uno scafo non liscio come vetro ti fa consumare piu' carburante.
        Adesso tutte le opzioni sono aperte, ma di certo prima di Ottobre non se ne fa niente. Quando arriveranno a Settembre i nuovi modelli del 2021 quelli del 2020 andranno in "offerta speciale" a prezzi ribassati. Inoltre finche' dura questa pandemia del cazxo non mi va proprio di andare da nessuna parte ed avere contatti col pubblico. Vedremo. Poi c'e' sempre Internet. Potrei ordinare una barca, pagarre per telefono con la carta di credito, e farmi consegnare la barca a casa, no?
        CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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        • walker960walker
          walker960walker commentata
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          Se la devi usare poche volte l'anno, un usato potrebbe soddisfarti. Da noi, causa Covid19, adesso se ne trovano tante a buon prezzo. Ho visto un Open, con motore 30 cv, pompa di sentina, attrezzatura per la pesca a traino, cuscineria, tettuccio rimovibile, porta canne, ancora, salvagenti, luce e altro a 2500 euro.

        • walker960walker
          walker960walker commentata
          Modifica di un commento
          se ricordo bene era di 5 mt

      • #19
        Comunque ce ne sono tante, ad esempio questa.
        https://www.subito.it/nautica/barca-...-348684826.htm
        Ciao Mauretto, sarai sempre nei miei pensieri.
        Sta il cacciator fischiando
        sull'uscio a rimirar..........

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        • #20
          Originariamente inviato da walker960walker Visualizza il messaggio
          Comunque ce ne sono tante, ad esempio questa.
          https://www.subito.it/nautica/barca-...-348684826.htm
          Usate ce ne sono tante anche qui,specialmente con la Florida e il Golfo del Messico praticamente a due passi. Ma la Mako che avevo a Kodiak la comprai usata, e sapessi quanto ci ho dovuto combattere e quanti soldi ho dovuto spendere per eliminare le magagne dovute alla cretinaggine megagalattica del previo proprietario.
          Cominciamo:
          1. Il cret1no taglio' il ponte per metere un serbatoio di benzina di 24 galloni sottocoperta per non avere l'impiccio di un serbatoio sul ponte e piu' spazio. Ma il serbatoio, rettangolare, sebbene montato nel mezzo su una delle costole rinforzate dello scafo, appoggiava gli angoli dei due lati piu' piccoi contro la chiglia nella parte piu' sottile. Se ci avesse messo delle piastre di alluminio, tutto sarebbe andato bene. Ma quando era pieno (e 24 galloni di benzina pesano(, ballonzolando sulle onde provoco' due crepe dove urtava sulla chiglia. E l'acqua entrava... Misi due spesse toppe di "stoffa" di vetroresina sulle crepe, passandoci poi sopra il "gel coat." Il serbatoio lo riempii di quella schiuma che si solidifica, trasformandolo in un'ulteriore ausilio di galleggiamento come quello che era nella chiglia.
          2. Il cret1no, siccome aveva delle perdite di benzina qui e la' nell'alimentazione di quel serbatoio, aveva usato un mastice da guarnizioni ma quello sbagliato, che a contatto con la benzina si scioglieva formava palline e riccioli simili al muco del naso, roba che otturava tubi della benzina, filtro, tutto. Ogni tanto il motore si fermava perche' si intasava qualcosa. Eliminando il serbatoio (che sul fondo deve aver avuto una gran quantita' di quel muco sintetico) il problema, che mi aveva assillato le prime volte che ero uscito (meno male che avevo montato un fuoribordo ausiliario da 15 HP che pur a passo di lumaca almeno mi aveva riportato in porto), spari' quando eliminai l'uso del serbatoio sottocoperta. A proposito, comprai un altro serbatoio da 24 galloni, di plastica, e lo montai sotto il sedile anterioredella console (la chiamate pilotina?), appoggiato sul ponte.
          3. Il Mako di quel modello era stato costruito per lo sci nautico. Aveva una transom molto bassa, e se ti fermavi per pescare e ti arrivava un'onda da dietro ti allagava il ponte. Per ovviare a questo problema, la ditta costruttrice aveva ideato un "false transom" che si infilava in due guide ai lati della barca e che bloccava le onde dall'invadere il ponte. Per qualche ragione, forse per avere piu' spazio, il cret1no l'aveva tolta e--naturalmente--poi l'aveva perduta o buttata via. E aveva tolto (e buttato via e perduto anche le guide. Quindi tocco' a me costruire una "false transom" fissa, che attaccai a ponte e lati della barca con dell'epoxy speciale, e che poi sigillai anche di piu' con strisce di stoffa di vetroresina e gel coat. E naturalmente dovetti trapanare in questa aggiunta otto scuppers muniti di scupper valves a senso unico per far uscire eventuale acqua imbarcata da un'onda presa a prua.
          4. L'elica era di passo sbagliato per una tale barca. Era piu' da "lavoro" che da velocita' e faceva consumare piu' benzina.
          5. L'impianto elettrico era un casino, e non c'era una bilge pump di potenza adeguata per far uscire l'acqua penetrata nello spazio fra ponte e chiglia. Ore di lavoro per ovviare.
          6. Niente parabrezza. Dovetti farne fare uno nuovo.
          7. Il carrello necessitava nuovi "rollers."

          L'unica cosa buona era il motore, quasi nuovo e perfettamente funzionante dopo che cambiai i filtri del carburante. Un Suzuki a 4 cilindri e 14o HP. Non 4-cycle, ma con sistema di iniezione automatica d'olio.

          Insomma, dovetti lavorare cosi' tanto per rendere sicura ed efficiente quella barca (oltre alla normale manutenzione) che da allora decisi di non comprare mai piu' niente di usato. Per ogni ora che la usavo in mare c'erano due ore di manutenzione e riparazione da fare. Era, e' vero la mia prima barca, ed il prezzo era ottimo. Nuovo quel fuoribordo sarebbe costato quanto pagai per l'intero pacchetto di barca, motore e carrello,, ma a quell'epoca lavoravo, e il tempo che dovevo sprecare per la barca era tutto tempo che non potevo passare a pesca.
          Forse oggi, sapendone di piu', potrei fare un acquisto piu' oculato, ma... Non piu' barche o auto usate, perche' l'usato e' comm' 'o mellone: puo' usci' janco o puo' usci' russo--e si esce janco... te la pigli nel... nel... nel foro di drenaggio!
          CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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          • walker960walker
            walker960walker commentata
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            Ma qui si tratta di usato ottimo o in buono stato. Li stanno vendendo per realizzo contanti, un pò come succede per le armi. Se poi pensi che con poco più di 1.000 euro prendi un valore di 7/8.000 euro, spenderci qualcosa è tutto di guadagnato. Ci sto facendo anch'io un pensierino, mi frena soltanto il costo del posto barca, (se lo trovi) e fare la fatica ogni volta a portarla col carrello e varare tutte le sante volte, diventa fastidioso e pesante, specialmente ad uscire da solo.

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