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L'Europa ci ascolti Salviamo i roccoli dalla chiusura

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  • L'Europa ci ascolti Salviamo i roccoli dalla chiusura

    03 Giugno 2014

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ID: 1707946

    Giancarlo Bosio, presidente provinciale Enalcaccia lancia un monito alla Regione Lombardia per contrastare la procedura di infrazione europea.

    I roccoli con la loro più che plurisecolare storia (parliamo di oltre 500 anni), stanno per chiudere. La Giunta regionale, infatti, ha deliberato che questi impianti di cattura, considerati da molti vere e proprie architetture vegetali, nel 2017 dovranno chiudere. Ogni anno sono sempre meno i richiami vivi che si possono catturare fino ad essere completamente sostituiti da uccelli da allevamento. Ma i cacciatori non ci stanno e chiedono alla Regione Lombardia di rivedere questo progetto di chiusura. Giancarlo Bosio, presidente provinciale di Enalcaccia ha fornito all'assessore regionale lombardo Gianni Fava alcuni elementi che scardinano l'infrazione 2014/2006 la nota di messa in mora, riguardante la cattura degli uccelli per finalità di richiami, che la Comunità europea ha avanzato verso l'Italia. «Assistiamo a un'Europa che concede deroghe ai vari Paesi membri con pesi e misure diverse - afferma Bosio -. Non possiamo andare in Europa senza riuscire a motivare con forza le nostre tradizioni. Non capisco perché vengono concesse deroghe alla Francia per la caccia alle allodole con l'uso delle paniuzze e delle reti orizzontali». Le autorità francesi hanno sottolineato che l'uso delle paniuzze e delle reti orizzontali è soggetto ad autorizzazioni individuali e che le catture sono rigorosamente controllate dal punto di vista territoriale, temporale e personale al fine di assicurarne il carattere selettivo, del resto come avviene in Lombardia. «Non capisco perché nel Regno Unito - continua Bosio - è concessa la deroga alla caccia all'allodola con il falco smeriglio». L'allodola costituisce una delle principali prede dello smeriglio, caccia praticata nella falconeria. Secondo la Commissione europea questa deroga è giustificata in qualità di «impiego misurato» in quanto lo smeriglio ha una propensione naturale a cacciare le allodole. «Non capisco neppure - elenca ancora Bosio - perché nei Paesi Bassi si continua, riguardo la pavoncella, alla tradizionale raccolta delle uova di questa specie. Per la Commissione non sussiste alcuna violazione alla Direttiva Uccelli». «Nel caso delle catture dei richiami vivi nei roccoli, le pratiche autorizzate dalla Regione non costituiscono atti di caccia, ma operazioni di cattura di richiami vivi. L'interesse di chi gestisce gli impianti di cattura è la sopravvivenza degli uccelli catturati, il che rappresenta una garanzia anche per esemplari che devono essere liberati in quanto appartenenti a specie non catturabili. Gli impianti, inoltre, sono esattamente individuati sul territorio e facilmente controllabili dalle autorità competenti. Infine, la gestione degli impianti è sottoposta al controllo dell'Ispra ed è regolata da puntuali norme tecniche». La Commissione di fatto vieta le reti come mezzo di cattura perché ritenuto non selettivo, mentre i roccoli si basano esclusivamente sulla cattura con le reti. «Rispetto ai punti citati prima - risponde Bosio - ritengo che l'utilizzo delle reti (verticali) non comporti nessun rischio di uccisione in massa degli uccelli selvatici, né porti all'estinzione di una specie a livello locale. Le catture sono rigidamente controllate. Ogni esemplare catturato deve essere immediatamente inanellato in modo inamovibile (gli anellini sono forniti dalla Regione), i richiami catturati devono essere custoditi in locali adibiti allo scopo mantenuti in condizioni igieniche ottimali di temperatura, unidità e areazione con a disposizione acqua e cibo. Su un registro si segna ogni movimento di entrata e uscita o decesso». La tesi sostenuta, insomma, è quella di un'attività completamente distinta dal prelievo venatorio, anche solo perché non causa la morte degli esemplari catturati. Per Giancarlo Bosio il monito della Commissione europea non è confacente al discorso dei richiami vivi, in quanto si riferisce alla caccia in senso stretto. Da ultimo si sottolinea rispetto ai quantitativi consentiti dalla Commissione europea, che per quanto riguarda le specie abbondanti, come le quattro specie di turdidi in oggetto ai fini di cattura, possono arrivare fino al 5% della mortalità annua, la Regione Lombardia ha istituito una banca dati dei richiami vivi di cattura e di allevamento, detenuti dai cacciatori per la caccia da appostamento al fine di migliorare la conoscenza delle specie detenute e allevate. «Le controdeduzioni in risposta alla nota di infrazione europea ci sono e sono ben motivate e fondate - conclude Bosio -. Occorre che la nostra classe politica regionale le facesse proprie e andasse in Europa a difendere una tradizione plurisecolare».


    fonte:rassegna.provincia.bergamo.it
    CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

  • #2
    il problema è riportato nelle ultime righe, la classe politica non ha interesse in italia a tutelare le tradizioni legate alla caccia, cosa che non succede negli altri paesi solo perché i cacciatori sono uniti e dimostrano il loro "peso" quando votano.............in bocca al cocker!!!!!!!!!!!!!!!

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    • #3
      Leggo e rileggo l'articolo, non ho piu' la forza di commentare...................... secondo me il sig. Bosio pensa di vivere su un altro pianeta ..........mahhhhh
      Sono sempre diffidente delle persone a cui non piacciono i cani mentre mi fido tantissimo del cane quando non gli piace una persona.

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      • #4
        Volevo chiedere al Sig. Bosio dove era lui, al sua associazione e tutte le altre, quando nel 2012 veniva tessuta la ragnatela che è culminata con la delibera della regione Lombardia di cui metto un breve e significativo stralcio:

        Vista la nota ISPRA n. 32267 del 30 agosto 2012 con la quale viene espresso parere favorevole relativamente al programma presentato di progressiva e totale sostituzione dei richiami di cattura con soggetti provenienti da allevamento e sulla proposta di strutturazione della banca dati;
        Sentite le Province in data 4 settembre 2012;
        A votazione UNANIME espressa nelle forme di legge;
        Delibera
        REGIONE LOMBARDIA
        DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE 12/09/2012, N. 9/4036.
        Autorizzazione alle Province ad effettuare la cattura di uccelli selvatici per la cessione a fini di richiamo per l'anno 2012, ai sensi dell'art. 4 e 19-bis della L. n. 157/1992 e dell'art. 9, comma 1, lett. c) della Direttiva 2009/147/CE, ed approvazione del programma di sostituzione progressiva dei richiami vivi di cattura con richiami vivi allevati e del programma di costituzione di una banca dati dei richiami vivi detenuti dai cacciatori.

        Ormai è tardi, quando i buoi sono scappati, hai voglia a chiudere il cancello, questo è il tipico esempio di quello che si contesta all'operato delle AAVV, comunicati che non servono ad una min**ia, quando il sintomo è già diventato un cancro.

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        • #5
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          Sono sempre diffidente delle persone a cui non piacciono i cani mentre mi fido tantissimo del cane quando non gli piace una persona.

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          • #6
            Rido per non piangere
            Più buio che a mezzanotte non viene

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            • #7
              Siamo in due Diego ......per davvero ....
              Sono sempre diffidente delle persone a cui non piacciono i cani mentre mi fido tantissimo del cane quando non gli piace una persona.

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              • #8
                Sto buffoni che stanno in Regione nemmeno sanno che possono farne carta straccia della delibera che prevedeva la graduale dismissione delle catture fino alla chiusura del 2017...parlano proprio solo x dare fiato alla bocca, pagliacci!
                Più buio che a mezzanotte non viene

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