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Lecco – Fidc: i dubbi sul piano faunistico

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  • prete
    ha risposto
    Il virus e' entrato anche da voi Stefano,noi ne sappiamo qualcosa, ma alla fine in parte l'abbiamo debellato come riportato in altri post, sempre antenne alzate e seguire attentamente ogni sviluppo, non perdere di vista nulla altrimenti non perdonano.....

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  • stefano63
    ha risposto
    Dura presa di posizione da parte dell'assemblea provinciale lecchese di Federcaccia contro lo bozza del nuovo Piano faunistico venatorio provinciale in corso di approvazione. Il documento, giunto al termine della fase delle osservazioni, dopo un iter durato 7 anni attende ora di essere discusso e approvato in Consiglio provinciale.

    Due i punti critici sottolineati dal presidente provinciale della Federazione italiana della Caccia Lecco, Giuseppe Aldeghi: la riduzione del numero di capanni sul monte di Brianza e la definizione dei valichi alpini e della tipologia di caccia permessa su di essi.

    Nel mirino dei cacciatori lecchesi – da quanto si apprende – sarebbero finiti i tecnici del settore faunistico della Provincia che, per ridurre il numero dei capanni come previsto dalla normativa europea, avrebbero proposto il trapasso del capanno solo tra padre e figlio. Clima infuocato dunque durante l'assemblea, alla quale era presente anche l'assessore provinciale alla Caccia, Carlo Signorelli.

    ho presenziato all'ultima assemblea del mio atc (meratese) dove il sig ALDEGHI era presente e li ha spiegato le sue rimostranze fatte in provincia sottolineando come ormai da tempo siamo sotto tiro, specialmente per noi capannisti il rischio non e' solo che i capanni in quella zona (compreso il mio ) si possano tramandare da padre in figlio ma addirittura si sta' cercando di unire due parchi ( valico del pertus e parco del curone ) con un corridoio di passo tutelato per i migratori eliminando definitivamente i capanni lasciando libera solo la stanziale e la lepre,la cosa a suo dire non dovrebbe avverarsi ma il solo fatto che se ne parli e molto pericoloso , ciao

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  • Alberto 69
    ha iniziato la discussione Lecco – Fidc: i dubbi sul piano faunistico

    Lecco – Fidc: i dubbi sul piano faunistico

    Lunedì 14 Aprile 2014

    Dalla riduzione del numero di capanni sul monte di Brianza, alla definizione dei valichi alpini, senza dimenticare la questione dei cinghiale che pure non fa parte del documento.

    Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   federcaccia.jpg 
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ID: 1707561

    Dura presa di posizione da parte dell'assemblea provinciale lecchese di Federcaccia contro lo bozza del nuovo Piano faunistico venatorio provinciale in corso di approvazione. Il documento, giunto al termine della fase delle osservazioni, dopo un iter durato 7 anni attende ora di essere discusso e approvato in Consiglio provinciale.

    Due i punti critici sottolineati dal presidente provinciale della Federazione italiana della Caccia Lecco, Giuseppe Aldeghi: la riduzione del numero di capanni sul monte di Brianza e la definizione dei valichi alpini e della tipologia di caccia permessa su di essi.

    Nel mirino dei cacciatori lecchesi – da quanto si apprende – sarebbero finiti i tecnici del settore faunistico della Provincia che, per ridurre il numero dei capanni come previsto dalla normativa europea, avrebbero proposto il trapasso del capanno solo tra padre e figlio. Clima infuocato dunque durante l'assemblea, alla quale era presente anche l'assessore provinciale alla Caccia, Carlo Signorelli.

    Intanto tra i consiglieri provinciali ci sarebbe chi preferirebbe evitare di approvare il Piano faunistico venatorio, rimandando la scelta alla prossima amministrazione. Diversa invece la posizione ufficiale della maggioranza, trattandosi di uno strumento atteso da 7 anni ed inserito nel programma elettorale della allora coalizione Pdl-Lega Nord.

    Sempre a proposito di caccia, torna nuovamente d'attualità il tema della diffusione incontrollata dei cinghiali nella zona della Valvarrone e dell'alto Lario. Anche su questo punto i cacciatori hanno le idee chiare: “i cinghiali ormai si spingono fino alla case, cosa si vuol attendere? Un morto? serve una apertura della caccia ad hoc come fatto in passato per i cervi”.

    Diversa la strategia invece scelta dall'assessore Signorelli e dal settore Caccia e ambiente della Provincia che, dopo il confronto con due noti esperti del settore Luca Pedrotti e Andrea Marsan, così commentava: «l'apertura della caccia al cinghiale sarebbe un grave errore mentre, bisogna cercare di aumentare gabbie e chiusini e investire nella protezione delle coltivazioni agricole e dei terreni a maggior valenza paesaggistica attraverso recinzioni elettrificate».

    fonte:resegoneonline.it

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