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SVI: Il Popolo in rivolta, Solidarietà e Partecipazione

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  • SVI: Il Popolo in rivolta, Solidarietà e Partecipazione

    Il Popolo in rivolta: Solidarietà e Partecipazione

    Dal 09.12.2013 gli Italiani sono in strada a manifestare la loro legittima irritazione per uno Stato che non rappresenta più il suo Popolo, fatto di politici corrotti, di burocrati nulla facenti e di idolatri delle inerzie.
    Il Popolo ha fame di giustizia, lavoro e libertà e i nostri inutili rappresentanti pensano solo ai loro bisogni di casta ed ad arricchirsi dietro le nostre spalle.
    Siamo all’assurdo parossistico di assistere a vicende, quali:
    Operai che percepiscono emolumenti da fame e politici che pensano al fabbisogno degli animali;
    Gente costretta a vivere, con la propria famiglia, con una misera pensione di 280 euro mensili mentre i canili, spesso gestiti da associazioni di volontariato, percepiscono fino a 5 euro al giorno per ogni cane – quindi 150 al mese ad animale;
    Persone che hanno perso lavoro, casa e famiglia e rappresentanti del Parlamento che pensano a cure sanitarie gratuite per gli animali da affezione, a chiudere i circhi, a vietare la macellazione dei cavalli o ad abrogare il Palio di Siena (altra gente in mezzo ad una strada insomma).
    Politici che si fanno immortalare in foto con i loro amici animali, ben pettinati, curati e financo vestiti – con maglioncini e scarpette – mentre la gente comune non riesce a pagare la retta per i pullman scolastici per mandare i figli a scuola o a comprargli un cappotto per l’inverno.
    Milioni di euro gettati alle ortiche con sovvenzionamenti di progetti, a dir poco, fantasiosi per foraggiare associazioni di volontariato, in nome di un animalismo insensato e inumano, mentre imprenditori ed operai si suicidano per una crisi non voluta da loro ma dai giochi di potere di Stati, Governi e Banche.
    Agricoltori portati sull’orlo del baratro da una concorrenza sleale, con importazioni di prodotti agricoli da paesi dove la mano d’opera costa un ventesimo di quella italiana e dove non vi è controllo sui prodotti chimici utilizzati e i nostri politici, negletti rappresentanti di una realtà surreale, ci propinano soluzioni fantasiose fatte di vuote parole.
    Noi andremo in pensione a 70 anni (dopo una vita di stenti e lavoro) loro già ci sono in pensione, per grazia ricevuta, già dal primo giorno in cui sono entrati in Parlamento, con un vitalizio di 2.000 euro – solo per essersi seduti un giorno sugli alti scanni del potere, si badi bene.
    Il Sindacato Venatorio Italiano non può accettare questo stato di cose, non può chiudere gli occhi davanti a tanta sofferenza, quindi, per quel che può valere, da pieno sostegno ai manifestanti che sono in piazza a rivendicare il diritto di vivere e si dichiara a fianco di tutti quei movimenti, fatti di gente comune (agricoltori, operai, disoccupati, studenti, ecc..) che oggi sono lì a manifestare il loro sdegno e la loro riprovazione per una classe politica che se avesse un po’ di dignità ed amor proprio avrebbe già fatto il mea culpa e dato da tempo le dimissioni.

    Lì 11.12.2013

    Ufficio Stampa
    Sindacato Venatorio Italiano


    SVI: Il Popolo in rivolta, Solidariet

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