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Da federcaccia

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  • Da federcaccia

    DALLA 44^ ASSEMBLEA NAZIONALE FEDERCACCIA UN RICHIAMO ALL’IMPEGNO DI
    DIRIGENTI E CACCIATORI

    Un impegno per la caccia e per il rilancio della figura e del ruolo del
    cacciatore. È quanto ha chiesto durante l’ultima assemblea nazionale della
    Federcaccia il Presidente Dall’Olio nel corso della sua relazione, cha ha
    spaziato come di consueto dagli aspetti più tecnico amministrativi della
    vita federale a quelli di più generale attualità venatoria.
    Con soddisfazione, moderata perché da sempre considerato da questa
    presidenza un risultato dovuto, ha presentato un bilancio in attivo,
    sottolineando come una gestione oculata e una revisione del modello
    associativo abbia consentito un risultato positivo malgrado le difficoltà
    del momento e una lenta ma continua diminuzione di cacciatori.
    Un risultato per il quale ha ringraziato tutti i dirigenti periferici,
    dicendosi certo che continuando su questa strada questo non solo potrà
    essere mantenuto, ma ulteriormente migliorato, in particolare dando ancora
    più seguito al progetto Federcaccia di domani, che dove applicato ha dato
    significativi risultati in termini di strutture organizzativa più
    efficienti e pronte a rispondere alle richieste dei cacciatori e alle
    necessità gestionali e del confronto istituzionale.
    Un maggiore impegno che ha consentito e consentirà ancora di più di
    occuparsi di caccia, attraverso ricerche e studi che hanno permesso di
    ottenere risultati non di poco conto, come il mantenimento di specie e
    tempi grazie alla disponibilità di dati certi a supporto di quelle Regioni
    che se ne sono avvalse nella stesura e difesa dei Calendari Venatori.
    Altre e maggiori competenze tecnico professionali da mettere alla testa di
    un volontariato prezioso ma da solo non più sufficiente, occorrono per
    portarsi al livello delle altre associazioni venatorie europee e uscire
    dalla nicchia dell’autoreferenzialità, ampliando i campi di interesse e
    rivolgendo una particolare attenzione a un rinnovamento che valorizzi e
    attiri i giovani. “50.000 dei nostri tesserati hanno fra 18 e 40 anni - ha
    detto il presidente - Un patrimonio che non possiamo lasciare vada
    disperso”.
    La lettura della relazione dei revisori dei conti e l’approvazione del
    bilancio, passata all’unanimità ha costituito un breve intermezzo prima
    dell’altro punto all’ordine del giorno, ovvero l’unità del mondo
    venatorio, affrontato alla presenza del presidente dell’Arcicaccia Osvaldo
    Veneziano e di AnuuMigratoristi Marco Castellani, mentre erano assenti per
    impegni improrogabili il Presidente Cpa Alessandro Fiumani, che ha fatto
    pervenire un messaggio di saluti e adesione, ed Enalcaccia, Lamberto
    Cardia.
    “Dopo l’apertura di una fase costituente - ha ricordato Dall’Olio - in cui
    avevo dichiarato Fidc disposta anche a rinunciare al proprio nome per il
    bene del mondo venatorio italiano, posizione che ribadisco, si è aperta
    anche una discussione al nostro interno.
    Il processo anche se rallentato da queste perplessità però prosegue e anzi
    con piacere noto a livello locale e regionale esempi e aperture
    importanti. Anche con Arcicaccia è ripreso un confronto per individuare
    punti comuni su cui agire. È un processo in cui credo e continuerò a
    credere”.
    Una unità che parte dal basso, dai cacciatori sul territorio, prima che
    dall’unione dei vertici, è la visione espressa dal vicepresidente
    D’Angelo, basata su iniziative comuni che valorizzino e promuovano persone
    capaci, quale che sia l’associazione di appartenenza, rimandando a quando
    tutte le sigle oggi presenti saranno pronte a confluirvi, la creazione di
    un unico nuovo soggetto nazionale.
    Ha ribadito la sua totale disponibilità al nuovo progetto, dibattuto anche
    all’interno della propria associazione, Castellani: “Quello che vogliamo
    fare non è mantenere viva questa o quella associazione, ma salvare la
    nostra passione. Rimanendo aperti a tutti, dobbiamo partire con chi ci
    sta, per fare sinergie, avere più risorse per difendere e far progredire
    caccia e cacciatori, facendo più e meglio di quello che siamo riusciti a
    fare come coordinamento di Face Italia”.
    L’individuazione di punti di azione comuni concentrandosi soprattutto
    sulla gestione e la valorizzazione del territorio e con un nuovo ruolo
    degli Atc, attraverso la cui azione far passare in modo evidente il ruolo
    dei cacciatori per la società, ora non percepito o percepito in modo
    distorto, è al centro delle proposte di Veneziano, che suggerisce la
    convocazione di una conferenza nazionale degli Ambiti. Ritrovare un
    rapporto diverso con gli agricoltori, creare uno strumento unico che
    gestisca l’attività sportiva di tutte le associazioni, perseguire un
    modello assicurativo unico, sono alcuni degli altri punti che possano
    favorire un cammino verso un processo di unificazione.
    Lavorare insieme su punti concreti, rispondendo velocemente alle emergenze
    che si manifestano per la caccia e la gestione, far sentire con forza ai
    cacciatori la presenza delle associazioni, è la necessità espressa dal
    vicepresidente Carnacina: “Mettiamoci insieme su questi temi, sul
    difendere e sostenere con una visione europea le questioni della caccia.
    Dobbiamo avere la forza di unirci per affrontare le priorità. Spieghiamo
    bene, perché ancora troppi ignorano come stanno veramente le cose in
    ambito venatorio, che oggi è necessario avere la partecipazione di tutti i
    cacciatori per affrontare i temi delle specie e dei tempi che poi ci
    ritroviamo nei calendari. Individuiamo una serie di punti urgenti su cui
    far confluire le energie delle diverse AAVV e lavoriamo su quelli,
    trasformando la criticità dell’emergenza in uno stimolo per unirci che
    faccia capire alla società, alle istituzioni e prima di tutto ai
    cacciatori che le cose stanno cambiando”.
    Al termine del partecipato dibattito, il presidente individuando la
    disponibilità generale verso un agire comune ha chiesto e ottenuto
    all’unanimità dall’assemblea l’adesione alla proposta che parallelamente
    all’avviato processo di unificazione, si proceda rapidamente alla
    creazione di una “cabina di regia” fra le associazioni disponibili per
    affrontare con rapidità e congiuntamente i punti critici emersi.
    Un impegno per la caccia e i cacciatori dunque che non viene meno.
    Con una prassi ormai consolidata, alla vigilia dell’Assemblea si sono
    inoltre tenute alcune relazioni tecniche di approfondimento aperte a tutti
    i dirigenti federali.
    Il “seminario” è stato aperto da Sandro Flaim, presidente Uncza, che ha
    relazionato su “Galliformi alpini e lepre bianca”, illustrando le ricerche
    svolte dalla settoriale in merito alle popolazioni delle specie in oggetto
    assai utili oltre che per avere un quadro di prima mano sul loro status
    per proporre correttamente i cacciatori come interlocutori/collaboratori
    delle Istituzioni e in particolare degli istituti di ricerca che poi ne
    devono sancire o meno la prelevabilità. In particolare, ha sottolineato
    Flaim, è importante far notare che le sole specie alpine di cui si hanno i
    dati - ma questo può applicarsi anche al di fuori della zona alpina - sono
    quelle cacciabili, perché censite, mentre delle altre non si sa
    assolutamente niente. Flaim ha anche presentato un progetto di ricerca
    svolto in collaborazione con Ispra e la Fondazione E. Mach di raccolta di
    campioni svolta dai cacciatori, che conferma l’assoluta necessità del
    volontariato venatorio per il mondo della ricerca faunistica.
    La dottoressa Giorgia Romeo, responsabile scientifica dell’Ufficio fauna
    stanziale ha sottoposto alla platea alcuni interessanti stimoli in merito
    al ruolo dell’Ispra nella definizioni dei tempi e delle specie oggetto di
    prelievo, “Tempo di calendari venatori e di riflessioni”. Evidenziando
    l’inquadramento giuridico dell’istituto e il suo ruolo previsto dalla 157,
    la dottoressa Romeo ha ben evidenziato come per fronteggiare atteggiamenti
    a volte eccessivamente restrittivi e penalizzanti per l’esercizio
    venatorio, anche per la stanziale, così come ormai da tempo si è capito
    per la migratoria, è necessario che i cacciatori forniscano dati precisi a
    sostegno delle proprie richieste, raccolti con serietà e con metodo, anche
    per infoltire le banche dati cui l’Ispra fa riferimento e che essendo
    carenti di dati finiscono per giustificare i suoi eccessi di “prudenza”.
    Di grande interesse come sempre la relazione del dottor Michele Sorrenti,
    che ha esposto “Risultati e attività in Italia ed Europa”, con un
    aggiornamento sulle ricerche promosse dall’Ufficio avifauna migratoria di
    cui è responsabile scientifico in merito a turdidi, beccaccia e allodola e
    evidenziando come queste stiano iniziando ad avere i primi riconoscimenti
    e validazioni anche a livello internazionale.
    Dalla ricca attività dell’ufficio, è sicuramente da sottolineare oltre
    alla assistenza nella stesura dei calendari venatori regionali in
    collaborazione con FIdC e col gruppo di lavoro Face Italia e quella per i
    Piani Faunistici Regionali in corso di approvazione, la collaborazione con
    Face Europa per la preparazione delle integrazioni all’aggiornamento dei
    Piani di Gestione Europei in corso presso la UE e la collaborazione sempre
    con Face Europa per il Manifesto della Biodiversità.
    Non sarà sfuggito, ma se lo fosse lo sottolineiamo per la sua importanza,
    come tutti e tre i relatori, in modo fra loro indipendente, hanno espresso
    con forza e rimarcato la assoluta e irrinunciabile necessità per la buona
    riuscita delle ricerche, di una azione in prima persona di tutti i
    cacciatori finalizzata alla raccolta dati, si tratti di censimenti,
    conferimento di campioni biologici di vario genere, o perfino la semplice
    segnatura sul tesserino o su altri “quaderni” all’uopo preparati dei capi
    prelevati. Senza dati non c’è ricerca e senza ricerca non ci può essere
    sostegno per la caccia. Una partecipazione consapevole a questo processo
    da parte di ognuno di noi è semplicemente un dovere.
    Un saluto
    Andrea

  • #2
    speriamo che sappia tenere a freno i sui dirigenti locali...pare che a bs alcuni rappresentanti in pubblico affermano cose diverse che in "privato"...in poche parole son discordi all'unione delle associazioni...
    ciao
    RINALDO

    al casot ghè semper ergot de fà..e se 'l ghe mia m'el va a sercà..
    (al capanno c'è sempre da fare..e se non c'è lo si va a cercare)

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    • #3
      Originariamente inviato da oldarin Visualizza il messaggio
      speriamo che sappia tenere a freno i sui dirigenti locali...pare che a bs alcuni rappresentanti in pubblico affermano cose diverse che in "privato"...in poche parole son discordi all'unione delle associazioni...
      ciao
      e chiamali stupidi ... hanno trovato la gallina dalle uova d'oro........ però la gallina smette anche di fare le uova.....

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