annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Piemonte, spiegateci perche’

Comprimi

Mantieni online il sito per tutto il 2019

Comprimi
Le donazioni inviate sino ad oggi hanno ricoperto il (69%) dei costi necessari.
X
Comprimi
Su questa pagina ci sono 1 persona/e che stanno leggendo il contenuto di questa discussione: (0) Utenti registrati - (1) Ospiti
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Piemonte, spiegateci perche’

    Dei Calendari Venatori regionali promulgati dopo l’approvazione della Legge Comunitaria del 2009 e di quelli in attuale fase di redazione, l’Atto predisposto dalla Regione Piemonte per la stagione 2013-2014, è sicuramente il più bizzarro e incomprensibile.
    Anche mettendoci tutta la buona volontà non riusciamo a capire i parametri utilizzati per redigerlo; si è utilizzata forse la Guida ISPRA per la stesura dei Calendari Venatori o si sono utilizzati i riferimenti presenti nel documento KC?
    La Regione Piemonte ha utilizzato i riferimenti presenti nella Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della Direttiva CEE o i riferimenti presenti nella Legge Quadro 157/92, peraltro unica legge ad oggi vigente nella Regione Piemonte, data l’abrogazione nel 2012 della specifica legge regionale?
    E‘ difficile spiegarlo e ancor più capirlo, considerando che “l’elaborato” sembra un minestrone di norme che portano solo a limitazioni ingiustificate verso i cacciatori, soprattutto verso i cacciatori migratoristi.
    Per motivi di spazio e di tempo non ci spenderemo oltre e faremo riferimento solo ad alcune Specie, certamente le più interessanti dal punto di vista venatorio e interessate dalle scelte “singolari” da parte dell’Assessorato Caccia, per chiedere conto alla Regione Piemonte di alcune scelte incomprensibili.

    ANATIDI: perché non sono state inserite nel calendario le seguenti specie previste dalla Legge Quadro 157/92 (lo ricordiamo ancora, ad oggi unica norma statale che regola l’attività venatoria in Piemonte): Canapiglia, Codone, Marzaiola,Mestolone, Moriglione e Moretta?
    Nemmeno l’ISPRA (Moretta esclusa) richiede l’esclusione delle specie citate dal Calendario Venatorio (vedere Guida alla stesura dei Calendari Venatori) e nemmeno “il paravento” del cattivo stato di conservazione (ancora da verificare e dimostrare compiutamente) delle stesse giustifica l’esclusione dal calendario, visto che il Ministero delle Politiche Agricole con nota 0008600 del 17/04/2012 ha individuato nelle Specie di cui sono presenti i Piani di Gestione Europei quelle con problemi di conservazione, con esclusione del Codone cacciabile con il carniere giornaliero e annuale contingentato, ma nessuna delle specie sopra indicate ricade tra queste.
    PAVONCELLA: perché la specie non è stata inserita nel nuovo calendario venatorio, pur essendo la stessa cacciabile con il carniere giornaliero e annuale contingentato come indicato sia dal Ministero delle Politiche Agricole e sia dall’ISPRA?
    Perché la specie non è stata inserita, anche se esistono studi ISPRA che attestano un consistente aumento delle popolazioni svernanti in Italia (Baccetti e Al. 2002)?
    TURDIDI: secondo le indicazioni del documento KC il Tordo Bottaccio e la Cesena dovrebbero essere cacciabili fino al 10 gennaio e il Tordo Sassello fino al 20 gennaio, non si capisce allora come mai la decade di sovrapposizione prevista dalla Guida UE venga applicata dalla Regione Piemonte solo per la Cesena e non per il Tordo Bottaccio; utilizzandola sia per il Bottaccio che per la Cesena, si poteva portare tranquillamente la chiusura del prelievo venatorio a tutti e tre i Turdidi (il Sassello peraltro non ha problemi dato che con la decade di sovrapposizione può arrivare fino al 31 gennaio) perlomeno fino al 20 gennaio.
    Non si capisce altresì come mai la Regione ignori la possibilità di utilizzare per i tre Turdidi dati riferiti alla realtà regionale (posizione utilizzata in altre Regioni e legittimata dai vari TAR regionali che si sono espressi nel merito); tali dati permetterebbero alla Regione stessa di portare la data di chiusura del prelievo venatorio ai tre Turdidi al 31 gennaio, rimanendo nei parametri dei dettami europei ( vedi guida U.E. par.2.7.10 e direttiva uccelli art.7 comma 4) e in quelli dell’art 18 della legge nazionale 157/92 così come modificato dalla legge comunitaria del 2009.
    Tornando ai dati regionali specifici sembra che la Regione ignori l’esistenza del proprio Istituto Faunistico che ha prodotto una interessante pubblicazione in merito (Fasano e Al. 2005); si allega per conoscenza le specifiche del Tordo Bottaccio da dove si evince un inizio di migrazione prenuziale a partire nella più conservativa delle ipotesi dalla seconda decade di febbraio (vedere allegato alla fine del testo).
    BECCACCIA: per la Beccaccia vengono utilizzate le indicazioni presenti nella Guida alla stesura dei calendari venatori ISPRA e si ignorano le indicazioni del documento KC che permettono la chiusura del prelievo venatorio al 10 gennaio e che con l’applicazione della decade di sovrapposizione prevista dalla guida U.E. potrebbe essere portato fino al 20 gennaio (posizione ormai ufficialmente legittimata anche dai vari Tar regionali che si sono espressi in materia in altre regioni).
    BECCACCINO: perché mai chiudere il prelievo venatorio alla specie il 31 dicembre, quando nessun riferimento tecnico e legislativo lo chiede, e addirittura la stessa ISPRA nella Guida alla stesura dei calendari venatori ne consiglia la chiusura al 20 gennaio? Mistero!!
    APERTURA STAGIONE VENATORIA: perché l’apertura “generale” il 29 settembre, quando tale data non rispetta i termini previsti dalla Legge Nazionale 157/92 e paradossalmente nemmeno le indicazioni della Guida alla stesura dei calendari venatori dell’ISPRA?
    Questo tipo di scelte dimostrano una volta di più che sarebbe ora che la materia “caccia” tornasse ad avere della norme chiare, auspicando un intervento Governativo che ristabilisca le necessarie certezze giuridiche riguardo la definizione dei periodi e delle specie oggetto di prelievo venatorio.
    L’Ufficio Tecnico Legislativo Fauna Selvatica dell’Associazione Nazionale Libera Caccia resta a disposizione dell’Assessorato e degli Uffici competenti per qualsiasi chiarimento in merito, al fine di poter “regolarizzare” un calendario venatorio anomalo nel panorama italiano.

    Per concludere, pur cercando di “capire” l’indirizzo della Regione Piemonte ad essere “piu’restrittiva “ di quanto previsto dalla legge 157/92, le “scelte” appaiono sostanzialmente preconcette nei riguardi dell’attività venatoria e tali scelte trovano poche e in alcuni casi, nessuna giustificazione di tipo Tecnico e Giuridico!

    Ufficio Tecnic Emiliano Amore
    Alessandro Cannas
    Luca Stincardinio Legislativo Fauna Selvatica
    CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

Pubblicita STANDARD

Comprimi

Ultimi post

Comprimi

Unconfigured Ad Widget

Comprimi
Sto operando...
X