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Calendario venatorio Umbria 2021

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    #1

    Calendario venatorio Umbria 2021

    Qualcuno ha notizie del calendario venatorio dell Umbria?
    un mese fa eravamo rimasti all approvazione in terza Commissione. Poi il nulla assoluto ad oggi.

    Mi piaceva capire se a un mese o poco più dalla preapertura, questa stagione cacceremo il colombaccio e se saranno applicate le restrizioni nei 3 valici montani
    Franuliv piace questo post.
    La caccia non ha bisogno di mediazioni politiche, ma ha bisogno di essere difesa con forza

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    #2
    Dopo un giro di telefonate in questi giorni sembra che al momento sia stata approvata solamente la parte riguardante la caccia di selezione.

    Il restante CV è bloccato sulla preapertura. Colombacci si , Colombaccio no? E' sui valici montani che sembra, per quest' anno non verranno inseriti dal momento che le marche non hanno preso parte a questa iniziativa.

    A 45 giorni dall' inizio della stagione venatoria rimaniamo ancora in attesa che la situazione si sblocchi....
    La caccia non ha bisogno di mediazioni politiche, ma ha bisogno di essere difesa con forza

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    • #3
      La Lega per l’Abolizione della Caccia di Marche ed Umbria sta tenendo, di fatto, bloccati i nuovi calendari venatori delle due Regioni confinanti per la prossima stagione di caccia 2021/2022.
      CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

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        #4
        Valici bloccati in Umbria....Non so le Marche se hanno fatto uguale.
        niente preapertura alla tortora...Grazie all' incapacità della nostra giunta e delle AAVV. credo che si dovrà aspettare il 19 settembre per imbracciare il fucile....Come siamo messi male...!!!

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          #5
          UMBRIA. APPROVATO CALENDARIO VENATORIO 2021/2022: TORTORA NON CACCIABILE

          Apertura alla terza domenica di settembre e niente prelievo della tortora selvatica. C’è l’approvazione del calendario venatorio 2021-2022 per l’Umbria da parte dell’esecutivo Tesei. La caccia di selezione si era aperta lo scorso 15 giugno.
          L’attività venatoria avrà inizio dal 19 settembre con l’apertura generale. Gli unici posticipi previsti sono al 2 ottobre per la specie allodola e al 3 ottobre per il cinghiale in braccata. Confermate come negli anni precedenti, le giornate fisse a settembre (mercoledì, sabato e domenica), le due giornate aggiuntive di caccia alla migratoria nel periodo 4 ottobre-28 novembre e l’addestramento dei cani a partire dal 15 agosto al 16 settembre. «La riproposizione nel calendario venatorio delle date di chiusura del prelievo, previste per le varie specie in analogia con le passate stagioni, argomento che necessita di un robusto supporto tecnico in fase di istruttoria – le parole dell’assessore regionale Roberto Morroni – conferma sia il consolidato impianto del calendario che la sua validità. Le differenze più significative rispetto ai calendari degli scorsi anni sono la cancellazione tra le specie cacciabili della tortora selvatica, l’avvio della stagione venatoria alla terza domenica di settembre, senza usufruire delle possibili giornate di preapertura, e l’inserimento dei tre valichi montani di Bocca Trabaria, Fossato di Vico e Passo Carosina».

          Lo stop per la tortora
          Morroni mette in evidenza che la volontà «dell’amministrazione regionale di adottare un calendario venatorio che desse garanzia di solidità nei confronti dei ricorsi, a cui ormai regolarmente vengono sottoposti gli atti amministrativi emanati dalle Regioni in materia venatoria, ha portato alla scelta, ampiamente dibattuta ed analizzata in sede di Consulta faunistico venatoria, di non inserire per questo anno la specie tortora. La mancanza di questa specie in calendario avrebbe certamente causato uno sbilanciamento della pressione venatoria nelle giornate di preapertura eventualmente programmate. Pertanto si è giunti alla scelta, come condiviso anche dalle associazioni venatorie in sede di Consulta faunistica, di non prevedere per la stagione 2021/2022 le giornate di anticipo che solitamente venivano introdotte nei primi giorni di settembre. L’esclusione della specie tortora è stata valutata in maniera approfondita in tutti i suoi aspetti. La questione è sorta a seguito delle comunicazioni inviate dal ministero della Transizione ecologica con cui veniva evidenziato che lo status della popolazione della specie tortora selvatica, rilevato in declino a livello europeo, necessitava ai sensi delle normative comunitarie dell’adozione da parte degli Stati membri di uno specifico Piano di gestione nazionale in applicazione del Piano di gestione europeo approvato nel 2018. L’eventualità di prendere in considerazione un prelievo venatorio sulla tortora, ridotto del 50%, viene comunque subordinata, secondo il ministero, all’esecuzione delle azioni previste dal Piano di gestione europeo e quindi in primis dall’adozione ufficiale di un Piano di gestione nazionale e dalla sua adeguata attuazione. In assenza di questo Piano e dell’attuazione e valutazione dell’efficacia delle altre azioni minime previste, quali miglioramenti ambientali, efficace vigilanza del prelievo e costante monitoraggio dei carnieri, la caccia alla tortora ed il suo inserimento nelle giornate di preapertura non risultano conformi al diritto comunitario.
          Per quanto riguarda l’inserimento dei tre valichi montani nel calendario della prossima stagione venatoria “nel Piano Faunistico venatorio sono riportati tutti i monitoraggi effettuati – ricorda l’assessore -. Da questi studi si desume chiaramente l’importanza dei flussi migratori che si rilevano in tali aree. Considerato che la diminuzione della superficie cacciabile a seguito dell’apposizione del divieto venatorio nei valichi in questione risulta insignificante, in quanto riguarda 349 ettari complessivi su 468.120 ettari di territorio agro-silvo-pastorale cacciabile, cioè circa lo 0,07 per cento e che simile vincolo è stato posto anche nella corrispondente area ricadente nel territorio della Regione Marche, nel calendario venatorio è stato applicato quanto previsto dalla normativa”.

          Voglio rivolgere un sentito apprezzamento alle rappresentanze del mondo venatorio per il confronto intenso, il quale – conclude – anche se accompagnato da una dialettica accesa è ispirato da spirito costruttivo e dalla ricerca di momenti di condivisione».

          calendario venatorio 2021 2022
          Ultima modifica di Alberto 69; 05/08/21, 19:28.
          ALESSIOCIAMP piace questo post.
          CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

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            #6
            Scelta condivisa con le associazioni venatorie.... complimenti per il lavoro svolto..

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              #7
              Sono rammaricato per la mancanza della tortora e della preapertura ma, secondo me, per quest'anno sarebbe stato un suicidio inserirla senza aver predisposto le giuste misure previste dal ministero... Ciò non toglie le responsabilità della regione nelle persone dell'assessore Morroni e di tutti i tecnici che scaldano le poltrone da anni, I quali potevano aver già attuato quanto richiesto dal ministero nei mesi precedenti, visto che hanno avuto a disposizione almeno 4 mesi per studiare la situazione. Mi auguro che da qui al prossimo anno gli adempimenti vengano effettuati e si possa cacciare, anche se in modo limitato, di nuovo questo splendido selvatico quale è la tortora africana.
              Meglio una brutta giornata di caccia che una bella giornata di lavoro!!!!!

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              • rugulo76
                rugulo76 commentata
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                Guarda cosa ha fatto la regione Marche....saranno tutti pazzi o avranno qualcosa in mano....quindi non capisco perché qui in Umbria abbiano avuto tutti questi problemi. ...Ho qualche dubbio sulle volontà...staremo a vedere...E poi al di fuori della tortora si potevano cacciare altre specie, invece il nulla cosmico...Ciao.

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              #8
              Ma quand'e' che apriranno una stagione a specie alloctone ed invasive, come le tortore dal collare orientali? Se non si cacciano le africanelle si dovrebbero almeno cacciare le orientali, che rubano habitat e cibo alle africanelle, e non hanno nessun diritto di infestare l'Italia. Ma evidentemente gli alloctoni anche umani contano di piu', agli occhi del governo , dei suoi sicofanti dell'ISPRA , e di tutti quelli che dettano leggi in Italia.
              luigi76 piace questo post.
              CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                #9
                Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                Ma quand'e' che apriranno una stagione a specie alloctone ed invasive, come le tortore dal collare orientali? Se non si cacciano le africanelle si dovrebbero almeno cacciare le orientali, che rubano habitat e cibo alle africanelle, e non hanno nessun diritto di infestare l'Italia. Ma evidentemente gli alloctoni anche umani contano di piu', agli occhi del governo , dei suoi sicofanti dell'ISPRA , e di tutti quelli che dettano leggi in Italia.
                La regione Marche va proprio in questa direzione...la tortora dal collare si è cacciata già qualche anno fa..

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                  #10
                  Originariamente inviato da luigi76 Visualizza il messaggio

                  La regione Marche va proprio in questa direzione...la tortora dal collare si è cacciata già qualche anno fa..
                  insieme ai piccioni e storni......dove consentito (storni)

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                    #11
                    Un po' O.T.

                    Da noi le tortore dal collare sono abbattibili tutto l'anno senza limiti di carniere. Nel prato dietro casa, vicino ai pollai, vengono sempre tre o quattro di esse a mangiare granaglie che getto in terra per gli uccelli insieme a quelle autoctone americane, piu' piccole. E sono prepotenti, nel senso che spesso danno spallate o colpi d'ala alle nostrane per allontanarle dal cibo. Immagino che facciano lo stesso anche da voi, con le africanelle, piu' timide. Le potrei uccidere, ma siccome ancora nidificano, e avranno covate fio alla fine di Agosto, ne rispetto il periodo di riproduzione. Non ce ne sono abbastanza, qui, per essere una vera minaccia alle nostrane, molto piu' numerose. Poi vorrei averne di piu' intorno casa per qualche schioppettata divertente fuori stagione o un po' di cecchinaggio con ilmio fucile a.c. cal. .22. Purtroppo nidificano nelle vecchie stalle ed edifici agricoli di un ranch a un km o due da casa mia, ed il figlio del proprietario (defunto da poco), quando la matrigna che e' anticaccia non e' a casa, va al ranch del padre defunto e fa un repulisti di queste tortore, che del resto cacano dapperutto, sulle maccine agricole, sugli attrezzi dell'officina, ecc. Sto pensando a costruire delle casette apposite per le "ringneck doves" e appenderle sotto il tetto della mia baracca per i mangimi. Se venissero a nidificare qui, dove troveranno sempre abbondante cibo, ne potrei prelevare qualcuna ogni volta che mi punge vaghezza di uno spiedino di petti di tortora imbottiti di Philadelphia cheese e avvolti nel bacon... Se le sparo dalla finestra di cucina col fucile ad aria compressa, potrei facilmente distinguere gli esemplari giovani dalla mancanza del collare, e prelevare quelli soltanto, lasciando in pace gli adulti riproduttori. Un po' come avere i piccioni domestici per uso cucina...
                    Marco piace questo post.
                    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                      #12
                      Si vocifera che nella settimana entrante arrivi la delibera per l' Umbria.

                      La caccia non ha bisogno di mediazioni politiche, ma ha bisogno di essere difesa con forza

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                        #13
                        Se la partoriscono come nel Lazio è meglio che lascino stare....fanno più bella figura...A cornacchie ci andassero loro.

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