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sospesa caccia lazio

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  • #16
    Re: sospesa caccia lazio

    Anche a me è arrivata la stessa mail...comunque da quello che leggo nell ultima frase siamo messi malissimo..!!??
    Qualcuno ha altre notizie???

    COMMENTA


    • #17
      Re: sospesa caccia lazio

      Ci sono novità sul sito della Regione Lazio. Andate a leggere.
      BECCAFICO

      COMMENTA


      • #18
        Re: sospesa caccia lazio

        io non ho travato niente.....
        ......non è la fame ma l'ignoranza che uccide!!!
        Ciao Mauro, non ti dimentichero'!!! sigpic


        COMMENTA


        • #19
          Re: sospesa caccia lazio

          Anche io non ho trovato niente!!...

          Novità di che genere??

          COMMENTA


          • #20
            Re: sospesa caccia lazio

            Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia Caccia

            COMMENTA


            • #21
              Re: sospesa caccia lazio

              REGIONE LAZIO
              Dipartimento DIPARTIMENTO ISTITUZIONALE E TERRITORIO
              Direzione Regionale AGRICOLTURA
              Decreto del Presidente
              DECRETO N. T0552 DEL 30 NOVEMBRE 2010
              DECRETO N. DEL
              Oggetto: Decreto della Presidente della Regione Lazio n. T0379/2010 “Calendario
              Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011”. Integrazioni a seguito
              dell’ordinanza del TAR Lazio n. 04908/2010.
              LA PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
              SU PROPOSTA dell’Assessore alle Politiche agricole e valorizzazione dei prodotti
              locali;
              VISTA la Costituzione della Repubblica Italiana;
              VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
              VISTA la L. R. 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, concernente “Disciplina
              del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla
              dirigenza ed al personale regionale”;
              VISTO il Regolamento 6 settembre 2002, n. 1 “Regolamento di organizzazione degli
              uffici e dei servizi della Giunta regionale” e successive integrazioni e modificazioni;
              VISTA la Legge 11 febbraio 1992, n. 157, concernente: “Norme per la protezione della
              fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” e successive integrazioni e
              modificazioni;
              VISTA la L. R. 2 maggio 1995, n. 17, concernente: “Norme per la tutela della fauna
              selvatica e la gestione programmata dell’esercizio venatorio” e successive integrazioni e
              modificazioni ed in particolare l’articolo 34;
              VISTA la Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009, concernente la conservazione
              degli uccelli selvatici;
              VISTE le previsioni della Deliberazione del Consiglio Regionale n. 450 del 29 luglio
              1998, concernente: “Legge Regionale n. 17/1995, articolo 10. Approvazione del Piano
              Faunistico Venatorio Regionale”;
              VISTA la Legge Regionale 6 agosto 1999, n. 14, concernente: “Organizzazione delle
              funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento
              amministrativo”;
              Segue Decreto n. del
              VISTA la Deliberazione della Giunta regionale 16 maggio 2008, n. 363 e successive
              integrazioni e modificazioni, avente ad oggetto “ Rete Europea Natura 2000: Misure di
              conservazione obbligatorie da applicarsi nelle zone di protezione speciale”;
              VISTA la Legge di conversione, con modificazioni, n. 133/2008 del Decreto Legge 25
              giugno 2008, n. 112, che prevede l'istituzione dell'Istituto Superiore per la Protezione e
              la Ricerca Ambientale (ISPRA) con le funzioni dell’Istituto Nazionale per la Fauna
              Selvatica di cui alla Legge 11 febbraio 1992, n. 157;
              CONSIDERATO che, in conformità con la procedura di cui all’articolo 34, comma 3
              della Legge Regionale n. 17 del 1995, per addivenire alla formulazione dell’allegato
              “Calendario Venatorio 2010-2011”, sono stati sentiti:
              - le Amministrazioni provinciali;
              - l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA);
              - il Comitato tecnico faunistico venatorio regionale;
              VISTO il parere dell’ISPRA espressamente riferito all’ipotesi di calendario venatorio
              2010-2011 della Regione Lazio, trasmesso alla Regione con nota n. 20522/T-A11 del
              10.06.2010;
              VISTE, inoltre, le modifiche ed integrazioni apportate alla Legge 157/92 dalla Legge 4
              giugno 2010, n. 96 “Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti
              dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009”
              (pubblicata sul So n. 138 alla GURI 25 giugno 2010 n. 146);
              VISTO che la richiamata modifica alla Legge 157/1992 non ha disposto, per quanto
              attiene le specie oggetto di caccia e i periodi di attività venatoria, una modifica diretta al
              comma 1 dell’art. 18, ma l’inserimento di un nuovo comma, l’1-bis, con il previsto
              richiamo al divieto dell’esercizio venatorio per ogni singola specie: “durante il ritorno
              al luogo di nidificazione” (art. 1 bis lett. a) e “durante il periodo della nidificazione e le
              fasi della riproduzione e della dipendenza degli uccelli” (art. 1 bis lett. b);
              PRESO ATTO delle indicazioni contenute nella “Guida per la stesura dei calendari
              venatori ai sensi della Legge 157/92, così come modificata dalla Legge Comunitaria
              2009, art. 42”, documento prodotto da ISPRA e trasmesso alla Regione Lazio in data 29
              luglio 2010 con nota n. 25587/T-A11;
              PRESO ATTO che le richiamate modifiche alla normativa nazionale hanno
              determinato incertezze applicative nei documenti “Calendari Venatori” da parte delle
              Segue Decreto n. del
              singole Regioni, come anche evidenziato nel corso dell’incontro tecnico interregionale
              svoltosi il 1° luglio 2010 presso la sede a Roma della Regione Puglia;
              PRESO ATTO inoltre che il coordinatore della Commissione politiche agricole della
              Conferenza delle Regioni, a seguito di una specifica richiesta in data 18.06.2010 da
              parte di Arci Caccia, CIA, Fare Verde e Legambiente, relativa alle criticità connesse al
              nuovo quadro normativo, da parte delle Regioni, ha convenuto sulla necessità di attivare
              un tavolo misto tra le Regioni e tutti i portatori di interesse del settore Caccia;
              VISTO il documento “Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC on Period
              of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU” elaborato
              dal Comitato Ornis, documento ufficialmente adottato dalla Commissione europea nel
              2001 che stabilisce specie per specie e paese per paese, le date (decadi) di inizio e
              durata della riproduzione e di inizio della migrazione prenuziale;
              VISTA la “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE
              sulla conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”, documento
              prodotto dalla Commissione Europea nel Febbraio 2008 quale riferimento tecnico per la
              corretta applicazione della direttiva per quanto attiene l’attività venatoria;
              VISTE, in particolare, le previsioni di applicazione delle indicazioni di cui al punto 2.7
              (“analisi delle sovrapposizioni”) della Guida sopra richiamata;
              RITENUTO che la “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva
              79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”
              elaborata dall’ISPRA ha carattere generale e di indirizzo;
              CONSIDERATO inoltre che l’ISPRA, con nota di riscontro prot. n. 29844T-A 11 del
              13 settembre 2010, avente ad oggetto “Interpretazione del documento “Guida per la
              stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, così come modificata dalla
              legge comunitaria 2009, art. 42””, ha comunicato alla Federazione Italiana della Caccia
              che : “rientra nelle facoltà delle Regioni l’eventuale utilizzo della sovrapposizione di
              una decade nella definizione delle date di apertura e chiusura della caccia rispetto a
              quanto stabilito dal documento “Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC
              on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the
              EU”, considerato anche che questa possibilità è prevista dalla “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici””;
              Segue Decreto n. del
              VISTE, altresì, le indicazioni tecniche fornite dalle Province e dal Comitato Tecnico
              Faunistico Venatorio Regionale e riportate nell’apposito verbale agli atti della Direzione
              Regionale Agricoltura;
              VISTO il proprio Decreto n. T0379/2010 recante Calendario Venatorio e regolamento
              per la stagione venatoria 2010/2011;
              VISTO il Ricorso n. 08208/2010, depositato presso il TAR LAZIO con istanza di
              sospensiva proposto da: Associazione Italiana per il World Wide Fund for Nature Onlus
              Ong ed altri per l’annullamento del Decreto n. T0379/2010 recante Calendario
              Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011;
              VISTA l’Ordinanza del TAR Lazio – Sezione Prima Ter, 12.11.2010, n. 04908, che, tra
              l’altro, “impone il riesame del Calendario venatorio impugnato nella parte in cui
              dispone date di chiusura dell’attività venatoria posticipate rispetto a quelle proposte
              dall’ISPRA senza darne adeguato supporto motivazionale”;
              RITENUTO opportuno fornire ulteriori indicazioni e meglio esplicitare il supporto
              motivazionale alle scelte che hanno indotto l’Amministrazione Regionale a fissare date
              di chiusura dell’attività venatoria, posticipate rispetto a quelle proposte dall’ISPRA ed
              in particolare esplicitarle per ogni singola specie come di seguito riportato:
              cesena (Turdus pilaris):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentita dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”.
              La Regione Lazio, per evitare il “rischio di confusione” tra specie simili, ha scelto di
              unificare, per i turdidi, la data di chiusura della caccia;
              tordo bottaccio (Turdus philomelos):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              Segue Decreto n. del
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentito dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”.
              La Regione Lazio, per evitare il “rischio di confusione” tra specie simili, ha scelto di
              unificare, per i turdidi, la data di chiusura della caccia;
              tordo sassello (Turdus iliacus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie.
              La Regione Lazio per questa specie non ha previsto la sovrapposizione di una decade,
              come consentito dal documento “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della
              direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva Uccelli
              selvatici”, a miglior tutela delle altri turdidi (“rischio di confusione”) ed ha scelto di
              unificare, per i turdidi, la data di chiusura della caccia;
              beccaccino (Gallinago gallinago):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie;
              folaga (Fulica atra):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentito dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”.
              La Regione Lazio ha scelto per omogeneità di unificare la data di chiusura della caccia
              delle specie appartenenti alla famiglia dei rallidi;
              Segue Decreto n. del
              frullino (Lymnocryptes minimus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie;
              gallinella d'acqua (Gallinula chloropus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con l’inizio della terza decade di febbraio;
              - la gallinella d’acqua è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della
              chiusura della caccia al 10 febbraio.
              La Regione Lazio, a maggior tutela degli altri rallidi, ha scelto di unificare la data di
              chiusura della caccia delle specie appartenenti alla famiglia dei rallidi;
              pavoncella (Vanellus vanellus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - ha inserito, su suggerimento dell’ISPRA, un limite di prelievo giornaliero pari a 5
              capi ed un limite di prelievo stagionale pari a 25 capi;
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie;
              porciglione (Rallus aquaticus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con l’inizio della terza decade di febbraio
              - il porciglione è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della
              chiusura della caccia al 10 febbraio.
              La Regione Lazio, a maggior tutela degli altri rallidi, ha scelto di unificare la data di
              chiusura della caccia delle specie appartenenti alla famiglia dei rallidi;
              beccaccia (Scolopax rusticola):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              Segue Decreto n. del
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentito dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”;
              - ha inserito un limite di prelievo giornaliero pari a 2 capi ed un limite di prelievo
              stagionale pari a 20 capi, inferiore al limite suggerito dall’ISPRA rispettivamente di
              3 e 20 capi;
              - la caccia inizia un’ora dopo e termina un’ora prima rispetto agli orari previsti dal
              calendario per le altre specie; ciò al fine di contrastare in modo ancor più efficace la
              pratica, peraltro vietata, della posta mattutina e serale;
              - è stata introdotta la disposizione che obbliga il cacciatore ad annotare
              immediatamente il capo abbattuto (disposizione che normalmente è riservata alle
              specie stanziali);
              - il territorio della Regione Lazio non è generalmente interessato dalla condizione
              “ondata di gelo”, fattore climatico a cui la beccaccia risulta molto sensibile durante
              lo svernamento, infatti il Protocollo per la salvaguardia delle popolazioni svernanti
              della Beccaccia in occasione di eventi climatici avversi, elaborato dall’ISPRA,
              stabilisce i seguenti criteri per la definizione di “ondata di gelo”:
              ? brusco calo delle temperature minime (<10°C in 24 ore);
              ? temperature medie giornaliere inferiori a quelle della norma stagionale;
              ? temperature minime giornaliere molto basse;
              ? temperature massime sottozero (tali da impedire il disgelo);
              ? estensione minima del territorio interessato su base provinciale;
              ? durata dell’ondata di gelo stimata in 6-7 giorni;
              quaglia (Coturnix coturnix) e tortora (Streptopelia turtur): l’ISPRA, con parere
              inviato alla Regione Lazio con nota prot. n. 38384 T - A 11 del 12.11.2010, riferisce
              che: “la chiusura formale della caccia alla tortora ed alla quaglia entro il 30.12.2010 può
              essere ritenuta accettabile dal punto di vista conservazionistico ed in sintonia con
              l’attuale quadro normativo di settore (Legge n. 157/92 e Direttiva 147/2009/CE);
              RITENUTO, sulla base di raccomandazioni e pareri forniti dall’ISPRA con nota prot.
              n. 20522/T-A11 del 10.06.2010, di limitare il carniere stagionale per la specie fagiano
              (Phasianus colchicus) a numero dieci capi, con contemporanea riduzione del periodo
              venatorio per detta specie, facendolo terminare al 30 dicembre 2010 e prolungare il
              prelievo venatorio al 31 gennaio 2011 con le seguenti prescrizioni:
              ? nelle aziende faunistico venatorie, che riportano tali specie nell’indirizzo
              faunistico secondo le previsioni contenute nei piani di prelievo annuali approvati
              Segue Decreto n. del
              dalla Provincia. Nelle aziende agri-turistico venatorie il prelievo è consentito nel
              medesimo periodo;
              ? nelle aree oggetto di interventi di gestione secondo le previsioni di piani di
              prelievo proposti dagli ATC e approvati dalla Provincia, condizionati
              dall’esistenza e consistenza, in ciascuna area o distretto, di popolazioni in grado
              di garantire il prelievo stesso.
              La Regione Lazio ha seguito, per il prelievo venatorio della suddetta specie, il parere
              dell’ISPRA trasmesso con nota prot. n. 20522/T-A11 del 10.06.2010, in quanto tale
              parere è riferito nello specifico al contesto territoriale della Regione Lazio, mentre le
              indicazioni contenute nella “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della
              Legge 157/92, così come modificata dalla Legge Comunitaria 2009, art. 42” sono meno
              specifiche in quanto riferite al contesto nazionale.
              Il prelievo venatorio di questa specie nel mese di dicembre, risulta compatibile con il
              periodo di riproduzione indicato nel documento “Key Concepts”.
              Inoltre nel Calendario Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011 è
              prevista la possibilità per le Province, sentiti i Comitati di gestione degli A.T.C.
              interessati, in relazione a valutazioni sulle consistenze faunistiche o a particolari
              condizioni locali, di poter anticipare, sul territorio degli A.T.C., la chiusura alla specie
              fagiano;
              CONSIDERATO che per le altre specie presenti in calendario le chiusure della caccia
              sono in linea con le indicazioni dell’ISPRA;
              VISTO il documento tecnico “CALENDARIO VENATORIO REGIONALE E
              REGOLAMENTO PER LA STAGIONE VENATORIA 2010-2011 NEL LAZIO”,
              adottato con proprio Decreto n. T0379/2010;
              RITENUTO di integrare, con il presente atto, le motivazioni che hanno indotto
              l’Amministrazione Regionale a fissare date di chiusura dell’attività venatoria posticipate
              rispetto a quelle proposte dall’ISPRA;
              RITENUTO che il documento tecnico “CALENDARIO VENATORIO REGIONALE
              E REGOLAMENTO PER LA STAGIONE VENATORIA 2010-2011 NEL LAZIO”,
              adottato con proprio Decreto n. T0379/2010, risulta essere conforme con l’attuale
              quadro normativo di settore (Legge n. 157/92 e Direttiva 147/2009/CE);
              RITENUTO quindi opportuno, per quanto sopra indicato, confermare il documento
              tecnico: “CALENDARIO VENATORIO REGIONALE E REGOLAMENTO PER LA
              STAGIONE VENATORIA 2010-2011 NEL LAZIO”, adottato con proprio Decreto n.
              T0379/2010;
              Segue Decreto n. del
              DECRETA
              In conformità con le premesse che qui si intendono integralmente richiamate,
              1. di integrare le premesse motivazionali del Decreto n. T0379/2010 concernente:
              “Calendario Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011” con le
              seguenti motivazioni:
              RITENUTO che la “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva
              79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”
              elaborata dall’ISPRA ha carattere generale e di indirizzo;
              CONSIDERATO inoltre che l’ISPRA, con nota di riscontro prot. n. 29844T-A 11 del
              13 settembre 2010, avente ad oggetto “Interpretazione del documento “Guida per la
              stesura dei calendari venatori ai sensi della legge n. 157/92, così come modificata dalla
              legge comunitaria 2009, art. 42””, ha comunicato alla Federazione Italiana della Caccia
              che : “rientra nelle facoltà delle Regioni l’eventuale utilizzo della sovrapposizione di
              una decade nella definizione delle date di apertura e chiusura della caccia rispetto a
              quanto stabilito dal documento “Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/EEC
              on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the
              EU”, considerato anche che questa possibilità è prevista dalla “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici””;
              RITENUTO opportuno fornire ulteriori indicazioni e meglio esplicitare il supporto
              motivazionale alle scelte che hanno indotto l’Amministrazione Regionale a fissare date
              di chiusura dell’attività venatoria, posticipate rispetto a quelle proposte dall’ISPRA ed
              in particolare esplicitarle per ogni singola specie come di seguito riportato:
              cesena (Turdus pilaris):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentita dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”.
              Segue Decreto n. del
              La Regione Lazio, per evitare il “rischio di confusione” tra specie simili, ha scelto di
              unificare, per i turdidi, la data di chiusura della caccia;
              tordo bottaccio (Turdus philomelos):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentito dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”.
              La Regione Lazio, per evitare il “rischio di confusione” tra specie simili, ha scelto di
              unificare, per i turdidi, la data di chiusura della caccia;
              tordo sassello (Turdus iliacus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie.
              La Regione Lazio per questa specie non ha previsto la sovrapposizione di una decade,
              come consentito dal documento “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della
              direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici - Direttiva Uccelli
              selvatici”, a miglior tutela delle altri turdidi (“rischio di confusione”) ed ha scelto di
              unificare, per i turdidi, la data di chiusura della caccia;
              beccaccino (Gallinago gallinago):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie;
              folaga (Fulica atra):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              Segue Decreto n. del
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentito dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”.
              La Regione Lazio ha scelto per omogeneità di unificare la data di chiusura della caccia
              delle specie appartenenti alla famiglia dei rallidi;
              frullino (Lymnocryptes minimus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie;
              gallinella d'acqua (Gallinula chloropus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con l’inizio della terza decade di febbraio;
              - la gallinella d’acqua è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della
              chiusura della caccia al 10 febbraio.
              La Regione Lazio, a maggior tutela degli altri rallidi, ha scelto di unificare la data di
              chiusura della caccia delle specie appartenenti alla famiglia dei rallidi;
              pavoncella (Vanellus vanellus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - ha inserito, su suggerimento dell’ISPRA, un limite di prelievo giornaliero pari a 5
              capi ed un limite di prelievo stagionale pari a 25 capi;
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con la data di chiusura della caccia a tale specie;
              porciglione (Rallus aquaticus):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 31 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - a livello europeo la specie è attualmente considerata in buono stato di conservazione
              (non SPEC);
              - la data di migrazione prenuziale indicata nel documento “Key Concepts” coincide
              con l’inizio della terza decade di febbraio;
              Segue Decreto n. del
              - il porciglione è una specie per la quale può essere richiesto il posticipo della
              chiusura della caccia al 10 febbraio.
              La Regione Lazio, a maggior tutela degli altri rallidi, ha scelto di unificare la data di
              chiusura della caccia delle specie appartenenti alla famiglia dei rallidi;
              beccaccia (Scolopax rusticola):
              la Regione Lazio ha consentito il prelievo fino al 20 gennaio 2011, in quanto:
              - la normativa vigente prevede la chiusura al 31 gennaio;
              - la sovrapposizione di dieci giorni con il periodo di migrazione prenuziale indicato
              nel documento “Key Concepts” è consentito dal documento “Guida alla disciplina
              della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli
              selvatici - Direttiva Uccelli selvatici”;
              - ha inserito un limite di prelievo giornaliero pari a 2 capi ed un limite di prelievo
              stagionale pari a 20 capi, inferiore al limite suggerito dall’ISPRA rispettivamente di
              3 e 20 capi;
              - la caccia inizia un’ora dopo e termina un’ora prima rispetto agli orari previsti dal
              calendario per le altre specie; ciò al fine di contrastare in modo ancor più efficace la
              pratica, peraltro vietata, della posta mattutina e serale;
              - è stata introdotta la disposizione che obbliga il cacciatore ad annotare
              immediatamente il capo abbattuto (disposizione che normalmente è riservata alle
              specie stanziali);
              - il territorio della Regione Lazio non è generalmente interessato dalla condizione
              “ondata di gelo”, fattore climatico a cui la beccaccia risulta molto sensibile durante
              lo svernamento, infatti il Protocollo per la salvaguardia delle popolazioni svernanti
              della Beccaccia in occasione di eventi climatici avversi, elaborato dall’ISPRA,
              stabilisce i seguenti criteri per la definizione di “ondata di gelo”:
              ? brusco calo delle temperature minime (<10°C in 24 ore);
              ? temperature medie giornaliere inferiori a quelle della norma stagionale;
              ? temperature minime giornaliere molto basse;
              ? temperature massime sottozero (tali da impedire il disgelo);
              ? estensione minima del territorio interessato su base provinciale;
              ? durata dell’ondata di gelo stimata in 6-7 giorni;
              quaglia (Coturnix coturnix) e tortora (Streptopelia turtur): l’ISPRA, con parere
              inviato alla Regione Lazio con nota prot. n. 38384 T - A 11 del 12.11.2010, riferisce
              che: “la chiusura formale della caccia alla tortora ed alla quaglia entro il 30.12.2010 può
              essere ritenuta accettabile dal punto di vista conservazionistico ed in sintonia con
              l’attuale quadro normativo di settore (Legge n. 157/92 e Direttiva 147/2009/CE);
              Segue Decreto n. del
              RITENUTO, sulla base di raccomandazioni e pareri forniti dall’ISPRA con nota prot.
              n. 20522/T-A11 del 10.06.2010, di limitare il carniere stagionale per la specie fagiano
              (Phasianus colchicus) a numero dieci capi, con contemporanea riduzione del periodo
              venatorio per detta specie, facendolo terminare al 30 dicembre 2010 e prolungare il
              prelievo venatorio al 31 gennaio 2011 con le seguenti prescrizioni:
              ? nelle aziende faunistico venatorie, che riportano tali specie nell’indirizzo
              faunistico secondo le previsioni contenute nei piani di prelievo annuali approvati
              dalla Provincia. Nelle aziende agri-turistico venatorie il prelievo è consentito nel
              medesimo periodo;
              ? nelle aree oggetto di interventi di gestione secondo le previsioni di piani di
              prelievo proposti dagli ATC e approvati dalla Provincia, condizionati
              dall’esistenza e consistenza, in ciascuna area o distretto, di popolazioni in grado
              di garantire il prelievo stesso.
              La Regione Lazio ha seguito, per il prelievo venatorio della suddetta specie, il parere
              dell’ISPRA trasmesso con nota prot. n. 20522/T-A11 del 10.06.2010, in quanto tale
              parere è riferito nello specifico al contesto territoriale della Regione Lazio, mentre le
              indicazioni contenute nella “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della
              Legge 157/92, così come modificata dalla Legge Comunitaria 2009, art. 42” sono meno
              specifiche in quanto riferite al contesto nazionale.
              Il prelievo venatorio di questa specie nel mese di dicembre, risulta compatibile con il
              periodo di riproduzione indicato nel documento “Key Concepts”.
              Inoltre nel Calendario Venatorio e regolamento per la stagione venatoria 2010/2011 è
              prevista la possibilità per le Province, sentiti i Comitati di gestione degli A.T.C.
              interessati, in relazione a valutazioni sulle consistenze faunistiche o a particolari
              condizioni locali, di poter anticipare, sul territorio degli A.T.C., la chiusura alla specie
              fagiano;
              2. di confermare il documento tecnico: “CALENDARIO VENATORIO REGIONALE E
              REGOLAMENTO PER LA STAGIONE VENATORIA 2010-2011 NEL LAZIO”,
              adottato con Decreto n. T0379/2010.
              Avverso il presente Decreto è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale
              Amministrativo Regionale del Lazio nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione,
              ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni centoventi.
              Segue Decreto n. del
              Il presente Decreto, redatto in duplice originale, uno per gli atti della Direzione
              regionale Attività della Presidenza, l’altro per i successivi adempimenti della struttura
              competente per materia, consta di n. 15 pagine, e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale
              della Regione Lazio.
              Roma, addì
              La Presidente
              Renata Polverini
              il giovane cammina più veloce dell'anziano ma l'anziano conosce la strada...

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