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Dubbi art.75

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    #1

    Dubbi art.75

    Salve a tutti, apro questa discussione perché sono veramente preoccupato. Ho ricevuto una segnalazione per Art.75 per possesso di sostanze stupefacenti, 1anno e 10 mesi fa, conclusasi poi senza alcuna conseguenza nemmeno il sequestro della patente di guida. Fortunatamente sono riuscito a tenerlo nascosto ai miei genitori, ma ora mio padre deve rinnovare il porto d'armi e ho veramente paura che glielo possano rifiutare. Cercando su internet non sono riuscito a risolvere le mie paranoie, c'è per caso qualcuno che può darmi notizie a riguardo? Vi ringrazio in anticipo

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    #2
    Non è chiaro il P.A. lo deve rinnovare lui o te?

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      #3
      Lui

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        #4
        Originariamente inviato da beccaccione Visualizza il messaggio
        Non è chiaro il P.A. lo deve rinnovare lui o te?
        Non importa che lo deve ottenere. Se i due sono conviventi, basta che uno dei due abbia dei precedenti. Speriamo che in questura non abbiano avuto segnalazioni. Inoltre, bisogna ricordare che il PdA, non si ottiene per un diritto (come è la patente), ma è una concessione. Questo significa che la discrezionalità nel concederlo, è praticamente assoluta. Comunque, un augurio e speriamo bene.
        jagher1 piace questo post.

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          #5
          Originariamente inviato da Dani 91 Visualizza il messaggio
          Salve a tutti, apro questa discussione perché sono veramente preoccupato. Ho ricevuto una segnalazione per Art.75 per possesso di sostanze stupefacenti, 1anno e 10 mesi fa, conclusasi poi senza alcuna conseguenza nemmeno il sequestro della patente di guida. Fortunatamente sono riuscito a tenerlo nascosto ai miei genitori, ma ora mio padre deve rinnovare il porto d'armi e ho veramente paura che glielo possano rifiutare. Cercando su internet non sono riuscito a risolvere le mie paranoie, c'è per caso qualcuno che può darmi notizie a riguardo? Vi ringrazio in anticipo
          Non glielo daranno, quella segnalazione anche se non risulterà al casello giudiziario , verrà fuori dal sistema centrale dove vengono registrati anche i verbali di polizia stradale, che lo possano fare o meno questo controllo è un’altra storia anche lunga da discutere, sappi comunque che glielo rifiuteranno . Cosa succederà dopo? Che il tuo genitore vorrà lo stesso ottenerlo perché, nei fatti, lui non ha su di sè un ragionevole impedimento ma per far questo deve seguire la trafila legale che si traduce in termini di tempo ( 1 anno come minimo) ed economici ( tra i 3/4mila €] , quindi che fare? L’unica cosa possibile: devi cambiare residenza PRIMA che lui presenti la domanda di rinnovo, così non risulterai convivente e verrà meno l’impedimento , chiaro?😉
          walker960walker e jagher1 piace questo post.
          Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

          martino de michele

          " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
          Un Cacciatore.

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          • walker960walker
            walker960walker commentata
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            Glielo stavo dicendo io........Cambia subito residenza, poi magari la riporti dov'era.

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          #6
          Grazie mille a tutti, ma mio padre ha già consegnato i documenti. Speriamo bene....

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            #7
            Però una cosa che non capisco é che se l'avessi avuto io il PdA l'avrebbero potuto sospendere per massimo un anno invece mio padre, che non ha fatto niente, deve essere costretto ad affrontare tutti i procedimenti legali. Speriamo nella clemenza della prefettura

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              #8
              Originariamente inviato da Dani 91 Visualizza il messaggio
              Però una cosa che non capisco é che se l'avessi avuto io il PdA l'avrebbero potuto sospendere per massimo un anno invece mio padre, che non ha fatto niente, deve essere costretto ad affrontare tutti i procedimenti legali. Speriamo nella clemenza della prefettura
              E chi lo ha detto che te lo avrebbero sospeso solo un anno..???...
              kim-lea piace questo post.

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                #9
                Originariamente inviato da Dani 91 Visualizza il messaggio
                Però una cosa che non capisco é che se l'avessi avuto io il PdA l'avrebbero potuto sospendere per massimo un anno invece mio padre, che non ha fatto niente, deve essere costretto ad affrontare tutti i procedimenti legali. Speriamo nella clemenza della prefettura
                Sei ottimista...., ti avrebbero ritirato pda e anche le armi eventualmente possedute; probabilmente fai ancora in tempo a cambiare residenza prima che le procedure di rilascio giungano a conclusione.
                Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

                martino de michele

                " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
                Un Cacciatore.

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                  #10
                  Originariamente inviato da Dani 91 Visualizza il messaggio
                  Però una cosa che non capisco é che se l'avessi avuto io il PdA l'avrebbero potuto sospendere per massimo un anno invece mio padre, che non ha fatto niente, deve essere costretto ad affrontare tutti i procedimenti legali. Speriamo nella clemenza della prefettura
                  ------------------------------------------------------------------
                  Che centra la prefettura? Chi te lo ha detto che il P.D. sarebbe stato sospeso per un anno?
                  Comunque tutto sta al dirigente del Commissariato, (per quanto riguarda il porto fucile), può anche considerare la cosa, dando fiducia a tuo padre, sempre che tu non sia tossico-dipendente dichiarato, allora la cosa cambia......e di molto.
                  Ciao Mauretto, sarai sempre nei miei pensieri.
                  Sta il cacciator fischiando
                  sull'uscio a rimirar..........

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                    #11
                    Originariamente inviato da Dani 91 Visualizza il messaggio
                    Salve a tutti, apro questa discussione perché sono veramente preoccupato. Ho ricevuto una segnalazione per Art.75 per possesso di sostanze stupefacenti, 1anno e 10 mesi fa, conclusasi poi senza alcuna conseguenza nemmeno il sequestro della patente di guida. Fortunatamente sono riuscito a tenerlo nascosto ai miei genitori, ma ora mio padre deve rinnovare il porto d'armi e ho veramente paura che glielo possano rifiutare. Cercando su internet non sono riuscito a risolvere le mie paranoie, c'è per caso qualcuno che può darmi notizie a riguardo? Vi ringrazio in anticipo
                    Dani, tuo padre non ha fatto niente. Non ci sono motivi per il rifiuto al rinnovo del porto d'arma. Il problema sono le armi, non potrebbero stare dove tu hai la residenza, è tutto da vedere, quindi non fasciarti la testa prima di rompertela. Come ti hanno consigliato o cambi residenza o fai eleggere domicilio a tuo padre a casa di un parente, in modo che possa trasferire le armi al nuovo domicilio. Oppure fai trasferire le armi a casa di un suo amico cacciatore, in alcuni casi, (parlo per esperienza, non diretta) la questura potrebbe accettare il comodato d'uso, ciè le armi sono sempre sulla denuncia di tuo padre, ma le detiene l'amico in comodato d'uso. In ogni caso il problema non è il porto d'arma, ma l'arma.

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                      #12
                      LA SEGNALAZIONE DEL FIGLIO PER LA DETENZIONE DI SOSTANZE AI SENSI DELL'ART. 75 NON PUO' LEGITTIMARE LA PREFETTURA A DISPORRE LA REVOCA DELLA LICENZA DI PORTO D'ARMI ED AD ORDINARE LA CESSIONE DELLE ARMI DETENUTE, NEI CONFRONTI DEL PADRE.

                      Di seguito pubblico una interessante sentenza del T.A.R. del Piemonte che ha accolto il ricorso di un cittadino che si era visto negare dalla Prefettura e dalla Questura della città di residenza, il rinnovo della licenza di porto d'armi ed aveva ricevuto i decreti di revoca della licenza di collezione di armi da sparo e di porto di fucile, nonchè il divieto di detenere armi con l'obbligo di cedere la propria collezione a terzi, in quanto il proprio figliolo aveva subito un procedimento ex art. 75 dpr 309/90 conclusosi con l'invito a non fare più uso delle sostanze stesse per la modicità ed eccezionalità della vicenda.
                      Credo siamo inutili commenti di sorta, salvo che esistono giudici a Berlino...
                      Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima)
                      ha pronunciato la presente SENTENZA
                      Lanfranco Balucani, Presidente
                      Silvana Bini, Consigliere
                      Ariberto Sabino Limongelli, Primo Referendario, Estensore
                      per l'annullamento
                      A) quanto al ricorso n. 1098 del 2014:del provvedimento emesso
                      l'11 luglio 2014 ai sensi degli artt. 11, 39 e 40 T.U. n. 773/1931 e 9 L. 18 aprile 1975 n.110, notificato in data 24 agosto 2014 e consistente nel decreto di - revoca della licenza di collezione di armi comuni da sparo rilasciata in data 28/01/2011,- revoca della licenza di porto di fucile per uso caccia nr. 403592-M rilasciata in data 21/08/2008,- rigetto dell'istanza di rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia avanzata il 25/7/2014
                      B) quanto al ricorso n. 1099 del 2014:del provvedimento emesso l'11 luglio 2014, consistente nel decreto di divieto di possesso e di detenzione di qualsiasi tipo di armi e materiale esplodente, con contestuale diffida a provvedere alla alienazione o cessione in favore di terzi idonei, nel termine di 150 giorni, ai sensi degli
                      artt. 11, 39 e 40 T.U. n. 773/1931 e 6 L. 22 maggio 1975 n. 152, notificato in data 22 luglio 2014.ex art. 60 cod. proc. amm.;
                      sul ricorso numero di registro generale 1098 del 2014, proposto da:
                      -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Carlo Alberto Zaina, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Rossella Gallo in Torino, corso Re Umberto 42;
                      MINISTERO DELL'INTERNO, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Torino, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45;
                      Visti i ricorsi e i relativi allegati;Visti gli atti di costituzione in
                      entrambi i giudizi del Ministero dell'Interno;
                      Visti tutti gli atti della causa;
                      Visto l'art. 52 D. Lgs. 30.06.2003 n. 196, commi 1 e 2;
                      Relatore nella
                      camera di consiglio del giorno 6 novembre 2014 il dott. Ariberto Sabino Limongelli
                      Sentita le stessa parte presente in udienza ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm., in ordine ad una possibile definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, sussistendone i presupposti di legge;
                      Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
                      sul ricorso numero di registro generale 1099 del 2014, proposto da:
                      -OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avv. Carlo Alberto Zaina, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Rossella Gallo in Torino, corso Re Umberto 42;
                      MINISTERO DELL'INTERNO, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Torino, domiciliata in Torino, corso Stati Uniti, 45;
                      FATTO e DIRITTO
                      1. Con i ricorsi in esame,ritualmente proposti, il ricorrente ha impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe con cui, rispettivamente, il Prefetto di Asti gli ha vietato di detenere armi, munizioni e materiale esplodente, e per l’effetto il Questore di
                      Asti ha disposto la revoca della licenza di collezione di armi comuni da sparo e della licenza di porto di fucile per uso caccia intestate al ricorrente, rigettando altresì l’istanza di rinnovo della predetta licenza di porto di fucile.
                      1.1. Il provvedimento prefettizio si è fondato sulle seguenti
                      considerazioni:
                      - del nucleo familiare del ricorrente fa parte anche il figlio convivente B.E., il quale, in occasione di un controllo dei carabinieri in data
                      18 agosto 2013, è stato trovato in possesso di 0,2 grammi di sostanza stupefacente di tipo hascish, e per tale motivo segnalato dalla Prefettura all’Ufficio N.O.T. ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/90;
                      - alla luce di tale circostanza, il Prefetto ha ritenuto che non vi sia “sufficiente garanzia che le armi detenute dal ricorrente possano venire nella disponibilità del figlio, in forza della situazione di coabitazione, ed usate per compiere azioni illecite”.
                      1.2. Il provvedimento del Questore ha fatto seguito, quale atto sostanzialmente vincolato,a quello prefettizio, sul rilievo che “il provvedimento amministrativo di divieto di detenzione armi sopracitato non consente di mantenere il possesso di un autorizzazione di polizia come quella in argomento che abilita alla detenzione di armi da sparo…”.
                      2. Attraverso due motivi di ricorso, il ricorrente ha dedotto l’illegittimità degli atti impugnati per violazione di legge e per eccesso di potere sotto i profili sintomatici del difetto di istruttoria, difetto di motivazione, travisamento del fatto e illogicità;
                      ha lamentato inoltre la violazione dell’art. 7 L. 241/90 per mancata comunicazione di avvio del procedimento.
                      3. Il Ministero dell’Interno si è costituito in entrambi i giudizi depositando documentazione e resistendo ai ricorsi con memoria dell’Avvocatura dello Stato.
                      4. All’udienza in camera di consiglio del 6 novembre 2014, la causa è stata trattenuta in decisione.
                      5. I ricorsi, che vanno riuniti per evidenti ragioni di connessione oggettiva e soggettiva, sono fondati e vanno accolti.
                      5.1. E’ noto che in materia di detenzione e porto d’armi l’autorità di pubblica sicurezza gode di un’amplissima discrezionalità nel valutare la sussistenza dei presupposti di affidabilità del soggetto interessato, a tutela della pubblica incolumità.E’ altrettanto noto, peraltro, che tale discrezionalità, per non trasformarsi in arbitrio, deve esercitarsi sulla scorta di un’attività istruttoria adeguata, svolta nel rispetto delle garanzie partecipative spettanti all’interessato, e deve esplicarsi attraverso provvedimenti la cui motivazione dia conto in modo congruo del giudizio conclusivo formulato dall’Autorità in ordine all’affidabilità (o alla mancanza di affidabilità) del soggetto interessato, ancorando tale giudizio in modo logico e ragionevole agli esiti dell’istruttoria procedimentale. Ritiene il collegio che nel caso di specie le censure formulate dal ricorrente con il primo motivo siano condivisibili.
                      5.2. Nel caso di specie il Prefetto ha ritenuto che il ricorrente non dia adeguate garanzie di affidabilità in ordine alla custodia delle armi, e tale giudizio è stato desunto unicamente dalla circostanza che
                      del nucleo familiare del medesimo fa parte il figlio convivente, il quale nell’anno 2013 è stato trovato in possesso di una modica quantità di stupefacente per uso personale; in tale contesto, secondo il Prefetto, non vi sarebbero sufficienti garanzie sul fatto che il figlio non possa impossessarsi delle armi “per compiere azioni illecite”.
                      5.3. Si tratta, secondo il collegio, di una valutazione obiettivamente non ragionevole alla luce degli esiti dell’istruttoria, oltre che contraddittoria rispetto altri provvedimenti della stessa Autorità. L’episodio in cui è rimasto coinvolto il figlio ventenne del ricorrente è rimasto, allo stato degli atti, isolato nella condotta di vita del medesimo, sicchè inferire da questa sola circostanza che il medesimo possa impossessarsi delle armi del padre “per compiere azioni illecite”, quasi si trattasse di un soggetto dedito abitualmente
                      al consumo di stupefacenti (circostanza che gli elementi istruttori non consentono di presumere neppure lontanamente) appare un sillogismo obiettivamente azzardato, irragionevole e non giustificato allo stato degli atti. Del resto, lo stesso episodio contestato al figlio non ha avuto alcun esito sotto il profilo penale, dal momento che, alla luce della modica quantità di stupefacente trovata in possesso del giovane, lo stesso Prefetto si è limitato ad adottare nei suoi confronti un provvedimento ai sensi dell’art. 75 comma 14 d.p.r. 309/1990 (invito a non fare più uso delle sostanze stesse), e ciò sull’espresso presupposto che la particolare tenuità del fatto consenta di presumere che l’intimato si asterrà in futuro dal commettere fatti analoghi. Ritiene il collegio che sia palesemente contraddittorio, da parte della stessa Autorità, da un lato
                      presumere che il figlio si asterrà in futuro dal commettere fatti analoghi, e dell’altro ritenerlo capace, sulla base di quel medesimo (ed unico) episodio, di impossessarsi indebitamente delle armi del padre al fine di commettere azioni illecite. A ciò si aggiunga che nessun riscontro istruttorio induce a ritenere che le armi in possesso del padre non siano adeguatamente custodite presso la sua abitazione e rese in ogni caso inaccessibili dal figlio convivente, a prescindere da ogni ulteriore considerazione.
                      5.4. Alla luce di tali rilievi, il provvedimento prefettizio impugnato dal ricorrente è viziato da eccesso di potere per difetto di istruttoria, difetto di motivazione, contraddittorietà e illogicità, mentre il
                      provvedimento questorile è viziato da illegittimità derivata in quanto scaturito direttamente, quale atto vincolato, dal provvedimento prefettizio.
                      6. I ricorsi in esame vanno quindi accolti e per l’effetto va disposto l’annullamento degli atti impugnati.
                      7. Le spese di lite possono essere compensate per giusti motivi, in considerazione della peculiarità della vicenda esaminata.
                      P.Q.M.
                      Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sui ricorsi indicati in epigrafe, previa riunione dei medesimi, li accoglie e per l’effetto annulla gli atti
                      impugnati.
                      Spese compensate.
                      Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
                      Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela
                      dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all'oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi della parte ricorrente, manda alla Segreteria di procedere all'annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.
                      Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 6 novembre 2014 con l'intervento dei magistrati:

                      IL PRESIDENTE
                      L'ESTENSORE Ariberto Sabino Limongelli
                      IL SEGRETARIO
                      A arsvenandi, walker960walker e 5 altri utenti piace questo post.
                      CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

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                        #13
                        Oltre al "mi piace" mi sento in dovere di ringraziare Alberto per il contributo fornito al Forum e agli utenti del Forum, soprattutto il suo contributo servirà Dani a farlo dormire più tranquillo.

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                        • erchiappetta
                          erchiappetta commentata
                          Modifica di un commento
                          Straquoto.....grazie per tutto Alberto 👏👏👏👍!

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                        #14
                        Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
                        Oltre al "mi piace" mi sento in dovere di ringraziare Alberto per il contributo fornito al Forum e agli utenti del Forum, soprattutto il suo contributo servirà Dani a farlo dormire più tranquillo.
                        --------------------------------------------------------------------
                        Mi sento anch'io di scrivere qualcosa,oltre a ringraziare Alberto per il suo ottimo intervento, mi sento di dire sia a Nicola che a tutti, che questa sentenza, sembrerebbe una vittoria, ma in fondo non lo è.
                        Non lo è in quanto un libero cittadino onesto e senza macchia, debba ricorrere a terze parti, per far valere i suoi diritti e verità, quando invece, gli organi preposti prima delle Toghe, dovrebbero già fare.

                        Nella sentenza si legge che c'è stato un abuso di potere, prima del Prefetto e poi l'accodamento del Questore, oltre ad altre illegalità e leggerezza nello stabilire gli eventi. Visto che le forze di pubblica sicurezza hanno un GRANDE potere di discrezionalità, sarebbe opportuno ridurre questo potere se non motivato in tal modo da non poter avere dubbi.

                        Visto che questi "abusi" sono annoverati nel C.P.P. come reati; perché non sono stati puniti i colpevoli????

                        Dani, non può e non deve avere sonni tranquilli, deve solo sperare che il Questore, (se si tratta di porto fucile) e il Prefetto, (se si tratta di porto di pistola o licenza di collezione armi), siano persone corrette e attente al loro operato. Altrimenti il padre per far valere le sue ragioni, dovrà ricorrere ad un legale e sborsare fior di quattrini, senza contare le lungaggini dei tribunali e della burocrazia.

                        Inoltre, come si evince dalla sentenza, (e non mi capacito come sia possibile), anche se il ricorrente ne è uscito ampiamente vincitore, debba pagare le spese del proprio legale e quelle della giustizia........se questa si chiama giustizia!!!!

                        Ritornando alla sentenza di cui sopra.Fossi il ricorrente, darei mandato al mio legale affinché chieda i danni morali e materiali.... (oggi si chiamano biologici), nelle sedi competenti, per me e per il resto della mia famiglia.
                        Ciao Mauretto, sarai sempre nei miei pensieri.
                        Sta il cacciator fischiando
                        sull'uscio a rimirar..........

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                        • arsvenandi
                          arsvenandi commentata
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                          Giovannuzzo lo volevo fare io ma l’avvocato mi disse: “hai idea di quanto duri un processo civile ? E ammesso che ti diano ragione, sei sicuro di recuperare qualcosa rispetto alle spese da sostenere?” Insomma è un situazione da “ nuttata persa e figghia femmina...”

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                        #15
                        Siete degli illusi se pensate che basti quella sentenza del TAR a scongiurare il diniego del pda, e sapete perché? Perché se quella sentenza avesse fatto giurisprudenza il sottoscritto non si sarebbe “giocato” 3500€ per riottenerlo avendo subito il diniego 11 anni dopo per le stesse identiche situazioni. Quindi caro Dani se vuoi evitare danni al tuo genitore cambia residenza, veloce! non stare lì a perdere tempo.

                        p.s.: Nicola purtroppo non è come sostieni, non rinnovano il titolo e. sequestrano le armi, ci sono passato e so di che parlo, e ci potete mettere tutte le norme e leggi che vi pare ... non ci sono santi quando tutto dipende da quello stramaledetto articolo del regio decreto del TULPS che ancora é li dal 1933/4 a dire che il rilascio del pda e possesso di armi é a “ discrezione dell autorità competente”, punto.
                        Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

                        martino de michele

                        " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
                        Un Cacciatore.

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