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Problemi rilascio Porto d'Armi

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  • Problemi rilascio Porto d'Armi

    Buongiorno a tutti, ho provato a cercare nelle varie discussioni ma non ho trovato risposte ad un problemino che mi si è presentato proprio nella giornata di ieri riguardo al rilascio del porto d'armi. Nell'anno 2006, quindi ben 13 anni fa sono stato fermato per guida in stato di ebbrezza (appena sopra il limite consentito). Preciso che tale episodio non è presente neppure sulla fedina penale in quanto ho usufruito dell'indulto durante la legge Prodi. Ora vengo a sapere per vie traverse che dalla Questura non mi rilasciano il porto d'armi proprio a causa di questo episodio. Sembra che ora dovrà arrivarmi un foglio a casa (non ho capito bene) a seguito del quale mi dovrò recare da un medico della ASL che dovrà certificare che non ho dipendenza da sostanze alcoliche (???) e poi recarmi direttamente in questura. Qualcuno a cui è già è successo oppure che è più ferrato in termini di legge può aiutarmi per capire bene a cosa andrò incontro? Perchè al momento non mi è chiaro.
    Grazie veramente a chi vorrà rispondermi.

  • #2
    Occorre un gran culo, vista la babele normativa che disciplina la concessione di un PDA. Dipende dal funzionario preposto alla decisione. Penso che in caso ostativo si possa presentare istanza di ricorso al TAR della tua Regione. Comunque a me non è capitato.
    setterman1

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    • #3
      Speriamo bene... Il ricorso al TAR lo vinci sicuramente con un singolo episodio. Ma non capisco perchè si debba sempre andare incontro a questa burocrazia. Vediamo se con questa fantomatica visita si riesce a risolvere. Grazie. Lorenzo.

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      • #4
        Perche' in questo paese cercano in ogni modo di toglierti le armi e la possibilita' di usarle e quindi ogni motivo e' buono per arrivare al risultato, non mi stupirei se pure un eccesso di velocita' potesse essere sfruttato a tal bisogna
        giovannit. piace questo post.
        Un oca che guazza nel fango, un cane che abbaia a comando, la pioggia che cade e non cade, le nebbie striscianti che svelano e velano strade..........Autunno Francesco Guccini

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        • #5
          Ti faccio tanti auguri. Ti sono nel cuore perché succedesse a me mi toglierebbero l'unica passione che ho. Ho vissuto e vivo in gran parte per la caccia ed i cani. Ho anche i cavalli a cui voglio un gran bene ma sono un altro discorso….
          setterman1

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          • #6
            Originariamente inviato da ngllnz86 Visualizza il messaggio
            Buongiorno a tutti, ho provato a cercare nelle varie discussioni ma non ho trovato risposte ad un problemino che mi si è presentato proprio nella giornata di ieri riguardo al rilascio del porto d'armi. Nell'anno 2006, quindi ben 13 anni fa sono stato fermato per guida in stato di ebbrezza (appena sopra il limite consentito). Preciso che tale episodio non è presente neppure sulla fedina penale in quanto ho usufruito dell'indulto durante la legge Prodi. Ora vengo a sapere per vie traverse che dalla Questura non mi rilasciano il porto d'armi proprio a causa di questo episodio. Sembra che ora dovrà arrivarmi un foglio a casa (non ho capito bene) a seguito del quale mi dovrò recare da un medico della ASL che dovrà certificare che non ho dipendenza da sostanze alcoliche (???) e poi recarmi direttamente in questura. Qualcuno a cui è già è successo oppure che è più ferrato in termini di legge può aiutarmi per capire bene a cosa andrò incontro? Perchè al momento non mi è chiaro.
            Grazie veramente a chi vorrà rispondermi.
            Purtroppo il tuo non è un caso isolato perché da qualche anno , dopo la famigerata circolare di restrizione emanata da un ministro degli interni oggi neanche in parlamento se non vado errato, le questure si appigliano anche al raffreddore pur di negare il rilascio del pda in fase di rinnovo e lo fanno andando a spulciare nel database del cervellone del ministero dove ci sono TUTTI i verbali elevati dalle forze dell ordine. E su questo modus operandi si potrebbe discutere molto ma quando qualche legale ha sollevato il sospetto di abuso e violazione della privacy non ha ottenuto la ragione ma neanche il torto , per cui continuano a farlo e i poveri cittadini ci vanno di mezzo, quindi il consiglio che ti posso dare è: rivolgiti ad un legale che mediante una memoria difensiva cercherà di superare il diniego sperando che i funzionari della questura siano clementi e ragionevoli, altrimenti ti resterà solo il TAR dove sicuramente vincerai ma preparati ad un sostanzioso esborso pecuniario che non ti rimborseranno nel caso tu abbia ragione.
            Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

            martino de michele

            " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
            Un Cacciatore.

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            • #7
              Il bello è che per chiedere il PdA, hai dovuto presentare il certificato medico del tuo medico curante, il certificato medico rilasciato dalla ASL, un'autocertificazione dello Stato di Famiglia nel quale non risultano delilinquenti che abitano con te, non sei un pregiudicato, non sei un drogato e neppure spacciatore, eppure...MAMMA MIA! Che belle sorprese possono capitare. Queste cose fanno paura.
              erchiappetta piace questo post.

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              • ngllnz86
                ngllnz86 commentata
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                Si, infatti è tutto un controsenso guarda...

            • #8
              Speriamo, grazie mille a tutti. Magari vi aggiorno sugli sviluppi, se può essere di utilità a qualcuno che in futuro si trovi nella stessa situazione.
              Ciao. Lorenzo.

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              • #9
                Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
                Ti faccio tanti auguri. Ti sono nel cuore perché succedesse a me mi toglierebbero l'unica passione che ho. Ho vissuto e vivo in gran parte per la caccia ed i cani. Ho anche i cavalli a cui voglio un gran bene ma sono un altro discorso….
                setterman1
                Scusate tutti l'O.T., ma che cavalli hai? Io ho un Tennessee Walker, color palomino, maschio gelding (castrato) di undici anni d'eta'. E' bellissimo e mansueto. Io purtroppo non lo posso cavalcare (sconsigliato dal chirurgo che mi ha rimpiazzato le anche ormai distrutte con protesi metalliche). Miamoglie lo cavalca ogni tanto ma ha un po' di timore da quando e' caduta perche' non aveva stretto bene la cinghia della sella, e la sella era scivolata lateralmente. Fortunatamente non si fece male perche' il nostro terreno e' soffice, sabbioso, e completamente privo di rocce e sassi--neanche ghiaia!

                Ecco una foto di mia moglie su Denali (si chiama cosi', dal nome Nativo di Mount McKInley, la montagna Alaskana piu' grande degli U.S.) Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

Nome:   UNKNOWN_PARAMETER_VALUE.jpg 
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ID: 1864166
                CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                • #10
                  Ho un salernitano di 14 anni ed un maremmano di 8 che cavalco alla buttera maremmano laziale. In gran parte delle giornate se ne stanno al prato. Faccio percorsi campestri storici partendo da casa mia per 30 km tra andata e ritorno. Così tanto per averli. Qualche volta li cavalcano i miei figli.
                  setterman1

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                  • #11
                    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
                    Ho un salernitano di 14 anni ed un maremmano di 8 che cavalco alla buttera maremmano laziale. In gran parte delle giornate se ne stanno al prato. Faccio percorsi campestri storici partendo da casa mia per 30 km tra andata e ritorno. Così tanto per averli. Qualche volta li cavalcano i miei figli.
                    setterman1
                    Bravo, ti invidio. Hai mai pensato ad usare il cavallo per "accavallare" uccelli sospettosi come pavoncelle ed anatre? Sono abituati agli spari i tuoi cavalli?
                    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                    • #12
                      Sì. Non perché gli usi per la caccia in qualche modo ma abitando in campagna si sono abituati agli spari dei cacciatori che frequentano le mie contrade: cinghialai in primis ma anche leprai, uccellinai, beccacciai. Io pratico la caccia con il chioccolo e quella alla beccaccia con il cane da ferma sulla quale mi sono specializzato. Da poco esercito anche la selezione al cinghiale ma solo per trovare il modo di essere cacciatore tutto l'anno. Porto con me mio padre 96enne che una volta seduto sullo sgabello e con l'appoggio schienale ad una pianta non passano 2 minuti che ronfa a meraviglia. Lui non ha mai voluto prendere il Pda, non c'ha passione. Ha fatto il coltivatore diretto tutta la sua vita fino ad una decina di anni fa. Scusate l'ot. Nessuno è perfetto.
                      setterman1
                      erchiappetta piace questo post.

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                      • #13
                        L' O.T. e' colpa mia. Me ne assumo tutta la responsabilita'. E mo' che avemo fatto trenta, famo trentuno: Dici che potresti sparare mentre sei in sella senza che il cavallo ti faccia fare un volo e ti lasci in terra, per tornarsene alla stalla da solo? Sai che ficata avvicinarsi a cavallo fino a trenta metri da un branco di pavoncelle in un prato e tirargli una bordata? Storni e pavoncelle non temono il bestiame. Se ti metti sulla schiena una coperta o un lenzuolo dello stesso colore del cavallo e rimani quasi a faccia in giu' sul collo del cavallo mentre ti avvicini, sono sicuro che ti potresti portare a tiro. Ma non e' che in Italia, paese dove tutto e' vietato a meno che non sia permesso, sia vietato anche sparare da un cavallo?
                        CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                        • #14
                          Grande Giovanni! Tecnica degli indiani pellerossa; da ragazzo mi piacevano i film western e ho ammirato tali tecniche portate a conoscenza ad un pubblico ignaro come me. Se ricordo bene i boscimani, ancora oggi, usano cammuffarsi da animali per avvicinare le loro prede e scagliare i loro dardi micidiali. Penso che se dovessi sparare da un cavallo dei miei... povero me; sai come gioirebbero gli ortopedici. Comunque non mi affascina codesto tipo di caccia.
                          setterman1

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                          • #15
                            Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
                            Grande Giovanni! Tecnica degli indiani pellerossa; da ragazzo mi piacevano i film western e ho ammirato tali tecniche portate a conoscenza ad un pubblico ignaro come me. Se ricordo bene i boscimani, ancora oggi, usano cammuffarsi da animali per avvicinare le loro prede e scagliare i loro dardi micidiali. Penso che se dovessi sparare da un cavallo dei miei... povero me; sai come gioirebbero gli ortopedici. Comunque non mi affascina codesto tipo di caccia.
                            setterman1
                            Lo facevano anche gli "accavallatori" italiani, cacciatori di mestiere che nel tardo 800 e principio '900 cacciavano le oche ed anatre accostando i branchi di uccelli a cavallo, poiche' tali uccelli, abituati a vacche, cavalli e bufali, non avevano paura dei cavalli. Credo che adoperassero fucili di calibro molto piu' grosso del 12, probabilmente a bacchetta--delle vere e proprie spingardine. Mi sa che i loro cavalli erano sordi!
                            CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                            • arsvenandi
                              arsvenandi commentata
                              Modifica di un commento
                              Giovanni si usava molto in Puglia quella tecnica per cacciare gli enormi branchi di oche che svernavano nel Tavoliere foggiano, li accostavano stando a fianco del cavallo e camminando con lui, sparavano da sotto la pancia o da sopra il dorso, naturalmente usavano cavalli abituati allo sparo.

                            • giovannit.
                              giovannit. commentata
                              Modifica di un commento
                              Quando mi avvicino al mio con un fucile, scappa il piu' lontano possibile nel pascolo. Nel passato ho ammollato qualche botta di dodici alle cornacchie o alle tortore da sotto la tettoia attaccata al garage alla fine della quale c'e' lo stallo di Denali. 'Un gli e' garbato punto... Pero' adesso non reagisce piu' violentemente come una volta allo sparo. Prima nitriva, s'impennava, scalciava. Adesso si allontana soltanto e mi volta il cu10.

                              Mi ricordo una storia dal vero su Roma Venatoria degli Anni '50: Lo scrittore (forse Colacicco) narrava di un altro ben noto cacciatore che aveva, forse proprio in Puglia, un appostamento da dove cacciava anatre ed oche. Gli accavallatori locali erano furenti perche' spesso rovinava i loro accostamenti con qualche schioppettata dalla botte che faceva involare le oche in pastura. Erano cosi' incattiviti che uno di citta' che aveva soldi a disposizione rovinasse la loro opportunita' di guadagnare qualche spicciolo vendendo la selvaggina, che decisero di dargli una lezione "finale." Pero' o uno di loro meno fuorilegge, o qualcuno che li aveva sentiti fare piani alla locale taverna, rivelo' al cacciatore tali piani. La prossima volta che ando' a caccia, oltre al liscio porto' anche una carabina a ripetizione Colt cal. .22 LR. Dopo l'alba, il cacciatore vide una decina di questi energumeni avvicinarsi all'appostamento, e prima che gli arrivassero a tiro dei loro lisci, comincio' una nutrita sparatoria sopro le loro teste e forse anche nel fango davanti agli zoccoli dei cavalli. A sentire quelle pallottoline che zirlavano sopra la loro testa o facevano Plop! Plop! Plop! nel fango, si resero conto che se lui non era a tiro per loro, loro erano perfettamente a tiro della sua carabina, e desistettero. A quei tempi di uomini maschi e di donne femmine non c'erano poliziotti a rompere le scatole, non c'erano leggi im&ecilli tipo "procurato allarme." La gente non ricorreva a denunce, diffide, avvocati, notai, ecc. Chi sapeva come non essere vittima di soprusi viveva bene. Oggi invece le leggi proteggono i malviventi, gli immigrati fuorilegge, gli zingari rapinatori, e i cittadini onesti devono subire. Si parla del Far West come se fosse stato un inferno. Se si legge la storia vera del Far West, in confronto alla Roma o alla Chicago di oggi ci si rendera' conto che il Far West vero (non quello di Hollywood) era quasi un paradiso.

                            • arsvenandi
                              arsvenandi commentata
                              Modifica di un commento
                              Molto probabile che fosse Giuseppe Colacicco, nel suo libro “Caccia in Puglia e Basilicata “ ci sono anche le foto degli “accavallatori”.

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