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  • #16
    La risposta alla tua domanda la trovi direttamente su questo forum leggendo i nei post le domande,aggiungendo che non vi è la cultura venatoria di un tempo dove pure se giravi le canne del fucile scarico verso qualcuno quando lo uscivi dal fodero lo posavi lo mettevi lo pulivi o in altre occasioni erano c@@@, la stesa cosa vale per abitudine di sparare la marbizza quando passa bassa fra un olivo e l'altro non si spara xchè si prende la pianta se non si ha quest'accortezza quando sei in mezzo agli agrumi e ti sfila in mezzo e la spari hai sparato basso in automatico la rosata si allarga è le imprecazioni la mattina vanno per mari e per monti o quando cammina e il fucile lo appoggi sopra la spalla senti un rumore ti giri e lo sbatti al compagno accanto a te, ecc ecc sono tutte cose che se vieni da una famiglia di cacciatori li apprendi quando vai col loro e te li insegnano se non vieni da essi chi te l'insegna, poi c'è la fretta di sparare la peggiore bestia nera che ti fa sbagliare è sparare alla ca@@@@@, la legge dice che ti devi fare accompagnare lo dice apposta per farti apprendere di più se poi capiti con dei sparatori il discorso cambia, c'è da dire altro come si ha la superficialità di guidare un auto alla c@@@ sbronzi là si ha pure nell'arma come su altre cose della vita. La domanda è un altra forse xchè prima non accadevano con questa frequenza ed ora si? Xchè vuol dire che l'ho hai fatto altre volte ti è andata sempre bene e nessuno che ti stava accanto amico padre eccc o il tuo capo caccia non ti ha preso ha ........
    Cimbellatore piace questo post.

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    • #17
      Originariamente inviato da arsvenandi Visualizza il messaggio
      Grazie Giovanni per aver dato il tuo contributo e soprattutto per aver compreso il mio punto di vista sul problema sicurezza in Italia, dovuto principalmente a scarsa o inesistente preparazione all’uso delle armi. La stragrande maggioranza degli incidenti mortali avviene nella caccia agli ungulati in battuta, cinghiale, dove l’improvvisazione negli ultimi anni l’ha fatta da padrone , e ripeto la maggioranza dei cacciatori che oggi spara con la carabina mentre ieri tirava ai tordi NON HA ALCUNA PREPARAZIONE SULLE ARMI RIGATE! E non mi venite a dire che la partecipazione al corso per l’abilitazione alla caccia in battuta sia sufficiente, perché sarebbe una stronzata colossale e lo sapete!
      Tale e tanta è l’attenzione degli americani verso la sicurezza che si sono accorti di un fenomeno paradossale: il giubbotto arancione è diventato un problema quando anni fa era stato la soluzione; perché? sembra che alcuni cacciatori non vedendo il colore arancione siano confortati dal fatto che non ci sia nessuno e quindi si sentono autorizzati a sparare! questo ho appreso, chiedo a Giovanni se gli risulta questa notizia.
      Mah! Mai letto o sentito. Cio' non vuol dire che non sia vero, ma se lo fosse ne sarei al corrente, credo. Qui il giubbotto o il cappello arancione fluorescente e' obbligatorio per tutte le cacce meno quelle a uccelli migratori e tortore o ai nocivi alati e ai tacchini. Hai una fonte attendibile?
      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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      • arsvenandi
        arsvenandi commentata
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        Un giornalista del settore.

    • #18
      Originariamente inviato da kim-lea Visualizza il messaggio
      La risposta alla tua domanda la trovi direttamente su questo forum leggendo i nei post le domande,aggiungendo che non vi è la cultura venatoria di un tempo dove pure se giravi le canne del fucile scarico verso qualcuno quando lo uscivi dal fodero lo posavi lo mettevi lo pulivi o in altre occasioni erano c@@@, la stesa cosa vale per abitudine di sparare la marbizza quando passa bassa fra un olivo e l'altro non si spara xchè si prende la pianta se non si ha quest'accortezza quando sei in mezzo agli agrumi e ti sfila in mezzo e la spari hai sparato basso in automatico la rosata si allarga è le imprecazioni la mattina vanno per mari e per monti o quando cammina e il fucile lo appoggi sopra la spalla senti un rumore ti giri e lo sbatti al compagno accanto a te, ecc ecc sono tutte cose che se vieni da una famiglia di cacciatori li apprendi quando vai col loro e te li insegnano se non vieni da essi chi te l'insegna, poi c'è la fretta di sparare la peggiore bestia nera che ti fa sbagliare è sparare alla ca@@@@@, la legge dice che ti devi fare accompagnare lo dice apposta per farti apprendere di più se poi capiti con dei sparatori il discorso cambia, c'è da dire altro come si ha la superficialità di guidare un auto alla c@@@ sbronzi là si ha pure nell'arma come su altre cose della vita. La domanda è un altra forse xchè prima non accadevano con questa frequenza ed ora si? Xchè vuol dire che l'ho hai fatto altre volte ti è andata sempre bene e nessuno che ti stava accanto amico padre eccc o il tuo capo caccia non ti ha preso ha ........
      Comunque che le cose siano peggiori adesso (in Italia) di come lo fossero un tempo e' discutibile. Negli anni fra le due guerre e nel dopoguerra dopo la Seconda Spiacevolezza Mondiale e fino agli anni '60, quando la caccia primaverile a mare alle quaglie era ancora permessa, le impallinate in faccia erano all'ordine del giorno, poiche' in genere le quaglie volano ad altezza d'uomo, e tanti, ma tanti imbeci11i garellosi volevano evitare che qualcun altro sparasse alla quaglia o che entrava o che era stata levata dal cane e sparavano prima di controllare che non ci fosse nessuno lungo il tragitto dei pallini. Mio padre era andato soltanto una volta a caccia sui tomboleti di Torvaianica e dintorni, e giuro' che non ci sarebbe mai tornato. E mai ci torno', proprio per via di schioppettate che quasi gli arrivarono addosso. Io stesso, molti anni dopo, nel 67, a San Clemente di Leonessa, se non avessi fatto un salto da olimpionico mi sarei beccato in pieno una schioppettata tirata da un ternano ad una quaglia che si dirigeva verso di me. Eppure ero visibilissimo e il ternano era a venticinque metri da me. La rosata prese in pieno la quaglia e fece una bella nuvola di polvere dove ero stato io fino a un secondo prima. Qualche anno dopo mi presi un pallino su un labbro perche' un bruciasiepi aveva sparato ad un uccellino posato su un cespuglio senza curarsi se ci fosse qualcuno dall'altro lato. Fortuna che ero a una sessantina di metri dal forsennato e il pallino, pur facendomi abbastanza male, non penetro'. E una volta, in riserva, uno degli invitati cerco' di fregarmi un fagiano che mi era frullato da sotto i piedi. Era a una settantina di metri da me, alla mia sinistra, e manco' il fagiano ma prese me. Ma i pallini non penetrarono i pesanti vestiti da caccia che indossavo. Per la cronaca, il fagiano lo feci fuori io, dopo essermi ripreso dalla sorpresa, quando mi era gia' quasi fuori tiro.
      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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      • #19
        Sparatori infatti vostro padre non è più
        andato è il balzo che avete fatto voi o il pallino nel labbro sono tutti cose dettate da fretta e superficialità di usare un'arma, pure io ai campi di brandano quando avevo 12 anni mentre recuperavo 1 allodola la prima cosa che ho sentito è stato il grido di mio padre che mi stava osservando e aveva capito tutto di quello che stava accadendo poi il colpo è un bruciore alla gamba che non capivo mi giro guardo mio padre che gesticolava gridando in aramaico mi rigiro da dove proveniva il colpo e vedo un signore che se la fila per sotto un pallino nella coscia sinistra aveva bucato i jeans affossando a filo carne

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        • #20
          Mettigli in mano un rigato o normale con cartuccia a palla aggiungi che i nostri territori sono molto accidentati con molte variabili fin quando va bene tutto ok quando no ............, cosa si dovrebbe fare un corso specifico per la carabina con relativo esame X il rigato o vietare il rigato dove non vi è la necessità o altane come qualcuno ha già detto in precedenza?

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          • #21
            Se mi risulta giusto ad oggi, per l'esame del pda, nella prova delle armi, c'è sempre una doppietta da smontare e da sapere i nomi delle varie componenti del fucile. Poi c'è una prova al poligono con una carabina cal22!!!! Prova non necessaria se hai svolto il servizio militare (dove ai miei tempi le armi non le vedevi nemmeno).
            Io non ho nessun cacciatore in famiglia, quando comprai il mio mitico A303 non sapevo nemmeno come si faceva a caricare/scaricare!!!!!
            E sulle rigate avete già detto tutto, sacrosante verità. Aggiungo una cosa: "l'uso è consentito alla distanza di almeno una volta e mezza la gittata dell'arma da strade case ecc ecc". Qui da noi NON ESISTE BOSCO DI DIMENSIONI ADEGUATE. Ma tra i cinghialai vedi più carabine che cal12.
            colombaccio a curata............erezione assicurata!

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            • #22
              Originariamente inviato da arsvenandi Visualizza il messaggio
              Grazie Giovanni per aver dato il tuo contributo e soprattutto per aver compreso il mio punto di vista sul problema sicurezza in Italia, dovuto principalmente a scarsa o inesistente preparazione all’uso delle armi. La stragrande maggioranza degli incidenti mortali avviene nella caccia agli ungulati in battuta, cinghiale, dove l’improvvisazione negli ultimi anni l’ha fatta da padrone , e ripeto la maggioranza dei cacciatori che oggi spara con la carabina mentre ieri tirava ai tordi NON HA ALCUNA PREPARAZIONE SULLE ARMI RIGATE! E non mi venite a dire che la partecipazione al corso per l’abilitazione alla caccia in battuta sia sufficiente, perché sarebbe una stronzata colossale e lo sapete!
              Tale e tanta è l’attenzione degli americani verso la sicurezza che si sono accorti di un fenomeno paradossale: il giubbotto arancione è diventato un problema quando anni fa era stato la soluzione; perché? sembra che alcuni cacciatori non vedendo il colore arancione siano confortati dal fatto che non ci sia nessuno e quindi si sentono autorizzati a sparare! questo ho appreso, chiedo a Giovanni se gli risulta questa notizia.
              Buona sera a tutti......Arsvenandi, credo che tu abbia centrato il vero problema che, secondo me, e' alla base della problematica sicurezza inerente alla battuta al cinghiale. Non e' per fare polemica (mi riferisco al pensiero di Novellino e di Walker) ma il problema, sempre se si parla di battute al cinghiale, non e' inerente alla scarsa estensione delle zone (quello casomai lo e' per altre forme di caccia tipo stanziale, migratoria, ecc. visto che hanno formato parchi, piu' del dovuto, nei luoghi piu' belli ed interessanti per queste tipologie) perche' ogni squadra di cinghialai, oggigiorno, ha le sue zone assegnate suddivise in ulteriori settori. Ogni battuta si svolge in un settore, sempre a seconda della presenza dei cinghiali e non in tutta la zona; quindi, almeno su' questo, i cinghialai hanno liberta' di movimento. Ogni volta che, purtroppo, succede un incidente piu' o meno grave, leggo quasi sempre (il quasi lo potrei anche togliere....) una discriminazione nei confronti della canna rigata quasi fosse il vero problema, non contando che la palla asciutta sparata in canna liscia e' molto piu' pericolosa per via dei rimbalzi; non lo dico perche' letto su' qualche rivista o riportato da altre persone, ma perche', nel corso di diversi anni (per l'esattezza 35), ho "assistito" a diversi rimbalzi di tali palle (se volete, sempre su' vostra richiesta, ve ne potrei descrivere alcuni). Il problema, ripeto sempre secondo me, e' la scarsa conoscenza e pratica nell'uso di determinate armi (includendo tutte e due le tipologie) utilizzate per questa forma di caccia. Oggi purtroppo la selvaggina (sia stanziale che migratoria) e' divenuta sempre piu' scarsa e sempre piu' soggetta ai cambiamenti ambientali e questo ha portato tanti cacciatori a "ripiegare" sulla caccia al cinghiale. Come dice giustamente Arsvenandi, pero', non e' ammissibile che si possa partecipare a questa caccia senza fare un corso "approfondito" sulle varie tematiche che la riguardano tipo: conoscenza e abitudini del selvatico stesso, conoscenza dettagliata delle varie armi e calibri utilizzabili inclusi i pro e i contro delle due tipologie (liscia e rigata), nozioni su' come impostare le battute in funzione del territorio e norme all'insegna della sicurezza, ecc. ecc. ed in ultimo prova pratica di maneggio e tiro. Mi e' capitato spesso di vedere giovani o meno giovani che alla prima licenza, sono corsi a comprare un fucile o una carabina senza aver mai sparato prima ed andare in battuta senza addirittura andare prima al poligono a fare le rispettive prove o semplicemente per tararle.....beh cosi' non va'. Sono sicuro che se ci fosse piu' conoscenza e preparazione per questa caccia, gli incidenti diminuirebbero di gran lunga; certo puo' sempre succedere la disgrazia o l'attimo del cog"""one che puo' capitare a chiunque, ma e' altrettanto vero che sarebbero molti di meno rispetto ad adesso.

              Un saluto a tutti
              Alberto

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              • #23
                Per la cronaca: in stanza armi e caricamenti ho dovuto spiegare ad un utente come si scarica un A301, nessuno glielo aveva mai spiegato, e non è un neo cacciatore.
                Di che stiamo parlando?!?!?!?
                Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

                martino de michele

                " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
                Un Cacciatore.

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                • #24
                  In diversi stati U.S. la carabina rigata e' permessa soltanto se il cacciatore e' su un'altana alta almeno 12 piedi. Se e' a terra puo' usare soltanto il liscio a palla.
                  CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                  • #25
                    E un altro incidente a Guidonia... Pare durante una battuta al cinghiale, ma non conosco ancora i dettagli.
                    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                    • #26
                      Originariamente inviato da teufel.35 Visualizza il messaggio

                      Buona sera a tutti......Arsvenandi, credo che tu abbia centrato il vero problema che, secondo me, e' alla base della problematica sicurezza inerente alla battuta al cinghiale. Non e' per fare polemica (mi riferisco al pensiero di Novellino e di Walker) ma il problema, sempre se si parla di battute al cinghiale, non e' inerente alla scarsa estensione delle zone (quello casomai lo e' per altre forme di caccia tipo stanziale, migratoria, ecc. visto che hanno formato parchi, piu' del dovuto, nei luoghi piu' belli ed interessanti per queste tipologie) perche' ogni squadra di cinghialai, oggigiorno, ha le sue zone assegnate suddivise in ulteriori settori. Ogni battuta si svolge in un settore, sempre a seconda della presenza dei cinghiali e non in tutta la zona; quindi, almeno su' questo, i cinghialai hanno liberta' di movimento. Ogni volta che, purtroppo, succede un incidente piu' o meno grave, leggo quasi sempre (il quasi lo potrei anche togliere....) una discriminazione nei confronti della canna rigata quasi fosse il vero problema, non contando che la palla asciutta sparata in canna liscia e' molto piu' pericolosa per via dei rimbalzi; non lo dico perche' letto su' qualche rivista o riportato da altre persone, ma perche', nel corso di diversi anni (per l'esattezza 35), ho "assistito" a diversi rimbalzi di tali palle (se volete, sempre su' vostra richiesta, ve ne potrei descrivere alcuni). Il problema, ripeto sempre secondo me, e' la scarsa conoscenza e pratica nell'uso di determinate armi (includendo tutte e due le tipologie) utilizzate per questa forma di caccia. Oggi purtroppo la selvaggina (sia stanziale che migratoria) e' divenuta sempre piu' scarsa e sempre piu' soggetta ai cambiamenti ambientali e questo ha portato tanti cacciatori a "ripiegare" sulla caccia al cinghiale. Come dice giustamente Arsvenandi, pero', non e' ammissibile che si possa partecipare a questa caccia senza fare un corso "approfondito" sulle varie tematiche che la riguardano tipo: conoscenza e abitudini del selvatico stesso, conoscenza dettagliata delle varie armi e calibri utilizzabili inclusi i pro e i contro delle due tipologie (liscia e rigata), nozioni su' come impostare le battute in funzione del territorio e norme all'insegna della sicurezza, ecc. ecc. ed in ultimo prova pratica di maneggio e tiro. Mi e' capitato spesso di vedere giovani o meno giovani che alla prima licenza, sono corsi a comprare un fucile o una carabina senza aver mai sparato prima ed andare in battuta senza addirittura andare prima al poligono a fare le rispettive prove o semplicemente per tararle.....beh cosi' non va'. Sono sicuro che se ci fosse piu' conoscenza e preparazione per questa caccia, gli incidenti diminuirebbero di gran lunga; certo puo' sempre succedere la disgrazia o l'attimo del cog"""one che puo' capitare a chiunque, ma e' altrettanto vero che sarebbero molti di meno rispetto ad adesso.

                      Un saluto a tutti
                      Alberto
                      In Toscana per poterti iscrivere ad una squadra di caccia al cinghiale devi obbligatoriamente sostenere un corso di tre sedute sulla "caccia in battuta". Qui spiegano come cacciare "in sicurezza", cose da fare e non fare, normativa e nozioni sulle armi. Certo non basta a far si che non ci siano incidenti ma se si facesse ovunque sarebbe un buon punto di partenza.

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                      • #27
                        Originariamente inviato da novellino88 Visualizza il messaggio

                        In Toscana per poterti iscrivere ad una squadra di caccia al cinghiale devi obbligatoriamente sostenere un corso di tre sedute sulla "caccia in battuta". Qui spiegano come cacciare "in sicurezza", cose da fare e non fare, normativa e nozioni sulle armi. Certo non basta a far si che non ci siano incidenti ma se si facesse ovunque sarebbe un buon punto di partenza.
                        Ciao Novellino, dei corsi in Toscana obbligatori per iscriversi ad una squadra ne ero a conoscenza (e ci mancherebbe, la Toscana e' la Mamma dei cinghialari.....soprattutto nella Maremma) ma purtroppo non lo sono in parecchie regioni d'Italia. Dici di aver sostenuto un corso di tre sedute, non ti offendere (visto che ti ho gia' chiamato in causa in merito alla problematica dellp spazio disponibile per la caccia) ma, anche se non ho frequentato questo corso e non volendo mettere in discussione la validita' dello stesso, io lo ritengo insufficiente per poter trasmettere le necessarie nozioni soprattutto perche' gli argomenti da trattare sono diversi e per poterli approfondire, tre sedute, sempre secondo me, non possono bastare. Ti faccio un esempio: circa vent'anni fa' partecipai ad un corso per la caccia di selezione al cinghiale e nocivi (volpi e corvidi), con relativo esame finale a quiz. Questo corso fu' fatto in collaborazione con l'INFS (istituto nazionale fauna selvatica) e malgrado la sua durata fosse stata di quattro giorni, mattina e pomeriggio, gli argomenti trattati furono solamente quelli. Ora, converrai con me, che tre sole sedute non possono bastare (visto anche il numero di argomenti da trattare) se l'intento e' quello di trasmettere, in maniera approfondita, una giusta preparazione a cacciatori che con questa caccia non hanno mai condiviso nulla, anche e soprattutto, perche' questa caccia e' una realta' "nuova" per la maggior parte delle regioni (questo nessuno lo ammette) quindi, per forza di cose, dovrebbero essere di maggior durata, piu' completi ed approfonditi. Rendendo corsi del genere "obbligatori in tutte le regioni", sempre secondo me, si otterrebbero due risultati: il primo e' scontato, ed e' quello motivo di discussione di questo tread, il secondo e' che si otterrebbe una "selezione" naturale dei cacciatori stessi che vogliono intraprendere questa tipologia di caccia. Come abbiamo gia' detto, parecchi (forse troppi) hanno "ripiegato" su' questa caccia per mancanza o diminuizione di altri selvatici e anche se non hanno la necessaria passione o voglia di sacrificarsi, lo fanno solamente per la bustarella di ciccia; queste persone ti assicuro che, prima di affrontare un corso del genere, si farebbero subito i rispettivi conti sul da farsi e molti di loro (di questo ne sono matematicamente sicuro) desisterebbero dall'affrontarlo lasciando spazio a cacciatori "piu' qualificati".

                        Un saluto
                        Alberto

                        NB- Ripeto, rispetto massimo per te.... io parlo in generale!!!!

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                        • novellino88
                          novellino88 commentata
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                          Ci mancherebbe. Io sono sostanzialmente d'accordo con te. Non a caso ho parlato di questo corso come "punto di partenza", ci sarebbe molto da fare e da dire. Una volta, come ho già detto in un altro post, erano i capocaccia a fare selezione, nel mio paese di origine in squadra non si entrava facilmente. Quella del cinghiale era una caccia esclusiva e per pochi eletti, dove se non eri esperto stavi a guardare...oggi é diverso si sa; credo comunque che il ruolo del capocaccia(o capoposta) sia altresì fondamentale. Deve essere categorico sul fatto che si tira solo in assoluta sicurezza e dare la dritta giusta al.postaiolo inesperto su come piazzarsi e tirare nel modo più sicuro possibile. Un'altra cosa che farei se fossi io a impostare sarebbe quella di evitare di dare poste troppo scomode e difficili ai novizi, quantomeno per i.primi tempi, perché questo spesso non avviene
                          Sono semplici tamponamenti ma potrebbero a mio avviso essere utili a evitare qualche incidente
                      Chi ha letto questa discussione negli ultimi 10 giorni:

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