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Meteo stagione 2020/2021

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  • #91
    Allarme nell'Artico: fino a 20°C sopra le medie


    Notizie - Oggi, ore 07.00




    Aggiornamenti decisamente negativi arrivano dall'Artico, ormai una delle aree più colpite dal riscaldamento globale.

    Incredibile la quantità di ghiaccio fusosi negli ultimi tre decenni, e ad aggravare la situazione ci pensano le previsioni sul futuro del ghiaccio polare, purtroppo non rosee.

    Ci troviamo ormai all'inizio di dicembre e il Polo Nord è totalmente avvolto dalla lunga notte invernale che, teoricamente, dovrebbe rinvigorire rapidamente i ghiacci grazie alle temperature estremamente gelide e alle nevicate costanti. Purtroppo questo processo sta avvenendo solo parzialmente come conseguenza di un'estate e un autunno decisamente anomali
    .
    Le temperature continuano a risultare più calde della norma e la tantissima quantità di ghiaccio andata persa tra estate e inizio autunno continua ad aver effetti pesanti sul ghiaccio ancora presente.

    Secondo il Climate Reanlayzer dell`università del Maine, attorno al 20 novembre è stata registrata una temperatura media su una superficie artica grande il doppio degli Stati Uniti di appena -11,11°C. Si tratta di una temperatura superiore di 10°C sulla media del periodo. Addirittura in alcune aree del polo nord si registrano temperature di appena -1,1°C, quando teoricamente dovrebbero essercene 20 in meno. Insomma le temperature faticano a scendere nonostante l'assenza totale del Sole oltre il circolo polare artico.

    Secondo gli esperti è evidente come l'Artico stia risentendo in modo drastico del riscaldamento globale, più di ogni altra area al mondo. La diminuzione della superficie del ghiaccio polare a fronte di un aumento della superficie marina, contribuisce all'ulteriore scioglimento di ghiaccio innescando un vero e proprio effetto a catena senza dubbio deleterio.

    Questo perché l'aumento della superficie oceanica, soprattutto in corrispondenza del famoso "passaggio a nord-est", permette un maggior incameramento di calore in estate, calore poi che si rivela determinante durante i mesi invernali dato che erode gradualmente il ghiaccio presente.

    Zack Labe, un climatologo artico della Colorado State University, ha detto ha detto alla CBS News che in autunno "Tutto il calore assorbito nell`oceano dall`estate viene rilasciato nell`atmosfera quando il ghiaccio marino inizia a riformarsi prima dell`inverno. C`è ancora una vasta area di mare aperto che normalmente sarebbe coperta di ghiaccio marino. L`Artico è passato da uno stato di ghiaccio marino vecchio e spesso a uno con ghiaccio sottile di solo un anno, accompagnato da temperature oceaniche e dell`aria in rapido riscaldamento".

    Insomma l'Artico pare abbia raggiunto il punto di non ritorno, dove un vero e proprio effetto a catena potrebbe accelerare sempre più il processo di scioglimento del ghiaccio, con tutte le conseguenze che avrebbe sul livello dei mari e sui cambiamenti climatici.

    Gli scienziati sono molto preoccupati a tal proposito: solo un'immediato cambiamento di tendenza climatica sul Polo nord (di difficile realizzazione) e un cambiamento dell'impatto dell'uomo sull'ambiente e sull'atmosfera potranno invertire un quadro davvero negativo per il futuro.
    dove riceverai le notizie più importanti o interessanti senza il minimo sforzo!



    Autore : Redazione MeteoLive.it
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    • #92
      MALTEMPO sempre protagonista ma finalmente meno severo

      Si andrà solo parzialmente attenuando la fase perturbata che abbiamo vissuto per giorni. Altre perturbazioni però giungeranno da venerdì e durante la prossima settimana. Grande variabilità in vista e poco freddo.


      Prima pagina - Oggi, ore 08.08

      SITUAZIONE: un'area depressionaria, posizionata sulle nostre regioni centrali, seguita a generare condizioni di maltempo che stamane interessano prevalentemente la Valpadana e le Alpi orientali, ma che nel corso della giornata si proporranno con rovesci e temporali sparsi anche al centro e al sud, segnatamente lungo le regioni tirreniche; qui i fenomeni attesi nel pomeriggio odierno secondo il modello europeo:




      NEVE: sempre delicatissima la situazione sul centro-est Alpi, dove localmente il rischio valanghe, specie sull'alto Veneto, l'alto Friuli e l'Alto Adige arriva al grado 5, il più alto, con rischio di distacco di grosse valanghe spontanee. Le nevicate dovrebbero ancora interessare questo settore delle Alpi sino al pomeriggio con limite a 900-1000m, mentre dovrebbero finalmente esaurirsi in serata.

      MOSE: stamane l'utilizzo delle paratie ha evitato una marea di ben 145cm, un ottimo risultato dopo il flop di ieri che aveva allagato la città per una valutazione sbagliata dell'altezza della marea.

      ALLAGAMENTI: la portata di molti fiumi e torrenti è al limite al nord e al centro ma al momento non si registrano criticità superiori a quelle segnalate ieri.

      EVOLUZIONE: giovedì interverrà un temporaneo miglioramento al nord e al centro, ma non sulla Sardegna e sul basso Tirreno, dove giungeranno altre frange nuvolose associate a precipitazioni anche temporalesche, come si può vedere qui:



      VENERDI: altra perturbazione in arrivo con effetti un po' su tutto il Paese a partire dal nord e dall'alto Tirreno, qui la situazione prevista per la mattinata, con la neve (in verde) che dovrebbe cadere ad ovest e al centro delle Alpi sino a 500-700m:



      FINE SETTIMANA: sabato ancora rovesci su regioni tirreniche, Emilia-Romagna, nord Puglia, Sardegna, con tendenza dei fenomeni a localizzarsi sul meridione, specie sul basso Tirreno. Le temperature si manterranno leggermente superiori alla media stagionale, specie nei valori minimi.



      PROSSIMA SETTIMANA: l'anticiclone non sembra in grado di prendere in mano la situazione determinando miglioramenti duraturi, pertanto dopo un'effimera fase più stabile, già da mercoledì 16 ci attendiamo nuovi peggioramenti dovuti al costante inserimento di fronti atlantici sospinti da un flusso di correnti occidentali in prevalenza miti. Per cui tempo tardo autunnale, ancora un po' di pioggia, specie tra nord e centro, neve solo sulle Alpi e temperature sopra le medie.

      OGGI: da notare ancora le nevicate su est Alpi e Dolomiti oltre i 900-1000m, i rovesci sull'area tirrenica ma anche la generale attenuazione dei fenomeni prevista entro sera e già palese nel pomeriggio sul nord-ovest.


      Autore : Alessio Grosso
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      • #93
        Meteo: WEEKEND, verso il RIBALTONE. Sabato ancora PIOVOSO, ma da DOMENICA arriva l'ANTICICLONE di SANTA LUCIA
        Articolo del 10/12/2020
        ore 6:30
        di Carlo Testa Meteorologo

        Weekend con ribaltone: domenica 13 è in arrivo l'anticiclone di Santa LuciaDopo un lunghissimo periodo di instabilità, dominato da pioggia e nevicate eccezionali, nel corso del prossimo weekend si annuncia un ribaltone. Nonostante dovremo fare i conti con un sabato 12 ancora condito da qualche pioggia, da domenica 13 arriverà l'anticiclone di Santa Lucia.
        Facciamo quindi il punto della situazione sulla base degli ultimi aggiornamenti per capire quali saranno le conseguenze sul nostro Paese.

        Come detto nel corso della giornata di sabato 12 dicembre, l'Italia si troverà, almeno inizialmente, ancora influenzata dal maltempo a causa di un vortice depressionario attivosulle regioni centro-meridionali e Isole maggiori. Ci attendiamo precipitazioni intense, anche a carattere di rovescio temporalesco, in particolare su Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da forti venti di Maestrale che spazzeranno soprattutto i litorali. La neve cadrà sugli Appennini a partire dai 1300/1400 metri di quota. Durante il pomeriggio è attesa qualche debole nevicata anche sull'arco alpino di confine, con fiocchi fino a 6/800 metri di quota.

        RIBALTONE - Per domenica 13, salvo per ultime piogge e temporali al Sud, l'ultimo aggiornamento conferma il ritorno dell'alta pressione, che chiameremo "anticiclone di Santa Lucia" visto che arriverà sostanzialmente in contemporanea a questa festività. La conseguenza principale sarà senz'altro una maggiore stabilità atmosferica al Centro-Nord e sulla Sardegna, con prevalenza di sole, ma anche con un lieve aumento delle temperature, specie nei valori massimi. Da segnalare, tuttavia, la possibile formazione di nebbie sulle pianure del Nord con valori minimi prossimi agli 0°C durante la notte e al primo mattino.
        oreip, kim-lea e erchiappetta piace questo post.

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        • #94
          L'INCUBO di un inverno autunnale (per l'ennesima volta)

          Cosa potrebbe succedere alla stagione?


          Editoriali - Oggi, ore 11.10

          Stagioni in fotocopia, ormai da anni. Sembra un disco rotto il tempo. Lasciate stare il rarissimo affondo del ramo del vortice polare dei giorni scorsi, perché ora sembra tornata la classica normalità "pseudo invernale" degli ultimi anni.

          Flusso occidentale semi ondulato, qualche pioggia, un po' di neve sui monti ma a quote altine, poco freddo, addirittura mitezza conclamata al centro e soprattutto al sud.

          Lo vediamo qui sotto l'andamento medio, che peraltro è già meglio di tanti dicembre dove il flusso perturbato atlantico fluiva molto più a nord ed eravamo prigionieri dell'alta pressione, ma è anche molto simile a tanti dicembre dove il flusso era il medesimo e portava molta mitezza sino a Natale, pur condita da alcune precipitazioni.




          Non a caso anche la letteratura parla di "disgelo natalizio" dopo una fase iniziale di dicembre magari più fredda. E un po' di freddo, pochino per la verità, al nord si è fatto vedere, giusto quello sufficiente a scaricare alcuni metri di neve su centro-est Alpi.

          Statisticamente il tempo potrebbe proseguire proprio come suggeriscono alcune mappe odierne: sotto Natale rotazione delle correnti a nord-ovest con un po' di neve sui settori alpini di confine, poi anche sul medio Adriatico e al sud a quote basse, ma non in pianura e venti di foehn e tramontana al nord-ovest e sul Tirreno con tanto sereno.



          Verso fine anno ecco la spanciata dell'anticiclone a chiudere ogni velleità dei vortici freddi di abbracciare anche il resto d'Europa, ma costretti invece a portare freddo e neve in medio Oriente, come spesso accaduto dal 2000 in poi:



          E gennaio? Proseguirà ancora inizialmente sulla falsariga dell'anticiclone ritrovato con perturbazioni ancora ben lontane dallo Stivale, un flusso atlantico ancora troppo violento da ovest per poter condurre attacchi decisi nel Mediterraneo:



          E intanto trascorreranno le settimane e solo da fine gennaio si scorgerebbero i germi di un rallentamento almeno temporaneo dell'attività del vortice polare e dunque della corrente a getto con un tentativo di attacco simile a quello che di solito avviene tra Natale e Capodanno o tra Capodanno e l'Epifania, eccolo:



          In questo caso magari la neve riuscirebbe a raggiungere zone prossime alla pianura di Abruzzo, Molise, Puglia e Lucania, ma stiamo comunque parlando di uno schema barico, non di una previsione, è solo per intenderci meglio.

          Ecco: l'anomalia è questa, bella e conclamata.
          Cosa manca allora? Manca l'est, mancano i blocking atlantici, cioè i muri anticiclonici che consentivano al freddo russo di raggiungere l'Europa.

          E' vero che non siamo la Russia, che siamo in tempi di global warming, ma gli episodi invernali veri nel nostro Paese non sono mai mancati, mentre dal 2014, salvo situazioni particolari (vedi Rigopiano, le grandi nevicate alpine da Scirocco, l'ondata di freddo di fine febbraio 2018, o qualche nevicata all'estremo sud intorno a Capodanno) l'inverno non è più pervenuto.

          Sarà così anche quest'anno o dobbiamo aspettarci stravolgimenti? Lo scopriremo nei prossimi aggiornamenti.


          Autore : Alessio Grosso
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          • #95
            Grazie Turdus, ti seguo con tanta attenzione e tanta passione.
            Con Affetto
            piero
            NON SI DISCUTE PER AVERE RAGIONE MA PER CAPIRE
            " Jorge Luis Borges "

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            • #96
              Meteo: spazio al SOLE ma attenzione alle NEBBIE nelle valli!

              Locali situazioni nebbiose in Valpadana e in Val d'Arno, per il resto soleggiato o velato. Tra martedì e mercoledì variabilità al nord e sulla Toscana con qualche piovasco o rovescio. Tra giovedì e venerdì nubi irregolari su isole, Liguria e coste tirreniche con locali rovesci. Sabato peggiora al nord.


              Prima pagina - Oggi, ore 07.46

              SITUAZIONE: un promontorio anticiclonico regala una giornata sostanzialmente soleggiata sul territorio italiano, pur con il disturbo arrecato da nebbie localmente fitte e congelantesi sul catino padano, che risparmiano unicamente le isole di calore cittadine. Da ovest si affaccia comunque una debole perturbazione che oggi riuscirà al massimo a determinare qualche passaggio nuvoloso a quote elevate tra nord e centro. Qui sotto l'alba di stamane in una zona libera da nebbie.





              Qui il tempo di oggi secondo il modello europeo, notare ancora le residua ventilazione da nord al meridione, freddo anche pomeridiano nelle aree interessate da nebbia:



              EVOLUZIONE: già da martedì il fronte sulla Francia coinvolgerà il nord, specie il settore occidentale, con nuvolaglia e qualche piovasco, che si accentuerà nella giornata di mercoledì, quando le piogge diverranno un po' più frequenti e diffuse, coinvolgendo soprattutto Liguria di Levante e Toscana, come si vede nella sequenza delle mappe qui sotto, qualche nevicata oltre i 900m lungo le Alpi centro occidentali:





              TRA GIOVEDI e VENERDI: una corrente umida dai quadranti meridionali investirà le isole maggiori e la Liguria, favorendo sino a venerdì annuvolamenti irregolari e qualche debole precipitazione, per il resto il sole si imporrà sugli annuvolamenti e non farà freddo.

              FINE SETTIMANA: tra sabato e domenica perturbazione in transito tra nord e centro con qualche pioggia sparsa e neve sulle Alpi in media oltre i 1200m. Al sud generalmente asciutto.

              PROSSIMA SETTIMANA: probabile affondo perturbato tra la Vigilia e il giorno di Natale con precipitazioni in trasferimento dal nord verso il resto d'Italia, seguite da un calo termico. In seguito altre depressioni in arrivo con possibili nevicate a quote basse al nord, da confermare. Si tratta infatti solo di una prima bozza previsionale per le vacanze, seguite gli aggiornamenti!


              Autore : Alessio Grosso
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              • #97

                Meteo: WEEKEND con PIOGGIA e NEVE, tra SABATO e DOMENICA si rischiano anche TEMPORALI e NUBIFRAGI. La PREVISIONE
                Articolo del 17/12/2020
                ore 6:36
                di Stefano Rossi Meteorologo

                Weekend, tornano piogge e nevicateCi attende un weekend nuovamente instabile sul fronte meteo con una perturbazione atlantica che riporterà non solo pioggia e neve, ma anche temporali e nubifragi su alcune zone del nostro Paese. Andiamo dunque ad analizzare più nel dettaglio cosa ci riservano le previsioni per sabato 19 e domenica 20.

                Già dalle prime luci di sabato, oltre alle consuete foschie e nebbie sulla Val Padana, ecco che si registreranno le prime precipitazioni su basso Piemonte, Liguria, coste settentrionali della Toscana e settori meridionali della Sardegna. Saranno queste le aree dove il temporisulterà più instabile e piovoso. Nel corso del pomeriggio e poi della serata, le precipitazioni si estenderanno via via a tutto il Nordovest e attenzione perché tornerà pure la neve sui rispettivi rilievi alpini, sopra i 1200/1300 metri di quota.
                Nonostante l'assenza di fenomeni di rilievo, i cieli si manterranno prevalentemente grigi anche sul resto dell'Italia, con qualche timida schiarita ad appannaggio solamente dell'estremo Nordest e sull'area ionica.
                Poche le variazioni invece sul fronte climatico, a parte qualche diminuzione nelle aree raggiunte dalle piogge.

                La seconda parte del weekend vedrà un più deciso peggioramento. Domenica a farne maggiormente le spese sarà ancora una volta il Nord, in particolare le regioni occidentali, con piogge a tratti moderate destinate a colpire soprattutto Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria centrale e di ponente, nonché gran parte della Lombardia. Sono attese altre nevicate sui settori alpini centro-occidentali, sopra i 1100/1200 metri di quota.
                Sul resto del Nord la pioggia sarà più debole e decisamente meno diffusa, addirittura anche assente.
                Altrove saranno sotto stretta osservazione soprattutto le due Isole maggiori e il Sud: sulle regioni meridionali si potranno localmente registrare forti temporali accompagnati anche da improvvisi nubifragi, soprattutto sul comparto ionico.
                Cieli grigi, infine, sul resto delle regioni del Centro, ma senza precipitazioni associati.

                Sul fronte delle temperature saranno ben poche le variazioni. I valori termici si manterranno infatti ancora piuttosto miti per il periodo, soprattutto al Sud, a causa della persistenza di venti di Scirocco.
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                • #98
                  METEO: moderato maltempo in arrivo nel fine settimana su alcune aree del Paese, e poi?

                  Verso un fine settimana con precipitazioni su Liguria, Lombardia, Emilia, isole maggiori, poi estremo sud. Da lunedi tendenza a miglioramento sino alla Vigilia di Natale.


                  Prima pagina - Oggi, ore 08.05

                  SITUAZIONE: un flusso di correnti umide ed instabili investe le isole maggiori e le coste liguri, a precedere il tentativo di ingresso di una perturbazione, atteso per domenica, che però non andrà a buon fine per l'opposizione dell'alta pressione. Ecco i fenomeni attesi nella prossima notte secondo il modello europeo, colpita soprattutto la Sardegna:





                  Nella giornata di sabato 19 dicembre i fenomeni andranno gradualmente accentuandosi sulla Liguria e si apriranno un varco verso bassa Lombardia ed Emilia, come si nota dalla mappa seguente prevista per l'alba di sabato e poi per le successive 12 ore, da notare i fenomeni anche su sud Sardegna, Calabria jonica ed ovest Sicilia:





                  DOMENICA 20 dicembre: il flusso umido meridionale perderà gradualmente importanza mentre la perturbazione in arrivo dalla Francia si incaglierà sulle Alpi, determinando solo qualche debole nevicata sui settori confinali piemontesi, valdostani e poi lombardi. Le precipitazioni legate allo Scirocco potranno comunque ancora interessare Liguria di Levante, alta Toscana, Emilia, bassa Lombardia e Sardegna.

                  PROSSIMA SETTIMANA: miglioramento grazie al ritorno dell'alta pressione e sino alla Vigilia di Natale pochi disturbi, salvo il probabile ritorno delle nebbie sul catino padano, attenuato solo parzialmente dal passaggio di nuvolaglia irregolare sui cieli del nord. Temperature sempre miti per il periodo ma in diminuzione sotto la nebbia.

                  SVOLTA INVERNALE: per Natale è previsto il rapido passaggio di un corpo nuvoloso sostenuto da correnti da nord con qualche precipitazione in viaggio dal nord verso il centro e poi il sud, seguito da una moderata flessione delle temperature, specie tra nord e centro. Ecco il quadro barico previsto subito dopo il passaggio del fronte con correnti da nord sull'Italia:



                  Cosa succederà DOPO? Ci sono molte ipotesi al vaglio. La più probabile, al momento, vede l'arrivo di una nuova grande depressione con maltempo sulla Penisola da domenica 27 o lunedi 28 con occasione per nevicate al nord, seguite da piogge e da clima nuovamente mite al centro e al sud, come mostra questa mappa del modello europeo:



                  La situazione è tuttavia molto più complessa di quanto si creda. Vi rimandiamo pertanto a tutti i nostri approfondimenti.

                  DA NOTARE OGGI: qualche pioggia o rovescio possibile su Sardegna e poi Liguria centrale, più isolati i fenomeni sulla Sicilia, un po' di nuvolaglia anche al nord ma senza fenomeni significativi, più sole altrove, salvo addensamenti all'estremo sud. Temperature sempre miti per il periodo.


                  Autore : Alessio Grosso
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                  • #99
                    Meteo a 15 giorni: due attacchi FREDDI e PERTURBATI tra Natale e Capodanno

                    Due incursioni di aria artica saranno probabili sull'Italia entro la fine del mese.


                    Fantameteo 15gg - 17 Dicembre 2020, ore 16.30

                    Il "puzzle" del freddo che stiamo seguendo da alcuni giorni si arricchisce quest'oggi di nuovi elementi. Tutto dovrebbe iniziare dopo Natale, mentre prima saremo ancora ostaggi della mitezza e alle prese con un clima tutt'altro che invernale in Italia.

                    La prima pulsazione verso nord dell'alta pressione atlantica dovrebbe dare luogo ad un'ondata di freddo sull'Italia subito dopo Natale. Di seguito, la mappa delle isoterme a 1500 metri previste in Europa per domenica 27 dicembre secondo il modello americano:



                    La colata fredda prenderà le mosse dall'Europa nord orientale e si fionderà verso sud in direzione della nostra Penisola. Notate la mitezza che sarà sparata in Atlantico, puntando verso le Isole Britanniche e il Mare del Nord.

                    La massa d'aria nel suo incedere verso di noi tenderà ovviamente a riscaldarsi in quanto troverà una situazione iniziale abbastanza mite. I contrasti saranno quindi inevitabili e saranno causa di rovesci e nevicate a quote anche basse (se non in pianura) al centro-nord.

                    La prima ondata fredda si esaurirà in 2-3 giorni, prima di lasciare spazio ad un temporaneo rilassamento delle correnti. In altre parole, l'alta pressione delle Azzorre farà un temporaneo coricamento sull'Italia tra lunedi 28 e martedi 29 dicembre, come mostra molto bene questa mappa:



                    La pausa anticiclonica sarà breve ed effimera. Nel frattempo sull'Europa settentrionale si organizzerà la seconda bordata fredda che avrà una direzione più occidentale rispetto alla precedente. Ecco la mappa valida per Capodanno:



                    Notate come l'alta pressione in pieno Atlantico punterà il suo naso in direzione dell'Islanda, formando un blocco. L'aria fredda verrà quindi scaraventata verso sud in direzione del bacino centro-occidentale del Mediterraneo (freccia bianca) dove si formerà quasi sicuramente una depressione.

                    La seconda pulsazione fredda avrebbe quindi le carte in regola per portare neve al piano quantomeno al nord e al centro sotto l'egida di temperature molto basse verso la fine dell'anno. Si tratta per ora di ipotesi, ma che trovano già buoni riscontri in campo modellistico. Continuate pertando a seguirci.


                    Autore : Paolo Bonino
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                    • MALTEMPO e *NEVE* tra Natale e Santo Stefano

                      Un fronte freddo introdurrà un calo delle temperature sull'Italia. Previste nevicate a quote molto basse sull'Appennino centrale.


                      In primo piano - Oggi, ore 10.15

                      Tra Natale e Santo Stefano cambierà tutto sulla nostra Penisola; se ne andranno le condizioni miti che ci hanno accompagnato negli ultimi giorni, lasciando il posto a correnti fredde di matrice settentrionale che pilotaranno una perturbazione da nord a sud.

                      Ecco la mappa sinottica che si riferisce alle ore centrali della giornata di Natale:



                      Si nota il fronte freddo che taglierà come una lama nel burro il tessuto anticiclonico sull'Italia. A seguire avremo venti impetuosi da nord-est (freccia bianca) che faranno scendere le temperature su tutto il nostro Paese.

                      Dal punto di vista dei fenomeni, saranno interessate soprattutto le regioni centro-meridionali. La prima mappa mostra la sommatoria delle precipitazioni attese per l'intera giornata di NATALE:



                      A parte l'EmIlia Romagna che avrà qualche nevicata sopra i 200-300 metri, il resto del settentrione sarà saltato dai fenomeni più intensi.

                      Maltempo invece al centro e parte del meridione con rovesci, grandinate, temporali e neve sopra i 300-400 metri sull'Appennino Umbro-Marchigiano; 600 metri la quota neve in Abruzzo, 800-1000 metri più a sud.

                      In evidenza il tambureggiante ingresso di venti settentrionali freddi che agiteranno non poco i nostri bacini.

                      Questa invece è la sommatoria delle precipitazioni in Italia nella giornata di Santo Stefano:



                      Precipitazioni concentrate tra Abruzzo, Molise e meridione. Neve sopra i 300-400 metri tra Molise e Abruzzo, 600-700 metri sul resto del meridione, 1000 metri sulla Sicilia.

                      Sul resto d'Italia i venti settentrionali ripuliranno il cielo, ma faranno scendere sensibilmente le temperature. Mari tutti in cattive condizioni con mareggiate nelle aree sopravvento al flusso settentrionale.


                      Autore : Paolo Bonino
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                      • SPECIALE: la potenziale forte NEVICATA in pianura al nord di lunedì 28 dicembre; chi colpirà? (mappe)

                        Da giorni i modelli hanno individuato questa potenziale forte nevicata di "addolcimento" (parziale) per la giornata di lunedì 28 dicembre.


                        In primo piano - Oggi, ore 10.16




                        Se la neve in Appennino sarà la sorpresa natalizia o di Santo Stefano per migliaia di concittadini che abitano le zone comprese tra i rilievi emiliani, umbri, laziali interni, marchigiani, abruzzesi, molisani, campani e lucani, quella sulla Valpadana potrebbe intervenire nella giornata di lunedi 28 dicembre.

                        Perchè dovrebbe nevicare al nord in pianura?
                        Innanzitutto perchè da Santo Stefano al nord soffieranno venti freddi e finalmente SECCHI da NNE abbassando sensibilmente le temperature, soprattutto in montagna.

                        In secondo luogo perchè si predisporrà cosi un cuscino di aria fredda sufficiente al successivo ingresso di una perturbazione da ovest, che andrà organizzandosi nel quadro del previsto affondo di un ramo del vortice polare sulla Francia.

                        Ne scaturiranno correnti meridionali tese, umide e più miti che scorreranno sopra quest'aria fredda, generando le precipitazioni nevose. Chi sarà interessato da fenomeni consistenti?


                        Le mappe parlano chiaro (considerate però la distanza temporale che è ancora di una settimana): le zone più colpite potrebbero essere la Lombardia occidentale e tutta la fascia alpina, ma saranno coinvolti a tratti anche il Piemonte, l'Appennino ligure, l'Emilia occidentale, l'alto Veneto e l'alto Friuli e i fondovalle alpini, ecco una mappa che evidenzia la sommatoria dei fenomeni per le 24 ore di lunedi 28 dicembre secondo il modello europeo, in verde le nevicate previste, non vi inganni la neve presente sull'Appennino centrale e meridionale, si tratta ancora degli accumuli previsti a Santo Stefano:



                        In verde gli accumuli più modesti tra 1 e 5cm, con il giallo invece si arriva ai 10cm, con il marrone si va oltre, giusto per una comprensione sommaria della mappa, ma se analizzassimo le carte ogni 6 ore, capiremmo davvero come il freddo giusto per ospitare la perturbazione sia destinato a rimanere solo sul nord-ovest e sull'arco alpino, mentre il respiro tiepido di Libeccio ed Ostro ne determineranno la trasformazione in pioggia dalla Lombardia centrale verso est sulle pianure.

                        Qui si capisce tutto: la prima mappa è riferita all'inizio delle nevicate, nella notte tra domenica e lunedì. La neve riguarda soprattutto la Lombardia e il Piacentino in questa fase, notare l'ombra nivometrica sul Piemonte:



                        Tra le 00 e le 06 ecco la massima estensione della nevicata con fiocchi generosi su Appennino ligure, Lombardia occidentale, discretamente generosi sul resto del nord-ovest, ma neve si prevede anche su est Lombardia, alto Veneto, Val d'Adige, Friuli Venezia Giulia, arco alpino, mentre sulla Romagna e l'est dell'Emilia si avrà una sorta di "sottovento appenninico" senza fenomeni, pioggia sulla costa ligure:



                        Tra le 06 e le 12 l'affondo dell'Ostro si mangerà la neve su tutto il settore orientale della Valpadana, compresa l'Emilia, ancora dentro e sotto nevicate più copiose l'ovest della Lombardia sino a Bergamo e Lodi, il Piemonte, parte dell'Appennino ligure, Piemonte, Valle d'Aosta, Alpi e relativi fondovalle. Poi la furia del flusso meridionale si placherà:



                        Ed ecco nel pomeriggio sbloccarsi la situazione con l'Ostro che "molla" e la perturbazione che trasla verso levante, concentrando le sue forti nevicate su centro-est Alpi ma regalando ancora qualche centimetro anche su parte del nord-ovest in pianura, pioggia invece sul Triveneto e l'Emilia-Romagna:



                        Rispetto all'episodio del 5 dicembre scorso da notare:
                        -meno vento di rientro da est mite (perchè di derivazione sciroccale) sulla Valpadana, da qui si spiega la tenuta della neve su ovest Valpadana, pur tenendo conto che stiamo parlando di previsioni ad una settimana in cui le termiche possonos sempre peggiorare!

                        -valori termici più bassi a 700m favoriti da una colonna d'aria più secca, come si vede qui sotto nella mappa riferita all'alba di lunedi 28 dicembre a 925hPa:



                        ATTENDIBILITA': l'evento perturbato sembra piuttosto attendibile (55-60%), sull'estensione e l'intensità delle nevicate giocherà un ruolo fondamentale la posizione della saccatura, per ora orientativamente piazzata come evidenzia la mappa qui sotto, ma ancora molto "ballerina", seguite gli aggiornamenti!




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                        • Il momento più FREDDO della settimana

                          In quota il momento più freddo è previsto per le prime ore di Santo Stefano, mentre al suolo nelle prime ore di domenica 27 dicembre


                          In primo piano - Oggi, ore 11.20

                          L'aria fredda è una massa pesante che tende a depositarsi al suolo quando la furia degli elementi, compreso il vento, tendono a calmarsi.

                          In occasione dell'ondata di freddo che diverrà realtà dopo Natale, il massimo del raffreddamento in quota sarà quindi sfasato di circa 24 ore dal "deposito" del freddo al suolo che avverrà in assenza di vento.

                          La prima mappa mostra il massimo del raffreddamento alla quota di 1500 metri che è atteso per le prime ore di Santo Stefano:




                          Sulle regioni centro-settentrionali si notano valori di tutto rispetto e compresi tra -4 e -6° alla medesima quota. Notate come l'isoterma -4 si intruda a sud fino a toccare la Sardegna.

                          Il meridione sarà meno interessato dall'ondata fredda, specie le regioni estreme e la Sicilia, anche se un calo termico è atteso anche qui.

                          La seconda mappa mostra invece il massimo raffreddamento atteso AL SUOLO che si manifesterà nelle prime ore di domenica 27 dicembre:



                          Ecco i valori negativi sulla Pianura Padana e nelle aree interne del centro con punte anche di -5/-6° nelle valli incassate. Sottozero anche le aree interne della Sardegna con punte di -2°. Valori ovviamente più miti lungo le coste dove il termometro non dovrebbe scendere al di sotto dello zero.

                          Autore : Paolo Bonino
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                          • https://www.meteolive.it/news/Prima-...orprese/88720/
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                            • Grazie Turdus, per oggi mi contento come tu hai "deciso", da domani desidero leggere il tuo pensiero. Ho voluto scherzare sulla tua decisione, non ti offendere.
                              Con Affetto piero
                              NON SI DISCUTE PER AVERE RAGIONE MA PER CAPIRE
                              " Jorge Luis Borges "

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                              • Ho riportato il link perchè il sito non mi copiava il testo e le immagini come fatto in passato.

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