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Tragedia in Zimbabwe, padre e figlio uccisi in una riserva di caccia

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  • #16
    Copio e incollo un'artico comparso su il "Mattino di Padova" nell'edizione on-line di oggi:


    Com'era prevedibile qualcosa di losco è successo, speriamo riescano a fare un po di luce su questo doppio omicidio.........



    I Chiarelli uccisi, spunta la pista dell’avorio

    La svolta: la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per far luce sulla morte di padre e figliodi Alice Ferretti
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    PADOVA. Aperta un’inchiesta in Italia per la morte dei padovani Claudio e Massimiliano Chiarelli, padre e figlio di 65 e 29 anni, uccisi il 13 marzo scorso durante un’operazione di antibracconaggio nel parco di Mana Pools, nello Zimbabwe.
    La Procura di Roma con il pubblico ministero Barbara Zuin, che si sta occupando del caso, vogliono vederci chiaro su una vicenda che ancora oggi presenta diversi punti oscuri. Come evidenzia il settimanale “Oggi”, in uscita stamane, sarebbero troppe le stranezze sulla morte dei due padovani, che da anni vivevano ad Harare, nello Zimbabwe, e che, all’interno della riserva naturale, sarebbero stati uccisi erroneamente dal fuoco amico, scambiati per bracconieri. Familiari e amici non hanno mai creduto però all’incidente, e dopo qualche giorno nell’ambiente vicino ai Chiarelli, si è parlato di vera e propria esecuzione. Gli elementi a sostegno di questa tesi sarebbero svariati.
    Dagli esami autoptici (ne sono stati eseguiti addirittura due) risulterebbe che Claudio e Massimiliano sarebbero stati centrati da un solo colpo, risultato letale: il padre alla testa, il figlio al collo. Un colpo partito non da 40 o 50 metri, come sostenevano i rangers zimbabwani accusati di aver scambiato i due italiani per bracconieri e di aver quindi sparato, ma da molto più vicino. Ma questa non è la sola incongruenza. Un altro elemento importante è che quando i due padovani sono stati uccisi non erano fermi in un punto qualsiasi della riserva naturale, ma si trovavano nel luogo pattuito, dove avrebbero dovuto eseguire un cambio di turno.
    Non un luogo isolato o nascosto ma un preciso punto situato sulla strada principale, quella percorsa quotidianamente da turisti e guide, ed evitata dai bracconieri. Come mai le guardie apparentemente senza accertarsi dell’identità delle persone hanno allora sparato? E lo hanno fatto sulla strada principale e per di più nel luogo dell’appuntamento? Il fuoristrada dei Chiarelli, che avevano condiviso con altri rangers, è poi di un colore visibile: bianco, come quelli dell’Onu e della Croce Rossa. Difficile pensare che dei bracconieri, i quali hanno tutto l’interesse di mimetizzarsi e non farsi vedere, utilizzino mezzi di questo colore. Così come è difficile che i bracconieri indossino una camicia azzurra, come quella portata da Claudio Chiarelli al momento della sua uccisione, ma al contrario, sempre con il fine di rendersi il meno visibili possibile, indossano stracci sporchi, del colore della terra.
    Troppe contraddizioni non solo secondo gli amici e i parenti, ma anche per la Procura di Roma che ha aperto un’inchiesta. Diversi spunti per fare luce sulla vicenda sono stati forniti dai funzionari dell’ambasciata italiana ad Harare, che non solo hanno fornito la versione ufficiale dei fatti, ma hanno anche portato a galla le tante incongruenze del caso. Il dubbio che sempre più si fa spazio è che sulla vicenda della morte di Claudio e Massimiliano Chiarelli si profili l’ombra dei traffici illegali d’avorio, di corni di rinoceronte, e di animali vivi, in particolare i cuccioli d’elefante, esportati in Estremo Oriente. Il dubbio è che i due Chiarelli, padre e figlio, possano



    aver dato fastidio a qualcuno con il loro instancabile impegno contro il bracconaggio, che nell’ultimo periodo aveva coinvolto anche i colleghi della Zambesi Valley Association, i quali si erano dimostrati disponibili a mettere a disposizione fuoristrada, carburante, acqua, cibo e munizioni.

    L
    'alba in laguna ti toglie il fiato ogni volta che sei li in compagnia della tua passione!!!

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    • #17
      Altro articolo sempre del " Mattino di Padova".....la cosa si infittisce sempre di più.........................

      «Scomparsi i rangers che spararono a padre e figlio nella riserva»

      La denuncia dell’amico dei Chiarelli: «Abbiamo chiesto inutilmente informazioni al governo africano» Giuliana ha lasciato l’Africa per raggiungere la figlia in Scozia. Interrogazione della Lega al governodi Alice Ferretti


      28 aprile 2016




      Spariti i rangers accusati di aver sparato per errore a Claudio e Massimiliano Chiarelli durante un’uscita antibracconaggio nel parco naturale di Mana Pools ad Harare. Da diversi giorni, infatti, non si sa più dove siano finite le due guardie che avrebbero accidentalmente sparato a Chiarelli padre e figlio, e che subito dopo la tragedia erano state sottoposte a fermo dalla polizia locale.
      Stando ad alcune testimonianze, che arrivano direttamente dal Paese africano, sembrerebbe che i due non si trovino più in carcere. Nessuna conferma, però, arriva dal governo dello Zimbabwe a cui si sono rivolti parenti a parenti delle vittime. «Nessuno sa niente, nessuno vuole dire niente», dice Paolo Crespan, amico padovano di Claudio Chiarelli, «Non si sa cosa sia successo ai due rangers, il governo non dà alcuna informazione. Ho parlato con diversi amici, anche tra quelli che abitano nello Zimbabwe, ma anche a loro le istituzioni non forniscono informazioni. Purtroppo in quei posti funziona così».
      Una vicenda, quella dell’uccisione di Claudio e Massimiliano Chiarelli, piena di ombre. Parenti e amici sono convinti che non possa essersi trattato di un incidente, ma che sotto ci sia l’ombra del traffico illegale di avorio con l’Asia, e che ci siano collusioni ad alto livello. Difficile dunque, a parere di chi conosce bene la terra africana, arrivare a una soluzione del caso e ad una verità: «Archivieranno il tutto come un incidente», dice sconsolato Crespan, che è sempre rimasto in contatto con lo Zimbabwe per seguire gli aggiornamenti dell’inchiesta aperta in loco e che ha anche partecipato ai funerali di padre e figlio ad Harare.
      Sulla vicenda è intervenuta anche la Lega Nord che annuncia un’interrogazione al governo italiano per chiedere di fare luce sulla sorte dei Chiarelli. «Sono ormai trascorsi quasi due mesi dall’assassinio di Claudio e Massimiliano e ancora non si conosce la verità sulla loro tragica fine», spiega la senatrice vicentina della Lega Nord Erika Stefani, «Chiediamo chiarezza per i loro familiari e per dare a loro Giustizia. Sto presentando una interrogazione al Ministero per conoscere quali iniziative intende intraprendere per ottenere chiarezza su cosa è realmente successo nello Zimbabwe. Non è possibile continuare con le farse che altri Stati ci propinano sulla sorte di nostri concittadini all’estero. Dai due marò al povero Regeni passando per i Chiarelli. Piangiamo le nostre vittime ma vogliamo giustizia».
      Sul caso la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Barbara Zuin: la giustizia italiana



      puà infatti muoversi quando connazionali siano vittime di qualche reato in un Paese straniero.Intanto Giuliana Sartori, moglie di Claudio e mamma di Massimiliano, ha lasciato definitivamente l’Africa dove viveva da più di vent’anni e si è trasferita a Glasgow dalla figlia Virginia.



      28 aprile 2016



      L
      'alba in laguna ti toglie il fiato ogni volta che sei li in compagnia della tua passione!!!

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      • #18
        era da immaginarselo
        e se mi fido poco della nostra giustizia figuriamoci di quella di quei posti laggiù
        colombaccio a curata............erezione assicurata!

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        • #19
          si credo proprio che li abbiano eliminati con la scusa dell'errore
          ma questo ci pone davanti ad una questione: fino a che punto è giusto ammazzare la gente per proteggere degli animali?
          si lo so molte volte viene voglia di sparargli, ma sono pur sempre persone, magari dei poveracci, anche se sono neri
          Dai per scontato che ciò che dai per scontato è sbagliato

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