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Ministro orlando: Guerra aperta al bracconaggio

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  • Ministro orlando: Guerra aperta al bracconaggio

    mercoledì 10 luglio 2013

    "L'esecuzione con cui un orso è stato ucciso ieri nel Parco Nazionale d’Abruzzo è un gesto atroce e vigliacco. Come ministero dell'Ambiente faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché gli autori di questo vergognoso atto vengano al più presto identificati e puniti come meritano". Lo dichiara in una nota ufficiale il Ministro Orlando dichiarando "guerra aperta al bracconaggio".


    La condanna è totale. Il Ministro lo definisce "un'attività barbara che deve essere stroncata senza pietà, per esempio aumentando le sanzioni penali a carico di chi si rende responsabile dell'uccisione dolosa di animali. In cooperazione con le forze dell'ordine e le autorità competenti, stiamo predisponendo una serie di iniziative con l'obiettivo di impedire una vota per tutte scempi del genere.

    fonte:Bighunter
    CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

  • #2
    Animali: La forestale indaga sulla morte dell'orso stefano

    L'ESEMPLARE DI ORSO BRUNO MARSICANO È STATO RINVENUTO PRIVO DI VITA NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO. ANCORA NON CHIARE LE CAUSE DELLA MORTE

    Non sono ancora chiare le cause che hanno provocato la morte di Stefano, esemplare di orso bruno marsicano rinvenuto all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo privo di vita. Il Corpo forestale dello Stato è intervenuto per indagare sulle possibili cause che hanno portato al gravissimo episodio che ha minato lo status di una specie di assoluta rilevanza conservazionistica.
    L'animale, un maschio di circa 10 anni in ottime condizioni fisiche, è stato rinvenuto nel comune di Castel S. Vincenzo (IS), nel versante molisano del Parco, alle pendici del Monte Marrone, su segnalazione di un escursionista. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Corpo forestale dello Stato, il personale veterinario del Parco e della Asl di Isernia, supportati dalle Guardie del Parco.
    L'orso, era privo di marchi auricolari ma dall'esame di caratteristiche morfologiche oltre che dalla successiva lettura del microchip è stato possibile ricondurlo all'esemplare di nome "Stefano" che in diverse occasioni era stato avvistato anche al di fuori dei confini dell'area protetta del Parco.
    Immediatamente "Stefano" è stato recuperato e trasportato presso la Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo e l'Istituto Zooprofilattico di Teramo per accertare le cause della morte. Dall'esame radiografico della carcassa del plantigrado sono stati evidenziati due proiettili, di cui uno nella regione cranica e l'altro a livello dell'articolazione scapolo-omerale (quest'ultimo sembrerebbe piuttosto datato e quindi non responsabile della causa di morte) oltre a diversi pallini sparsi lungo tutto il corpo. L'esame autoptico, effettuato a distanza di poche ore, non ha ancora definito con certezza la causa di morte dell'animale.
    Sono però in corso, vista la gravità del fatto, accertamenti più approfonditi che potrebbero essere rilevanti per ricostruire la dinamica dei fatti. In campo da oggi anche il Nucleo Cinofilo Antiveleno del Corpo forestale dello Stato che in queste ore sta perlustrando l'area interessata per scongiurare l'ipotesi di un possibile avvelenamento. Per il momento il rastrellamento operato nella zona ha portato al ritrovamento di una volpe, apparentemente priva di segni di predazione, e di alcuni pezzi di carne sparsi che saranno sottoposti ad accertamenti necroscopici e tossicologici nelle prossime ore.

    fonte:
    http://www3.corpoforestale.it
    CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

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    • #3
      «Duemila euro a chi darà informazioni»

      Ricompensa in denaro offerta dalla Lav. Dal 1971 a oggi morti 95 plantigradi.

      PARCO NAZIONALE - «Una ricompensa di 2.000 euro a chi fornirà informazioni utili a identificare gli autori dell'uccisione dell'orso Stefano». A offrire la somma è la Lega Antivivisezione (Lav), che chiede «indagini veloci ed efficaci». Il plantigrado è stato trovato morto domenica scorsa nel versante molisano del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, non lontano da quello ciociaro dell'area protetta. Dai primi accertamenti, nella carcassa è stata rilevata la presenza di due pallottole (una nella regione cranica) e di più pallini.
      «Chiediamo al ministero dell'Ambiente di potenziare controlli e tutela delle specie protette, garantendo risorse adeguate al Parco», afferma Massimo Vitturi, responsabile Lav Caccia e Fauna selvatica. «Chiediamo inoltre che il recepimento della Direttiva 2008/99/ce del Parlamento Europeo sulla tutela penale dell'ambiente, che chiedeva agli Stati membri sanzioni efficaci per chi uccide specie protette, sia riformulato inserendo nel Codice penale una specifica ipotesi delittuosa che preveda sanzioni adeguate, tra cui certamente il carcere e la revoca permanente del porto d'armi nonchè l'interdizione dallo svolgimento di qualunque attività che preveda l'uso di animali, per chi commette tali atrocità», conclude la Lav

      Esemplari morti. Sono 95 gli orsi marsicani morti nel Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise dal 1971 a oggi. Erano 93 fino al 30 maggio 2012. Agli animali uccisi da colpi di arma da fuoco (19 nel censimento del Parco) va tristemente ad aggiungersi ora l'orso Stefano. Poi la morte di un animale investito sull'autostrada A24 nell'aprile scorso. Dei 93, sono 12 gli esemplari investiti da auto o treni, 10 quelli morti per avvelenamento accertato o sospetto. Per un solo orso è stata accertata, nel 1978, la morte naturale; un altro, nel 2002, è stato vittima di specifica patologia, un altro ancora della predazione da cani. Tutti gli altri animali sono morti per cause ignote o accidentali.
      La popolazione, nel Parco e zone limitrofe, sarebbe attualmente di circa 40 esemplari.

      fonte:il Messaggero.it
      CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

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      • #4
        Povera italia!!!!!!

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        • #5
          come sempre mi fanno venire il vomito

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          • #6
            ma i motivi per i quali l'orso è stato ucciso? non è che si è mangiato o ucciso quanche decina di pecore o animali da reddito per il quali i nostri politici che si scandalizzano tanto non hanno erogato una lira di risarcimento? non è che sarebbe meglio che spendere centinaia di migliaia di euro in progetti per studi del menga, coinvolgano magari allevatori e contadini residenti (che sono i migliori controllori del territorio) almeno per i censimenti in cambio di qualche migliaia di euro che comprenda in parte il rimborso per i danni subiti dalle incursioni dei predatori carnivori quali orsi e lupi? è sempre facile condannare seduti dietro una poltrona , con la pancia piena , in un ufficio con l'aria condizionata, chi difende per 24 ore al giorno la sua fonte di reddito, al caldo soffocante sotto un sole cocente o a 10 gradi sotto zero tra mille sacrifici e rischi. con questo non voglio difendere certi atti ma solo sottolineare l'ennesima dimostrazione di ipocrisia dei nostri politiche che degli animali non gliene importa una pippa, perchè i mezzi e i modi per far convivere attività uname e animali selvatici esiste, solo che se attuata nella maniera giusta non farebbe il bene della politica ladrona.......in bocca al cocker!!!!!!!!

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            • #7
              No comment...
              Casadur de la festa o chel piof o chel tempesta

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