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Reggio Calabria – Al via il campo del CABS per la protezione dei rapaci in migrazione

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  • Reggio Calabria – Al via il campo del CABS per la protezione dei rapaci in migrazione

    I posti del bracconaggio, però, sono stati già da giorni monitorati – In Aspromonte anche il NOA lo speciale Nucleo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.


    Tutto è pronto, a Reggio Calabria, per i campi antibracconaggio del CABS. Come è noto, nel periodo primaverile, molte migliaia di rapaci in migrazione attraversano lo Stretto di Messina venendo ancora troppo spesso accolti dai colpi dei fucili dei bracconieri.Rapaci ma anche cicogne, sottolinea il CABS. Cicogne bianche e nere e poi il più numeroso Falco Pecchiaiolo oggetto, assieme a Falchi cuculi, aquile ed avvoltoi, di una caccia spietata e vigliacca.Per contrastare i bracconieri tre autovetture del CABS perlustreranno ogni giorno il tratto di costa compreso tra Capo dell’Armi e Bagnara Calabra. In tal maniera i volontari seguiranno l’arrivo degli uccelli in migrazione, individuando gli atti di bracconaggio e segnalandoli immediatamente allo speciale nucleo del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato. Un campo storico, quello della Forestale, che anche per quest’anno conferma l’importante presidio di legalità.Per questa stagione, la rete di protezione sarà ancora più ampia. I campi del CABS, infatti, si svolgeranno contemporaneamente in diverse aree europee. Il fine è di rendere più sicura la rotta migratoria degli uccelli. In questi stessi giorni, infatti, i volontari sono anche a Malta per contrastare i cacciatori abusivi che sull’isola sparano a qualsiasi cosa arrivi in volo.Dunque, per Reggio Calabria, a breve si riparte con la “caccia” al bracconiere sebbene già da diversi giorni i volontari stanno eseguendo il monitoraggio del territorio. Si tratta, in particolare, di individuare le aree a maggior rischio bracconaggio, ovvero le aree collinari boschive dove vengono abitualmente nascoste le armi clandestine che verranno poi usate per abbattere gli uccelli. Nel corso dell’attività di monitoraggio i volontari hanno raccolto numerosi elementi che potranno rivelarsi utili per colpire le diverse postazioni dei bracconieri. In tal maniera verrà consentito un volo più tranquillo per tutti gli uccelli migratori.L’augurio dei protezionisti è che il campo di protezione 2013 possa raggiungere gli stessi risultati dell’anno scorso. Nel corso della scorsa edizione, infatti, vennero arrestati due bracconieri sorpresi a cacciare di frodo con un’arma dalla matricola abrasa. Ci furono poi le denunce di altri sette bracconieri ed uccellatori. Un controllo a tutto campo che ha comportato anche le denunce di tre pescatori abusivi.In ultimo l’appuntamento con il Word Migratory Bird Day. Il campo di Reggio Calabria sarà infatti anche uno degli appuntamenti dell’evento che si svolgerà in simultanea in tutto il mondo nei giorni 11 e 12 maggio. Un appuntamento organizzato dalla Convenzione per la Conservazione delle specie migratrici (CMS) e dall’AEWA.
    CHI AMA LA CACCIA VIVE LA NATURA sigpic

  • #2
    ma c'è ancora molta gente che fa' sta caccia ? a me sembra un pretesto tutto sto' casino .
    si fanno pubblicita' e magari anche qualche eurino.........
    chi dice che il gatto prende il topo per fame , non ha capito niente della bellezza della vita

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    • #3
      Purtroppo di teste di caz.zio e' pieno il mondo e ancora ci sono persone che credono che se non uccidono un falco la moglie gli mettera' le /corna.......si spera che queste pratiche barbare scompaiano del tutto.....ma certe idee sono dure a morire .......
      Un oca che guazza nel fango, un cane che abbaia a comando, la pioggia che cade e non cade, le nebbie striscianti che svelano e velano strade..........Autunno Francesco Guccini

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      • #4
        Originariamente inviato da cicalone Visualizza il messaggio
        Purtroppo di teste di caz.zio e' pieno il mondo e ancora ci sono persone che credono che se non uccidono un falco la moglie gli mettera' le /corna.......si spera che queste pratiche barbare scompaiano del tutto.....ma certe idee sono dure a morire .......
        e le tradizioni sono dure a morire e da un certo punto di vista è anche un peccato estirparle .
        all'estero ci pensano due volte prima di proibire tutto.....secondo me è una cosa gestita malissimo . che novita' eeh.....
        chi dice che il gatto prende il topo per fame , non ha capito niente della bellezza della vita

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        • #5
          Originariamente inviato da cicalone Visualizza il messaggio
          Purtroppo di teste di caz.zio e' pieno il mondo e ancora ci sono persone che credono che se non uccidono un falco la moglie gli mettera' le /corna.......si spera che queste pratiche barbare scompaiano del tutto.....ma certe idee sono dure a morire .......
          Concordo !!!!!

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          • #6
            vaiii altri milioni di euro buttati nelle tasche di questo e di quello... io abito in queste zone e vi posso dire che anche i più accaniti cacciatori di "adorni" manco guardano in aria perchè è davvero da idioti giocarsi il porto d'armi per un falco... alla fine quello che era un tempo era una tradizione e niente più, ora rimane solo il bussiness di questi controlli per fottersi un pò di soldi...tutto qui....
            Nessuno dice tante balle.......quanto il cacciatore a valle!!!

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