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  • setterman1
    ha commentato in 's risposta
    Sì, utilizzava il riporto forzato pure lui. La caratteristica di Delfino era il famoso detto pugno di ferro in guanto di velluto; tradotto: non usare la forza ma la perseveranza. Cardine di tutto il sistema è il terra, usato esclusivamente anche come mezzo di punizione escludendo le scudisciate che il Puttini talvolta somministrava. Sono più di 40 anni che lessi tali testi e qualcosa mi sfuggirà certamente ma ripeto: sono stati scritti ai primi del 1900. Comunque Delfino è considerato un precursore del metodo gentile. Oggi, secondo me, sarebbe meglio attingere da libri di psicologia i cui principi declinarli alle nostre esigenze addestrative.
    setterman1

  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da pec74 Visualizza il messaggio
    Penso che mi consideri il suo capobranco perchè se le do un ordine lo esegue, sia in casa con i comandi base, che in campagna quando le indico una direzione con un fischio ed il braccio teso. Il mio unico problema è il riporto, che lei non esegue con il selvatico. Da cosa dipende?? Io non lo so
    Premetto a scanso di equivoci che faccio solo delle ipotesi, le deduco da quello che leggo. La mia ipotesi e che tu possa confondere la dipendenza con la dominanza, sono due cose completamente diverse. Il riporto con il selvatico non lo esegue perché il cane è dominante. La precedenza non te la concede per questo motivo, se può ovviare con un buon addestramento. Il selvatico da morto non è più una preda, diventa pappatoria, se ci sono le condizioni giuste il cane riporta, altrimenti si limita a recuperare la preda. L'atto di sottomissione più grande è quando il cane di chiede di accettare il cibo che ha in bocca, nulla a che vedere con il cane che viene a testa bassa e consegna in modo triste. Con un buon addestramento anche un cane dominante riesce a consegnare in modo decente tanto da far sembrare un riporto indotto da uno spontaneo.

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  • pec74
    ha commentato in 's risposta
    ciao Germano e grazie della risposta, mi spiego meglio, quando scrivo mi segue dappertutto è per far intendere che secondo me siamo ben collegati e per lei sono indiscutibilmente il capo branco, lo capisco soprattutto da una serie di comportamenti, non è certo una cosa ossessiva, vivendo in giardino e potendo entrare liberamente in casa solo se la faccio entrare io, in quei momenti o perchè lei sta dentro casa o perchè io sto facendo delle cose in giardino, lei mi segue, tutto quì. Sono sicuro che il cane riesca a valutare bene le cose, la considero pure molto furba. Penso che mi consideri il suo capobranco perchè se le do un ordine lo esegue, sia in casa con i comandi base, che in campagna quando le indico una direzione con un fischio ed il braccio teso. Il mio unico problema è il riporto, che lei non esegue con il selvatico. Da cosa dipende?? Io non lo so

  • pec74
    ha commentato in 's risposta
    ciao, non conosco il secondo libro, del primo di Delfino, nominato piu volte sia nei messaggi precedenti che in generale, ho letto dei pezzi qua e la perchè è introvabile, ma sbaglio o utilizzava il riporto forzato??

  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da pec74 Visualizza il messaggio
    mi segue dappertutto, si siede e fa il terra senza problemi al minimo ordine.
    Non mi va di rileggermi tutto, quindi prendo spunta da "mi segue dappertutto" è dico che secondo la mia opinione il comportamento del cane sempre attaccato al sedere del padrone non è normale. La vita del cane è fatta di periodi e fra questi bisogna capire quando è il momento di staccarsi il cucciolone di dosso, quando dal "tu" bisogna incominciare a dargli del "lei" Per me devi rivedere qualcosa che riguarda il comportamento con il cane. Il nostro grande problema è quello di sottovalutare il cane. Il cane non fa ragionamenti complessi, però è in grado di pensare e valutare, e non sbaglia mai quando valuta cosa è per lui più conveniente fare, ma non per questo si sottomette e ci elegge a capobranco. In base alle esigenze assume il comportamento, in casa ci fa credere di essere sottomesso, e in bosco diventa dominante, questo fa parte del famoso discernimento, il cane equilibrato ne ha da vendere.

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  • setterman1
    ha commentato in 's risposta
    Anch'io. Infatti mi sono sempre rifatto agli insegnamenti del Delfino, allora. Oggi ho ampliato il ventaglio di tecniche molto più sofisticate avendo e continuando a studiare la psicologia canina seppur a livello dilettantistico. Ma nel '71....
    setterman1

  • arsvenandi
    ha commentato in 's risposta
    Concordo con il primo libro, testo fondamentale per un approccio più etologico dell addestramento; dissento fortemente con il secondo , sia per metodo che per contenuto.

  • setterman1
    ha risposto
    In commercio sono offerti vari libri di psicologia canina che sarebbe opportuno studiare per capire come pensa il cane e come comunica. Quando ero ragazzo e mi cimentavo nell'addestramento avevo a disposizione 2 testi ritenuti "sacri" della cinofilia venatoria: il "Addestramento del cane da ferma" di Felice Delfino e "quarant'anni di addestramento" di Gastone Puttini. Due testi filosoficamente diversi ma entrambi dettavano metodi inoppugnabili senza fare alcun cenno alla psicologia. Comprensibilissimo perché redatti ai primi del '900. Oggi….ce ne sono abbastanza.
    setterman1

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  • pec74
    ha risposto
    Grazie a tutti per le risposte. Ho provato questo metodo cercando su internet ed anche su questo sito le possibilità di far fare al cane il riporto che si rifiuta di fare. Il cane non è più un cucciolo, ho provato ma visto la reazione ho smesso subito. E' il mio primo cane e l'inesperienza è tanta, ma tempo e passione non mancano, non ho mai picchiato il cane ed ho cercato sempre di insegnare le varie cose tramite gioco e premi, ora un pò di pausa e poi ricomincerò col riportello, ma so bene che lo farà, il problema è quando si passa al selvatico che non ci pensa proprio, vorrà dire che me ne farò una ragione

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  • germano56
    ha risposto
    Per entrare alla pag. 5 ho dovuto scrivere, le eventuali domande o risposte a quello che ho scritto molto probabilmente non riuscirò a leggerle.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Il riporto forzato è una caratteristica della scuola tedesca o asburgica che dir si voglia i cui cinofili si avvalgono di razze canine molto determinate caratterialmente ma non credo che tale metodologia sia valida per i breton specialmente di solito molto sensibili.
    E' un metodo antico, quando si pensava che l'unico modo per far capire al cane erano le mazzate. Secondo la mia opinione chi applica questi metodi non è un cinofilo. Questo metodo non è adatto a nessuna razza, basta vedere cosa produce. Pochi giorni fa in un altro forum hanno messo una foto di un cucciolone che teneva in bocca un germano reale, o un riportello, non ricordo bene, questo non è importante. Il padrone mostrava questa foto con orgoglio, se ne fotteva dell'espressione triste ed insofferente del cane.
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    i cui cinofili si avvalgono di razze canine molto determinate caratterialmente ma non credo che tale metodologia sia valida per i breton specialmente di solito molto sensibili.
    Molto probabilmente non è il caso di questo Breton che secondo me ha carattere da vendere. Il cane che si sottrae fuggendo può avere molto più carattere di quello che reagisce mordendo. Come ho spesso detto i cani possono essere fortemente dominanti senza manifestare aggressività. Secondo me il metodo forzato applicato da pec74 non ha avuto successo perché non è stato ben applicato, la forzatura non è stata adeguata alla "forza del cane" Ricordo che con alcuni soggetti non basta mettere in bocca e stringere, altrimenti il tavolo di lavoro a cosa servirebbe? Non tutti i cani sopportano il dolore allo stesso modo. Ho sempre portato i cani dal veterinario senza museruola, soprattutto quando i cani dovevano subire piccoli interventi e manipolazioni fastidiose, proprio per capire e dire al veterinario quando doveva mollare perché il cane sentiva troppo dolore. Il cane il dolore lo comunicava tramite il morso, più il veterinario gli faceva male più stringeva i denti sul mio braccio, quando comunicavo al vet. che il cane sentiva troppo dolore è il vet. mollava la pressione così il cane mollava la sua presa. Non è un cane intelligente lo faceva di riflesso, e qualche onzo approfittando di questo riflesso ne approfitta per far stringere la bocca del cane sul riportello. Adesso mi fermo altrimenti ………… Setterman, ti ho quotato non perché sono contrario a quello che hai scritto, ti ho quotato perché mi hai dato la possibilità di esprimere la mia opinione in riguardo ad alcuni metodi addestrativi.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Quando si vuol far eseguire le cose per forza…; il grado di sopportazione non è per tutti uguale. Ad ogni soggetto dobbiamo adattare il metodo secondo la sua psicologia.
    Il metodo migliore è il gioco, è migliore perché permette al cane di interagire con il padrone e quando il padrone è coinvolto nel gioco, tutto fila liscio e veloce. Le forzature servono a quelli che se ne fregano di interagire con il cane, il cane deve solo obbedire. Il riporto forzato serve a far eseguire al cane un ordine per forza e con forza.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Valuta bene prima di far eseguire un esercizio al cucciolo, se non sei sicuro che lo possa eseguire è meglio non farglielo fare.
    Questo è quello che ti dissi nel mese di febbraio dell'anno scorso.

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  • setterman1
    ha risposto
    Quando si vuol far eseguire le cose per forza…; il grado di sopportazione non è per tutti uguale. Ad ogni soggetto dobbiamo adattare il metodo secondo la sua psicologia. Se il cane prima riportava anche se quasi sempre di malavoglia o pure parzialmente con il tentativo di imporre un'azione con la forza è stata compromessa la fiducia che il cane deve avere nel conduttore, requisito essenziale per avere successo nell'addestramento. Il riporto forzato è una caratteristica della scuola tedesca o asburgica che dir si voglia i cui cinofili si avvalgono di razze canine molto determinate caratterialmente ma non credo che tale metodologia sia valida per i breton specialmente di solito molto sensibili. Adesso, per me, dovresti lasciar perdere il riporto e portarlo sulla selvaggina anche senza fucile e farlo appassionare agli animali senza brontolarlo e meno che mai punirlo. Poi a caccia, quando meno te lo aspetti, ti riporterà la selvaggina dal momento che se ha già riportato sa benissimo cosa vuoi dal lui.
    setterman1

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  • darkmax
    ha risposto
    Originariamente inviato da pec74 Visualizza il messaggio
    Li ho avuto proprio la sensazione che mi evitasse, scappava da me e non veniva alla chiamata anche dopo un ora, forse per la paura di ricominciare. ..
    Credo che ci siano problemi più grandi del riporto.
    Non è normale che un cane scappi dal padrone e non torni per un ora solo per paura di fare un esercizio. Da come parli del tuo cane non penso proprio tu l abbia "presa a calci" quindi prova a ripensare se c'è stato qualcosa che l ha disturbata a casa o anche a caccia.

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