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Valutazione costo cane da caccia da ferma

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  • #31
    Come diceva Nicola e come la penso io, il costo di un ottimo cane da caccia, dipende molto da cosa gli si investe. Se per far uscire fuori "il cane" ci si impiega un anno o più, con dispendio di denaro e altro, il cane avrà un costo; se invece il cane viene fuori in sei mesi (i soggetti, come sappiamo variano da precoci a tardivi), il costo sarà molto più basso.
    E' perfettamente controproducibile, spendere 5000 euro per fare un cane e poi venderlo a 1000....
    Ciao Mauretto, sarai sempre nei miei pensieri.
    Sta il cacciator fischiando
    sull'uscio a rimirar..........

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    • #32
      Sono d'accordo sul fatto che nelle gare Sant'Uberto c'è molta discrezionalità, il guaio è proprio questo, dove c'è discrezionalità c'è libero arbitrio. Un giudice non ha penalizzato un concorrente che ha sparato in direzione del pubblico e nella relazione lo ha elogiato perché non ha tirato il secondo colpo. Io ero presente e non credevo a quello che avevo sentito, ho dovuto chiedere conferma a un mio vicino il quale ha confermato quello che avevo realmente sentito.

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      • #33
        Originariamente inviato da Ulisse85 Visualizza il messaggio
        Proprio questo è il mio pensiero la differenza è nota e la si vede ad occhio nudo.
        Scusa Ulisse di quale differenza parli? Forse dalla differenza che c'è fra un cane da caccia e uno da prove? Sono cani diversi per questo dovrebbero essere valutati nell'ambito del loro impiego. A me cacciatore tutto quello che c'è scritto sul libretto di lavoro del tuo cane e tutto quello che c'è scritto sul certificato delle origini non interessa, se il cane è femmina non mi interessa fargli fare cucciolate e se maschio non mi interessa cedere monte, io valuto il cane da caccia sul terreno, in definitiva mi compro il cane e non la sua genealogia e neanche i suoi risultati. I risultati e la genealogia potrebbero interessarmi se sarei intenzionato a comprare un cucciolo, in questo caso mi "compro la razza"diceva mio nonno. I tempi cambiano e anche la valutazione dei cani da caccia, troppi cinofili e pochi cacciatori, i cacciatori hanno un modo diverso di valutare il cane da caccia. Già il fatto che si sentono cinofili dire che loro non vanno a caccia per il carniere ma vanno per ammirare lo stile di razza del cane, questo per capire che il modo di valutazione è molto diverso perché è diverso l'interesse che si avrà nell'utilizzo del cane.

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        • #34
          Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
          Sono d'accordo sul fatto che nelle gare Sant'Uberto c'è molta discrezionalità, il guaio è proprio questo, dove c'è discrezionalità c'è libero arbitrio. Un giudice non ha penalizzato un concorrente che ha sparato in direzione del pubblico e nella relazione lo ha elogiato perché non ha tirato il secondo colpo. Io ero presente e non credevo a quello che avevo sentito, ho dovuto chiedere conferma a un mio vicino il quale ha confermato quello che avevo realmente sentito.
          L'anno scorso mi sono piazzato secondo in una gara con sparo su quaglie giudicata in stile sant uberto, con un selvatico soltanto incarnierato, massima valutazione del cane rispetto agli altri e per il cacciatore...ha fatto il primo posto un altro con due abbattimenti, minore valutazione del cane e la seconda quaglia sparata in direzione del pubblico a distanza pericolosa tanto e' vero che 3/4 persone si sono dovute buttare a terra per non essere impallinate...la differenza l'hanno fatta solo i 3 punti in più dell'abbattimento ma il concorrente doveva essere eliminato in teoria, almeno questo e' ciò che tutti pensavano, io per primo....
          Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai...
          Saluti
          Giacomo

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          • #35
            Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
            Scusa Ulisse di quale differenza parli? Forse dalla differenza che c'è fra un cane da caccia e uno da prove? Sono cani diversi per questo dovrebbero essere valutati nell'ambito del loro impiego. A me cacciatore tutto quello che c'è scritto sul libretto di lavoro del tuo cane e tutto quello che c'è scritto sul certificato delle origini non interessa, se il cane è femmina non mi interessa fargli fare cucciolate e se maschio non mi interessa cedere monte, io valuto il cane da caccia sul terreno, in definitiva mi compro il cane e non la sua genealogia e neanche i suoi risultati. I risultati e la genealogia potrebbero interessarmi se sarei intenzionato a comprare un cucciolo, in questo caso mi "compro la razza"diceva mio nonno. I tempi cambiano e anche la valutazione dei cani da caccia, troppi cinofili e pochi cacciatori, i cacciatori hanno un modo diverso di valutare il cane da caccia. Già il fatto che si sentono cinofili dire che loro non vanno a caccia per il carniere ma vanno per ammirare lo stile di razza del cane, questo per capire che il modo di valutazione è molto diverso perché è diverso l'interesse che si avrà nell'utilizzo del cane.
            Nicola, sono assolutamente d'accordo con te al 1000 per 1000....
            per me le prove sono giusto un passatempo a caccia chiusa, quella che può essere la mia personale valutazione di un cane da caccia va ben oltre il compitino svolto più o meno bene su un selvatico messo a terra e su una prestazione di pochi minuti....va da se che per valutare un cane a caccia c'è bisogno di valutare molteplici sfaccettature che vanno bel oltre la sbirciatina su libretti e pedigree...
            ci sono cani senza stelline sul pedigree o addirittura senza pedigree che sono validissimi cani da caccia, mentre ci sono cani con molti asterischi sul pedigree che a caccia non caveranno mai un ragno dal buco...sono diverse le preparazioni, diversi gli utilizzi, diversi i metodi di valutazione.....
            questo ovviamente non significa che come sostieni te quando si va a prendere un cucciolo non si debba tener conto del suo dna e di quello che è il bagaglio genetico che quella corrente dovrebbe aver trasmesso, le querce non fanno limoni e viceversa...o almeno così dovrebbe essere...
            anche se ci sarebbe molto da parlare di pedigree veri o costruiti, genitori legittimi o meno ecc....ma questo e' un altro paio di maniche....
            Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai...
            Saluti
            Giacomo

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            • #36
              ci sono prove e prove ....
              nelle classiche a quaglie si valuta solo lo standard di razza e niente hanno a che vedere con la caccia.
              una prova Saladini Pilastri, ad esempio, e tutto un altro paio di maniche !!
              ricordiamoci però che nel 99.9 % dei pedigree di un cane da caccia ci sono sempre cani che fan le prove, qualcosa vorrà dire ...
              poi se a uno non interessa neanche avere il cane iscritto va bene uguale
              L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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              • #37
                Originariamente inviato da darkmax Visualizza il messaggio
                ci sono prove e prove ....
                nelle classiche a quaglie si valuta solo lo standard di razza e niente hanno a che vedere con la caccia.
                una prova Saladini Pilastri, ad esempio, e tutto un altro paio di maniche !!
                ricordiamoci però che nel 99.9 % dei pedigree di un cane da caccia ci sono sempre cani che fan le prove, qualcosa vorrà dire ...
                poi se a uno non interessa neanche avere il cane iscritto va bene uguale
                Non bisogna mai pesare le cose nei loro estremi, e' giusto dare un peso al patrimonio genetico teorico di un cane senza Dover estremizzare e pensare che sia l'unica cosa da tenere in considerazione e che da questo ne derivi per forza un grande cane, ma è altrettanto giusto valutare se possibile con la conoscenza diretta il valore effettivo del soggetto sul campo....
                del resto le prove sono l'unico mezzo a disposizione per certificare i risultati ( certi risultati ) di un soggetto o di una corrente di sangue mentre la stragrande maggioranza dei cacciatori che abbiano per le mani validissimi soggetti in grado di trasmettere molto di buono non ha nessun mezzo a disposizione per ufficializzare tali doti, e neppure gli interessa del resto...
                per cui la conoscenza diretta di quel cane , a mio modo di vedere e per quelle che possono essere le mie esigenze e cioè andare a caccia, valgono spesso più di ciò che è scritto nel pedigree...se poi sussistono entrambe le cose , tanto meglio....
                Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai...
                Saluti
                Giacomo

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                • #38
                  Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
                  Scusa Ulisse di quale differenza parli? Forse dalla differenza che c'è fra un cane da caccia e uno da prove? Sono cani diversi per questo dovrebbero essere valutati nell'ambito del loro impiego. A me cacciatore tutto quello che c'è scritto sul libretto di lavoro del tuo cane e tutto quello che c'è scritto sul certificato delle origini non interessa, se il cane è femmina non mi interessa fargli fare cucciolate e se maschio non mi interessa cedere monte, io valuto il cane da caccia sul terreno, in definitiva mi compro il cane e non la sua genealogia e neanche i suoi risultati. I risultati e la genealogia potrebbero interessarmi se sarei intenzionato a comprare un cucciolo, in questo caso mi "compro la razza"diceva mio nonno. I tempi cambiano e anche la valutazione dei cani da caccia, troppi cinofili e pochi cacciatori, i cacciatori hanno un modo diverso di valutare il cane da caccia. Già il fatto che si sentono cinofili dire che loro non vanno a caccia per il carniere ma vanno per ammirare lo stile di razza del cane, questo per capire che il modo di valutazione è molto diverso perché è diverso l'interesse che si avrà nell'utilizzo del cane.
                  Guarda le differenze che dicevo sono queste, chi prende il cane, l'uso del cane e quindi dove verrà impiegato, sono secondo me fattori che poi delineeranno la strada del soggetto in questione, chiaro è che un cane cacciatore riscontri più positività da chi lo guarda con occhi da cacciatore e magari non sarà ben visto da chi invece pensa solo in ambito di prove naturalmente non è sempre così, ma tutto questo alla fine in entrambe le direzioni avrà come totale il valore del soggetto poi viene tutto il resto, riguardo il pedigree e via discorrendo. Bisogna riconoscere che se qualcuno qui ha qualche cane con doti innate non indifferenti non saranno attribuite a chi ha preso il cane ma da dove proviene il cane intendo padre e madre anche perché le doti non si comprano e non si costruiscono o vengono trasmesse dai genitori o non compariranno mai...
                  Lo Spinone che passione....

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                  • #39
                    l intento di chiunque "usi" un cane da caccia dovrebbe essere quello di avere un soggetto che faccia far carniere e che rispetti lo standard di razza .
                    per questo esistono le prove, sciegliere il cane più aderente allo standard da poter trasmettere ai futuri cani da caccia.
                    un setter si muove da setter, un bracco da bracco che siano a caccia o al bar.
                    se uno si accontenta .... va bene .... ma raccontar storie sui cacciatori o sui cinofili son solo balle
                    L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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                    • #40
                      [QUOTE=Ulisse85;786578]Guarda le differenze che dicevo sono queste, chi prende il cane, l'uso del cane e quindi dove verrà impiegato, sono secondo me fattori che poi delineeranno la strada del soggetto in questione, chiaro è che un cane cacciatore riscontri più positività da chi lo guarda con occhi da cacciatore e magari non sarà ben visto da chi invece pensa solo in ambito di prove naturalmente non è sempre così, ma tutto questo alla fine in entrambe le direzioni avrà come totale il valore del soggetto poi viene tutto il resto, riguardo il pedigree e via discorrendo.
                      Bisogna riconoscere che se qualcuno qui ha qualche cane con doti innate non indifferenti non saranno attribuite a chi ha preso il cane ma da dove proviene il cane intendo padre e madre anche perché le doti non si comprano e non si costruiscono o vengono trasmesse dai genitori o non compariranno mai...
                      E' vero le doti istintive non si possono insegnare, però possono essere incentivate in molti modi, possono essere anche represse o modificate da un addestramento sbagliato. Che l'allevatore vuole avere sempre ragione è una vecchia storia, è sempre merito dell'allevatore se il cucciolo riesce bene, se invece è un inetto la colpa è sempre del padrone che non lo ha saputo crescere ed addestrare.

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                      • #41
                        [QUOTE=germano56;786840]
                        Originariamente inviato da Ulisse85 Visualizza il messaggio
                        Guarda le differenze che dicevo sono queste, chi prende il cane, l'uso del cane e quindi dove verrà impiegato, sono secondo me fattori che poi delineeranno la strada del soggetto in questione, chiaro è che un cane cacciatore riscontri più positività da chi lo guarda con occhi da cacciatore e magari non sarà ben visto da chi invece pensa solo in ambito di prove naturalmente non è sempre così, ma tutto questo alla fine in entrambe le direzioni avrà come totale il valore del soggetto poi viene tutto il resto, riguardo il pedigree e via discorrendo.E' vero le doti istintive non si possono insegnare, però possono essere incentivate in molti modi, possono essere anche represse o modificate da un addestramento sbagliato. Che l'allevatore vuole avere sempre ragione è una vecchia storia, è sempre merito dell'allevatore se il cucciolo riesce bene, se invece è un inetto la colpa è sempre del padrone che non lo ha saputo crescere ed addestrare.
                        Esatto....
                        Ho visto cani considerati scarti e successivamente presi in mano da gente che c'ha saputo fare che sono diventati ottimi ausiliari, così come ho visto cani già degnamente avviati essere rovinati da una cattiva conduzione....
                        chi coi cani ci sa fare un po' sa riconoscere certe doti e sa incentivarle e migliorarle...il modo di tenere, gestire e portare a caccia un cane e' molto ma molto importante, direi fondamentale....poi molto dipende da quali sono i nostri obbiettivi e le nostre mire ....
                        Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai...
                        Saluti
                        Giacomo

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                        • #42
                          Nelle cucciolate che ho fatto ho sempre dato rilevanza ad una buona morfologia, a far accoppiare soggetti che fossero buoni lavoratori consolidati da generazioni e a cedere cuccioli perfettamente in salute, ottimamente socializzati nella prima fase della loro esistenza , non timorosi e vivaci ma a chiunque venisse a prendere un cucciolo ho sempre detto che i requisiti teorici c'erano e la base di partenza pure, ma che sulla riuscita di quel cucciolo molto sarebbe dipeso dall'addestramento e dalla gestione ricevuta dal nuovo proprietario...
                          Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi morire mai...
                          Saluti
                          Giacomo

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                          • #43
                            Originariamente inviato da darkmax Visualizza il messaggio
                            l intento di chiunque "usi" un cane da caccia dovrebbe essere quello di avere un soggetto che faccia far carniere e che rispetti lo standard di razza .
                            per questo esistono le prove, sciegliere il cane più aderente allo standard da poter trasmettere ai futuri cani da caccia.
                            un setter si muove da setter, un bracco da bracco che siano a caccia o al bar.
                            se uno si accontenta .... va bene .... ma raccontar storie sui cacciatori o sui cinofili son solo balle
                            Per un cacciatore lo standard è complementare, cosa diversa potrebbe essere per il cinofilo. Ai futuri cani da cacci quello che è importante trasmettere sono le doti essenziali, sono queste che permetteranno al cani di essere efficaci a caccia. La selezione deve avere come base il cane da caccia e non cani da prove, la caccia viene prima delle prove, quindi bisogna selezionare coni con gli istinti da cacciatori, avidi, coraggiosi e determinati, se il galoppo non è proprio in stile di razza il cacciatore chiuderà molto volentieri un occhio. Personalmente non ho mai sentito un cacciatore lamentarsi di un cane che cerca, trova e ferma dove altri cani hanno fallito perché non è uno stilista. Sono d'accordo che il setter deve muoversi come un setter e il bracco come un bracco, ma devono essere portati in terreni adatti per potersi esprimere in stile di razza, altrimenti si muoveranno come possono. Il cacciatore il setter lo porta a beccacce e in alcuni ambienti il setter è costretto a muoversi come un canguro, mi dici a cosa serve un cane stilista quando viene impiegato in ambienti e selvatici non idonei. Per rendersi conto in giro ci sono cani bellissimi che si muovono in perfetto stile di razza e a caccia sanno fare solo questo riempiono solo gli occhi del cinofilo e riescono a prendere per il cu-lo qualche cacciatore fermando qualche fagiano addormentato che trovano sul loro percorso.

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                            • #44
                              sono d accordo su tutto quello che hai detto ma ribadisco solo che si DOVREBBE tendere alla ricerca di un cane che sia bravo a caccia pur mantenendo lo stile di razza. un setter che scoda come un cocker non lo sopporto ! può esser bravissimo ma non lo reggo !
                              sopratutto si dovrebbe scegliere il cane in base alle proprie esigenze, al tipo di caccia praticato e al terreno in cui di caccia.
                              mandi
                              L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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