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    #16
    Esperienza mia: la Gaia ha vissuto 6 anni nel box (di lusso😉).
    Poi, portata a casa per la convalescenza post operatoria (tumore mammario) c'è rimasta.
    Sembrava che fosse sempre vissuta in casa!
    Il dopo caccia? La spazzolo/pettino e le spruzzo (poco) un olio districante per i nodi: viene "pultita" e quasi profumata.
    Un paio di volte durante la stagione venatoria un lavaggio completo.
    Poche ed inflessibili regole e la canina sa cosa può e cosa non può, dove può andare e dove no.
    In bocca al lupo.

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    kim-lea, germano56 e erchiappetta piace questo post.
    colombaccio a curata............erezione assicurata!

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      #17
      In casa d.t. la Cora ha accettato che noi vivessimo in casa con lei ... però quando è ora di dormire se ne va alla cuccia in giardino e non ci vuole tra i piedi.
      germano56, kim-lea e erchiappetta piace questo post.
      sigpic

      ..... cci vostra, quanto ve vojo bene !!!


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        #18
        IO ho un Breton di due anni e mezzo bianco e nero.....
        vive a casa e ha due cucce una in cucina e una in camera da letto,gira liberamente in casa ma solo per seguire me o mia moglie per vedere se usciamo,quando capisce che non usciamo si mette a cuccia e li sta.
        Non ha mai combinato un guaio o rosicchiato qualcosa (preso a 44 giorni ) e da piccolo aveva paura dell'acqua...ora non più.
        Quando vado a caccia,prima di salire in casa,lo lavo in garage con acqua tiepida con un tubo buttato giù dal balcone ,lo asciugo e a casa lo spazzolo. I forasacchi sono la cosa più terribile e poi le spine appena appuntate che potrebbero penetrare più a fondo.
        Quindi per me lo puoi tenere comodamente a casa e vedrai che ti si appiccica ancora di più......come ti muovi tu si muove lui...è la tua ombra.
        Un saluto
        germano56, erchiappetta e riccà piace questo post.

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          #19
          Originariamente inviato da Delta1 Visualizza il messaggio
          IO ho un Breton di due anni e mezzo bianco e nero.....
          vive a casa e ha due cucce una in cucina e una in camera da letto,gira liberamente in casa ma solo per seguire me o mia moglie per vedere se usciamo,quando capisce che non usciamo si mette a cuccia e li sta.
          Non ha mai combinato un guaio o rosicchiato qualcosa (preso a 44 giorni ) e da piccolo aveva paura dell'acqua...ora non più.
          Quando vado a caccia,prima di salire in casa,lo lavo in garage con acqua tiepida con un tubo buttato giù dal balcone ,lo asciugo e a casa lo spazzolo. I forasacchi sono la cosa più terribile e poi le spine appena appuntate che potrebbero penetrare più a fondo.
          Quindi per me lo puoi tenere comodamente a casa e vedrai che ti si appiccica ancora di più......come ti muovi tu si muove lui...è la tua ombra.
          Un saluto
          Il cane da caccia deve legarsi ai suoi umani e deve vivere con loro il piu' possibile. Scout (sii', lo sono un romipalle sempre co' 'sta Scout, ma con lei ho avuto un successo enorme come addestratore e compagno di caccia, e quindi non posso fare a meno di usarla come esempio) e' stata praticamente sempre a casa con noi. Aveva una cuccia fuori in un bel recinto grande ma la usava poco, solo quando noi non eravamo a casa ma al lavoro. Quando faceva freddo e neve e ad uscire di notte o la mattina presto per farle fare i bisogni non era possibile, lei dormiva nella cuccia, che era isolata termicamente e riscaldata, sia da una lampada calorifica che da un tappetino elettrico. A lei poi piaceva starci dentro. Ma quando eravamo a casa lei stava con noi. Poi io la portavo dovunque andassi. Al poligono, al tiro al piattello, a scuola la domenica pommeriggio quando correggevo esami e preparavo lezioni. Mia moglie, che era insegnane elementare di musica, ogni tanto la portava a scuola tutto il giorno. Scout amava i bambini e loro amavano lei. Io sono sempre stato convinto che il cane tenuto sempre fuori non si lega agli umani, e diventa, anche se ben allenato ed istruito alla caccia, un robot senza affetto, una macchina.
          Nel passato, i falconieri portavano i loro falchi ovunque andassero, alla taverna, al postribolo, ecc. per farli abituare alla compagnia umana e perche' sviluppassero un attaccamento al padrone. Ma a parte tutto il resto, come si fa a rinunciare a quella bella testona appoggiata sulle tue ginocchia mentre leggi un libro in poltrona e l'accarezzi distrattamente, godendo il thumpthumpthump della sua coda sul pavimento?
          CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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            #20

            Quello che piace non si può discutere, si potrebbe discutere quello che potrebbe essere più giusto fare, sempre per il bene del cane. Per me sta meglio un cane che non è l'ombra del padrone, un cane che sta sempre appiccicato al padrone è un cane che non riposa, un cane sicuramente più stressato di un suo simile più autonomo. Il cane deve avere la sua autonomia, il suo spazio, da non confondere l'autonomia con l'indipendenza. Per staccarsi dal cucciolo non è difficile, lo potrebbe diventare partendo con il piede sbagliato. Basterebbe dividere la giornata per tempi, gli intervalli morti devono servire a rendere il cucciolo autonomo. Cioè, chiamo il cucciolo lo spazzolo e lo pettino, dopo ognuno per la sua strada. Osservo il cane, lo chiamo nel momento buono, lo invito a giocare, dopo quando ho deciso di smettere vado via, e fino al prossimo collegamento ognuno per la propria strada. E' ovvio che il cucciolo cercherà di impormi la sua volontà. Per esempio quando durante il gioco mi blocco e lui continua a voler giocare, saltandomi addosso, non accetterò il suo invito, lo punirò sparendo dalla sua vista, questo ogni volta che mi blocco durante il gioco e lui continua a non bloccarsi. Questo fino a quando non capirà che il gioco lo conduco io e non lui. Ci vuole un poco di tempo e un poco di pazienza, perchè bisogna dare al cane il tempo di pensare e decidere quello che per lui è meglio fare. Da piccolino deve imparare a pensare, altrimenti da grande non potrà mai interagire con il padrone. Solo un cane che pensa riesce a interagire, e anche a fare due cose contemporaneamente. Certo è molto più veloce dargli due calcetti nel sedere quando non vuole smettere di giocare, ma gli abbiamo bloccato la possibilità di pensare. Quindi tutte le richieste che mi farà in questi tempi morti le ignorerò, non avrà più niente prima del prossimo tempo operativo, in questo periodo di libertà deve tirare fuori quel poco di gatto che è in lui. Vedere il cane calmo e rilassato a me riempie il cuore. Un cane ben educato non è un cane robotizzato.

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              #21
              Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
              Quello che piace non si può discutere, si potrebbe discutere quello che potrebbe essere più giusto fare, sempre per il bene del cane. Per me sta meglio un cane che non è l'ombra del padrone, un cane che sta sempre appiccicato al padrone è un cane che non riposa, un cane sicuramente più stressato di un suo simile più autonomo. Il cane deve avere la sua autonomia, il suo spazio, da non confondere l'autonomia con l'indipendenza. Per staccarsi dal cucciolo non è difficile, lo potrebbe diventare partendo con il piede sbagliato. Basterebbe dividere la giornata per tempi, gli intervalli morti devono servire a rendere il cucciolo autonomo. Cioè, chiamo il cucciolo lo spazzolo e lo pettino, dopo ognuno per la sua strada. Osservo il cane, lo chiamo nel momento buono, lo invito a giocare, dopo quando ho deciso di smettere vado via, e fino al prossimo collegamento ognuno per la propria strada. E' ovvio che il cucciolo cercherà di impormi la sua volontà. Per esempio quando durante il gioco mi blocco e lui continua a voler giocare, saltandomi addosso, non accetterò il suo invito, lo punirò sparendo dalla sua vista, questo ogni volta che mi blocco durante il gioco e lui continua a non bloccarsi. Questo fino a quando non capirà che il gioco lo conduco io e non lui. Ci vuole un poco di tempo e un poco di pazienza, perchè bisogna dare al cane il tempo di pensare e decidere quello che per lui è meglio fare. Da piccolino deve imparare a pensare, altrimenti da grande non potrà mai interagire con il padrone. Solo un cane che pensa riesce a interagire, e anche a fare due cose contemporaneamente. Certo è molto più veloce dargli due calcetti nel sedere quando non vuole smettere di giocare, ma gli abbiamo bloccato la possibilità di pensare. Quindi tutte le richieste che mi farà in questi tempi morti le ignorerò, non avrà più niente prima del prossimo tempo operativo, in questo periodo di libertà deve tirare fuori quel poco di gatto che è in lui. Vedere il cane calmo e rilassato a me riempie il cuore. Un cane ben educato non è un cane robotizzato.
              Strani concetti, Germano, quando si parla di un animale "da branco" che allo stato naturale (lupo) di autonomia, individualita' e spazio ne aveva ben poca. Ci hai fatto caso che i cani usati da persone disabili vengono prima di tutto "socializzati," cioe' tenuti sempre in compagnia di umani per farli risalire agli istinti dei loro antenati e a risvegliare l'assoluta fedelta' e abnegazione al "capobranco," cioe' alla persona di cui sono "badanti"? Scusa se ti contraddico di nuovo, ma mi sembra che tu attribuisci al cane sentimenti ed intelletto che pero' non possiede se non ad un livello non paragonabile al nostro. Le facolta' intellettuali del cane saranno sempre e soltanto compatibili con i suoi istinti atavici di animale di branco con una sua posizione sociale ed un suo ruolo specifico nella caccia. Tutti gli studi sulla psicologia canina mi pare che mostrino che qualsiasi cosa possiamo insegnare al cane non puo' prescindere dalla sua natura. Ma studi a parte, nei quali non posso dichiarare di essere versato (leggiucchio, ma non studio e/o imparo a memoria), so da esperienze personali e non che i migliori cani da caccia sono quelli che passano piu' tempo con l'umano principale e il cui addestramento e' proprio legato a questo forte legame, legame che non puo' formarsi e rafforzarsi se non con la continua vicinanza del suo umano. Ti do' invece piena ragione quando parli della necessita' di imporre la propria volonta' al cane e non farsi imporre la sua. Tale principio e' infatti lo stesso che e' presente prima fra la madre ed il cucciolo, e poi fra l'alpha male (il capobranco) e i membri del branco di posizione inferiore. E chi sgarra si becca morsi dolorosi, sia quando sono cuccioli dalla mamma, che li afferra per il muso fino a farli guaire, e poi dal capobranco, che e' molto meno gentile. E per punzecchiarti, aggiungo che il collare elettrico anch'esso si rivolge a quegli istiinti basilari del cane come discendente del lupo. Ma, a differenza dei morsi del capobranco, il collare elettrico non provoca ne' vero dolore (se usato correttamente) ne' danni temporanei o permanenti.

              E' ovvio che io e te abbiamo filosofie molto diverse sulla "cinopedagogia," ma riconosco che tu hai avuto piu' esperienza di me in tale campo. Forse ambedue le filosofie e le conseguenti tecniche d'addestramentose applicate bene e coerentemente possono avere ugualmente buoni risultati. Io ho finito con i cani, perche' dopo Scout non posso permettermi sentimentalmente ed anche fisicamente (mi ci sono quasi ammalato ed ancora provo una forte stretta al cuore quando la mattina prestissimo passo accanto alla sua tomba per andare a caccia) di dover portare un mio "bambino peloso" dal veterinario per farlo smettere di soffrire. Ma se potessi "crescere" un altro ausiliare, un altro compagno di caccia canino, farei esattamente lo stesso che feci con Scout, a cominciare dalla socializzazione e dalla quasi continua convivenza, che gia' per se' stessa e' parte dell'addestramento. E, no, Scout non era un robot, ne' era appiccicata a me in maniera morbosa, ne' era priva di iniziativa ed indipendenza, ma la sua iniziativa ed indipendenza avevano come unico scopo quello di aiutare me, di rendermi felice e soddisfatto con il suo lavoro, proprio ome un membro del branco vuole fare il suo lavoro stabilito nel rincorrere e guidare la preda verso chi ha l'incarico stabilito di atterrarla. E guai se cerca di fare di testa sua. Le punizioni inflitte dal capobranco e dal resto del branco possono essere mortalli. Con Scout io ero l'alpha male, mia moglie l'alpha female, e mia figlia un altro cucciolo con cui giocare in una posizione quasi di uguaglianza. Proprio come in una famiglia di lupi. Niente che avvenisse fra Scout e i suoi umani andava contro la natura del cane, al quale non si possono ne' sidevono attibuire (e dal quale non si possono esigere) comportamenti alieni alla natura di un animale da branco.
              CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                #22
                X Giavannit.
                hai espresso un pensiero che mi ha riempito il cuore..." il mio bambino peloso " ecco questo per me è il non plus ultra.
                Quando vado a caccia devo essere tutt'uno con il cane...non lo chiamo...basta un cenno e lui va dove dico io e potete star sicuri che se in quel boschetto c'è un merlo,una beccaccia,una ghiandaia esce e come se esce...anche un pettirosso,si perchè a lui piacciono anche gli uccelletti piccoli.
                Non amo la gente che urla,fischia ,grida ...amo il silenzio e sentire i rumori del bosco.
                L'unico difetto che ha il mio bambino peloso è che è territoriale e non vuole altri maschi dove è lui,abbaia come un forsennato.Spero che col crescere gli passerà.
                Quando dico che è appiccicoso non intendo dire che caccia in mezzo ai tuoi piedi,al contrario appena lo liberi per dieci minuti si sfoga a destra e a sinistra,finita la sfuriata inizia a guardarti per capire dove dobbiamo andare,al cenno parte e per ora si mantiene in un raggio di 40 / 45 mt.
                Speriamo venga un ottimo cane......
                Un saluto

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                  #23
                  Click image for larger version  Name:	thumbnail (12).jpg Views:	28 Size:	76.2 KB ID:	1958868

                  Anche i gatti (ne ho avuti tantissimi in vita mia, da quando avevo otto anni e ne ho due tuttora) sono sempre stati i miei bambini pelosi. Ma come il cane e' animale da branco e quindi "programmato" da Madre Natura a vivere e cacciare insieme ad altri, ognuno con i suoi compiti e doveri e classe sociale, i gatti sono ben tutt'altra cosa. Solitari per natura, individualisti, indipendenti al massimo, di certo e' quasi impossibile addestrarli se non a fare alcune cose che poi, come usare la lettiera e coprire le cacche , son cose che fanno anche quelli selvatici. Eppure, anche cosi' individualisti, indipendenti, forse ance un po' opportunisti ed egoisti, mi piacciono lo stesso proprio perche' con questi loro "difetti" sono molto piu' simili agli umani in generale, e specificamente a me, individualista e indipendente in maniera feroce (motivo principale per cui ho lasciato un paese affollato e socialista troppo pieno di leggi, regolamentazioni, burocrazie, e limiti alla liberta' individuale) e forse anche opportunista ed egoista, lo confesso--ma chi e' senza peccato...
                  La saggezza del gatto e' infinita: quando il maschio e' allupato trova una femmina, se la fa, e se ne va. Mica ci si mette insieme a vita la aiuta ad accudire i piccoli, a pulire loro il didietro con la lingua (quanti pannolini avete cambiato in vita vostra, colleghi papa' di questo forum?), si sacrifica e rimane nella tana invece di farsi una bella cacciata di topi e lucertole? E di certo cio' che acchiappa se lo mangia lui, mica lo porta a casa a spartirlo! Va dove gli pare, e se per caso incontra di nuovo la sua ex non e' subissato da recriminazioni e lamentele, e se lei e' in calore, glie la da' senza fare storie...
                  Il gatto non appartiene all'uomo. E' l'uomo che appartiene al gatto. Quando gli va ci salta in grembo e fa le fusa. Se non gli va non si fa acchiappare, se l'acchiappi e te lo metti in grembo a forza si divincola e scappa, magari dandoti anche qualche graffio. Le sue coccole sono tanto piu' gradite perche' pienamente volontarie... o interessate. Quanti di noi abbiamo invitato a cena il boss, il capufficio, qualcuno che avrebbe potuto darci una promozione, fatto un favore? Quanti di noi abbiamo portato a caccia qualche strontso col quale non avremmo neanche mai voluto prendere un caffe' insieme, se facendoci amicizia non ci avesse firmato un contratto, o non ci avesse aperto qualche porta alla quale non avevamo accesso? Io sono il primo ad ammettere di averlo fatto, qualche volta. Una volta portai a pesca sul mio motoscafo d'altura un mio vicedirettore per appunto qualche motivo interessato e non troppo recondito... Sei ore in compagnia di un antipatico che pretendeva pure che gli mettessi l'esca sull'amo. Il gatto ti fa le coccole specialmente quando ha fame. Tu lo sai benissimo, ma sei contento lo stesso e gli apri una scatoletta di cibo per gatti, sapendo altrettanto benissimo che dopo il pasto si fara' il bagnetto di lingua e se ne andra' a dormire come se non ti conoscesse nemmeno. Be' del resto, se foste innamorato di una bellissima ragazza che ve la da' soltanto dopo una lauta cena con tanto di champagne da 100 Euro a bottiglia in un ristorante di lusso, non stareste al gioco? Del resto e' un gioco che ha due vincitori: lei vince la cena, e voi vincete un coito memorabile con tutti i contorni del caso... Cosi' col gatto (che dopo tutto ha la personalita' di una femmina umana): a lui la scatoletta, a voi le coccole e le fusa. Acca' 'e pezze, acca' 'o sapone.
                  erchiappetta piace questo post.
                  CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                  • giovannit.
                    giovannit. commentata
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                    Dimenticavo: il pacioccone (quando gli va) nella foto e' Jack-Jack, detto "Cicciu," un simpatico brigante che nei suoi momenti di affezione ama soltanto me. Mia moglie non se la fila per niente, e se ci sono estranei si nasconde. E' un trovatello. Una sera stavamo cenando e lui apparve sul davanzale esterno della finestra, miagolando disperatamente. Era striminzito, piccolo. Gli portammo del cibo, e da allora non se ne e' piu' andato. L'abbiamo forzato a diventare un gatto casalingo perche' fuori ci sono troppi pericoli, da automobili sulla vicina statale, che lui attraversava spesso, a predatori alati e a quattro zampe. Si e' adattato benissimo alla vita dentro casa. Pero' ha pagato un caro prezzo. Un gatto maschio "intero" non si puo' tenere dentro casa o neanche fuori e dentro casa, o spisciolera' ovunque, con quel caratteristico puzzo che non se ne va piu'. Quindi l'asportazione dei testicoli diviene necessaria. L'altro gatto che ho e' una bellissima "guscioditartaruga" a pelo lungo. mettero' la foto della nostra "bambina pelosa" in un prossimo post, anche se sara' O.T. I due vanno abbstanza d'accordo, anche se ogni tanto si prendonoa scappellotti. "Pittima" (la gatta, molto piu' anziana di Jack-Jack) preferisce mia moglie, ma vuol bene anche a me--specialmente quando ha fame o freddo...

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                  #24
                  Ecco Pittima, la mia bambina pelosa. L'abbiamo chiamata Pittima perche' quando vuole qualcosa (generalmente carne di cervo, della quale va matta) comincia a miagolare e non la smette finche' non gliela dai.


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                    #25
                    Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                    Strani concetti, Germano, quando si parla di un animale "da branco" che allo stato naturale (lupo) di autonomia, individualita' e spazio ne aveva ben poca.
                    Giovannit, i concetti non sono miei, sono di quelli che hanno studiato, osservato e hanno dato il loro giudizio. Avevano lo spazio che ognuno si meritava, avevano delle regole da rispettare e le rispettavano. Quando il branco caccia ogni componente svolge il suo compito in autonomia, quindi collegati fra loro, ma autonomi di valutare e decidere. Il compito da svolgere non glielo ha dato il capobranco glielo ha dato madre natura. Il branco ha analogia con un buona muta completa di segugi. Ogni lupo all'interno del branco svolge autonomamente un suo ruolo.
                    Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                    Ci hai fatto caso che i cani usati da persone disabili vengono prima di tutto "socializzati," cioe' tenuti sempre in compagnia di umani per farli risalire agli istinti dei loro antenati e a risvegliare l'assoluta fedelta' e abnegazione al "capobranco," cioe' alla persona di cui sono "badanti"?
                    Tutti i cani andrebbero socializzati, anche dopo il distacco dalla madre. Socializzare non vuol dire tenere solo un contatto continuo e costate fra cane ed essere umano, i più grossi vizi i cani li prendono proprio con questo sistema. I cani non concedono la loro sottomissione per gratitudine. Non conosco il metodo addestrativo, la selezione e la scelta dei soggetti adatti a fare i cani guida per i non vedenti. Non entro in questo argomento, però posso dire che i cani scelti hanno un carattere particolare, la stragrande maggioranza sono femmine, mi sembra anche sterilizzate. Giovannit, se hai notato i cani guida sembrano fuori dal mondo, tutto quello che li circonda non gli interessa, compresi i gatti. Un cane con aggressività predatoria non credo sia adatto a fare il cane guida. Sei sicuro che il non vedente o vedente che ha un cane costruito con duro lavoro a svolgere il suo compito, sia per forza il capobranco del suo cane? Questi cani prima di essere cederli sono sottoposti a duro addestramento, tutti gli addestramenti creano dipendenza. Mi sembra che la persona disabile non vedente alla quale sarà ceduto il cane, lo "vede" già da cane adulto e ben addestrato. Prima dell'addestramento i cani potrebbero essere dati in affidamento a famiglie idonee a far vivere il cane in casa.
                    Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                    Scusa se ti contraddico di nuovo, ma mi sembra che tu attribuisci al cane sentimenti ed intelletto che pero' non possiede se non ad un livello non paragonabile al nostro.
                    Non ho mai paragonato i nostri sentimenti con quelli del cane, anzi
                    ho sempre detto il contrario. Per fortuna il cane non ha il nostro "intelletto" già cosi senza il nostro intelletto ci prende per il c.lo.
                    Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                    Le facolta' intellettuali del cane saranno sempre e soltanto compatibili con i suoi istinti atavici di animale di branco con una sua posizione sociale ed un suo ruolo specifico nella caccia.
                    Certamente, uno dei più forti istinti è quello della sopravvivenza e della riproduzione, il cane come il lupo viene guidato da questi impulsi. Però ciò non toglie che è un essere pensante, che sa valutare e decidere, sono fortemente e fermamente convinto che le decisioni che prende sono sempre a suo favore. Quello che dico è di lasciar pensare il cane in modo che possa valutare e decidere quale gradino gli conviene occupare nella scala gerarchica. Il rapporto che i nostri antenati avevano con il cane era molto istintivo, adesso per ottenere lo stesso risultato dei nostri nonni e bisnonni bisogna studiare psicologia canina. Giovannit, mi fermo e riprendo prossimamente, altrimenti diventa troppo lungo.

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                      #26
                      Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                      Tutti gli studi sulla psicologia canina mi pare che mostrino che qualsiasi cosa possiamo insegnare al cane non puo' prescindere dalla sua natura.
                      Sono d'accordo, Giovannit, non è la prima volta che scrivo su questo Forum, credo che molti sanno cosa penso del cane. Posso insegnare al cane a portare il giornale, a farlo salire e scendere dalla scala mobile, a farlo camminare al piede, ma non ho mai avuto la presunzione di insegnare al cane a cacciare. Io sfrutto e incentivo l'istinto e le qualità naturali del cane, lo faccio procurandogli delle esperienze altamente positive. Ho sempre detto che l'addestramento inibisce il cane, molta socializzazione e addestramento essenziale, è la base per sfruttare al massimo le qualità naturali del cane. "qualsiasi cosa possiamo insegnare al cane non puo' prescindere dalla sua natura." Questo vorrebbe dire, che non bisognerebbe intromettersi fra cane e selvaggina, in modo che il cane possa pensare e decidere cosa per lui è meglio fare. Giovanni. io il cucciolo lo porto a farlo inseguire i colombi i passeri i merli, mai sgridato o corretto questo suo comportamento, al rientro gli do sempre il premio. La saggezza al cane non gliela possiamo insegnare, il cane diventa saggio con l'esperienza, però bisogna fargliela fare.

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                        #27
                        Originariamente inviato da Delta1 Visualizza il messaggio
                        hai espresso un pensiero che mi ha riempito il cuore..." il mio bambino peloso " ecco questo per me è il non plus ultra.
                        Delta, il cane lo puoi chiamare bambino peloso, il mio ragazzo, la mia ragazza, don cane, gli puoi mettere un collare di oro al collo, ma sempre cane rimane. Visto che è un cane, per farlo felice bisogna trattarlo da cane. Visto che la madre si stacca dal cucciolo nel periodo giusto, per continuare a fare quello che avrebbe fatto la madre del cucciolo, anche il padrone dovrebbe fare la stessa cosa, cioè staccarsi dal cucciolo nel periodo giusto.
                        Originariamente inviato da Delta1 Visualizza il messaggio
                        Quando vado a caccia devo essere tutt'uno con il cane...non lo chiamo...basta un cenno e lui va dove dico io e potete star sicuri che se in quel boschetto c'è un merlo,una beccaccia,una ghiandaia esce e come se esce...anche un pettirosso,si perchè a lui piacciono anche gli uccelletti piccoli.
                        Ognuno di noi può interpretare il lavoro del cane in modo diverso, quello che per uno potrebbero essere pregi, per l'altro potrebbero essere difetti. La selvaggina al cane gliela seleziona il fucile. Avere il cane collegato vuol dire avere un cane, che collabora ed interagisce, è altamente positivo, potrebbe voler dire aver ottenuto la sottomissione spontanea del cane. Però è facile sbagliare e confondere un cane dipendente da un cane collegato.
                        Originariamente inviato da Delta1 Visualizza il messaggio
                        L'unico difetto che ha il mio bambino peloso è che è territoriale e non vuole altri maschi dove è lui,abbaia come un forsennato.Spero che col crescere gli passerà.
                        Potrebbe non passargli neanche con la castrazione, sono normali comportamenti sociali. La cosa importante è il comportamento del cane durante la caccia, o in ambiente neutro, un questi casi il problema potrebbe essere la leadership, cioè il cane prende delle iniziative che spettano solo al capobranco. La lotta o la fuga la decide chi comanda.
                        Originariamente inviato da Delta1 Visualizza il messaggio
                        Quando dico che è appiccicoso non intendo dire che caccia in mezzo ai tuoi piedi,al contrario appena lo liberi per dieci minuti si sfoga a destra e a sinistra,finita la sfuriata inizia a guardarti per capire dove dobbiamo andare,al cenno parte e per ora si mantiene in un raggio di 40 / 45 mt.
                        Speriamo venga un ottimo cane......
                        A prescindere da tutto, è il tuo cane, sicuramente saprà guadagnarsi la pagnotta. Premetto che le mie sono solo supposizioni e opinioni, quindi lungi da me voler offendere o denigrare il lavoro e il comportamento di qualsiasi cane. Non è positivo il comportamento del cane che ha bisogno di sfogarsi. Perchè ha bisogno di sfogarsi? Lo fa per nervosismo? lo fa perchè è frustrato? Non è contento della vita quotidiana fuori dal contesto della caccia? E' un comportamento che potrebbero avere i cani iperattivi, cioè quei cani che a casa sono sempre attenti a tutto e non stanno mai fermi, sembrano che vogliono spaccare il modo. Purtroppo dopo essere slegati sul terreno di caccia si sfogano per una quindicina di minuti, dopo si calmano. Cioè in questi 10/15 minuti non hanno il cervello collegato alle zampe, l'aria che respirano la utilizzano tutta per riempire i polmoni, gli sfrulli fra l'altro giustificati nei primi minuti dipendono da questo comportamento. Vi posso assicurare che un cane ben riposato e rilassato, prima di correre azione il cervello cioè lo fa prima di azionare le gambe. Non ha bisogno di sfogarsi, mette a frutto la parte migliore fin da subito. Io per abitudine non do mai consigli, do opinioni, da quello che ho letto sono dell'opinione che è meglio non rispondere all'interrogazioni del cane dopo la sfuriata. Ognuno può fare con il proprio cane quello che meglio crede.

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                        • Zoom Testo
                          #28
                          Buongiorno a tutti,sempre per restare nell'argomento cane in casa o box,stamani mi hanno informato anche che non è possibile detenere il cane in un box o altro,che sia situato in un indirizzo diverso da quello della registrazione all'anagrafe canina.
                          Per me non è un problema perché il box è sempre allo stesso indirizzo della.mia abitazione, ma ho amici che hanno i box situati in indirizzi diversi da quelli della loro casa dove il cane è registrato.
                          È vera questa cosa?Se si in quali reati o sanzioni possono incorrere?

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                          • erchiappetta
                            erchiappetta commentata
                            Modifica di un commento
                            Ahhh ecco...altra bella novita' se confermata! Mah.....aspettiamo notizie.

                          • walker960walker
                            walker960walker commentata
                            Modifica di un commento
                            Manco fosse un arma!

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                          #29
                          Nel mio comune (Livorno) c'è un regolamento che indica la grandezza ed altre caratteristiche che un recinto deve avere per uno, due o più cani.
                          Chiaro è che poi devono essere rispettate tutte le normative riguardanti la detenzione degli animali d'affezione.

                          Inviato dal mio SM-G930F utilizzando Tapatalk

                          colombaccio a curata............erezione assicurata!

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                          • Zoom Testo
                            #30
                            Certo, le regole grandezza ecc..valgono per tutta la Toscana.
                            Il problema è nato per un controllo effettiato ad un amico da parte del wwf...tanto per capirsi

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