annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Test psicologico.....per cane e padrone

Comprimi

Mantieni online il sito per tutto il 2019

Comprimi
Le donazioni inviate sino ad oggi hanno ricoperto il (29%) dei costi necessari.
X
Comprimi
Su questa pagina ci sono 1 persona/e che stanno leggendo il contenuto di questa discussione: (0) Utenti registrati - (1) Ospiti
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • #46
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Giovanni, la socializzazione non l'ho inventata io. Credo che il cane non è un coglion@ al quale bisogna spiegare sempre tutto. La differenza che passa fra un cane ben socializzato e uno poco socializzato e ben addestrato è che quello socializzato non ha bisogno di ordini, è un cane che pensa e decide, a differenza di quello che obbedisce agli ordini, ordinando si toglie al cane la possibilità di pensare. Il risultato è uguale, la differenza è, che il mio cane quando mi vede senza ricevere ordini si mette in disparte e si scarica di qualsiasi responsabilità, continua comunque ad osservare. Il tuo lo fa per comando, come affidabilità il cane che pensa è più affidabile di un cane che gli e stato imposto di eseguire tramite comando. Giovanni, anche i cani corretti con il collare prima o dopo trasgrediscono, è nella natura del cane non rinunciare mai ai propri interessi.
    ----------------------------------------------------------------------------------
    Si Nicola.... d'accordo, però! il cane può pensare e agire in modo giusto per lui, secondo istinto, ma sbagliato per l'uomo. Ad esempio, se fosse per lui, attaccherebbe l'intruso e questo è giusto in mia assenza, ma è sbagliato in mia presenza! Quindi lo devo riprendere.
    Anche il mio che è semi-addestrato, quando mi vede, si mette in disparte e mi osserva. Ma parliamo di cani diversi, il mio ha solo il compito di guardia e difesa. E' giusto che se io non mi accorgo di un eventuale pericolo, il cane agisca da solo, ma poi prendo io la palla e lui si mette dietro.
    Fortunatamente non ho avuto bisogno del collare, è bastata la minaccia del cibo e mooolte carezze e gioco e non è facile giocare con un cane di 80 kg.
    Ciao Mauretto, sarai sempre nei miei pensieri.
    Sta il cacciator fischiando
    sull'uscio a rimirar..........

    COMMENTA


    • #47
      Vedo che ancora c'e' chi crede alle teorie nate purtroppo qui (U.S.) negli anni '60, teorie che, sebbene riguardassero l'educazione del fanciullo certi applicano anche all'addestramento dei cani. Niente sculacciate? Se il bambino o fanciullo fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare pur sapendo di non doverla fare, naturalmente e' colpa dei genitori, o dell'insegnante, o del vicino di casa, o della "societa'." Quindi, per carita', niente punizioni, niente sculacciate, niente responsabilita' individuale per l'azione commessa. E i risultati di tali teorie si vedono bene oggi in strada, nelle scuole, nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto. Come insegnante per 27 anni di fanciulli e fanciulle ne ho visti tanti, di tutti i ceti sociali. E potevo individuare immediatamente quelli che erano stati le vittime di tali teorie, come pure quelli che erano stati le vittime di abusi, di botte date con ferocia, senza motivo o per motivi insignificanti. Ambedue le categorie erano e sono destinate, per lo piu' (di eccezioni ce ne sono tante, sempre, a tutto) ad un adattamento difettoso alla vita sociale, al lavoro, al matrimonio, e ad essere genitori.
      Lo stesso vale per i cani ed il loro addestramento. Bisogna trovare il giusto mezzo, e soprattutto non aspettarsi che il cane "nasca imparato." Il cane sa soltanto cio' che un cane sa per istinto. Il resto (cioe' i comportamenti che servono a noi a caccia, o in azioni di polizia, o di soccorso, o di guida dei ciechi, ecc.) glielo dobbiamo insegnare noi. La punizione? Soltanto quando il cane, che ha gia' imparato una delle cose che deve fare e come farla, per qualche ragione sua decide di non farla o di farla in modo sbagliato. Ma la punizione deve esserci, proprio perche' il cane e' un ex-cucciolo e un ex-lupo. La cagna punisce i cuccioli fisicamente, ed il branco pure. Vero che un ringhio dopo un po' basta o bastava, ma soltanto perche' da principio il ringhio era seguito da un morso, un morso non grave, ma spiacevole--come una sculacciata. Il cane (e tutti gli animali senzienti, umani inclusi) funziona per associazione, come ha dimostrato Pavlov col famoso esperimento.Quando la punizione (adeguata, mai esagerata o insufficiente) e' associata col comportamento sbagliato, il comportamento sparisce. Quando la coccola o il bocconcino arriva dopo il comportamento giusto, il cane associa le due cose ed il comportamento giusto diventa automatico. La saggezza dei popoli conta per qualcosa, no? A Napoli si dice: "Mazzate e panelle fann' 'e figlie belle." Naturalmente uno non deve prendere letteralmente le parole del detto. Quindi niente mazzate vere e proprie, e niente pagnottella ogni volta che la figlia fa qualcosa giusta e la fa bene, altrimenti la figlia diventa "chiattona," cicciona. E' una metafora, certamente, ma una metafora giusta. A proposito, che ne dite dei giudici che rilasciano immediatamente l'immigrato illegale che ha pestato i poliziotti? Sara' una toga rossa che non crede nel punire i comportamenti sbagliati...
      Comunque penso di aver detto tutto cio' che avevo da dire su questo soggetto, ed esco da questa discussione per non dovermi ripetere e diventare noioso e stridulo. E' ovvio che ci sono due scuole di pensiero su come educare i figli ed addestrare i cani, ed e' altrettanto ovvio a quale scuola appartengo io. Devo aggiungere che quando incontravo degli ex-alunni dopo diversi anni dalla fine della loro carriera liceale moltissimi (spesso quelli che erano stati i piu' discoli) mi ringraziavano per essere stato severissimo con loro, di averli costretti a lavorare sodo, e di averli puniti spesso (non a sculacciate, ma con zeri, detenzione dopo le ore di scuola, sospensioni, ecc.), perche' la disciplina imposta e il lavoro sodo che esigevo li avevano aiutati a lavorare e a vivere bene dopo aver lasciato la
      scuola. Comunque, a chiunque decida di comprare un cuccciolo e addestrarlo, consiglio di non ricorrere ai consigli dei frequentatori dei fora, perche' qui ognuno in possesso di due dita per battere sulla tastiera (o magari anche un dito solo) e' un "esperto." Io uso due dita e un pollice. E ogni giorno che passa (e a settant'anni ne sono passati tanti!) mi rendo conto di sapere poco o niente di niente. E adesso anche la memoria comincia a farmi cilecca. Consiglio invece l'acquisto di libri scritti da esperti veri. Io diffiderei dei libri piu' recenti, ma studierei bene libri scritti da Richard Wolters (per chi vuole addestrare un riportatore), Larry Mueller, per tutti i tipi di cane da caccia, e Dave Duffey, pure per tutti i tipi di cani. Non ho mai letto nulla su cani da compagnia, da tartufi, segugi e cani da traccia, perche' non ho mai avuto tali cani.
      Non so se esistano traduzioni di questi autori, e sono sicuro che potreste trovare dozzine di libri scritti da validi addestratori italiani. Leggete, studiate, imparate, e poi applicate cio' che avete imparato dagli esperti veri, che di cani ne hanno addestrati a centinaia.
      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

      COMMENTA


      • #48
        Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
        la scelta del leader nelle operazioni speciali e coperte così come tu affermi per i cani la sceglie il team.
        Se siamo d'accordo su questo, siamo d'accordo più o meno su tutto.

        COMMENTA


        • #49
          Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
          Niente sculacciate? Se il bambino o fanciullo fa qualcosa che non avrebbe dovuto fare pur sapendo di non doverla fare, naturalmente e' colpa dei genitori, o dell'insegnante, o del vicino di casa, o della "societa'." Quindi, per carita', niente punizioni, niente sculacciate, niente responsabilita' individuale per l'azione commessa. E i risultati di tali teorie si vedono bene oggi in strada, nelle scuole, nei locali pubblici, sui mezzi di trasporto.
          Sicuramente il comportamento dei ragazzi è cambiato da quando hanno incominciato a dare del "tu" ai genitori. Da quando il papà è diventato l'amico del figlio, a prescindere dal carattere del ragazzo. Non si educa con le punizioni, si educa con l'esempio, i ragazzi osservano ed imparano. Punire il cane attraverso il dolore allo scopo di scoraggiare un comportamento da noi umani ritenuto sbagliato, Delfino lo definiva "la viltà del più forte" molto probabilmente si sbagliava, sarebbe stato più giusto dire la viltà del più debole, i vili non sono mai stati forti. Fate fare al cane quello che è nella natura del cane e vedrete che il cane sbaglia poche volte, e quando lo fa sa correggersi da solo. "Quando l'istinto con la ragion contrasta vince l'istinto e la ragion non basta" è riferito al cane.

          COMMENTA


          • #50
            Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
            Lo stesso vale per i cani ed il loro addestramento. Bisogna trovare il giusto mezzo, e soprattutto non aspettarsi che il cane "nasca imparato." Il cane sa soltanto cio' che un cane sa per istinto.
            Infatti la selezione del cane da caccia si basa sull'istinto, sulle doti naturali, che non sono quelle di andare a comprare il giornale al padrone o di portargli le ciabatte quando lo vede rientrare. Ogni razza ha delle attitudini ben precise, che non centrano con l'intelligenza, l'intelligenza di una animale è quella di sopravvivere all'ambiente è l'intelligenza che muove lo spirito di adattamento. Credo che i retriever con la loro intelligenza di eseguire ordini complessi, se abbandonati a se stessi hanno poche possibilità di sopravvivere, al contrario di un cane primitivo che apparentemente se ne frega di tutto e di tutti e non è all'altezza di seguire gli ordine che esegue un labrador.

            COMMENTA


            • #51
              Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
              Quando la coccola o il bocconcino arriva dopo il comportamento giusto, il cane associa le due cose ed il comportamento giusto diventa automatico.
              Diventa automatico quando non contrastano con l'istinto del cane, stiamo parlando di rinforzo positivo, che è inadeguato per contrastare l'istinto di sopravvivenza del cane. Per contrastare il cane ad andare contro il suo istinto bisogna usare un rinforzo altamente punitivo. Chi educa con la forza della leadership non può andare contro gli interessi del cane, il leader fa sempre gli interessi del cane, questo è un modo di rapportarsi con il cane. Tramite il condizionamento ci sono metodi che rafforzano la leadership, ci sono delle regole che il cane impara da solo attraverso l'osservazione, impara a pensare e a decidere quello che per lui è più conveniente fare. Questo un cane abituato ad eseguire gli ordini non potrà mai farlo, più si addestra più si inibisce più si toglie al cane la possibilità di pensare e di interagire.

              COMMENTA


              • #52
                Non voglio ripetermi. Chiaro che la pensiamo diversamente sulla maggioranza dei punti di vista, piu' o meno lo stesso su altri. Il coro ha un suono migliore quando ognuno canta una parte diversa purche' tutte le parti siano state fatte per funzionare bene insieme. Io mi trovo bene con la parte che ho imparato, e continuero' a cantare la mia, non la tua, perche' e' quella giusta per la mia voce e la mia intonazione, e per me all'atto pratico ha funzionato ottimamente. Mi piacerebbe addestrare un altro cane, ma ormai sono troppo vecchio, vivo in un posto non propizio ai Labradors (troppo caldo, niente anatre, troppi crotali), e soprattutto non vorrei morire prima del cane (non mi aspetto di poter annusare i fiori dalla parte della corolla invece che dalla parte delle radici per quanto durerebbe la vita di un cane preso oggi da cucciolo) e dargli questo dolore. Le cronache sono piene di cani che si lasciano morire sulla tomba del padrone.
                CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

                COMMENTA


                • #53
                  Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                  Comunque, a chiunque decida di comprare un cuccciolo e addestrarlo, consiglio di non ricorrere ai consigli dei frequentatori dei fora, perche' qui ognuno in possesso di due dita per battere sulla tastiera (o magari anche un dito solo) e' un "esperto." Io uso due dita e un pollice. E ogni giorno che passa (e a settant'anni ne sono passati tanti!) mi rendo conto di sapere poco o niente di niente. E adesso anche la memoria comincia a farmi cilecca. Consiglio invece l'acquisto di libri scritti da esperti veri. Io diffiderei dei libri piu' recenti, ma studierei bene libri scritti da Richard Wolters (per chi vuole addestrare un riportatore), Larry Mueller, per tutti i tipi di cane da caccia, e Dave Duffey, pure per tutti i tipi di cani. Non ho mai letto nulla su cani da compagnia, da tartufi, segugi e cani da traccia, perche' non ho mai avuto tali cani.
                  Io consiglio di acquistare prima i libri che parlano di etologia, dopo quelli che spiegano l'addestramento. L'etologia spiega quello che un addestratore non riesce a spiegare. I cani come molte altre specie oltre alle risposte istintive, hanno grandi capacità di apprendimento, lo fanno sia in gruppo che individualmente. Queste capacità di apprendimento gliele togliamo se gli vogliamo far apprendere quello che interessa a noi tramite l'addestramento. Non dite che non mi spiego, a me sembra di essere abbastanza chiaro. Lasciate perdere chi vi dice che il colpetto di corrente è educativo, il cane non potrà mai capire la correzione anche se arrivasse un secondo allo stesso istante o un secondo dopo, evita quel comportamento non perché ha capito, lo evita per paura.

                  COMMENTA


                  • #54
                    Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                    Non ho mai letto nulla su cani da compagnia, da tartufi, segugi e cani da traccia, perche' non ho mai avuto tali cani.
                    Sono cani come tutti gli altri, nella loro testa c'è sempre il loro progenitore.

                    COMMENTA


                    • #55
                      L'etologia e' la scienza che studia il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale. Il cane e' a migliaia di migliaia di anni dal suo ambiente naturale. A me non importa se un cane eviti un comportamento o ne esibisca un altro per paura invece che per averlo "capito." Basta che lo faccia regolarmente, senza esitare, senza sgarrare. Dopo tutto e' un cane da caccia (o da lavoro, o da difesa) al quale richiediamo di fare cose che i suoi progenitori non facevano in ambienti che non conoscevano. Un esempio: da noi ci sono addestratori specializzati per insegnare al cane a stare lontano dai serpenti. L'addestratore approfitta della naturale curiosita' del cane, mettendolo in una situazione dove incontrera' un serpente velenoso al quale sono stati estratti i denti veleniferi. Il cane indossa un collare elettrico. Quando il cane si avvicina al serpente (che e' legato a un piolo interrato) e lo annusa, non solo viene attaccato dal serpente, il cui attacco improvviso ed urto della bocca "disarmata" gia' lo spaventano, ma anche la scossa elettrica (forte in questo caso) gli fa associare il serpente con cose spiacevoli. Ed e' proprio la paura di questi effetti spiacevoli che lo terra' lontano da crotali e affini. L'istinto che il lupo o il coyote o lo sciacallo hanno di evitare i serpenti velenosi o di aggredirli in un modo che ne prevenga i morsi ma che possibilmente li trasformi in cibo ormai e' scomparso dalla maggior parte dei cani. L'etologia e' fondata in parte sul Darwinismo, e come una caratteristica essenziale si sviluppa nell'ambiente naturale secondo il processo evoluzionario, cosi' puo' anche sparire dopo il cambiamento dell'ambiente naturale che e' avvenuto in migliaia e migliaia di anni. Ecco perche' molti cani da caccia vengono morsi da vipere e crotali che avevano scorto ed erano andati ad annusare, non avendo piu' quel timore istintivo, "etologico" sparito da secoli di convivenza con l'uomo in ambienti non piu' naturali. Poi la paura e' maestra di vita anche per gli umani. Quanti esseri umani (che capiscono molto di piu' di quanto un cane possa "capire") non rubano, non uccidono, non fanno le corna alla moglie solamente per la paura di essere scoperti? Quanti di noi incassano insulti e magari schiaffoni per la paura di perdere il PdA se dovessimo reagire come il nostro istinto ci suggerirebbe? Quanti di noi sopportano l'ignominia di andare al lavoro durante una splendida giornata di passo per paura del medico fiscale e del licenziamento? Scommetto che proprio adesso ci saranno due o tre che ci stanno leggendo che l'anno scorso avrebbero avuto l'opportunita' di fare una strage di tordi, piu' del doppio del carniere legale, ma si sono comportati bene, hanno raccolto i bossoli e sono tornati all'auto per paura di essere presi in flagrante dal guardiacaccia.... La paura... una costante di sopravvivenza per tutte le specie in qualsiasi ambiente etologico. Guai se non ci fosse la paura!

                      Nota:

                      Non mi sono ripetuto, ma ho affrontato un angolo diverso della nostra discussione... per PAURA di essere considerato un quaqquaraqqua' che non sa mantenere le promesse.
                      kim-lea e Seagate piace questo post.
                      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

                      COMMENTA


                      • #56
                        Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                        L'etologia e' la scienza che studia il comportamento degli animali nel loro ambiente naturale.
                        L'etologo studia anche in laboratorio.
                        Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                        Il cane e' a migliaia di migliaia di anni dal suo ambiente naturale.
                        Con tutti questi migliaia e migliaia di anni basterebbero due o tre generazioni per riportarlo indietro di migliaia e migliaia di anni.

                        COMMENTA


                        • #57
                          Originariamente inviato da giovannit. Visualizza il messaggio
                          Un esempio: da noi ci sono addestratori specializzati per insegnare al cane a stare lontano dai serpenti. L'addestratore approfitta della naturale curiosita' del cane, mettendolo in una situazione dove incontrera' un serpente velenoso al quale sono stati estratti i denti veleniferi. Il cane indossa un collare elettrico. Quando il cane si avvicina al serpente (che e' legato a un piolo interrato) e lo annusa, non solo viene attaccato dal serpente, il cui attacco improvviso ed urto della bocca "disarmata" gia' lo spaventano, ma anche la scossa elettrica (forte in questo caso) gli fa associare il serpente con cose spiacevoli. Ed e' proprio la paura di questi effetti spiacevoli che lo terra' lontano da crotali e affini.
                          La paura della scossa al cane non insegna un bel niente perché non gli permette di fare esperienza. L'unico modo che ha il cane per imparare a difendersi dai pericoli è per apprendimento o per tentativi ed errori. Se vede la madre attaccare il serpente lo farà anche il cucciolone se la vede fuggire la seguirà. Certo ci vuole coraggio a chiamare addestratori specializzati chi schiaccia il pulsante del collare elettrico. Quando non avevano il collare elettrico questi addestratori specializzati cosa schiacciavano o si schiacciavano? Se una persona vuole rendere il cane immune da ogni pericolo gli conviene tenere il cane a casa, altrimenti non avrà più un cane, perché come ho già detto una scossetta per non farlo avvicinare alla strada, una per non farlo avvicinare ai serpenti, una per farlo venire prontamente alla chiamata, una per non farlo inseguire la selvaggina, ecc. ecc. Il fatto di non reagire per non perdere il porto d'arma è vero, pero la paura non centra, si può aggredire o difendersi anche per paura, quello che non mi fa reagire è l'interesse che ho per il porto d'arma, non certamente la paura. La paura prima o dopo passa, anche la paura del collare con il tempo il cane la dimentica, perché non ha nessun interesse a ricordarla. Se vuoi addestrare e non domare, il cane lo devi "pizzicare" nei propri interessi. Studia il gatto, e anche il topo, vedrai che l'addestramento del cane ti risulterà più facile, anche senza collare. Da questa discussione mi chiamo fuori, anche perché siamo fuori argomento.
                          fabi piace questo post.

                          COMMENTA

                          Pubblicita STANDARD

                          Comprimi

                          Ultimi post

                          Comprimi

                          Unconfigured Ad Widget

                          Comprimi
                          Sto operando...
                          X