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Lo standard di razza. Obiettivo o prigione?

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  • Lo standard di razza. Obiettivo o prigione?

    Cari amici, ho avuto modo di notare che molti di noi , amanti della cinofilia e non, si scontrano su un argomento spinoso. Lo standard di razza del cane da caccia. Intenzionalmente lo menziono in modo generico perchè gira che ti rigira alla fine il motivo del contendere è sempre quello a prescindere dalla razza.
    Dando per scontato che ognuno di noi conosca a menadito lo standard del proprio cane da caccia, vi domando se questo è per voi attuale, in cosa potrebbe essere migliorato vista l'evoluzione che ha avuto la caccia nel nostro territorio, se corrisponde all'idea che avete voi del cane da caccia. Nello specifico non intendo criticare chi lo ha redatto e quello che impone. Il suo dettato rappresenta la via da seguire nella selezione e nell'allevamento ed è una tutela per preservare le caratteristiche proprie di una razza. Proprio per l'importanza che ha in questo senso, vi invito a manifestare nella maniera più schietta e civile possibile quali sono le vostre opinioni. Riflessioni che sono lecite essendo noi tutti coinvolti dall'amore del proprio cane.
    A oreip, kim-lea e 4 altri utenti piace questo post.
    "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

  • #2
    Cosa guardiamo perché il nostro cane sia negli standard richiesti? Nel cucciolo cosa deve emergere per riconoscere il tuo preferito ausiliare ?
    Fiero ed Orgoglioso di essere Cacciatore ed avere MYGRA come forum di Caccia
    Mauro, Angelo e Sasa53... non vi dimenticherò!!!!
    Credo che l'amore per la caccia sia innato e che scateni un'attrazione fatale che non è facile a definirsi con le parole....
    Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.
    (Harvey B. Mackay)


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    • #3
      Personalmente essendo a digiuno sulla razza, (la Teti mi è stata "imposta" avendo perso il mio setter) ho guardato il carattere. Lei si faceva i c...i suoi, proprio come il padre(Aiace di Cascina croce) che mi fu presentato nella prima visita che feci all allevamento. Ho adorato il padre che allo sgancio non venne verso di noi festanti pronto ad accarezzarlo, ma si diresse noncurante verso una macchia lì vicino in chiaro atteggiamento venatorio. Ebbene lei, così parca di feste nonostante i sui 3 mesi, mi conquistò con lo sguardo. Algido e Severo. Chiaro e limpido. Uno sguardo pieno di personalità e carattere. La portai a casa a malincuore pensando cxx un cucciolo che neanche ti lecca!!! Ci sono voluti mesi prima che lei mi permettesse di entrarle nel cuore. Adesso io capisco lei con uno sguardo e lei mi capisce solo con un movimento di testa. Poi fa quel che le pare però sa È un continuo confrontarsi. Già a tre mesi si è subito capito che la pasta di cui era fatta era inesorabilmente venatoria. Da subito il tempo è le distanze da noi non avevano significato. Se intercetta a qualcosa che le interessava, farfalle, lucertole, allodole ci faceva aspettare ore. L ho lasciata fare. Era la sua ragione di essere.
      Ecco. Questo è quello che per caso mi sono trovata a scegliere e che per caso ha significato scegliere un buon soggetto.
      oreip, germano56 e fabio d.t. piace questo post.
      "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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      • #4
        Originariamente inviato da livia1968 Visualizza il messaggio
        Dando per scontato che ognuno di noi conosca a menadito lo standard del proprio cane da caccia, vi domando se questo è per voi attuale,
        Per quello che riguarda lo Springer Spaniel Inglese" da lavoro è attualissimo.
        Originariamente inviato da livia1968 Visualizza il messaggio
        in cosa potrebbe essere migliorato vista l'evoluzione che ha avuto la caccia nel nostro territorio,
        Per quello che riguarda la morfologia è in continuo miglioramento. E' innegabile che lo springer da lavoro attuale è più omogeneo di quello di 25/30 anni fa. Come è innegabile che il movimento è uguale per tutti gli springer da lavoro, cioè è funzionale per il motivo per il quale è stato selezionato. Per evitare polemiche non ho scritto "stile di razza". Stile o non stile, piace vederlo lavorare e soprattutto è efficiente. Per efficienza intendo che anche le cose più difficili le risolve con estrema facilita. Sono d'accordo con chi asserisce che il cane deve essere costruito per la funzione che ha da svolgere.

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        • #5
          L'unica razza di cani da caccia che conosco abbastanza bene e' il Labrador. Ultimamente negli U.S. si e' fatto molto lavoro per ottenere un "cambiamento" di stile e atteggiamento di questa magnifica razza, selezionando individui che mostravano una propensita' a fermare, oltre che a fare il lavoro che fanno da piu' di un secolo: il riporto. Quindi adesso negli U.S. (e in Inghilterra) trovi allevatori che vendono soggetti fermatori/riportatori. Un Labrador che ferma e riporta e' IMHO un cane da favola. Ormai sono troppo vecchio per acquistarne e addestrarne uno--senno'....
          livia1968 piace questo post.
          CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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          • #6
            Esiste uno standard di lavoro dello springer spaniel? dove?


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            • #7
              Originariamente inviato da kim-lea Visualizza il messaggio
              Esiste uno standard di lavoro dello springer spaniel? dove?


              Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
              Eccolo:
              Standard Enci_Springer Spaniel.pdf


              quello di lavoro:
              caccia_cani_springer standard lavoro.pdf
              File allegati
              germano56 e Franuliv piace questo post.
              "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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              • #8
                Non mi pare che siano separati gli springer da lavoro da quelli da "divano" . Nell'altro file,il secondo, ci sono argomenti molto interessanti ma non è approvato dall'Enci.

                Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk

                miett mbacc

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                • #9
                  Lo standard di lavoro redatto dall'enci non esiste per nessuna razza. E' il club cinofilo che presenta lo standard di lavoro e l'enci con sua direttiva lo approva.
                  Nello standard vengono specificate le caratteristiche morfologiche e comportamentali.


                  La distinzione tra cane da lavoro e cane da divano non lo stabilisce lo standard, lo si prova sul campo. E' per questo che esiste una diatriba in merito.
                  Stabilendo lo standard alcune caratteristiche fisiche quali peso, altezza, andatura, si è osservato che alcuni cani rientrando nello standard, non sono morfologicamente in grado di poter sostenere il lavoro della caccia, ma solo quello del divano. il range in cui le misure sono date permette altresì di avere una forbice in cui rientrano alcuni cani ,sempre nello standard, che invece per morfologia cosiddetta funzionale possono svolgere egregiamente il loro lavoro, ma che nelle prove di bellezza non ottengono il consenso dei giudici.
                  "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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                  • #10
                    Quindi non è riconosciuto enci, è fatto da un club amatoriale da come leggo, neanche dal club springer spaniel.


                    Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

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                    • #11
                      Quindi io mi domando 1 enci ha cosa serve se non approva n'è uno ne altro, 2 gli allevatori su cosa basano le loro linee quando una domenica passo un cane con lo standard l'altra domenica passa un cane con l'altro standard, 3 noi che siamo i fruitori della razza in che modo ci dovremmo orientare.
                      Perché mi sembra che ognuno si alza la mattina e fa come crede.
                      Ps yarabba di val brandeglio è un bel cane.


                      Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

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                      • #12


                        ENCI - Regolamento Nazionale delle Prove di Caccia per Spaniels

                        REGOLAMENTO NAZIONALE DELLE PROVE DI CACCIA PER SPANIELS
                        Approvato dal Consiglio Direttivo dell'ENCI ed in vigore dall' 1.1.1996 Successive modifiche apportate dal Consiglio Direttivo in data 11.2.1997 In vigore dall' 1.7.1997



                        PREMESSA
                        Le prove nazionali si suddividono in:
                        a) prove con selvatico abbattuto (tipo A)
                        b) prove con riporto a freddo (tipo B)
                        A fini del conseguimento del titolo di campione italiano di lavoro, non meno di due CAC devono essere ottenuti in prove con selvatico abbattuto.

                        A) PROVE CON SELVATICO ABBATTUTO
                        In tali prove il riporto viene eseguito esclusivamente su selvaggina naturale nel corso del turno di prova, fatto salvo quanto previsto dal successivo art. 23.

                        B) PROVE CON RIPORTO "A FREDDO"
                        In tali prove il riporto sarà effettuato a fine gara, limitatamente ai cani qualificabili, su fagiano o piccio-ne di allevamento, precedentemente uccisi e lanciati al cane come previsto dal successivo art. 23 comma 4. Il tipo di animale da riportare dovrà essere specificato nel programma.

                        Art. 1. - Queste prove hanno lo scopo di evidenziare i riproduttori di élite che si saranno distinti per le loro qualità di naso, di andatura, di resistenza, della capacità di recepire e trattenere un addestramento molto spinto e suscettibile a generare altri grandi cacciatori e numerosi cani da caccia di alto valore.
                        Art. 2. - Le prove di cui alla lettera "a" della premessa sono caratterizzate dal fatto che possono svolgersi solo in stagione di caccia aperta su selvatico naturale e con selvatico abbattuto per ciascun cane nel corso del suo turno di prova.
                        Le prove di cui alla lettera "b" invece dovranno svolgersi SOLO in Zone di Ripopolamento e Cattura o Aziende Faunistico Venatorie e SOLO dalla chiusura della caccia al 31 marzo e dal 1 settembre all'apertura.
                        Nessuna prova con CAC potrà essere svolta con selvatico che non sia naturale. Per selvatico naturale si deve intendere selvatico nato in libertà o liberato al più tardi entro il mese di agosto.
                        In nessun caso potrà essere liberato selvatico in occasione di una prova, nemmeno qualche giorno prima.

                        ORGANIZZAZIONE
                        Art. 3. - Non potranno partecipare alle Prove che i cani di razza pura iscritti o ascrivibili ad un Libro Origini riconosciuto dalla FCI.
                        Art. 4. - Nelle prove sono previste due categorie separate, l'una alla quale prenderanno parte i Cocker, l'altra alla quale parteciperanno tutte le razze Spaniel.
                        Nel caso in cui non si potessero effettuare le due categorie contemporaneamente, il comitato organizzatore tirerà a sorte l'ordine del loro svolgimento.
                        Tutti gli Spaniel potranno correre assieme nella stessa prova nel caso in cui non ci siano sufficienti iscrizioni di una delle varietà. In quel caso sarà attribuito un solo CAC purché il cane vincitore sia di qualità eccezionali.
                        Art. 5. - La partecipazione alle prove con CAC è aperta ai cani menzionati all'art. 3.
                        L'iscrizione alle prove sopra indicate può essere limitata anche in base a solo titoli di merito (qualifiche ottenute precedentemente) a condizione che venga indicata sul programma delle prove.
                        ENCI - Regolamento Nazionale delle Prove di Caccia per Spaniels
                        Art. 6. - Si prescrive quanto segue:
                        a) se la Prova è divisa in più batterie, la ripartizione dei cani si farà secondo le seguenti disposizioni: nessun proprietario, addestratore o conduttore potrà pretendere che i suoi cani siano inseriti in più batterie a meno che non abbia degli aiutanti che possano presentare per lui in altre batterie.
                        b) la presenza di femmine in estro è assolutamente proibita;
                        c) nessuna iscrizione potrà essere accettata oltre la data della chiusura stabilita;
                        d) non verrà rimborsato alcuno ammontare di iscrizione a meno che la rinuncia non venga comunicata almeno 5 giorni prima della data della prova;
                        e) le iscrizioni saranno valide solo se accompagnate dall'importo. I partecipanti di nazionalità estera potranno regolare i loro pagamenti all'atto delle prove purché questi vengano effettuati prima dell'inizio e dovranno essere fatti per tutti i cani iscritti, presenti o meno, salvo i casi alla lettera d);
                        f) solo le femmine in calore potranno essere ritirate e non potranno essere rimpiazzate, inoltre non sarà accettata alcuna sostituzione di cane;
                        g) il conduttore o il concorrente che rifiuterà di pagare le sue iscrizioni non sarà ammesso alla partecipazione alle prove della stessa categoria che avessero luogo nella stessa giornata.
                        Art. 7. - Non sono ammessi cani cattivi, mordaci o affetti da malattie contagiose, i cani appartenenti o condotti da persone soggette alla sanzione disciplinare della squalifica irrogata dall'ENCI o dalla FCI in corso di esecutività, o facenti parte di società o club non riconosciuti dagli Enti membri della FCI.
                        Art. 8. - I conduttori dovranno trovarsi, pena l'esclusione, presenti all'appello che si farà sul luogo del raduno, e saranno in seguito sempre a disposizione del Giudice.
                        Art. 9. - Il Comitato organizzatore si riserva il diritto di annullare una prova rimborsando l'ammontare delle iscrizioni solo per cause naturali e di forza maggiore.
                        Art. 10. - L'omologazione da parte dell'ENCI delle classifiche non avrà luogo se i cani presenti in gara non saranno almeno 2.
                        Art. 11. - La ripartizione dei cani sarà fatta dagli organizzatori, mentre l'ordine dei turni sarà fatto con estrazione a sorte.

                        MISURE D'ORDINE
                        Art. 12. - Per quanto attiene le misure d'ordine saranno applicati i vigenti regolamenti dell'ENCI.

                        PRESENTAZIONE
                        Art. 13. - Nessun cane potrà portare, durante il turno, alcun oggetto coercitivo.
                        Art. 14. - Il conduttore dovrà in qualsiasi circostanza rimettersi alle indicazioni dei giudici, non dovrà usare voce e fischietto che con la massima discrezione.
                        Art. 15. - A meno che un cane non presenti delle insufficienze evidenti o dei difetti eliminatori, verrà esaminato almeno per 10 - 15 minuti. Dopo il primo turno il giudice avrà la facoltà di richiamare i cani per quante volte e per tutto il tempo che egli riterrà giusto.
                        Art. 16. - Le prove dovranno essere giudicate da un (1) Giudice e nei casi in cui ne ricorrerà la necessità si potrà utilizzare un assistente indicato dall'organizzazione, purché sia realmente esperto. Ove necessario o prescritto da altri regolamenti si potrà far giudicare anche da giurie plurime.
                        Art. 17. - Nelle prove di tipo "a" di cui alla premessa assieme alla giuria ci dovranno essere preferibilmente due sparatori ufficiali. In generale questi dovranno seguire le indicazioni dei giudici e previ accordi si potrà abbattere il primo selvatico che si leva, ma in seguito solo quello lavorato dal cane.
                        Per tutti i selvatici abbattuti il cane sarà invitato al riporto.
                        Art. 18. - I cani dovranno correre, nei limiti del possibile, su terreno semi - coperto e vario. È facoltà del giudice di farli correre anche su terreno scoperto per meglio controllarne l'addestramento.
                        Art. 19. - La Giuria dovrà tener conto delle attitudini e delle caratteristiche di lavoro di ogni razza.
                        Dovrà altresì tenere in considerazione: l'intelligenza; la cerca di giusta ampiezza compatibile con tipo di terreno e utile al fucile; il galoppo brioso e veloce in stile di razza; l'azione avida continua e determinata; il collegamento con il conduttore; la capacità di ricezione dell'emanazione sia su pista che al vento; la presa di pista, la prontezza e l'espressività nel risolvere; la buona condotta al frullo e allo schizzo della selvaggina sia forzata, sia che si levi spontaneamente, nonché al colpo di fucile anche su selvatico non "lavorato" dal cane; l'attenzione alla fucilata; la prontezza e la precisione dell'individuazione del punto di caduta del selvatico; la perseveranza nella ricerca del selvatico abbattuto e la prontezza nell'abboccarlo; la velocità e dolcezza del riporto sia all'asciutto che dall'acqua; la resistenza nell'affrontare ostacoli.

                        Art. 20. - I difetti e gli errori che portano all'eliminazione sono:
                        - insufficienza di cerca (l'ideale è quella utile al fucile);
                        - carenza di iniziativa e passione, carenze fisiche, scarsa avidità e determinazione;
                        - andatura non in tipo;
                        - carenza palese d'intelligenza;
                        - paura del colpo di fucile e del selvatico;
                        - il trascuro di selvatico utile;
                        - il far ripetutamente levare il selvatico fuori tiro;
                        - la carenza di olfatto;
                        - il dare voce sia insistentemente che senza giustificazione;
                        - il mancato riporto sia all'asciutto che dall'acqua anche su selvatico non levato dal cane, purché non abboccato da altri cani;
                        - il riporto con dente duro.

                        Art. 21. - I cani dovranno essere condotti come lo sono generalmente a caccia, diretti preferibilmente con un segno; i richiami troppo frequenti sia alla voce che col fischietto, saranno considerati come difetti di obbedienza. Durante la cerca ed il riporto il conduttore dovrà rimanere vicino al giudice per seguirne le direttive. Il giudice ha facoltà di accordare al conduttore di portare il cane in vicinanza del luogo di caduta del selvatico se questo è stato abbattuto quando il cane non lo lavorava, o comunque al di fuori della vista del cane. Il riporto dovrà essere effettuato al piede del conduttore senza esitazioni o interruzioni ingiustificate.
                        Art. 22. - In ogni caso, affinché il cane possa essere classificato, dovrà riportare correttamente. Dovrà anche aver lavorato e preso un punto su almeno un selvatico.
                        Il riporto di lepre è obbligatorio per gli Springer. Per i Cocker la mancanza di riporto di lepre non è difetto di eliminazione ed il riporto effettuato è da considerarsi come nota di merito.
                        La mancanza di riporto di un selvatico ferito che si sia sottratto non porta alla eliminazione se il cane lo ha almeno tentato dando prova di aver trovato la pista, averla seguita più o meno a lungo.
                        Il riporto effettuato in questi casi, è nota meritoria.
                        Abboccare un selvatico fermo non è nota di demerito.
                        Art. 23. - Nella prova di cui alla lettera "a" della premessa il riporto "a freddo" non sarà ammesso salvo casi eccezionali di forza maggiore.
                        Prima di effettuare un riporto a freddo, si deve tentare se possibile di effettuare un riporto a caldo in azione di caccia.
                        Per il cane che abbia ottenuto un punto o nel turno o nel richiamo, per la verifica del riporto a caldo non sarà più tenuto conto degli errori commessi oltre il tempo del turno o del richiamo dopo la realizzazione.
                        Se per mancanza di tempo, di terreno o di selvatico non è possibile effettuare un riporto a caldo, si ricorrerà al riporto a freddo in azione di caccia con le seguenti modalità da seguire anche per le prove di cui alla lettera "b" della premessa:
                        - il selvatico (non precedentemente abboccato) è posto su terreno al di fuori della vista del cane a circa 20/30 metri da lui. Il terreno sarà lavorato come in una normale azione di caccia. Dopo un colpo di fucile il cane verrà inviato al riporto.
                        La durata della cerca non avrà alcuna importanza e non costituirà in alcun caso un criterio di valutazione. A condizione che il cane cerchi attivamente, gli verrà concesso di continuare. Ogni riporto a freddo sarà fatto su terreno differente.

                        Art. 24. - Per essere classificati non è ammesso nessun errore grave.
                        Per ottenere il CAC il cane dovrà aver completato un lavoro impeccabile senza alcun errore.
                        Art. 25. - Il C.Q.N. (Certificato di Qualità Naturali) può essere dato solo al cane che avendo dato prova di ECCELLENTI qualità naturali (compreso il riporto) ed essendosi comunque aggiudicato almeno un punto, non ha potuto essere classificato per errori di dressaggio.

                        Art. 26. - "DERBY" Prova riservata a soggetti nati in Italia dopo il 1° Luglio di due anni prima.
                        Le batterie di questa prova non possono essere composte da più di 11 soggetti.
                        Se vi sono più batterie, i vincitori di ciascuna batteria a parità di qualifica, dovranno confrontarsi in un turno singolo per determinare il vincitore del DERBY.

                        Art. 27. - I Giudici non baseranno le loro classifiche in relazione al numero dei punti presi, bensì sulla loro qualità tenendo conto dello stile di razza e delle altre qualità naturali inerenti la razza.
                        Art. 28. - Alla fine della prova i Giudici dovranno proclamare la classifica sul campo e commentare l'esito della prova.

                        Art. 29. - Per accedere al Campionato Italiano di Lavoro un cane dovrà aver ottenuto:
                        - 3 CAC (di cui non meno di 2 ottenuti in prove con selvatico abbattuto)
                        - possedere un brevetto di riporto dall'acqua (come da art. 30)
                        - aver ottenuto la qualifica in esposizione (attualmente un MB in Raduno o Speciale).

                        BREVETTO RIPORTO DALL'ACQUA
                        Art. 30. - Il brevetto di riporto dall’'acqua verrà giudicato da due giudici abilitati a giudicare prove CACIT per Spaniel.
                        Condizioni dell'esecuzione dei riporti dall'acqua:
                        - i riporti si faranno con anitra uccisa al momento
                        - i giudici veglieranno affinché tutti i cani siano posti nelle stesse condizioni e che si avvicinino il più possibile ai seguenti criteri:
                        - i riporti si faranno in acqua profonda che obblighi il cane a nuotare per una distanza di più metri,
                        - l'entrata in acqua si farà su una discesa non troppo ripida che non obblighi il cane a saltare o tuffarsi,
                        - l'anitra sarà lanciata per tutti i cani dalla stessa persona e dovrà cadere oltre sette metri dal bordo (in caso di riporto nel fiume, l'anitra sarà lasciata sufficientemente a monte da poter passare a portata davanti al cane).
                        Verrà tirato un colpo di fucile all’atto del lancio, il cane potrà andare in acqua non appena l'anitra verrà lanciata.
                        - per un tempo che non dovrà assolutamente superare il minuto, sarà tollerato che il conduttore incoraggi il suo cane ad entrare in acqua ma non potrà usare che la voce e dovrà rimanere nei limiti del ragionevole.

                        DISPOSIZIONI TRANSITORIE
                        Art. 31. - Fino al 31/12/97 gli organizzatori di Prove Internazionali sono tenuti allo svolgimento della prova di riporto dall'acqua come descritta al precedente articolo 30 che varrà a tutti gli effetti quale brevetto di riporto. Resta inteso che i possessori del brevetto non sono tenuti alla reiterazione della prova di riporto dall'acqua.

                        "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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                        • #13
                          Per il Bracco Italiano:
                          Standard Bracco Italianopdf.pdf
                          Standard di lavoro.pdf
                          "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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                          • #14
                            "Altezza approssimativa al garrese circa 51cm"......
                            Mi pare un po vago, no?
                            Ma non c'era la distinzione peso e altezza tra maschi e femmine? Forse mi confondo con altre razze? Perché in genere son diversi e poi da x cm a y cm, "approssimativa" e "circa" per me non è il massimo! Non era meglio "da 48 a 53" per esempio?

                            Inviato dal mio SM-G930F utilizzando Tapatalk

                            colombaccio a curata............erezione assicurata!

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                            • livia1968
                              livia1968 commentata
                              Modifica di un commento
                              Tutti i documenti li ho scaricati dal sito ENCI........per questo è bene rendersi conto che tante nostre diatribe sono generate anche dalla confusione delle linee guida

                          • #15
                            C'è se ne di più bassi di 48, eppure essendo che sono più bassi su gli arti e più lunghi di tronco hanno il movimento loro dicono, o cani con testa a triangolo e orecchi da breton, però sono veloci a cosa servirà mai non è un setter, a e il naso sempre schiacciato a terra io vedo un cambiamento radicale non so voi


                            Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

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