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Lo standard di razza. Obiettivo o prigione?

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  • livia1968
    ha iniziato la discussione Lo standard di razza. Obiettivo o prigione?

    Lo standard di razza. Obiettivo o prigione?

    Cari amici, ho avuto modo di notare che molti di noi , amanti della cinofilia e non, si scontrano su un argomento spinoso. Lo standard di razza del cane da caccia. Intenzionalmente lo menziono in modo generico perchè gira che ti rigira alla fine il motivo del contendere è sempre quello a prescindere dalla razza.
    Dando per scontato che ognuno di noi conosca a menadito lo standard del proprio cane da caccia, vi domando se questo è per voi attuale, in cosa potrebbe essere migliorato vista l'evoluzione che ha avuto la caccia nel nostro territorio, se corrisponde all'idea che avete voi del cane da caccia. Nello specifico non intendo criticare chi lo ha redatto e quello che impone. Il suo dettato rappresenta la via da seguire nella selezione e nell'allevamento ed è una tutela per preservare le caratteristiche proprie di una razza. Proprio per l'importanza che ha in questo senso, vi invito a manifestare nella maniera più schietta e civile possibile quali sono le vostre opinioni. Riflessioni che sono lecite essendo noi tutti coinvolti dall'amore del proprio cane.

  • livia1968
    ha risposto
    Esattamente.... dovrebbero. Non basta che il cane dia prova di avere le attitudini venatorie e abbia un collegamento tale con il conduttore da restare fermo al frullo, una ferma in stile, un fondo , il naso e per finire il riporto. La cerca, la guidata deve avere le caratteristiche della razza che rappresenta. Un bracco che galoppa senza esprimersi nella cerca con un bel trotto non deve potrà valutato con un eccellente. Il problema è che qualsiasi cane messo sul terreno ,specie se giovane, inizierà a trottare quando effettivamente sarà nella situazione psicologica della cerca. Prima sfogherà con un bel galoppo. Nel bracco a questo si è ovviato (naturalmente per i cani che sono stati destinati solo alle prove) con l'utilizzo della braga. Ma un buon giudice ed anche un conoscitore della razza sa distinguere un trotto forzato ed innaturale da uno naturale, leggero e spinto al contempo, un trotto che fa sembrare il cane sospinto dal vento, testa alta e narici vibranti. Non c'è paragone.


    Nello standard del Bracco Italiano è infatti stata da poco apportata una modifica che prevede ammissibile il galoppo nelle fasi di spostamento.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da kim-lea Visualizza il messaggio
    Germano, tu dici che nelle prove si guarda il lavoro del cane che deve essere conforme alle attitudine della razza, praticamente i giudici dovrebbero giudicare seguendo lo stile di esso giusto
    E' giusto, inoltre le prove di lavoro servono a sancire il merito dell'allevatore e di conseguenza il valore del suo allevamento.

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  • kim-lea
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Infatti non devi credere alle gare, devi credere al cane. Le prove di lavoro non sono tutte uguali, in ogni caso si valuta il lavoro del cane che deve essere conforme all'attitudine di razza. Ci sono prove su selvaggina di allevamento dove in alcune circostanze non è idonea né la selvaggina né il terreno, ma ci sono anche prove validissime dove si possono fare vere verifiche zootecniche, che è il vero scopo delle prove di lavoro. L'ENCI con lo sport non centra niente. Però giustamente come hai detto è meglio cercare fra i cacciatori il cane di sostanza, che lo stilista di poca sostanza. Per questo motivo prima di portare il cane in prove di lavoro bisogna portalo a caccia, solo se è veramente bravo viene portato in prove di lavo. Le verifiche andrebbero fatta fra i più bravi cani da caccia.
    Germano, tu dici che nelle prove si guarda il lavoro del cane che deve essere conforme alle attitudine della razza, praticamente i giudici dovrebbero giudicare seguendo lo stile di esso giusto


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  • setterman1
    ha risposto
    Sì, però in questo caso il giudizio è quello del proprietario. Secondo me riveste molta importanza la capacità di far accoppiare soggetti con le stesse linee di sangue opportunatamente abbastanza lontane con altre genealogie per mantenere ed incrementare quelle particolarità genetiche utili ad una determinata forma di caccia. Conta acquisire la "scienza".
    setterman1

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Mi scuserete senz'altro, gentili come siete, Germano e Livia, se dico che alle gare non ho creduto in tutta la mia esperienza cinofila, nel senso che ivi non si riproducono le azioni della vera caccia (opinione personale).
    Infatti non devi credere alle gare, devi credere al cane. Le prove di lavoro non sono tutte uguali, in ogni caso si valuta il lavoro del cane che deve essere conforme all'attitudine di razza. Ci sono prove su selvaggina di allevamento dove in alcune circostanze non è idonea né la selvaggina né il terreno, ma ci sono anche prove validissime dove si possono fare vere verifiche zootecniche, che è il vero scopo delle prove di lavoro. L'ENCI con lo sport non centra niente. Però giustamente come hai detto è meglio cercare fra i cacciatori il cane di sostanza, che lo stilista di poca sostanza. Per questo motivo prima di portare il cane in prove di lavoro bisogna portalo a caccia, solo se è veramente bravo viene portato in prove di lavo. Le verifiche andrebbero fatta fra i più bravi cani da caccia.

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  • setterman1
    ha risposto
    Mi scuserete senz'altro, gentili come siete, Germano e Livia, se dico che alle gare non ho creduto in tutta la mia esperienza cinofila, nel senso che ivi non si riproducono le azioni della vera caccia (opinione personale). Fino ad oggi ho attinto a genealogie di cani in possesso di cacciatori di beccacce cui conoscevo la loro valentia e dei miei cani passati e presenti (al momento ne ho 1 solo) non posso lamentarmi. Fare presente agli allevatori….insomma. Preferirei conoscere i principi allevatori con cui si scelgono i riproduttori e poi cercare le linee di sangue da far "incontrare".
    setterman1

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  • livia1968
    ha risposto
    Io ho fatto proprio così. Avendo appurato che la Teti ha venaticità , l ho portata a caccia e successivamente le ho fatto fare qualche gara. E' stata dura imbrigliare la sua passione ma il suo allevatore nonchè conduttore ha saputo entrare in contatto con lei e la sua psiche e il risultato si è visto. Ma la Teti nasce come cane da caccia. Averla portata a fare le prove è stato un bene perchè la cagna è maturata. Adesso con i titoli conseguiti ho potuto cercare un maschio che sia geneneticamente che venatoriamente è alla sua altezza. Se la cagna fosse stata poco dotata non mi sarei presa la briga di accollarmi i costi della monta e della cucciolata. Io non voglio allevare, voglio non perdere il sangue di un cane che anche in mano a dilettanti ha saputo farsi valere.

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Visto che non ho avuto modo nella mia vita, fino a qui, di occuparmi di genetica e adesso che il tempo non mi manca, avendo l'intenzione di acquistare una cucciola di setter per farla accoppiare con il cane che possiedo, cui nutro molte speranze, chiedo a Voi che siete esperti quali siano i principi da seguire, a grandi linee, nella scelta della futura riproduttrice o in subordine qualche suggerimento sui titoli dei libri di testo in materia da studiare. Meglio tutti e due.
    setterman1
    Se dovesse servirmi un cucciolo aspetterei la cucciolata della cagna di un amico, conosco anche il futuro padre dei cuccioli. Sono cani che vanno a caccia, quindi testati da generazioni, sono bravi a caccia e sono belli per la loro funzionalità, sono anche gradevoli da portare a spasso legati al guinzaglio. Altrimenti mi rivolgerei ad un bravo ed onesto allevatore, gli spiegherei il motivo dell'acquisto di un cucciolo femmina, gli porterei il pedigree del cane maschio perché possa vedere se la cucciolata è più o meno compatibile con il cane che hai. Dopo devi aspettare per capire se la tua "ciambellina è venuta con il buco" Però non è questo il modo di fare cucciolate. Se il tuo cane è bravo, è più facile farlo conoscere tramite la presentazione a qualche garetta o in gare Sant'Uberto o tipo Sant'Uberto, anche se non è addestrato, potrebbe suscitare l'interesse di qualche proprietario che ha una brava femmina e cerca un maschio bravo per farla coprire.
    Ultima modifica di germano56; 11/02/19, 10:23. Motivo: Il contenuto cancellato era superfluo alla risposta data.

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  • germano56
    ha risposto
    Livia, qualsiasi razza deve instradarsi verso il consenso dei cacciatori, sono i cacciatori che decidono le sorti di una razza.

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  • livia1968
    ha risposto
    Qualsiasi rinsanguamento, chiamiamolo così, ci sia stato fino ad oggi, diciamo ha in molti casi migliorato la razza ed in molti altri di meno.. Per me è importante che adesso si pensi a non esagerare senza instradaesi verso sentieri che conducono al mercato invece che verso quelli che conducono al bosco.

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  • germano56
    ha risposto
    Attualmente il cane da ferma che mi piace e mi incuriosisce è il bracchetto francese. Effettivamente la somiglianza con il pointer c'è, ma non per questo il francesino dei Pirenei non ha una sua personalità, che non è quella del pointer. Se qualcuno pensa che il bracco francese è un pointer peggiorato nessuno gli vieta di andare a caccia con il pointer. Allo stesso modo, chi pensa che lo springer da lavoro non rappresenta la razza, può andare a caccia con quelli che la rappresentano.

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  • germano56
    ha risposto
    Ho usato il termine "meticciamento" perché è usato nella razza springer quando qualcuno fa riferimento a una tipologia di cani. Dicono che il pointer abbia rinsanguato quasi tutte le razze da caccia, io ho ascoltato e mi sono fatto una mia opinione. L'opinione che mi sono fatto sullo springer è la stessa che mi sono fatto sul Kurzhaar e sulle altre razze da caccia. Gli springer spaniel inglesi da lavoro non hanno mai avuto problemi di velocità, e come ho avuto già modo di dire, gli attuali assomigliano a quelli che si vedono nei dipinti del 1.800 Cani che solo a guardarli danno l'impressione di essere scattanti ed intelligenti. Fra tanti cani da caccia per rinsanguare dovevano utilizzare un cane che guida le pecore usando gli occhi? A questo punto era meglio il kurzhaar che come qualcuno afferma oltre al pointer ha anche il segugio ed è abbastanza veloce. Con tutta sincerità questa è la prima volta che sento che il border è stato utilizzato per far aumentare la velocità dello springer, ho sempre sentito la storiella che hanno preso il border per rendere lo springer più addestrabile. E non ho neanche capito se sono stati gli inglesi o gli italiani ad avere questa brillante idea. Martino, a presindere da tutto questo, lo springer ha un suo standard di lavoro oltre a quello morfologico, in prove di lavoro se l'andatura e l'atteggiamento dello springer non è quello da springer ma è quello del cane da pastore non va da nessuna parte. Come non va da nessuna parte lo springer bello che non dimostra di avere un carattere da springer.

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  • arsvenandi
    ha risposto
    Nicola, quelli che tu chiami “meticciamenti” altri li hanno chiamati “miglioramenti”, che nel Dk abbiano introdotto sangue pointer non è un segreto come non lo è nel breton, c’era bisogno di consolidare la ferma e affinare il naso; così come il border ha velocizzato l’azione dello Springer nelle competizioni, che poi sia stato anche utile a caccia questo lo devono stabilire i cacciatori che impiegano la razza.

    p.s.: il setter è già presente nel breton, essendo la razza un incrocio tra l’inglese e lo spaniel bretone, la story talling racconta che fu fortuita ma vera o falsa non cambia la sostanza.

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  • setterman1
    ha risposto
    Visto che non ho avuto modo nella mia vita, fino a qui, di occuparmi di genetica e adesso che il tempo non mi manca, avendo l'intenzione di acquistare una cucciola di setter per farla accoppiare con il cane che possiedo, cui nutro molte speranze, chiedo a Voi che siete esperti quali siano i principi da seguire, a grandi linee, nella scelta della futura riproduttrice o in subordine qualche suggerimento sui titoli dei libri di testo in materia da studiare. Meglio tutti e due.
    setterman1

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