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Il cane mangia la selvaggina

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  • germano56
    ha risposto
    Originariamente inviato da A.le Visualizza il messaggio

    No. Su questo ho forti dubbi. Il cane sa benissimo "come" e "quando" prendersi una vendetta. Sa benissimo "quali" cose ci interessano e "quali" no...
    Ne sono stracerto!!
    Io ho capito che il cane è un simpatico figlio di p....a, di quello che interessa a noi non gliene frega niente, pensa solo ai suoi interessi. Il cane ha degli impulsi e pensa per mezzo di questi. Se ragioniamo da umani ci sembrerà che il cane si vendichi, per me non è così. Per fare in modo che il cane non si vendichi bisogna capire quali sono gli istinti del cane e pensare in base a questi istinti. Il cane si vendica quando gli chiediamo quello che non è nell'ordine naturale delle cose. Per parlare lo stesso linguaggio del cane è il padrone che deve sapere quali cose interessano al cane e quali no. Se gli fai fare quello che al cane non interessa oltre a non avere più la leadership, ti devi aspettare in un prossimo futuro anche la vendetta del cane, perché quello che gli hai inserito con l'addestramento non dura in eterno. Su quelle poche righe che hai scritto si potrebbe scrivere un libro.

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  • arsvenandi
    ha risposto
    Credimi è diverso: passare molto tempo col cane non è uguale viverci insieme, te lo dico per esperienza. I risultati che ho ottenuto sia con una breton che con i golden non sono paragonabili a quelli ottenuti con il cane ho cresciuto in giardino. se vive con te deve condividere spazi e situazioni famigliari che ricostituiscono nel cane il “ branco” , con tutto ciò che ne consegue e conoscendo le dinamiche del branco l’uomo può avvantaggiarsi nella relazione con il cane: nel branco tutti hanno un ruolo, dal maschio e femmina alfa ai subordinati di vario rango; ed è così, non si scappa , lo vedi da come si comporta nei confronti dei componenti della famiglia/ branco , con alcuni è sottomesso con altri cerca di dimostrare la sua superiorità di rango, gli incidenti con i cani che vivono in famiglia avvengono perché gli altri non hanno capito quale ruolo si è conquistato il cane nel loro branco, per questo è fondamentale che abbia un ruolo sempre di subordinato, ma siccome nessun cane( perché è sempre e comunque un lupo) rinuncia a scalare la gerarchia durante la sua vita , non bisogna perdere il ruolo di leader appena se ne rende conto cercherà di prenderne il posto, è nella sua natura.
    Il cane non è un “umano”, l’errore più grande che si possa fare è umanizzare i suoi “sentimenti “ e comportamenti, che non significa affatto rinunciare al piacere di avere un “amico” a quattro zampe, ma riconoscerlo per quello che è: un lupo che ha deciso di condividere la sua vita con un altra specie.

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  • setterman1
    ha commentato in 's risposta
    Comunque se riesci a farti voler bene si fa in quattro per compiacerti. Il problema, secondo me, è proprio quello di volere far sì che ti voglia bene.

    setterman1

  • il migratorista
    ha risposto
    Originariamente inviato da arsvenandi Visualizza il messaggio

    Se hai la possibilità di avere il cane a stretto contatto, cioè vive con te in famiglia e nello stesso luogo, non in giardino, sei molto avvantaggiato .

    Il cane non ci piega al suo volere, è opportunista e fa sempre il suo interesse: se per mangiare ti deve dare la zampa o sedersi, lo fa; quando arriva al punto di mangiare la selvaggina in faccia al padrone, i ruoli sono cambiati.

    Il cane da caccia distingue sì il gioco dalla caccia, è il suo lavoro.
    Il cane è in giardino con il cucciolo, ma quando sono a casa sono più tempo fuori con loro che dentro.
    Se è opportunista e ci credo però Siamo rovinati, mi spiego, se partiamo dal fatto che il cane fa per opportunismo ogni suo gesto allora qualsiasi cosa faccia come possiamo interpretarla? Se arriviamo a casa e ci salta addosso lo fa perché vuole le carezze ma se noi lo salutiamo solo se sta fermo lo farà sempre per lo stesso motivo e questo si può applicare per ogni azione, quindi può rispettarti o non rispettarti anche a parità di comportamento.

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  • arsvenandi
    ha risposto
    Originariamente inviato da il migratorista Visualizza il messaggio

    è normale che ognuno abbia le sue idee in base alla propria esperienza o ai propri studi o al metodo che ha deciso di seguire, ma non per questo si è antipatici anche perché qui veramente ci sono sempre toni pacati ed educati e questo è veramente bello per chi legge.
    Comunque tu hai sempre un approccio molto "tecnico" ed è veramente un piacere leggere e capire come ragiona un cane, o scoperto tante cose che non sapevo, però se posso fare una critica il tuo metodo è veramente difficile da seguire, probabilmente porta a grandi risultati ed il bello è che tutto si ottiene senza violenza, però specialmente per chi il cane lo tiene a stretto contatto è molto dura.
    ora ti faccio una domanda non per polemica ma per sapere il tuo parere.
    Premesso che le feste fanno più bene al padrone che al cane e che se cediamo facciamo il volere del cane.

    Perché un cane che ci fa piegare al suo volere poi ci porta spontaneamente la selvaggina che abbattiamo o che lui stesso riesce a catturare?

    è possibile che un cane assuma comportamenti a seconda dei luoghi? mi spiego meglio il mio Springer vive libero in giardino e raramente entra in casa e in giardino feste giochi e anche con il riporto lo fa ma si vede che è un gioco e non è concentrato, nei campi si trasforma e mi porta tutto ciò che prende senza girarci intorno, quindi penso, avranno questa capacità di capire che a casa facciamo gli stupidi ma fuori si lavora? poi ha solo un anno e mezzo scarso, quindi anche fuori non è costante però normalmente lavora abbastanza bene, però magari in qualcosa riesco ancora a correggerlo, spero
    Se hai la possibilità di avere il cane a stretto contatto, cioè vive con te in famiglia e nello stesso luogo, non in giardino, sei molto avvantaggiato .

    Il cane non ci piega al suo volere, è opportunista e fa sempre il suo interesse: se per mangiare ti deve dare la zampa o sedersi, lo fa; quando arriva al punto di mangiare la selvaggina in faccia al padrone, i ruoli sono cambiati.

    Il cane da caccia distingue sì il gioco dalla caccia, è il suo lavoro.

    Lascia un commento:


  • il migratorista
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Adesso mi prendo qualche giorno di riposo, ne approfittero per leggere, ho la netta sensazione che incomincio a diventare antipatico.
    è normale che ognuno abbia le sue idee in base alla propria esperienza o ai propri studi o al metodo che ha deciso di seguire, ma non per questo si è antipatici anche perché qui veramente ci sono sempre toni pacati ed educati e questo è veramente bello per chi legge.
    Comunque tu hai sempre un approccio molto "tecnico" ed è veramente un piacere leggere e capire come ragiona un cane, o scoperto tante cose che non sapevo, però se posso fare una critica il tuo metodo è veramente difficile da seguire, probabilmente porta a grandi risultati ed il bello è che tutto si ottiene senza violenza, però specialmente per chi il cane lo tiene a stretto contatto è molto dura.
    ora ti faccio una domanda non per polemica ma per sapere il tuo parere.
    Premesso che le feste fanno più bene al padrone che al cane e che se cediamo facciamo il volere del cane.

    Perché un cane che ci fa piegare al suo volere poi ci porta spontaneamente la selvaggina che abbattiamo o che lui stesso riesce a catturare?

    è possibile che un cane assuma comportamenti a seconda dei luoghi? mi spiego meglio il mio Springer vive libero in giardino e raramente entra in casa e in giardino feste giochi e anche con il riporto lo fa ma si vede che è un gioco e non è concentrato, nei campi si trasforma e mi porta tutto ciò che prende senza girarci intorno, quindi penso, avranno questa capacità di capire che a casa facciamo gli stupidi ma fuori si lavora? poi ha solo un anno e mezzo scarso, quindi anche fuori non è costante però normalmente lavora abbastanza bene, però magari in qualcosa riesco ancora a correggerlo, spero

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  • ribott
    ha risposto
    Salve è scusate se mi intrometto in questo topic.
    Vorrei porvi questa domanda : il mio springer che ha 2.5 anni e riporta di tutto solo che ultimamente ho notato che quando riporta la selvaggina viva (colombaccio) tende a non lasciarmi il malloppo . Non ho capito se lo fa perché è incuriosito dall animale vivo o per gelosia . Sapete darmi un consiglio .grazie a tutti

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  • A.le
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    ....... Il cane non sa cosa sono i dispetti, come non sa di gratitudine e di riconoscenza.
    No. Su questo ho forti dubbi. Il cane sa benissimo "come" e "quando" prendersi una vendetta. Sa benissimo "quali" cose ci interessano e "quali" no...
    Ne sono stracerto!!

    Lascia un commento:


  • walker960walker
    ha commentato in 's risposta
    Antipatico? ma nooooo e perchè mai!? Se non ci fossero pareri contrastanti......che noia!

  • livia1968
    ha commentato in 's risposta
    ANTIPATICO?? Come nei cani non esiste l antipatico o il simpatico ma più o meno parcujo tu sei diversamente simpatico. Nicola per esporre quello che è l interesse del cane non è necessaria la simpatia. ?

  • setterman1
    ha risposto
    Originariamente inviato da darkmax Visualizza il messaggio
    Scusate ma queste teorie sul fatto che il cane non debba farci le feste al rientro a casa ( che il padrone debba ignorarlo e' risaputo), oppure sul fatto che il cane faccia tutto per interesse, Dove si possono leggere ?
    Esistono degli studi, dei libri o degli articoli sull argomento ?
    Non e' davvero per polemica, mi piacerebbe leggere qualcosa sull argomento
    Un libro fantastico ma che purtroppo è introvabile: "pedagogia cinofila" del dott. Roberto Marchesini. Una pietra miliare per la cinofilia sia dilettantistica che professionale. Uno studio alla portata di chi abbia nelle "sue corde" metodo e pazienza. Quindi non per tutti. Questo è bene che si sappia. Una precisazione: l'autore non dice che il cane non debba fare le feste; espone il modo che lui ha sperimentato per avere una relazione affettiva e proficua nel lavoro con il conduttore. Poi ognuno trarrà le proprie riflessioni.
    setterman1

    Lascia un commento:


  • albano
    ha risposto
    Originariamente inviato da germano56 Visualizza il messaggio
    Adesso mi prendo qualche giorno di riposo, ne approfittero per leggere, ho la netta sensazione che incomincio a diventare antipatico.
    Germano ,io ti devo solo ringraziare perchè con i tuoi consigli sono riuscito ad avere un cane ,,,,,,,,,,lasciamo perdere gli elogi....è un fenomeno e basta per ciò che interessa a me .....il riporto appunto.....poi forse sarebbe stato ugualmente un fenomeno ......ma con il carattere che mi ritrovo dubito che senza i tuoi consigli sarei riuscito .....ieri un merlo caduto in un prunaio impenetrabile dopo qualche tentativo di entrata sembrava desistire poi di naso su due gambe sembrava un equilibrista per una decina di secondi ....poi il balzo una molla 1 m in altezza un paio per lungo sul macchione non sò come è riuscito ad uscirne ......ma il merlo è in freezer.......chapeau ----ormai non potrei uscire a caccia senza di lui

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  • Cimbellatore
    ha risposto
    Su questo forum gli antipatici non esistono
    E di sicuro non sono le persone che iniziano sempre con "questo è il mio pensiero"
    La posso pensare all'opposto di te ma di sicuro non mi starai antipatico
    Non era neanche antipatico il desaparecido grillaia!
    Dai lupi ai DD o DK italotedeschi, ai cani mangiapiccioni o paraculi, le discussioni di mygra son sempre interessanti!

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  • germano56
    ha risposto
    Adesso mi prendo qualche giorno di riposo, ne approfittero per leggere, ho la netta sensazione che incomincio a diventare antipatico.

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  • germano56
    ha risposto
    Il cane le feste ce le deve fare, ma non quando lo decide lui. Sarà cura del padrone chiamare il cane e fargli le feste. Qualsiasi azione la deve decidere il padrone, è il padrone che deve comunicare al cane. L'interazione deve essere reciproca, ma ad iniziarla e terminarla deve essere il padrone. Se fra padrone e cane si instaura un buon rapporto, difficilmente potrà crearsi il presupposto (insubordinazione) dove il cane è nelle condizioni giuste di mangiarsi la selvaggina, il cane quando mangia la selvaggina è nel giusto e non sta sbagliando, chi ha sbagliato è stato il padrone. Il cane non sa cosa sono i dispetti, come non sa di gratitudine e di riconoscenza.

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