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grande cacciatore di beccacce

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  • grande cacciatore di beccacce

    Secondo voi quali sono i requisiti posseduti dai grandi cacciatori di beccacce? Inizio questa discussione per confrontarsi tra i molti appassionati che frequentano il forum rispetto a quelli del circolo della caccia paesano. Ciò potrebbe servire ai giovani per orientarsi sui comportamenti da assumere e sui metodi da adottare per avere successo in questa difficilissima arte venatoria sia agli anziani come sono io dal momento che non si finisce di imparare.
    Setterman1
    livia1968 e albarossa piace questo post.

  • #2
    Il CANE,tempo a disposizione e tanti soldi per comprare tante paia di scarponi......
    livia1968 e SPARTANO piace questo post.

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    • #3
      Tutto si basa su un ottimo cane , e tanto fiato.... !!!
      SPARTANO piace questo post.

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      • #4
        Bene. Il buon cane lo fa il buon cacciatore. Io conosco persone che di stivali ne hanno consumati assai e secondo i parametri dei colleghi paesani non avrebbero conseguito quelle capacità ed intuizioni necessarie per essere considerato tale. Nel ringraziarvi esorto una partecipazione numerosa alla discussione senza timori di esprimere le proprie opinioni maturate in esercizio. Anche perché la Verità Assoluta ce l'ha solo Dio.
        setterman1
        livia1968 piace questo post.

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        • #5
          Originariamente inviato da olivieri roberto
          Il CANE,tempo a disposizione e tanti soldi per comprare tante paia di scarponi......
          A tutto questo aggiungerei una smisurata passione per la beccaccia. Senza quella non si sarà mai grande beccacciaio... Perché è una caccia di grande sacrificio dalla quale non si smette mai di imparare.
          olivieri roberto piace questo post.

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          • #6
            Concordo con voi,il cane e'la base di tutto ,ma per fare un cane ci vuole tempo a disposizione.E'tutto collegato.Poi camminare,camminare,camminare....essere curiosi nell'andare a vedere cosa c'e'dietro quel colle anche se il terreno per arrivarci non ci convince.Questa,come altre cacce non si puo'improvvisare.
            olivieri roberto piace questo post.

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            • #7
              CANE!! Conoscere i posti e gli orari giusti, allenamento all esercizio fisico, un buon posto dove andare a mangiare dopo, tanta fortuna. E questo solo per L incontro. Poi se vogliamo parlare di incarnierare....... beh che ve lo dico a fa'

              Per quanto riguarda il cane deve essere beccacciaro ma qui si rischia di prenderci a padellate L un L altro
              "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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              • #8
                Certo, il mangiare è importante. Come il trovarle prima di tutto; se non le frulli non le abbatti nemmeno. Pensare che da ragazzo partivo il venerdì notte con una Renault 4 con due setters e raggiungevo la località di Piancaldoli sull'appennino tosco emiliano alle prime luci dell'alba. Dopo aver cacciato tutta la mattina mangiavo due panini e via. Dormivo in macchina e ritornavo a casa la domenica sera. Oggi mi siedo volentieri al tavolo di un buon ristorante per onorare la cacciata ed eventualmente dormire in albergo.
                setterman1
                SPARTANO, olivieri roberto e livia1968 piace questo post.

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                • #9
                  Un buon cane tanta costanza molto tempo da dedicare tanti scarponi aiutano adiventare cacciatori di beccacce gli incontri che si fanno a volte in posti che non sono rimesse abituali insegnano che nulla va dato per scontato questa caccia per me e ' affascinante .....come si diventa grandi in questa caccia non saprei spiegare penso sia un titolo che ti viene attribuito da colleghi che ti conoscono nei modi di cacciare ...mio parere personale.
                  SPARTANO piace questo post.

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                  • #10
                    Per capire le rimesse non abituali e conseguentemente approfondire la conoscenza del selvatico tempo fa lessi su una rivista venatoria che un metodo potrebbe essere quello di esaminarne il ventriglio per sapere di quale cibo oltre ai vermi fa uso la beccaccia. Questo perché un tale accortosi che altri tipi di insetti ne costituivano la dieta si dotò perfino di un manuale di entomologia, migliorando le sue performance nella caccia.
                    Setterman1

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                    • #11
                      Quest' anno ho imparato che le beccacce , al contrario di quanto pensavo, non rifuggono i luoghi dove stazionano i cinghiali... anzi! Inizialmente davo colpa alla mancanza di incontri al fatto che il luogo dove si era soliti incontrarle era stato occupato dai cinghiali. Invece andandoci in altri orari trovavi le fatte e da qui ho capito che approfittavano del terreno smosso dai cinghiali.

                      PS tenete sempre presente che io è veramente molto poco che vado a caccia. Quindi per me queste cose sono scoperte ma magari per voi sono cose scontate.
                      SPARTANO piace questo post.
                      "Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore" Roberto Calasso

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                      • #12
                        Io sono profano in materia e non faccio testo...ma ho diversi amici beccacciai con cui condivido volentieri le loro e le mie azioni di caccia...spesso ci diamo una mano a vicenda nell'insegnare i selvatici...io perennemente dietro ai tordi sono molto contento di insegnare le beccone a chi gli corre dietro e loro sono ben contenti di segnalarmi a me qualche bucatini di tordi..o merli..o sasselli..
                        Nei miei incontri passati ad ascoltare con molta passione le avventure di questi miei amici e' sempre stato presente un unico comune denominatore...il cane.
                        Cani da beccaccia ne esistono tanti,se hai in te la passione del beccacciaio,magari un po' di fortuna nel trovare un paio d'annate buone per acchitare nel migliore dei modi la carriera del proprio ausiliare il gioco e' fatto....ma la differenza e'....e non e' facile...avere un cane che fa' la differenza...non un cane da beccaccia ma un cane beccacciaio...quel cane con un senso in piu' rispetto ai cani normali...quel cane che quando lo sganci sulla buttata e la beccaccia non c'e' parte subito svogliato,perche' lui sa gia' che e' tempo e fatica persa...che magari arrivi a rimetterlo in macchina e ti stupisci che tarda ad arrivare e...ti suona il vibro perche' lui,quella beccaccia che doveva essere nel solito posto,e' andato a fermarla fuori buttata due poggi piu' in la'....quel cane che impara dagli odori di marcia che emana il bosco a cercare le rimesse delle arcere...con quel cane si impara ad andare a caccia e si imparano le astuzie di quella caccia...senza quel cane risulta dura...si macinano scarponi e calorie ma i risultati dipendono sempre dal fenomeno....quel cane spesso capita una volta sola nella vita.

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                        • #13
                          Ciò che racconta sfiamma è capitato a me con il cane da tartufi: recandomi in una solita tartufaia quando c'era il tubero partiva da lontano spedita a rasparlo; quando non c'era trotterellava e lo cercava di mala voglia come se già sapesse il risultato.
                          setterman1

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                          • #14
                            Il cacciatore come diceva Ovidio sa bene cosa fare è una dote, deve avere le qualità necessarie per raggiungere lo scopo in che misura e in che modo è il motivo di queste libere riflessioni che soltansialmente mi trovano d'accordo. Come ogni tipo di caccia c'è modo e modo di praticarla, servono i requisiti minimi necessari che con l'esperienza certamente verranno aumentati. Se esercitata in via esclusiva , è importante conoscere molto bene l'ambiente e le sue caratteristiche legate al tempo e alla stagione, mi viene spontaneo associare le beccacce ai funghi, quando fanno fanno dappertutto, quando passano la puoi trovare ovunque, ma chi conosce le fungaie di riflesso le buttate è avvantaggiato, un ristagno di acqua, una apertura soleggiata, un prato per ombricare vicino ad una rimessa, un pascolo come dice giustamente Livia, l'altitudine legata alla stagione e via via a calare possono essere variabili da considerare e forse la più determinante insieme alla caparbietà del conduttore è l'ausiliare. Qui entriamo in campo minato, spesso sentivo dire SE trova l'animale se la cava, discorso che non fa una grinza, il cane deve avere passione e passione, andare a cercare che tradotto vuol dire lavorare, durare fatica, il resto quasi tutto si insegna, poi lo specialista che conosce solo quelle affinerà sempre più le sue doti ma sono rari i cani " trombati " come dicono dalle mie parti per questa caccia a cui basta veramente pochi incontri, gli altri hanno handicap già stati segnalati, ma lo stesso discorso lo si può fare per i conduttori, quanti sono quelli che si dedicano esclusivamente al lavoro del cane, o ambiscono più al trofeo . . . . . . . . . . . . . .

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                            • #15
                              Il grande beccacciaio è già una definizione errata, meglio i grandi beccacciai, perchè il grande cacciatore fa il gran cane, e il gran cane fa il cacciatore un gran beccacciaio. Detto questo credo che tutto parte dalla passione cinofila, venatoria e amore verso la natura. Un pò come tutte il resto delle cacce cinofile. Non si può improvvisare su nessuna di esse, pena la mediocrità.
                              Il colmo per...un cacciatore? Avere un uccello fra le gambe e non potergli sparare !!...

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