annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Pubblicita 600x70

Comprimi

!

Comprimi
Ciao, Ospite! Oggi è il N/A Sono le ore N/A

Rotte migratorie

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Zoom Testo
    #106
    Originariamente inviato da fabio d.t. Visualizza il messaggio
    Interessante il discorso della migrazione pre nuziale, riguardo il fatto che i maschi anticipino rapporto alle femmine trova conferma nelle mie osservazioni di anatidi durante il ripasso. Ho sempre notato grossi assembramenti di soli maschi che per primi ho modo di vedere al mio chiaro. A volte decine e decine di Alzavole solo maschi, ma anche fischioni che poi spariscono. Quando poi marzo sta per terminare ecco che avvisto solo femmine. Mi ha sempre incuriosito questa situazione e mai avevo pensato alla logica riportata nel tratto quotato dell'intervento dell'amico tritex, seppur riguardante tutt'altra specie migratoria.
    Grazie per i pregievoli e preziosi interventi in questa discussione
    In sostanza è lo stesso comportamento delle quaglie, sono sempre i maschi ad arrivare per primi ed occupare il territorio .😉
    Sopra ogni cosa combatti l'ignoranza.

    martino de michele

    " La Caccia è affascinante ed emozionante ANCHE quando la selvaggina scarseggia....e tu, nonostante tutto, ti diverti lo stesso perchè sei a Caccia."
    Un Cacciatore.

    COMMENTA


    • Zoom Testo
      #107
      Originariamente inviato da arsvenandi Visualizza il messaggio

      In sostanza è lo stesso comportamento delle quaglie, sono sempre i maschi ad arrivare per primi ed occupare il territorio .😉
      Anche nella natura umana sono sempre i maschi ad aspettare le femmine ...... che escono dal bagno
      Franky@, tritex e kim-lea piace questo post.
      sigpic

      ..... cci vostra, quanto ve vojo bene !!!


      COMMENTA


      • Zoom Testo
        #108
        Da qualche giorno è arrivata una sola rondine ad occupare i soliti nidi nel mio garage a finestre aperte. Sarà il maschio?
        Sono anni che si ripete questo rito. In genere sono 4 coppie che dopo un mesetto o poco più danno origine ad un via vai "mostruoso" tra nidi e moscerini lasciando il segno su tutte le macchine a riposo in quel posto.
        A.le piace questo post.
        Tullio

        COMMENTA


        • Zoom Testo
          #109
          Tempo fa trovai un articolo (non ricordo dove) che spiegava l'attitudine dei pettirossi maschi a partire prima delle femmine per raggiungere il luogo di nidificazione.
          E tra i maschi c'era chi partiva prima di altri. Questi "primi arrivati" correvano il rischio di incappare in un meteo sempre troppo invernale (con i rischi del caso) per accaparrarsi i territori migliori....
          Lo trovai molto interessante, purtroppo non ricordo la fonte.

          Inviato dal mio SM-G930F utilizzando Tapatalk

          colombaccio a curata............erezione assicurata!

          COMMENTA


          • Zoom Testo
            #110
            Per quanto riguarda la differenza di velocità di migrazione tra Autunno e Primavera.
            Senza nulla togliere all'accaparramento dei territori di nidificazione da parte dei maschi che comunque è importante, delle tre ipotesi (durata giorno, occupazione territori, vento) io metterei al primo posto per importanza il vento, a seguire occupazione del territorio e infine durata del giorno.
            Lungo le medie latitudini, dove si trova l’Europa e il bacino del mar Mediterraneo (dove corrono le principali linee di migrazione), si sviluppano delle correnti dominanti durante tutto l'arco dell'anno costantemente dai quadranti occidentali e queste favoriscono il volo di ritorno verso i quartieri di nidificazione.
            Un esempio sono due Beccacce tracciate questo mese con GPS che hanno percorso rispettivamente, una 1500 km dal Sud della Francia fino in Bielorussia in due notti dal 12/3 al 14/3 ,l'altra 2000 km dal Nord della Spagna fino in Ucraina dal 10/3 al 14/3 entrambe hanno effettuato queste eccezionali percorrenze sfruttando un'importante finestra meteo con venti favorevoli (Occidentali) tra il 10 e il 14 di Marzo.
            Non raffronterei queste percorrenze con i Passeriformi che hanno un tipo di volo e dimensioni differenti, il volo della Beccaccia risulta più dolce, meno nevrotico e la struttura del petto più possente ed ali più grandi, di conseguenza possono avere una lunga autonomia di volo con meno consumo energetico rispetto ad un Tordo, durante la notte viaggeranno spesso insieme il Tordo batterà in velocità la Beccaccia, ma sicuramente la Beccaccia coprirà più chilometri per notte.
            kim-lea piace questo post.

            COMMENTA


            • Zoom Testo
              #111
              Sarebbe interessante sapere la quota media di volo, l'ultima che avevo letto aveva passato i 3000m sorvolando la catena montuosa grazie alle condizioni meteo

              COMMENTA


              • tritex
                tritex commentata
                Modifica di un commento
                Abbastanza complicato stabilire l'altezza media di volo perché anche in questo caso dipende dal vento. Vi sono condizioni che venti in alta quota possano risultare più favorevoli rispetto a venti in bassa quota, è sempre il vento a stabilire ,quote di volo, velocità e direzione. Questo vale anche per gli "Adorni" che passano dalle tue parti.

            • Zoom Testo
              #112
              Rotte Italiche 5 parte, Riorientamento (bozza)

              Venti favorevoli da Nord-Est in migrazione notturna.
              Riassumendo quanto esposto in precedenza, possiamo concludere che i Tordi in migrazione, nel caso delle coste Liguri, Toscane, Laziali, Campane e Calabre, praticamente tutta la costa Tirrenica, arriveranno direttamente dagli Appennini con la rotta “classica”( 220°±20°), quando dopo l’alba riprenderanno quota 300/500 metri (serve ad aumentare l’orizzonte visibile) e si troveranno sul Mar Tirreno, non scorgendo coste all’orizzonte davanti a se ripiegheranno con una virata verso la terra ferma , lì comincerà la fase di ”temporaneo bisogno” intorno a Nord-Est ( 40°±20° ) . Questa modifica del tracciato originario non riguarderà solo le coste e i tratti di mare ma al momento della fase di “riorientamento” variazione di rotta (notturna/diurna) dopo l’alba anche le località interne saranno interessate con altri tracciati, Sud-Est, (abbassamento di Latitudine) sempre in base alla velocità del vento .Per quanto concerne il “riorientamento” sul Mar Adriatico (avvicinamento ad una costa) non avendo al momento informazioni certe mi riserverò di approfondirlo in seguito, e con l’aiuto di qualche amico Iberico confrontarlo alla costa Nord-Occidentale Spagnola che presenta le stesse caratteristiche, meglio ancora sarebbe ottenere informazioni sulla migrazione in Sardegna sia quella “indiretta” (inversa) versante occidentale che quella “diretta” versante orientale. Sembrerebbe comunque dai primi appunti presi che il “riorientamento” in avvicinamento ad una costa nel caso di migrazione “diretta” (non inversa) potrebbe avvenire con una variazione di rotta intorno a Nord-Ovest? (Girona Spagna, Linguaglossa Catania, Costa Adriatica?).
              Ho un aggiornamento dell’ultima ora per ciò che riguarda la costa Orientale Sarda, ovviamente ho ottenuto la conferma sulla migrazione inversa (indiretta), non c’è ne era bisogno era scontato che ci fosse anche lì, avevo prove anche di quelle in Spagna Meridionale (Cadiz). In Sardegna però i Cacciatori interpretano la migrazione “inversa” in modo alquanto singolare, credono che i Tordi in Autunno partono dalla Spagna e vadano in Grecia o per lo meno il cacciatore che ho contattato io. Questo dimostra quanto la migrazione “inversa” è incomprensibile e può disorientare chi l’osserva, del resto è quello che è successo anche a me.
              sfiamma e giuseppe1971/1 piace questo post.

              COMMENTA


              • Zoom Testo
                #113
                Rotte Italiche 6a Parte. Teoria folle (bozza)

                Aggiungiamo un altro tassello alla migrazione del Tordo, svelata forse una parte della misteriosa migrazione.
                Una teoria non tanto folle, che può rispondere in modo razionale a qualche domanda.

                Cominciamo col dire che in natura non vi sono misteri, ogni comportamento animale ha un suo scopo funzionale di base, che nasce dall’evoluzione genetica maturata nel corso di millenni, nel caso delle migrazioni è un fenomeno che si è evoluto gradualmente, nel quale alcune popolazioni di animali avrebbero cominciato a spostarsi, spinti da ragioni alimentari o climatiche.
                Più avanti (8a parte) accennerò alle differenze sulla migrazione indotta e quella appresa geneticamente.
                Dopo questa doverosa premessa, possiamo cominciare.

                Era da quasi un anno che ci rimuginavo sopra, sentivo che qualcosa mi sfuggiva sempre e non riuscivo a comprendere cosa, finalmente dopo tantissime formulazioni mentali che si concludevano sempre in modo errato e fuori da ogni logica sono riuscito a venirne a capo. Adesso sembra tutto più chiaro ottenendo (credo) una razionale e accettabile spiegazione dei comportamenti bizzarri del Tordo (e non solo) in fase di migrazione, che con le sue improvvise “apparizioni” disorienta e scoraggia (giustamente) chiunque voglia cimentarsi nella sua comprensione. Per una corretta interpretazione delle rotte e dei suoi tempi, la decifratura deve necessariamente basarsi considerando i molteplici percorsi notturni, che corrono “quasi” paralleli tra di loro nell’attraversamento dell’Italia, perché se noi prendiamo a riferimento un’unica linea di migrazione o un tracciato di larghezza ridotta saremo portati sempre ”fuori rotta”, bisogna interpretare in modo simultaneo dai 10,ai 20 o anche più tracciati notturni che fanno parte dell’intero fronte, e calcolarne la successiva rotazione che avverrà nel medesimo istante (riorentamento) per tutte le singole linee di migrazione, l’individuazione dei corridoi notturni ci porterà automaticamente alla risoluzione dei tracciati diurni.



                Alla luce di questa intuizione (magari qualcuno ci era arrivato prima di me), adesso finalmente possiamo azzardare in modo approssimativo alcuni calcoli:

                lunghezza di passo (durata), l’intervallo di passo è l’inizio di passo.
                La durata di passo diurno sarà dato dall’ampiezza totale del passo notturno(fronte), mentre la differenza tra le varie linee di passo intermedie (corridoi) ci darà l’intervallo di tempo di passo diurno tra un gruppo di migratori e l’altro, l’inizio invece lo avremmo in rapporto alla distanza che ci separa dal corridoio notturno più vicino, più il tempo dovuto dalla discesa di quota.
                Applicando questa regola risulterà più facile comprendere perché, in alcune zone avremo flussi maggiori di entrata rispetto ad altre, o in alcuni casi zone con flusso nullo, perché tutto dipenderà dalla posizione in cui ci troveremo rispetto agli infiniti corridoi che si verranno a creare durante la fase notturna, ribadisco che ci sarà costantemente questa relazione fissa tra le due linee di migrazione (notturna/diurna).

                COMMENTA


                • Zoom Testo
                  #114
                  Clicca sull'immagine per ingrandirla.   Nome:   Lazio01.jpg  Visite: 0  Dimensione: 137.8 KB  ID: 1956830La mappa della costa Laziale riporta un esempio di una giornata ottimale di passo, per comprendere meglio la teoria è semplificata al massimo (solo quattro corridoi e quattro linee diurne) perché ci sono minimo 5/10 flussi affiancati tra loro e altrettante linee diurne, si può notare come l’ampiezza del fronte migratorio è delimitato tra le due linee nere in grassetto, quelle intermedie sottili sono gli altri flussi (in nero flussi notturni), in giallo (flussi diurni) sono le direzioni al momento della transizione, quando dopo l’alba vireranno.
                  Si può notare come la zona situata più a Sud riceverà al momento del riorientamento tutti i flussi (intersezione tra le linee nere e quelle gialle, mentre l’ultima verso Nord ne riceverà molto meno essendo sul bordo superiore del fronte.
                  La distanza che intercorre tra le linee nere (corridoi notturni) faranno l’intervallo di passo 5,10,15,20 minuti di attesa tra un gruppo di migratori e l’altro.
                  La durata totale del passo sarà data invece dall’ampiezza complessiva del fronte migratorio (compreso dentro le linee in grassetto circa 50 Km) come si può notare sarà crescente, chi starà più a Sud avrà più minuti di passo (nell’ esempio circa 120 minuti) è sommerà tutte le linee di passo rispetto a chi sta più a Nord.

                  L’esempio sopra riportato in linea di principio è coerente con i tempi di avvistamento che avvengono di solito sulla costa (Tirrenica), e viene elaborato considerando che la virata avvenga verso Sud, l’ampiezza della virata sarà in rapporto alla velocità e alle direzioni del vento che avremo all’alba (tramontana, grecale, levante, scirocco), con venti di scirocco e levante la virata risulterà più stretta, e via via risulterà sempre più ampia con grecale moderato, e tramontana specie se forte. Purtroppo non potremo mai scoprire la reale ampiezza di virata rispetto alla linea di migrazione notturna.



                  Esempio in Appennino Centrale; avremo la stessa progressione, rispetto al fronte migratorio sarà penalizzato chi si trova più a Nord che riceverà meno linee di passo, in questo caso risulterà più facile il conteggio della larghezza del fronte (perpendicolare alla rotta notturna virata di circa 90°), in base alla velocità media dei migratori che potrebbe variare dai 25/35km, due ore di passo potrebbero corrispondere dai 50 ai 70 chilometri di fronte rispetto a chi si trova alla fine del fronte verso Sud.
                  C’è da fare una precisazione, le linee di passo si sommano questo è vero ma non tutte logicamente avranno la stessa portata di migratori perché le singole linee di migrazione avranno verosimilmente al loro interno dei vuoti, un vuoto su una linea di migrazione notturna corrisponderà ad un vuoto su quella diurna che di fatto creerà un nuovo intervallo


                  Ho applicato lo stesso criterio alla Puglia, e non vi dico cosa ne viene fuori o meglio cosa avveniva 20 anni fa dopo la fase di transizione/riorentamento, una fittissima e vasta rete sul territorio interessato di migrazione sia diretta che indiretta.

                  Questa mia teoria (se corretta) purtroppo porta ad una triste analisi raffrontandola alle migrazioni del passato, i fronti migratori di oggi si sono indiscutibilmente ridotti sia per estensione che per portata.
                  A Matteo90, kim-lea e 2 altri utenti piace questo post.

                  COMMENTA


                  • Zoom Testo
                    #115
                    Interessante.....

                    COMMENTA


                    • Zoom Testo
                      #116
                      Mentre cercavo in rete studi sulle migrazioni mi sono imbattuto in questa vecchia ricerca che potrebbe in parte giustificare la mancanza di alcune linee di migrazione del Tordo rispetto al passato.
                      Sottolineo in parte perché la variazione, la riduzione o l'assenza di alcune linee di migrazione di oggi dipendono da molteplici concause.

                      Rotta innata e rotta appresa (differenza di latitudine tra il luogo di nascita e quello di svernamento).

                      In merito agli scostamenti di latitudine è importante conoscere un vecchio studio di
                      Albert Christiaan Perdeck e degli esperimenti da lui effettuati sugli Storni.
                      Non è noto esattamente quando abbiano avuto origine le migrazioni: molto probabilmente rappresentano un fenomeno che si è evoluto gradualmente, nel quale alcune popolazioni di animali avrebbero cominciato a spostarsi, spinti da ragioni alimentari o climatiche. Di più sappiamo sul come queste avvengano, o meglio, su come gli animali possano ripercorrere sempre le stesse tratte senza avere a disposizione gli strumenti umani. Le specie migratrici riconoscono il luogo dove sono nate e in cui tornano per riprodursi, perché ne hanno memorizzato elementi caratteristici che vanno da quelli visivi alla sua posizione del campo magnetico terrestre.
                      Gli stessi elementi, insieme al Sole e alle altre stelle, sono utilizzati per orientarsi durante il viaggio. La rotta giusta da seguire può essere determinata geneticamente o appresa durante la prima migrazione. Ad esempio l’esperimento che l’ornitologo Albert Christiaan Perdeck condusse sugli storni (Sturnus vulgaris) per capire se la rotta della loro migrazione fosse innata. Questi uccelli si riproducono nell’Europa Nord-orientale e passano l’inverno nell’Europa Nord-occidentale: ma cosa avviene se li si fa partire da un luogo diverso da quello in cui si sono riprodotti? Perdeck inanellò 11.000 storni in Olanda e li liberò in Svizzera, per capire se fossero in grado di correggere la rotta o se la loro “bussola innata” li avrebbe fatti dirigere comunque verso Ovest-Sud-Ovest, come se si trovassero ancora in Olanda.
                      Dal suo esperimento, pubblicato nel 1958, risultò che gli adulti, che avevano già conosciuto i luoghi di svernamento, erano in grado di correggere la rotta di volo per tornarvi. I più giovani, invece, seguirono una rotta innata e finirono in Spagna. E lì trascorsero le successive stagioni di svernamento, creando una nuova popolazione, e si dimostrarono in grado di attuare una vera navigazione per raggiungere l’areale riproduttivo in cui erano nati.
                      francesco70, Matteo90 e kim-lea piace questo post.

                      COMMENTA


                      • Zoom Testo
                        #117
                        Rotte Italiche 7a parte, Abbassamento o aumento di latitudine? (bozza)


                        L’abbassamento di Latitudine un aspetto da chiarire, noi non dobbiamo immaginarci lo spostamento del Tordo (e anche altri migratori) nel loro lungo percorso di 1000/3000 Km come una linea retta che va da un punto (A) ad punto (B), ci saranno anche deviazioni sostanziali dovute a barriere ecologiche, condizioni atmosferiche e alla direzione/velocità dei venti lungo il percorso, occasionalmente andranno fuori rotta (100/300 Km) ma alla fine il punto di arrivo prefissato sarà comunque raggiunto (B).Per fare un esempio, un Tordo che parte dalla Polonia e vuole raggiungere la Tunisia se i venti e il meteo lo assisteranno farà la via più breve (comprese le soste), Italia Nord Orientale, Corsica , Sardegna, Tunisia, ma potrebbe essere costretto una volta in volo a percorrere (causa meteo/vento) anche vie alternative, Italia Nord Orientale ,Italia Centrale, Sardegna, oppure; Italia Nord Orientale, Italia Centrale, Italia Meridionale , Sicilia. Questo perché quando ne avranno la possibilità (venti favorevoli) seguiranno la propria rotta preferenziale notturna, invece in caso di necessità (meteo/venti sfavorevoli o ricerca di foraggiamento) durante la fase diurna loro tenderanno a deviare, scostandosi consapevolmente dalla rotta principale per riprenderla poi alla prima occasione utile, magari dopo una sosta (a volte anche lunga) in attesa di notti con meteo/venti favorevoli. Tratto sempre dagli studi di B. Bruderer: “Un comportamento migratorio ottimale non implica necessariamente che gli uccelli debbano seguire la via più breve, ma sembra essere un compromesso variabile tra disponibilità di cibo, prevenzione dei rischi e il volo pianificato a seconda delle condizioni endogene e ambientali”. Oltre gli abbassamenti latitudine, in altri casi di riorentamento (migrazione inversa o in avvicinamento ad una costa) durante la fase di migrazione diurna avremo parziali aumenti di latitudine (50/100 Km), nel caso di avvicinamento o attraversamento di una costa rispetto alla loro provenienza reale avremo degli scostamenti in direzione Nord-Ovest, rotta (315°±20°), questo nel caso di venti da Est/Nord-Est, invece nel caso di venti da Sud-Est all’alba nell’approssimarsi alla costa , nel suo attraversamento o anche in allontanamento dalla costa,
                        produrranno rotte di abbassamento di latitudine intorno a Sud-Est (135°±20°).
                        Matteo90, kim-lea e giuseppe1971/1 piace questo post.

                        COMMENTA

                        Accedi o Registrati

                        Comprimi

                        Pubblicita STANDARD

                        Comprimi

                        Ultimi post

                        Comprimi

                        Sto operando...
                        X