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223 remigton sul cinghiale.....esperienze!!!

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  • Un interessante paragone pratico fra cartuccia da varmints e cartuccia da caccia:

    https://www.youtube.com/watch?v=eHPwHQa4tmw

    CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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    • Capriolo Astuto
      Capriolo Astuto commentata
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      comunque non vedo il problema... uno non le compra e risolve.

    • giovannit.
      giovannit. commentata
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      Rispondevo a chi dubitava che esistessero cartucce del .223 che non riuscissero ad abbattere un cinghiale se la palla e' piazzata "chirurgicamente." Queste lo farebbero incazzare soltanto. A proposito, "tiro fortunato"? "Sparato in movimento"? Non mi pare vera chirurgia. Attento che un cinghiale non ti faccia causa a suon di zanne per... malasanita'! :-)

    • Capriolo Astuto
      Capriolo Astuto commentata
      Modifica di un commento
      chi ha mai parlato di chirurgia con il 223? io no di certo, al primo cinghiale ho sparato in piena spalla.

  • Giovannino....mi vorresti dire che una vmax nel mezzo agli occhi non ammazza un cinghiale ?

    Ti dico che quelli italiani si ... sicuramente! Gli sfonda il cranio e le schegge (di palla e di osso) gli maciullano il cervello.

    Se poi i vostri cinghio maiali, per mutazione genetica, nascono con cassa cranica in acciaio al carbonio.....allora è un problema!!

    Mentre il problema, cacciando cinghiali col 223, lo si incontra quando il colpo non finisce dietro l orecchio o in piena fronte ma....in un punto meno vitale.
    Ecco in quel caso, purtroppo il problema più grosso è proprio per il cinghiale!!
    ​​​​​​
    Ripeto....questo calibro è sottovalutato, non è proprio una cartuccina da uso pediatrico ma sul cinghiale a caccia è meglio usare altro.
    Pieffe50 piace questo post.

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    • Originariamente inviato da SPRINGER TOSCANO Visualizza il messaggio
      Giovannino....mi vorresti dire che una vmax nel mezzo agli occhi non ammazza un cinghiale ?

      Ti dico che quelli italiani si ... sicuramente! Gli sfonda il cranio e le schegge (di palla e di osso) gli maciullano il cervello.

      Se poi i vostri cinghio maiali, per mutazione genetica, nascono con cassa cranica in acciaio al carbonio.....allora è un problema!!

      Mentre il problema, cacciando cinghiali col 223, lo si incontra quando il colpo non finisce dietro l orecchio o in piena fronte ma....in un punto meno vitale.
      Ecco in quel caso, purtroppo il problema più grosso è proprio per il cinghiale!!
      ​​​​​​
      Ripeto....questo calibro è sottovalutato, non è proprio una cartuccina da uso pediatrico ma sul cinghiale a caccia è meglio usare altro.
      Non so, non ho mai sparato una V-Max ne' a un cinghiale ne' a nient' altro. Ai nocivi nel Montana (scoiattoli di terra, cioe' Richardson's ground squirrels, e lepri) tiravo quasi sempre con la .22 LR e cartucce CCI Stinger, o--molto meno spesso--col .243 (palle Sierra da 87 grani) o col 12, o a volte (solo lepri) con la .Ruger Super Blackhawk .44 Magnum. I cinghiomaiali che ho ucciso il primo con un .270 imprestatomi, mentre correva a tutta callara via da me sparandogli alla nuca (colpo di cu10). Qui col .243, fucile che tengo carico e a portata di mano a casa per i nocivi (volpi, coyotes, procioni, maiali, cornacchie fuori tiro per la .22 Hornet). I miei .223 (ne ho quattro, tutti semiautomatici) non li ho mai usati contro esseri viventi. A uno, un clone dell'M 4 della S&W, ho tolto l'upper assembly in .223 e l'ho sostituita con l'upper assembly dell'Alexander Arms in .50 Beowulf. Questo lo voglio usare per cervi e maiali quest'autiunno/inverno, oltre al vecchio e fidato .338 WM e all'Hawken .50 a bacchetta e PN.
      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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      • Dopo aver letto questo chilometrico post, premesso che in vita mia ho usato il 222 per tirare alle volpi (con ottimi risultati) e mai il 223, sono arrivato alla conclusione che:

        Capriolo Astuto sia un buon tiratore, che continuerà a usare il 223 con profitto e a cui mi limito di consigliare (dall'alto delle mie ahimè 43 licenze di caccia) prudenza nelle distanze e nelle giornate molto ventose.

        Giovannit non userà il223 neanche per ammazzare le pantegane nel cortile.

        Giovanni e Maria vivano in un Eden della caccia e che non rinuncerano MAI ai loro 338 o 9,3 anche solo per mera questione di sicurezza/sopravvivenza. A loro un piccolo appunto circa il paragone 6x62 Vs. 223... Date un occhiata alle tabelle balistiche del 6x62..ha un energia doppia rispetto al 5.56 americano e io l'ho visto, qualche anno fa in Rep Ceca, abbattere un cervo di 250 kg con colpo alla spalla a oltre 250 m... L'animale ha percorso, se non ricordo male, 5 m... A Buon intenditor..

        Spaniel Toscano e Germano 56 la pensino in tutto e per tutto come me... Con qualche concessione in più Vs il 223.

        Continuerò a usare il mio vecchio 308w, qualora riprendessi a fare selezione. Senza rimpianti..

        A chi ho citato e a Tutti i Partecipanti mi permetto infine di augurare un Buon Ferragosto e un grande IBAL (in bocca al lupo) per la prox stagione di caccia.
        Ale
        ​​​​​
        A Capriolo Astuto, SPRINGER TOSCANO e 6 altri utenti piace questo post.

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        • giorgio e maria
          giorgio e maria commentata
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          Grazie Alle 60 per la tua opinione ed esperienza con il cal. 6x62 Freres, la terremo in debita considerazione, anche se appunto qui noi siamo "affezionati" ai cal. della classe 338 > 9,3 date le particolari condizioni ambientali con presenza di selvatici in genere molto robusti e talvolta particolarmente pericolosi per la nostra incolumità. Quando non cacciamo i Caprioli, il 6x62 F. noi lo portiamo qualche volta al capanno (postazione per cacciare migratori sparando solamente al volo) nell'eventualità che transitino Volpi, cani randagi, gatti ecc. ovviamente a condizione che "dietro" ed in prossimità del "bersaglio" ci sia un sicuro parapalle naturale (colline), diversamente non rischiamo data l'alta pericolosità della palla sopratutto per l'imprevedibilità dei rimbalzi.

      • Le pantegane non ce le ho, grazziaddio, ma ho coyotes, volpi, procioni, e opossums--nonche' cornacchie, e il .223 basterebbe per tutta quella mala genia di bestie. Infatti uso spesso il .22 Hornet che e' balisticamente molto inferiore al .223. Ma per lavoro serio, calibri .30 o .338, anche se il .243 e' OK (ma non er mejo) adesso che non devo cacciare fra gli orsi e i bisonti di Kodiak.


        teufel.35, Alle60 e ivan1979 piace questo post.
        CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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        • Queste allegate sono alcune foto di una nostra postazione utilizzata sia per cacciare i migratori (sparando solamente al volo dalle due posizioni interne scoperte Nord o Sud, secondo i periodi e/o le occasioni, collegate da un "tunnel" mimetizzato sotto le frasche) che per tirare a Caprioli, Volpi ecc. In una foto Barone Rosso posa soddisfatto dopo una mattinata di caccia ai Colombacci, con i quali ha poi composto il n. 44. Nella foto n. 13 e si vede (ingrandendo molto causa la qualità scadente della Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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ID: 1871590 foto) un Capriolo adulto che "pascola" tranquillamente circa 150 mt. sotto la nostra postazione lato Sud, mentre invece nella foto n. 14 si vede un bel Volpone che in un'altra occasione passa sempre sotto la stessa postazione. Entrambe sono qui che "con ansia" aspettano l'arrivo di Michele.
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          • Riproviamo inserire le altre fotografie, primo gruppo di 6 Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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            • secondo gruppo di foto Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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              • Clicca sull'immagine per ingrandirla. 

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ID: 1871614 ultimo gruppo di 5 foto: rimandiamo ingrandita anche quella dove c'è il Capriolo altrimenti è difficile vederlo (è quella chiazza marroncina che s'intravede nell'erba verde): piccoli cervidi che nonostante possano arrivare superare il peso di 40 kg, sono purtroppo spesso oggetto di "aggressioni" da parte di Volpi, Gatti selvatici (peso anche 15 kg!), Linci, Lupi, cani randagi e anche da qualche cane dei pastori locali (gli Orsi preferiscono aggredire Cervi, Cinghiali, Manzi domestici, pecore). Questi Caprioli si sentono più sicuri e tranquilli quando sono vicino alla nostra postazione perchè hanno già capito che noi in questa zona ci spariamo molto raramente, solamente in occasione di eventuali prelievi per motivo di selezione e comunque dopo lunga ed attenta osservazione. Vicino alle nostre postazioni per caccia ai migratori preferiamo l'abbattimento di Volpi e "nocivi" vari affini ...
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                • Azz! Bei posti, e postazioni a 5 stelle (hanno anche cucina, bagno e doccia?) Peccato che abito un po' lontanuccio, senno' vi venivo a trovare...
                  CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                  • Cucina, bagno, doccia e ... cantina refrigerata... li faremo in seguito.... ahahahahahaaaa; scherzi a parte è soltanto un "capanno di caccia" installato sopra un terreno di nostra proprietà provvisto di due postazioni aperte per sparare a volo (all'occorrenza a Volpi, nocivi vari e talvolta a qualche Capriolo): un è rivolta verso nord-est mentre l'altra verso su-ovest, con punti di riparo temporaneo in caso di maltempo, in modo che possiamo rimanere a cacciare ugualmente anche qual'ora piovesse. Con il tempo "in moto" i migratori transitano molto più assiduamente ed assi più vicini al suolo, i momenti migliori per l'attività venatoria: comunque qui ci portiamo sempre davvero un frigorifero portatile provvisto di piastre di ghiaccio sintetico oltre una grossa batteria supplementare 12 V. per azionare i 10 contatti elettrici utilizzati per le varie Giostre e "passeggiate" motorizzate (n. 3 per le Allodole + n. 3 per i Colombacci), oltre che azionare i motorini di cui sono dotate le 16 Allodole con le ali girevoli appese alle varie trecce sottili di filo Dacron (circa un'ora e mezza per installare il tutto ed altrettanto tempo per "spiantare" qualora non trascorriamo la notte nella postazione quando il meteo ce lo permette). Qui sono interrati circa 200 mt. di tubo in pvc nei quali scorrono circa 350 mt. di doppio cavo elettrico (piattina rosso-nera sezione 0,75>1,0 mm.) per alimentare le varie "strutture" motorizzate. Con l'auto arriviamo comodamente fino ad essere letteralmente quasi attaccati al capanno (mezzo metro), e pertanto ci possiamo portare appresso ciò che necessitiamo per cacciare.

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                    • Adesso mi (ci) bacchetteranno per essere mille miglia fuori topic, ma quando parli di allodole mi fai sbavare. Sono i primi uccelli che cacciai dopo aver conseguito l'agognata licenza a 16 anni. Papa' mi porto' vicino Nettuno, e col mio nuovo fiammante o/u Beretta S55B mi divertii come un matto. Non che non avessi cacciato prima della licenza, ma quelle furono le prime allodole "legittime." E poi vennero i tordi, la mia grande passione in Italia. Sai che darei in cambio cervi e tacchini per tordi e allodole? Ai cervi sparo al massimo tre cartucce a stagione (senza contare la verifica delle ottiche). Ai tacchini una botta a stagione, o, la primavera scorsa, neanche una. Se non ci fossero le tortore a darmi un po' di sturm und drang venatorio, sai che noia! A Kodiak, oltre ai cervi, cacciavo anatre dall'8 Ottobre fino al 22 Gennaio, ogni weekend, e pregavo per tempeste di vento e pioggia. Ho dovuto abbandonare la caccia alle anatre quando son venuto in Alabama. Niente anatre qui, eccezion fatta per le wood ducks--troppo belle da uccidere e spennare, ed inoltre non offrono la caccia classica che io amavo (capanno, stampi, richiamo a bocca e Labrador). Se proprio vuoi uccidere un gioiello alato per sei o sette bocconi di carne, ti apposti vicino a un laghetto di castori nella foresta prima dell'alba, e all'alba se intravedi delle forme scure che sfrecciano fra i pini gli sferri un paio di botte. Magari se ti dice bene ne prendi una o due, e la cacciata e' finita. Non c'e' gusto. Non ti godi il suspense della punta di germani o alzavole o codoni o fischioni o canapiglie che girano fuori tiro sugli stampi, mentre dai fiato a due o tre richiami, uno alla volta, per dare l'impressione che ci siano piu' anatre a chiamare. Il cane vicino a te uggiola vedendole e seguendole con lo sguardo. Le brama quanto te. E se vengono al gioco e padelli ti guarda deluso, aspettando l'ordine di riportare che non viene. In realta', non mi piace sparare agli ungulati. Se lo faccio e' per la ciccia che adoro. Ma di nattura sono un pennaiolo, un migratorista. La selvaggina migratoria porta con se' l'odore, il mistero di terre lontane, di paradisi terrestri inesplorati. Lo sai che da ragazzo facevo un sogno ricorrente, nel quale vedevo stormi di uccelli che si preparavano a migrare, ed io mettevo le ali e volavo via con loro? Un altro sogno che facevo era quello dell'arrivo dei migranti alati. Nel cielo della citta' apparivano tordi, storni, palombe, anatre a centinaia, migliaia. Come un viaggio all'indietro nel tempo. Scommetto che era cosi' ai tempi dei Romani Antichi e a Ottobre immensi stuoli si creature alate sorvolavano l'Urbe. Ah, una macchina del tempo, il mio Remington, e una tonnellata di cartucce! E mi sa che mi farebbero pure imperatore, credendo che io impugni l'arma di Jupiter.
                      Se non mi prendono a calci i moderatori per questo O.T. oggi si vede che stanno dormendo dopo i bagordi del Ferragosto!
                      A Cimbellatore, Alle60 e 2 altri utenti piace questo post.
                      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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                      • arsvenandi
                        arsvenandi commentata
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                        Non si dorme, ma tu sei incorreggibile ormai, quindi ....😛

                      • giovannit.
                        giovannit. commentata
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                        Che strano, Arsvenandi, ma anche mia moglie dice sempre cosi'--ma senza l'ormai. Ancora cerca di correggermi, dopo quasi 45 anni di matrimono! Che palle!

                      • walker960walker
                        walker960walker commentata
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                        Gli OT (o come si dice) servono..... Ah se servono!

                    • Giovanni, notiamo che abbiamo qualcos'altro in comune: la migratoria, grande passione "Italiana" !!!!! Alla mia prima licenza, anno 1965 (avevo 16 anni, l'acquisii perchè mio padre firmò in Municipio ì, proprio lo stesso modello del tuo cal. 12 !! Armi eccezionali a quel tempo che per anni mi hanno regalato davvero grandi soddisfazioni: il cal. 28 strozzature **/* era un vero "gioiellino" per me al capanno nei tiri fino a 25 mt. con le cartucce fatte in casa. Tutt'ora utilizziamo quasi esclusivamente il cal. 20 (Benelli semiauto) sia per la migratoria che per la stanziale (Starne, Fagiani e Lepre compresa, trovando queste armi molto maneggevoli e piacevoli allo sparo anche con cartucce Mag.
                      Comunque anche se come te siamo altrettanto accesi sostenitori nell'utilizzo del grosso calibro nei riguardi dei selvatici "robusti", non ti nascondiamo la nostra curiosità di voler provare l'effetto del 6x62 Freres dopo aver seguito le varie discussioni sul cal. 223 Remington, sperando di aver la possibilità di poter sparare su un Cinghialotto di dimensioni "contenute" (e sopratutto poi di colpirlo nella zona vitale come ben indicata in questo forum da alcuni Cacciatori che riteniamo seri ed affidabili vista la positività delle loro esperienze in materia). E per questo sarà meglio che metteremo l'arma in mano a Michele (Barone Rosso) in quanto possiede una vista, una fermezza ed una precisione nel tiri di gran lunga molto migliore della nostra. Se possibile noi filmeremo o fotograferemo senza disturbare l'ambiente,l'atmosfera e l'azione nei frangenti venatori di quel momento "storico".

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                      • Rimandiamo il messaggio precedente perchè questo vecchio computer "mangia" in automatico le parole e talvolta le frasi intere ! Scusateci.
                        Giovanni, notiamo che abbiamo qualcos'altro in comune: la migratoria, grande passione "Italiana" !!!!! Alla mia prima licenza, anno 1965 (avevo 16 anni, l'acquisii perchè mio padre firmò in Municipio e in Caserma) mi fu regalata una vecchia doppietta cal. 16 a cani esterni. Poi, mi sembra nell'anno 1967) iniziando la caccia vagante ad Allodole alla borrita (al salto) ed al capanno con la Civetta (ma cacciavo anche Fringillidi, Tordi ecc.) acquistai le mie prime armi nuove: su consiglio dell'armiere del nostro paese, comperai una coppia di fucili sovrapposti: un cal. 20 + un cal. 28, entrambe di marca Beretta ed entrambe mod. S55B, sì proprio lo stesso modello del tuo cal. 12 !! Armi eccezionali a quel tempo che per anni mi hanno regalato davvero grandi soddisfazioni: il cal. 28 strozzature **/* era un vero "gioiellino" al capanno nei tiri fino a 25 mt. con le cartucce fatte in casa. Tutt'ora utilizziamo quasi esclusivamente il cal. 20 (Benelli semiauto) sia per la migratoria che per la stanziale (Starne, Fagiani e Lepre compresa), trovando queste armi molto maneggevoli e piacevoli allo sparo anche con cartucce Mag.
                        Comunque anche se come te siamo altrettanto accesi sostenitori dell'utilizzo del grosso calibro nei riguardi dei selvatici "robusti", non ti nascondiamo la nostra curiosità di voler provare l'effetto del 6x62 Freres dopo aver seguito le varie discussioni sul cal. 223 Remington, sperando di aver la possibilità di poter sparare su un Cinghialotto di dimensioni "contenute" (e sopratutto poi di colpirlo nella zona vitale come ben indicata in questo forum da alcuni Cacciatori che riteniamo seri ed affidabili vista la positività delle loro esperienze in materia). Ma per questo sarà meglio che metteremo l'arma in mano a Michele (Barone Rosso) in quanto possiede una vista, una fermezza ed una precisione nei tiri di gran lunga molto migliore della nostra. Se possibile noi filmeremo o fotograferemo senza disturbare l'ambiente,l'atmosfera e l'azione nei frangenti venatori di quel momento "storico".

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                        • giovannit.
                          giovannit. commentata
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                          Ecco, uso un commento invece di un post per evitare di esagerare. La mia prima licenza la presi nel 1964. Sono un anno "meno giovane" di te. Prima della licenza sparavo un tronchino Beretta (credo che fosse un mod. 412, ma non ricordo bene) cal. 24. Poi, piu' grande, papa' mi regalo' lo stesso modello, ma in cal. 12. Mi veniva alla spalla cosi' bene che i beccaccini al frullo e le lodole alla borrita morivano a pochissimi metri da dove erano partiti. E poi l'S55B con la licenza. La prima volta che andai a tordi con Papa' e due amici di Papa' , vicino Poli, in Sabina, non ne mancai neanche uno. Il primo, un sassello, lo "bruciai" quasi a buio. Avevo 16 anni e ancora ho nella mente il "video" di quel primo tordo: un'ombra scura che spunto' all'improvviso da dietro un olivo, a quindici metri da me. Il fucile s'alzo' da solo e la fiiammata mi acceco' per un istante, ma sentii chiaramente il tonfo (a quell'epoca ancora ci sentivo bene) dell'uccello nell'erba dell'oliveto. Corsi a raccoglierlo. Era soffice, pesante, e rilassato nella mia mano. Fu come il primo bacio con una ragazza. Divenni in quell'istante tordodipendente. Ne presi altri quattro, e due merli. Uno degli amici di Papa' non ne prese neanche uno, l'altro uno, e Papa' uno. Poi al ritorno ci fermammo in un campo e in dieci minuti racimolai tre allodole alla borrita. Quel giorno, non lo dico per fare lo smargiasso, non sbagliai un colpo. Dieci cartucce, dieci uccelli. Papa' gongolava. Tiemp' bell' 'e 'na vota, ma pecche' nun turnate... O lost, and by the wind grieved, ghost, come back again... Da giovani si vive di speranze. Da vecchi di ricordi.

                      • Grazie Arsvenandi ed a tutti quelli che ci leggono in questo "forum" per la concessione davvero molto cortese con la quale ci lasciate talvolta "uscire dal seminato" della discussione p sentimentrincipale, ma certi "spunti" sono così tanto tentatori e stuzzicanti che ci prendono la mano coinvolgendoci nella medesima passione.... Grazie ancora di cuore per lasciarci esprimere anche "fuori programma" i nostri sentimenti di appassionati Cacciatori. Con profonda stima rispettosa, Giorgio e Maria.

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