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223 remigton sul cinghiale.....esperienze!!!

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  • #16
    Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
    Che poi non sarà mai raggiunta in pieno. Se si ferisce il cinghiale si ritrova con il cane; se non si ritrova amen.
    Ecco questo mi sembra lo spirito giusto per iniziare la caccia di selezione.
    Complimenti

    L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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    • #17
      Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
      Chi ha visto la ferocia degli uomini, nei vari teatri di guerra, bambini morti sotto bombardamenti anche tele guidati perché i terroristi si celavano in edifici abitati….beh, con tutto il rispetto, di un cinghiale ferito me ne può importare una bella sega.
      Lo abbiamo capito che sei rambo
      Lo scrivi un tutti i post che sei stato un navy seal ....
      Ti svelo un segreto però, non sei in guerra contro i cinghiali

      L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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      • setterman1
        setterman1 commentata
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        I rambo esistono solo al cinema. L'efficienza, è raggiungibile da tutti: basta credere in quello che fai. Volontà. La guerra ormai l'ho alle spalle. Il mio periodo finì molto molto tempo fa. No mi faccio permeare dalle retoriche ipocrite ad uso e consumo dei momenti politici.

    • #18
      Mah! Cacciare con un calibro che non ti permette di abbattere un animale pulitamente e il piu' velocemente possibile se il punto d'impatto non e' esattamente quello mirato dovrebbe essere illegale. Il tiro "chirurgio" e possibile, ma non sempre avviene. Chi se ne frega se un cinghiale ferito non si trova? Fregherebbe a quel povero fungaiolo o beccacciaio che passa vicino al cespuglio dove un solengo ferito, in pena, e incazzatissimo s'e' rifugiato... Io spero che passino una regolamentazione che proibisca l'uso del .223 per qualsiasi selvatico oltre il capriolo, e specialmente per il cinghiale, animale potenzialmente pericoloso. Cosi',, fra l'altro, la smettiamo tutti, io compreso di sputare sentenze.
      tommaso1987 piace questo post.
      CHI SE FA PECORA OBBEDISCE AR PECORARO!

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      • setterman1
        setterman1 commentata
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        Questo è un ragionamento giusto. Fino a che è ritenuto legale io esercito la mia facoltà di sperimentazione. Se alla fine di questa fase mi convinco che è come dite Voi….ne prenderei atto e cambierei non solo approccio ma anche calibro.

    • #19
      Originariamente inviato da darkmax Visualizza il messaggio

      Ecco questo mi sembra lo spirito giusto per iniziare la caccia di selezione.
      Complimenti
      La caccia di selezione al cinghiale ( la sola che io eserciti) è alquanto atipica nella forma e nella sostanza a quella che si è voluto scimmiottare dai Paesi Austro ungarici, rivolta in special modo agli ungulati "nobili". In Toscana si va tutto l'anno senza limitazioni di capi, di genere e di età; il calibro minimo è il 5,56 (o che a dir si voglia il 5,6 arrotondato) , concepita per limitare il numero di cinghiali nelle zone cosiddette non vocate (dove fanno veramente del danno). Quindi mi sembra di capire che sia più un contenimento danni che selezione propria. Se ora lo spirito fosse un pò meno giusto, Voi puristi potreste chiudere anche un occhio per non dire altro.
      Saluti a tutti amici.

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      • #20
        O Madonna che ho scatenato!!!!

        Boni, boni....

        Qua non c è nessun purista, e nemmeno bacchettoni!!!
        ​​​​​
        Son stato io tra i primi ha porre su di un forum l uso di questo calibro sul capriolo......e potere andare a leggere che cosa è successo!!

        Convinto delle mie idee ho riportato il tutto qua nella speranza (poi ben riposta) di potermi confrontare con persone disposte a....confrontarsi.

        Il post è andato avanti e credo che se uno lo legge contribuisce sicuramente a dipanare alcuni dubbi e mettere nella "giusta posizione" questo fantastico calibro troppo bistrattato.

        Ora però, conoscendo bene cosa sono e come sono i cinghiali, permettimi Setterman, con tutto il rispetto di sconsigliarti almeno per le prime esperienze di sparare ad un cinghiale col 223.

        Credimi ferire un animale e non ritrovarlo (o anche ritrovarlo sofferente dopo ore) rompe veramente i coxglioni!!!

        Setterman cerco di darti i migliori consigli che posso dare....se ricordi ti sconsiglio l acquisto di una semiauto per questa caccia....hai provato e ti sei reso conto che non è adatta....

        Il primo cinghiale che metterai dentro l ottica .....fai di tutto per portarlo a casa.... sarà un ricordo bellissimo
        setterman1 piace questo post.

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        • setterman1
          setterman1 commentata
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          Non preoccuparti; non hai scatenato alcun putiferio. Si scambiano idee in modo civile. Anzi, se non c'eri bisognava inventarti: dove lo ritrovo uno che è sempre disposto a mettere sul piatto di chiunque la sua esperienza. Se con il .223 mi renderò conto che non sia all'altezza lo userò per i nocivi. Intanto i fatti riportano che Capriolo Astuto abbatte pulitamente, almeno alle distanze canoniche, i cinghiali sull'ombra; altri colleghi che l'hanno usato raccontano che è efficiente anche su daini di 80 chili tirati a 286 mt di distanza (video di A.M.Giangio Wildhunters. omb). Quello che rifiuto categoricamente è la parzialità del sentimento di pietà: un cinghiale è destinatario di questo sentire mentre bambini o adulti ridotti come scheletri e mostrati in tutte le forme di comunicazione passano inosservati. Non c'è coerenza. Con questo non voglio dire che un animale debba soffrire. No, non deve ma non voglio farmene una croce se esercitando con un arma ritenuta insufficiente dalla maggioranza dei cacciatori ma non dalla legge e ricorrendo, successivamente, a personale cinofilo specializzato non riesco a finire un animale ferito.

      • #21
        Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
        Ne sai qualcosa tu?
        Il 223 lo utilizzo con enorme soddisfazione, però la fionda, la cerbottana e il dardo avvelenato, mi hanno strappato un lieve sorriso. Ne so qualcosa di sarcasmo di basso macello, fatto da gente meschina. Queste battute umoristiche, le trovo simpatiche e divertenti, fra amici che discutono ci stanno bene.

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        • setterman1
          setterman1 commentata
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          Per me hanno, invece, un sapore di saccente arroganza di chi si crede di avere la verità in tasca. Poi quando si vuol mettere la caccia di selezione su un piano etico come a volersi ridipingere agli occhi dei benpensanti animalisti come se agli animali non li sparassimo o meglio: "guarda amico ambientalista, noi gli spariamo però lo uccidiamo subito e non soffre, non se ne accorge nemmeno", cioè trovare quelle forme etiche che abbiano il sapore politicamente corretto; ma mi facciano il piacere. Quante volte i cacciatori avranno fatto sbranare una lepre ferita o una volpe dai cuccioloni per far sì che prendano passione a quel tipo di selvatico; per non parlare dei cani da cinghiale mandati a farsi fare a pezzi.

      • #22
        Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
        Se uno non è capace di colpire un cinghiale a 200mt nell'area vitale venatoria come la definisci tu (questo sì che è umorismo) è bene che si dia al golf.
        Per me l'aria vitale venatoria, non esiste come non esiste l'area vitale accademica. Questi termini non sono stati inventati dal sottoscritto, mi fa piacere che l'hai messo in evidenza. Sono stati inventati da chi dice che non è etico tirare nella zona dell'orecchi o del collo. Non è umorismo. Quello che è etico in Sicilia, potrebbe non essere etico in Piemonte. Per me è etico ammazzare l'animale sul punto dove è stato sparato . Un tiro fatto a 200 m è un tiro impegnativo, molti si impegnano a colpire il cinghiale e non l'area vitale.

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        • #23
          Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
          E soprattutto dovremmo fare a meno di certa retorica sull'etica per non far incazzare gli ambientalisti sulle sofferenze degli animali sparati.
          Io mi impegno al massimo per non far soffrire nessun animale, con me gli animalisti non hanno motivo di incazzarsi. Non è retorica è amore per gli animali.

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          • setterman1
            setterman1 commentata
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            Basterebbe non portarlo agli estremi quest'amore per gli animali. Mi ripeto su un post precedente: la società tutta è sensibilizzata ugualmente nel voler bene agli animali come a quei disgraziati di scheletri umani che ci fanno vedere in tv? Coerenza amico mio. Coerenza.

        • #24
          Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
          Poi quando si vuol mettere la caccia di selezione su un piano etico come a volersi ridipingere agli occhi dei benpensanti animalisti come se agli animali non li sparassimo o meglio: "guarda amico ambientalista, noi gli spariamo però lo uccidiamo subito e non soffre, non se ne accorge nemmeno",
          La caccia di selezione è una caccia particolare, lo scopo non è quello di uccidere, è quello di far diventare sempre più forte, e mantenere in perfetta salute una determinata specie. Per farlo bisogna conoscere la zona e i caprioli che vivono in quella zona. Essere cacciatore non vuol dire fregarsene della sofferenza degli animali, forse non mi crederete ma prima di tirare il grilletto prego Dio di far morire l'animale il prima possibile, però ci metto anche parecchio di mio.

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          • setterman1
            setterman1 commentata
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            Per raggiungere lo scopo prefisso nella selezione occorre uccidere. Non ci facciamo seghe mentali. Nemmeno io vorrei far soffrire gli animali ma se lo ferisco e dopo aver messo in atto tutte le procedure per il recupero risulta introvabile ancorché ferito me ne faccio una ragione, non mi strappo i capelli. Nemmeno se per ferirlo abbia usato un .223.

          • Pieffe50
            Pieffe50 commentata
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            La caccia di selezione è una caccia particolare, lo scopo non è quello di uccidere, è quello di far diventare sempre più forte, e mantenere in perfetta salute una determinata specie. Per farlo bisogna conoscere la zona e i caprioli che vivono in quella zona.
            VERITÀ SACROSANTA !

        • #25
          Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
          Quante volte avranno fatto sbranare una lepre ferita o una volpe dai cuccioloni per far sì che prendano passione a quel tipo di selvatico.
          Sapessi quante volte gli animalisti volevano abolire la caccia di selezione e volevano introdurre il lupo per una selezione più naturale. Preferivano far sbranare i caprioli dal lupo e non dalla fucilata del cacciatore. Non ci sono riusciti con il lupo, ma ci sono riusciti con lo sciacallo dorato. I caprioli e le lepri vengono sbranati dai predatori naturali, per la felicità degli animalisti. Noi e i nostri cani siamo meno crudeli della natura.

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          • setterman1
            setterman1 commentata
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            Appunto. La morte fa parte della natura. Mi pare che anche il pensiero dominante delle organizzazioni dei cacciatori si sta piegando al politicamente corretto.

        • #26
          Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
          Quello che rifiuto categoricamente è la parzialità del sentimento di pietà: un cinghiale è destinatario di questo sentire mentre bambini o adulti ridotti come scheletri e mostrati in tutte le forme di comunicazione passano inosservati.
          Una cosa non esclude l'altra, anche perché l'animale non può essere messo sullo stesso piano di un bambino. Se i bambini passano inosservati la colpa non è dei cinghiali.

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          • setterman1
            setterman1 commentata
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            Appunto. E' degli uomini. E chi ha dato la colpa ai cinghiali? Ma che lo fai apposta?

        • #27
          Originariamente inviato da SPRINGER TOSCANO Visualizza il messaggio
          ma il problema è se il colpo non finisce dove sperato....e a caccia questo succede spesso molto spesso....anche con tiri "sicuri".
          Springer, può succedere, ma se succedesse spesso bisogna risolvere il problema e fare in modo che il colpo colpisca la zona mirata.

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          • setterman1
            setterman1 commentata
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            A chi succedesse spesso dovrebbe dedicarsi al gioco della dama.

        • #28
          Colpire un cinghiale al crepuscolo, a 200mt nella zona dell orecchio ....
          L' Alpinismo è salire per la via più facile alla vetta, tutto il resto è acrobazia*

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          • #29
            Originariamente inviato da SPRINGER TOSCANO Visualizza il messaggio
            L ultimo capriolo che ho tirato ...175 MT perfettamente al pulito...arma su harriss e sacchetto di riso.... sono certo (o meglio quasi certo) di aver scattato bene con la croce ferma nella spalla...eppure il colpo è andato alla base del collo!! In pratica 10/15 cm a sx!!
            Ora nel caso di 223 vs capriolo il margine c è e se anche il colpo invece di finire nel collo, 15 cm a sx, finiva a mezzo costato cioè 15 cm a dx, il capriolo sarebbe venuto comunque giù.
            I guai accadono proprio quando si è sicuri di vedere la croce ferma su di un punto, ci potrebbe essere una probabilità che hai forzato perché avevi paura di perdere quella stabilità. Mancare il punto di una determinata zona di 15 cm. potrebbe essere "strappo" oppure una errata posizione. Però è più difficile che un errore di mira porta il colpo fuori zona di 15 cm. Se non hai capito il motivo dell'errore, molto probabilmente la tua attenzione era rivolta da qualche altra parte. Io direi che quando il tiro è una fetecchia (può succedere a tutti) non si può parlare di "margine" si parla di errore. Si possono fare più ipotesi del perché il colpo è andato a sinistra. L'arma anche su due appoggi difficilmente non va corretta con piccoli spostamenti. I colpi che vanno in senso orizzontale sia dalla parte sinistra che destra il più delle volte dipendono da una posizione esteriore non perfetta, anche la posizione del dito sul grilletto potrebbe aver contribuito a portare il colpo sulla sinistra, anche il calcio della carabina non adatto alla mano, può portare ad errori. Qualsiasi correzione esterna impegna il cervello, e quando si tira meno problemi ha il cervello meglio è. Springe, non do mai consigli, do solo opinioni, quindi prendila come tale: ho visto qualche tiro fatto da te sul capriolo non proprio perfetto, c'è qualcosa che forse non va bene con la superficie da te mirata. Forse questa superficie non è alla tua portata. La superficie che vuoi coprire quando sei in punteria è troppo stretta, ti porta a combattere con il bersaglio perché superi (forse) spesso questi limiti. Bisogna anche dire che la superficie troppo piccola (per la portata del cacciatore) porta allo scatto consapevole Logicamente sono solo ipotesi. Mi sono ripetuto, perché voglio stare il più attento possibile a non urtare la suscettibilità altrui. Le opinioni non si pagano, io in tempi lontani ho pagato 200.000 lire per ascoltare il maestro che ci ha ripetuto per tutta la giornata "tacca mirino e scatto, tacca mirino e scatto, tacca mirino e scatto"

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            • setterman1
              setterman1 commentata
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              200.000 lire? Sei stato fubbbbbbbo con 7 "b". Se tu te le eri chiavate….

          • #30
            Originariamente inviato da setterman1 Visualizza il messaggio
            Appunto. E' degli uomini. E chi ha dato la colpa ai cinghiali? Ma che lo fai apposta?
            Scusa mi sono spiegato male, volevo dire che posso voler bene a un cinghiale senza togliere nulla al bambino.

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            • setterman1
              setterman1 commentata
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              Ma li metti sullo stesso piano o no? Se la cruda realtà ci porta a pensare e talvolta ad agire secondo natura (che non è mai benevola) me ne dolerò meno per la sofferenza di un cinghiale. Insomma, mi sembra che tu non voglia capire di proposito, scusa eh. Fermo restando il principio di umanità verso tutti gli esseri viventi. Per tornare sui ferimenti con il .223: i resoconti dei cacciatori che lo utilizzano dimostrano efficacia anche sul cinghiale. La legge in Toscana lo consente, come faccio a sentirmi in colpa se ferisco una preda? Quanti selezionatori parlano per provata esperienza o per sentito dire dai guru che costituiscono il maitre à penser di questa attività. E soprattutto chi li ha "incoronati" quali dispensatori di verità? In Africa ci sono scuole per cacciatori di professione e master. Ecco che allora il titolo li pone su una cattedra cui dispensare "la retta via".

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